#The100 – The Four Horsemen (S04E03)

Clarke e Bellamy danno fiducia a Jaha nella ricerca di una possibile salvezza mentre a Polis ed Arkadia la tensione sale sempre più.

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#Sherlock -The Lying Detective (S4E02)

Dopo un avvio “forse” in sordina ( mettere il forse è d’obbligo, perché a mio avviso, The Six Thatchers, è stato un ottimo episodio. Forse un po’ troppo confuso sotto alcuni aspetti, ma pur sempre un ottimo episodio), Moffat e soci riescono a confezionare uno degli episodi più belli, dell’intera serie.
The Lying Detective non è solo un episodio.
The Lying Detective è una vera e propria chicca telefilmica. Una corsa folle su un binario sterrato, una sfida tra due menti a dir poco geniali, giocata sul filo di un rasoio.

Moffat voleva stupirci e voleva tenerci con il fiato sospeso, sino all’ultimo secondo della puntata. E… c’è riuscito.

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Prima di passare alla recensione vera e propria, vi ricordo di passare dalla nostra Pagina Facebook.

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#Sherlock – The Six Thatchers (S04E01) #SeasonPremiere

Dopo due anni di attesa debutta la quarta stagione di Sherlock, con subito un problema da affrontare: come uscire dall’accusa di omicidio?

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#DoubleFeature – #Sherlock #TheAbominableBride #SherlockChristmasSpecial

Torniamo con la rubrica Double Feature per recensire lo special di Natale/Capodanno di Sherlock, The Abominable Bride.

Double Feature

Per una cosa diversa dal solito, e nello spirito di più punti di vista, abbiamo coinvolto anche una persona esterna: Tatiana Coquio di Cinema, Movie And Pop.

Avvertenza: Ci saranno spoiler. Quindi, se non l’avete visto, non andate oltre.

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Sherlock – His Last Vow (S03E03) #BBCSherlock

Un’interrogatorio. Un interrogato, Magnussen (abbastanza inquietante), che sembra al comando della situazione. Dei ricatti. Così comincia il terzo, e ultimo, episodio di Sherlock, “His Last Vow”.

Ovviamente, a chi verrà affidato il caso? Beh, non c’è bisogno di dirlo. Prima di arrivare a questo, però, andiamo a casa Watson, dove la vicina Kate arriva in lacrime perchè il figlio, Isaac, non è tornato a casa per l’ennesima volta. Essendo un tossicodipendente, la donna è molto preoccupata, e John si offre di andare a verificare se il ragazzo è nel posto in cui la madre crede. Il ragazzo effettivamente è lì, con altri tossicodipendenti, ma non è l’unica conoscenza di John… anche Sherlock (che lì tutti chiamano ‘Shezza’) si trova nello stesso edificio, e ovviamente finisce per litigare con John perchè viene trovato di nuovo a fare uso di droghe, anche se lui sostiene fosse perchè sta seguendo un caso. Il tutto porta ad una intervention da parte di John, che chiama il fratello di Sherlock, Mycroft, e il vecchio collega Anderson, per cercare di trovare la droga nascosta in casa. Vista la continua insistenza, Sherlock si trova costretto a rivelare il caso su cui sta lavorando e che a suo parere giustifica questo suo stato, e il caso non è che su Magnussen. Quello che invece nascondeva gelosamente in camera era… una donna.

Tornando al caso, Sherlock descrive Magnussen come uno squalo, e come l’uomo più inquietante che abbia mai incontrato. Prosegue poi dicendo che nonostante la gente lo conosca come proprietario di alcuni giornali, in realtà è un “Napoleone del ricatto”. Sherlock ha anche identificato la casa da cui Magnussen gestirebbe tutto il mondo occidentale, la cui struttura ovviamente è sconosiuta e inaccessibile. Si sa però il nome: Appledore. John è comunque distratto e shockato nell’apprendere che Sherlock ha iniziato una relazione con Janine, la testimone di nozze di Mary.

Quando si parla del diavolo, ecco che compaiono le corna… e Magnussen arriva al 221B di Baker Street. (Cosa simpatica e degna di nota: il punto debole della signora Hudson è la marijuana) Ci resta poco, il tempo di mettere in chiaro che è lui a comandare, e che non ha intenzione di restituire le lettere con cui sta ricattando Miss Elizabeth. Sherlock pensa però che il solo fatto che l’uomo abbia portato le lettere con sé sia un segno della volontà di arrivare ad un patto. Ovviamente tutti conosciamo Sherlock Holmes, e figuriamoci se chiede una seconda volta: il suo piano è quello di rubarle mentre Magnussen sarà ad una cena di Marketing. E, sempre ovviamente, trascina John con lui.

Il suo piano prevede di utilizzare una carta magnetica rubata il giorno prima per poter utilizzare l’ascensore dell’edificio dove Magnussen lavora. La carta, che Sherlock smagnetizza, risulterà corrotta, e a quel punto l’assistente personale di Magnussen controllerà se chi sta per utilizzare l’ascensore è ammesso o meno. L’assistente personale chi si rivela essere? Janine, of course. La donna, che sembra davvero innamorata di Sherlock, è stata usata dall’inizio per questo fine quindi!

Qualcuno sembra averli preceduti nell’edificio. Infatti, quando arrivano all’ultimo piano, trovano Janine e gli uomini della sicurezza a terra, e Magnussen in una stanza al piano superiore inginocchiato e con le mani legate. Elizabeth Smallwood, la donna ricattata da Magnussen, si sta infatti prendendo la sua rivincita. All’arrivo di Sherlock, la donna si volta e… non si tratta di Smallwood, ma di Mary! Esatto, la moglie di John. Non so voi, ma non me l’aspettavo proprio. Anche se mi sembrava strano Moffat ci avesse fatto piacere Mary così tanto… nonostante Sherlock cerchi di tranquillizzarla assicurandole che, qualsiasi cosa Magnussen abbia su di lei, lui possa aiutarla, Mary gli intima di non avvicinarsi, e al rifiuto dell’uomo gli spara.

Per i successivi 5/10 minuti si assiste a quella che è una delle parti migliori dell’episodio. Prima un susseguirsi di scene tra il presente e il palazzo mentale di Sherlock. Poi una lotta tra la morte (impersonata da Moriarty) che si avvicina a Sherlock e cerca di attirarlo, e dall’altro lato la vita che lo chiama. Quando Moriarty gli ripete che ora John è in pericolo, Sherlock sembra reagire e inizia a lottare con più forza, tornando letteralmente in vita dopo che i suoi segni vitali si erano azzerati. Torna in vita per vedere Mary che gli intima di non raccontare nulla a John, e infatti dopo poco fugge dall’ospedale, ma tant’è.

John comincia ad avere qualche sospetto quando, tornato in Baker Street, prima si chiede il motivo per cui Sherlock sia convinto che si ritrasferirà lì, e poi vede il profumo usato da Mary sul tavolino. Infatti, la scena successiva ci mostra l’incontro tra Sherlock e Mary, organizzato dal detective per far sapere a John la verità. Sherlock smaschera la donna, capendo che lei ha preso l’identità di una bambina nata morta nel ’72, e successivamente le dice che accetta il suo caso.

La donna consegna a John una chiavetta USB con le sue iniziali: A. G. R . A. Gli chiede inoltre di non leggerne il contenuto di fronte a lei perchè una volta terminata la lettura, non la amerà più. Sherlock prosegue poi con le sue deduzioni: Mary è un agente segreto, probabilmente non inglese, che sta scappando da qualcosa, e che gli ha salvato la vita. Nell’edificio di Magnussen poteva benissimo uccidere Sherlock ma non l’ha fatto, ed è stata lei a chiamare l’ambulanza che lo ha poi salvato. Chiede quindi a John di fidarsi di lei per riuscire a incastrare Magnussen. Ed è esattamente ciò che fa John… si fida di sua moglie e butta la chiave USB senza leggerla, perchè, come lui le dice “i problemi del suo passato sono affari suoi, quelli del suo futuro sono un privilegio di John”.

Poco dopo Sherlock si serve dell’aiuto di un “amico”, Billy, per drogare tutta la sua famiglia (Mary compresa), per poi rubare il laptop di Mycroft e portarlo direttamente da Magnussen con cui aveva fatto un patto: quel laptop per una visita ad Appledore per poterlo scambiare con le informazioni in possesso su Mary. Le informazioni si rivelano essere inesistenti… o meglio, esistono ma soltanto nella sua mente. L’uomo è così convinto di avere incastrato Sherlock Holmes, dato che ora potrà denunciarlo per aver tentato di vendergli segreti di stato, e di lì a poco infatti i servizi segreti inglesi arrivano sul posto: prima che possano intervenire, però, Sherlock prende una pistola e spara a Magnussen, uccidendolo, così che non possa più minacciare Mary.

L’episodio finisce con la partenza di Sherlock, che invece che essere imprigionato viene mandato sotto copertura in una missione nell’Est Europa per almeno 6 mesi. In realtà il suo esilio dura esattamente 4 minuti, quando viene fatto tornare alla base… qualcuno è infatti tornato e richiede la sua attenzione… Jim Moriarty!

Beh, che dire? Credo che questo sia stato il miglior episodio, sia per quanto riguarda la serie, sia per quanto riguarda la stagione. Dopo i primi due episodi avevo un po’ perso la speranza, sembrava che la serie si fosse spostata più verso il lato comedy, ma fortunatamente con questa puntata hanno sistemato le cose. Ho AMATO la svolta che ha preso il personaggio di Mary, sono riusciti a farcela piacere per due episodi, odiare per ¾ del terzo e poi amare di nuovo. Che si può chiedere di più? Non vedo l’ora che arrivi la quarta serie, tre episodi sono davvero troppo pochi per un potenziale come quello di Sherlock, non si fa in tempo a cominciare a gustarlo che è già arrivato il momento dell’arrivederci. Beh, nella speranza di non dover attendere altri due anni… riguardiamoci questo terzo episodio, e soprattutto… “did you miss me?”

Sherlock – The Sign of Three S03E02 #BBCSherlock

Inizio subito l’articolo ringraziando tutti quelli che hanno letto (o anche solo dato un’occhiata veloce) alla precedente recensione di Sherlock, sembra vi sia piaciuta e quindi mi sembra doveroso.

Detto questo, la cortissima durata delle serie a cui ormai Moffat ci ha abituato con Sherlock ci porta a parlare del secondo episodio come a un pre season finale, e per chi conosce il suddetto autore, credo che il tono ironico e leggero di questa puntata non possa che farci pensare a una parola per immaginarci come sarà il prossimo: disastro.

Andiamo però con ordine e vediamo cosa è successo nell’episodio andato in onda Domenica 5.

Tutto è pronto per il matrimonio di John e Mary, ed è proprio su questo che si incentra la puntata, per la maggiore. Vediamo i vari preparativi che vengono svolti in un ambiente elettrizzato e gioioso, eccezion fatta ovviamente per Sherlock che non si smentisce mai. Viene nominato (per sua sorpresa) testimone dello sposo, e un buon break dai 40 minuti di comedy ci viene offerto proprio nella scena in cui John annuncia a Sherlock che lui è il suo migliore amico e quindi lo vuole al suo fianco al matrimonio. Questa scena, così come altre che vediamo nel corso dell’episodio, viene inserita nel contesto del matrimonio, e in particolare nel momento in cui Sherlock cerca di fare il suo discorso, che inizialmente sembra avverare le paure di chiunque lo conosca, ma in seguito si rivela invece essere molto profondo e toccante, al punto che quando vede gli invitati con gli occhi lucidi, Sherlock si preoccupa di avere sbagliato qualcosa.

In particolare, Sherlock organizza una specie tutta sua di “cena con delitto” e racconta di un caso che era stato affrontato dai due, chiamato da John  in uno degli ormai famosi titoli da blog “La guardia sanguinosa”. Il tutto è partito da una richiesta fatta da John di lavorare ancora con Sherlock su un qualsiasi caso. Sherlock crede che questa sia una richiesta da parte dell’amico per avere un po’ di respiro dai preparativi del matrimonio, ma in realtà è tutta un’idea di Mary, che da una parte è convinta Sherlock sia spaventato di perdere John, e dall’altra sembra che avesse un accordo anche con Sherlock per procurare un caso a John. Amo sempre di più questa donna.

Il caso si rivela essere, per l’appunto, quello di una guardia al servizio della Regina d’Inghilterra che ha notato uno strano uomo che è sempre presente durante i suoi turni di guardia e che sembra seguirlo. Scopriamo poco dopo che i suoi sospetti sembrano essere fondati o, o che perlomeno la sua paura sia giustificata, dato che viene trovato morto poco dopo aver smontato il turno di guardia.

Successivamente veniamo invece smontati noi spettatori, dato che il caso si rivela essere irrisolto da Sherlock.

Si passa poi a un ulteriore racconto abbastanza imbarazzante in cui vediamo uno Sherlock sbronzo… esatto, avete capito bene. Il caso che viene descritto porta Sherlock a capire che al ricevimento nuziale è presente qualcuno con cattive intenzioni, e dopo un’attenta quanto difficile analisi arriva a capire che questo qualcuno è l’ex comandante di John, intenzionato a togliersi la vita perchè sente di essere perseguitato dallo stesso uomo che ha ucciso la guardia inglese.

I nostri riescono a convincere l’uomo a non uccidersi risolvendo il caso e convincendolo che nessuno gli sta dando la caccia. Il ragazzo, infatti, venne ucciso da un oggetto che lo aveva trafitto già dal momento in cui aveva indossato la cintura, e che nel momento in cui era stata tolta aveva dato inizio al dissanguamento. Il colpevole è invece il fotografo, fratello di uno dei soldati morti mentre era in addestramento con il Comandante, e che quindi era intenzionato a vendicarsi di lui.

La puntata finisce con l’ultima deduzione di Sherlock per quanto riguarda questo matrimonio: Mary e John aspettano un figlio!

A questo punto non ci resta che attendere il prossimo e ultimo episodio della stagione, e pregare che Moffat abbia pietà di noi. Cosa che ovviamente non accadrà. A lunedì, Sherlockians!

Sherlock – The Empty Hearse S03E01 #BBCSherlock

E dopo due anni di lunga e trepidante attesa… finalmente ci siamo! Il momento che tutti aspettavamo, che abbiamo temuto non arrivasse mai… ma ci vuole ben più dei Maya per scoraggiare dei fanboys/girls. E infatti la speranza è finalmente finita per lasciare posto alle aspettative. Questa terza stagione sarà all’altezza delle precedenti? Beh, c’è solo un modo per scoprirlo.

Prima di arrivare alla trama del primo episodio, citiamo per un attimo il pre-pisodio che la BBC ha mandato in onda il 24 Dicembre, intitolato Happy Many Returns. Un prequel di 7 minuti che è servito per aumentare la già immensa attesa per questa serie. Nel corso di questi minuti, abbiamo visto Anderson convocare Lestrade per discutere del fatto che Sherlock sia ancora vivo e che stia per tornare: l’uomo è arrivato a questa conclusione dopo aver tenuto d’occhio, e segnato su una mappa, degli strani avvenimenti ricollegabili ad Holmes avvenuti prima nel Tibet, poi in India e infine in Germania. Sembra infatti che Sherlock si stia gradualmente avvicinando a Londra. Anderson sembra comunque l’unico convinto di questa sua ipotesi, mentre tutti intorno a lui hanno voltato pagina. O almeno, così pare.

Comincio ora con il raccontarvi il primo episodio di questa terza stagione!

Nella scena iniziale vediamo quel che realmente sarebbe successo sul tetto dell’ospedale: a Moriarty è stata impiantata una maschera raffigurante il volto di Sherlock, e il corpo ritrovato a terra sarebbe quindi il suo. Sherlock si è buttato, ma era legato ad una corda, e in una specie di bunjee jumping urbano, ha sfondato una finestra dell’ospedale dove ad attenderlo c’era Molly. Tutta una finzione quindi. Quando tutti siamo stati pronti ad un “WTF” corale… scopriamo che questa è la versione di Anderson, che a quanto pare è davvero convinto che l’uomo sia ancora vivo. Ma sarà davvero così?

Sono passati ormai due anni dal fatidico giorno, e molte cose sono cambiate a Londra: Sherlock è stato scagionato da ogni accusa, e a quanto pare John ha trovato una compagna (anche se la signora Hudson rimane sempre convinta del fatto che lui sia gay, e non si fa problemi a dirglielo). E come ci viene mostrato dalle scene successive, è cambiato anche lo stato di Sherlock Holmes, che come Anderson aveva intuito, in qualche modo è riuscito a fingere la propria morte. Il detective viene infine rintracciato da Mycroft, il fratello, che gli rivela l’esistenza di una rete terroristica a Londra che starebbe progettando un attacco, e lo convince a tornare dalla ‘vacanza’.

Questo significa anche affrontare il vecchio amico, John. Inizialmente la scena in cui Sherlock cerca di attirare la sua attenzione può provocare qualche sorriso, ma ben presto questo lascia spazio al dolore che compare lampante sul viso di John, che ovviamente si sente sconvolto e tradito. E difatti i tre (è presente anche la fidanzata di John) finiscono per girare infiniti bar, dato che ogni volta John tenta di aggredire Sherlock (e questo sì, è molto divertente). Reazione opposta in Lestrade invece, che abbraccia Sherlock non appena lo vede. La signora Hudson, invece, si mette ad urlare come se avesse visto un fantasma… ahem.

L’episodio prosegue poi con il mostrarci Sherlock da una parte che risolve vari casi con l’aiuto di Molly, e dall’altra John che ora lavora in ospedale. Quest’ultimo viene poi rapito da due uomini quando si trova di fronte al 221B di Baker Street. Mary, la ragazza di John, si rivolge proprio a Sherlock per ritrovarlo e impedire che gli venga fatto del male. I due riescono a salvarlo all’ultimo secondo: era stato immobilizzato all’interno di una pira a cui sarebbe poi stato appiccato fuoco.

A questo punto diventa chiaro il continuo riferimento a Guy Fawkes e al suo “Ricorda ricorda il 5 di Novembre…”. La rete terroristica sotterranea, infatti, ha intenzione di utilizzare la rete della metropolitana per far esplodere una bomba sotto al palazzo di Westminster, proprio come Guy Fawkes voleva fare. Nella carrozza della metropolitana assistiamo a un faccia a faccia tra John e Sherlock, in cui Watson perdona l’amico. Come volevasi dimostrare, Sherlock sapeva fin dal principio come disattivare la bomba, ma perchè perdere l’occasione di prendere in giro John? Esatto.

Viene poi spiegato quanto successo sul tetto dell’ospedale. Dei 13 possibili piani che Sherlock (insieme a Molly e Mycroft) aveva pensato, viene attuato quello chiamato “Lazarus”: tutto ciò che era presente sulla scena era parte del piano. Le persone, la posizione delle ambulanze, qualsiasi cosa. Tra l’ospedale e la stazione delle ambulanze era stato posizionato un materassone (invisibile dall’angolazione dove John si trovava), ed è lì che Sherlock è caduto. Hanno poi spostato tutto il più velocemente possibile e buttato un altro corpo sull’asfalto, ed è quello il corpo che John vede quando comincia a muoversi verso l’edificio, prima di essere sbattuto a terra da un ciclista (anche lui complice). In questo breve lasso di tempo, il corpo viene rimosso e Sherlock si sdraia a terra fingendosi morto. Il resto, come lui stesso dice, è “scenografia”.

E no, nemmeno questa è la vera versione. Moffat ci dirà mai cosa è realmente successo?

Sherlock, è bello riaverti sui nostri schermi! Appuntamento a Domenica, per il secondo episodio.