Almost Human – Straw Man (S01E13) #AlmostHuman

E, alla fine, siamo arrivati all’ultimo episodio di Almost Human. Non sappiamo ancora se questo sia stato soltanto l’ultimo della prima stagione o l’ultimo in generale, dato che non si hanno ancora notizie nè di un rinnovo nè di una cancellazione, ma andiamo a vedere se Almost Human ha concluso la stagione con una nota positiva o meno.

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Devo essere onesta, nonostante ami molte cose di questo show, non ha soddisfatto pienamente le aspettative che tutti noi avevamo. O forse ero solo io, non so. L’unica cosa che salvo in toto è la relazione tra Kennex e Dorian, sviluppata davvero bene e a cui l’unico difetto che può essere imputato, è da attribuire alla scelta del network di mandare in onda gli episodi in un ordine diverso da quello di produzione.

Per il resto, non si può dire che la serie sia stata fatta male, ma piuttosto che abbia mancato di continuità… hanno cercato di buttare nel mucchio più pezzi possibili, cominciando a formare il puzzle finale in vari pezzi ma senza fornire una panoramica generale, neanche minima. Mi riferisco alla storyline presentata nel primo episodio, collegata all’attentato alla squadra di Kennex e alla sua ex ragazza, che fatta eccezione per un episodio non ha più avuto seguito. Ai dettagli tecnologici introdotti e presentati nel corso della serie, che se presi singolarmente sono una delizia per gli occhi e una chicca per gli appassionati, ma se avessero dato seguito a qualcuna di queste invenzioni (ad esempio i proiettili comandabili a distanza) lo show ne avrebbe guadagnato, e di molto. Pecca finale, quella che riguarda proprio l’ultimo episodio: se invece della storyline iniziale avessero incentrato la serie su questa storia del padre di John, il tutto sarebbe sembrato molto più sensato, con un cerchio che si sarebbe chiuso perfettamente. Così invece è mancata un po’ di tensione, dato che era la prima volta che sentivamo di questa vicenda di suo padre.

Il punto focale è che lo show si è dimostrata una cosa diversa da quel che era sembrata durante il pilot. Incentrata più sulla coppia Kennex-Dorian e sui loro singoli personaggi che sul mercato nero intravisto nella prima puntata. Il che non è un male, ma come ben sappiamo, gran parte dei successi o degli insuccessi degli show sono dovuti alle aspettative e alle facciate degli stessi, e in questo caso Almost Human avrebbe potuto fare molto meglio.

Se questo dovesse rivelarsi la fine definitiva della serie, non resterebbero comunque delle grandi domande in sospeso, dato appunto che il grande punto interrogativo è stato abbandonato quasi subito, e quindi dimenticato quando la fine della stagione è arrivata. Il mio giudizio rimane comunque positivo, e se considero Almost Human come una finestra sul possibile futuro e l’interazione tra umani e robot, il mio giudizio si alza di un gradino. Come dicevo: questione di aspettative.

Per ora vi saluto, dunque, ma vi prometto che non appena avremo qualche notizia (sia in un senso che nell’altro) sul futuro di Almost Human, qui su TV and Comics troverete un aggiornamento. Spero di ritrovarvi presto, e colgo l’occasione per ringraziare le nostre pagine affiliate che ci sostengono settimana dopo settimana!

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Almost Human – Beholder (S01E12) #AlmostHuman

Pre season finale per Almost Human, ancora in bilico tra il rinnovo e la cancellazione. Nonostante questo sia solitamente sinonimo di risposte, lo show ha dimostrato di andare controcorrente… lasciando tutte le domande in sospeso. Scelta azzeccata o harakiri?

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Con la fine delle Olimpiadi, Almost Human è tornato a scontrarsi con i soliti “avversari” televisivi… vedremo se i ratings subiranno una flessione o meno. Ora più che mai, con il rinnovo in dubbio, è importante che qualsiasi dato torni, e mentre per le scelte di rete gli autori possono farci ben poco, per i ratings gran parte del merito/responsabilità è da attribuire a loro.

Bisogna dire che hanno fatto un buon lavoro con questo episodio, mostrando per la prima volta in questa stagione (grande pecca, dato che siamo già alla fine) un minimo di continuità. E’ vero che non ha aiutato la scelta della Fox di mandare in onda gli episodi in ordine sparso, ma è altrettanto vero che le chicche tecnologiche mostrate nel corso delle 12 puntate non hanno mai avuto un seguito. Sono sempre sembrate cose carine ma buttate lì un po’ a caso giusto per far vedere che erano in grado di farlo. In questo caso, invece, la scoperta dell’esistenza dei Chrome (persone modificate geneticamente quando ancora non erano nate) ha un seguito, e vediamo nella scena iniziale proprio uno di loro venire ucciso. Il caso che si è sviluppato da lì in poi è stato molto interessante, addirittura il mio preferito della stagione, e ha contribuito anche il fatto che ha lasciato un po’ più del solito striminzito spazio a Stahl, dato che anche lei è una Chrome.

L’unica pecca che mi sento di addossare allo show per questo episodio è il modo in cui sono risaliti all’ultima vittima designata… okay che Dorian essendo un robot è riuscito a separare le varie parti facciali appartenenti a persone diverse. Ma in quale modo è riuscito ad associare la parte delle guance con l’uomo che poi si è rivelato effettivamente essere la vittima puntata dal killer??? Queste sono le cose su cui Almost Human può e deve migliorare, non perchè hanno a disposizione la scusa del futuro possono fare ciò che vogliono, anche se manca completamente di senso.

Detto questo, però, rinnovo la mia promozione all’episodio e vi do appuntamento alla prossima settimana con il season finale, e un dubbio che è lo stesso espresso nell’intro di questo articolo… la storia principale, quella che dovrebbe attraversare tutta una stagione di un telefilm, doveva essere quella collegata all’attacco subito dalla squadra di Kennex e alla sua ragazza che è poi sparita. Bene, ora, non so se la cosa sarà nominata nell’ultimo episodio, ma in ogni caso è stata utilizzata e sviluppata malissimo… un introduzione nel pilot, una mini menzione nel decimo episodio quando abbiamo visto John prendere delle pillole e tenere degli appunti sugli spostamenti della ex, e presumibilmente un altra aggiunta al puzzle nel season finale. Ciò non basta per creare, e di conseguenza soddisfare, l’audience e l’anticipazione degli spettatori.

Almost Human – Disrupt (S01E11) #AlmostHuman

Terminato l’episodio numero 11, la prima cosa che viene alla mente… o che perlomeno è venuto alla mia mente, è il fatto che la scorsa puntata è stata davvero buttata nella mischia a random. Come potevamo prevedere, non c’è più alcuna traccia della dipendenza di John da quelle pillole che abbiamo visto nello scorso episodio… croci e delizie della televisione. Che ne dite se dimentichiamo il fatto in blocco, dunque? Bon, accordo fatto.

almosthumanQuesta settimana ci troviamo a fronteggiare la storia, e un caso, riguardante le case super intelligenti che, crediamo, nel 2048 andranno molto di moda tra i ricconi che se le potranno permettere.

E qui inserisco subito la mia prima opinione molto positiva (mancano solo due episodi al termine della stagione, è ora di cominciare a tirare qualche somma) e che sottolinea un aspetto che Almost Human ha rappresentato molto bene, sempre secondo me: sottolineare il come la tecnologia, pur avanzata che sia, possa rivoltarsi contro i suoi “creatori”. Non è un concetto nuovo, lo abbiamo visto spesso nei film, ma solitamente è la tecnologia stessa che prende vita e si ribella ai continui soprusi e ordini. Ed è forse quello che abbiamo pensato anche nel caso di Almost Human per gran parte di questo episodio, con il maggiordomo-ologramma-Sam come primo indiziato per gli assassini in cui proprio le case intelligenti erano la causa della morte dei loro abitanti. E qui entra in gioco invece la novità: l’uomo. Per quanto la tecnologia possa avanzare e possa migliorare il nostro stile di vita, ci sarà sempre qualcuno pronto e disposto ad utilizzare quella stessa tecnologia positiva e farla diventare negativa, addirittura lesiva in certi casi. Ecco, questo punto di vista mi piace, e mi piace il modo in cui Almost Human lo sta mostrando.

Altro aspetto molto, molto positivo di questa stagione, e che si è confermato tale soprattutto in Disrupt: Dorian.

ah2Sapevamo fin dal principio che sarebbe stato tormentato dal conflitto umano-macchina, ma anche in questo caso devo fare i complimenti agli autori per il modo in cui hanno gestito il personaggio, aspettando il momento giusto per introdurre tematiche ed aspetti che colpiscono lo spettatore solo e soltanto se è affezionato al personaggio in questione. Ora è arrivato quel momento. E infatti, la puntata è stata anche incentrata su Dorian e su dei flash che lo perseguitano da qualche tempo, e cioè delle immagini di un bambino che gioca con un giocattolo… il problema è che Dorian si sente come se quelle fossero sue memorie di quando era piccolo. E ovviamente è impossibile, dato che un’infanzia non l’ha avuta. Nel corso dell’episodio scopriamo da Rudy che qualcuno ha impiantato nella mente di Dorian quelle immagini come delle vere e proprie memorie… un altro aspetto del dna sintetico, che era stato l’obiettivo del creatore dei DRN?

Prima di passare al terzo aspetto, voglio anche sottolineare il rapporto tra Rudy e Dorian, che è pian piano evoluto da tecnico-androide ad amicizia. Esatto, perchè oltre al fatto che Dorian da qualche settimana vive nel laboratorio di Rudy e quindi è un po’ come se fossero coinquilini, l’uomo rivela a Dorian che nel periodo di tempo (abbastanza lunghetto) in cui Dorian era disattivato, era solito riattivarlo per qualche breve periodo per far sì che gli tenesse compagnia, e che i due facevano delle discussioni molto piacevoli insieme. Un lato davvero carino e se vogliamo romantico del loro rapporto, che spero venga sviluppato in futuro.

Terzo e ultimo aspetto che mi è piaciuto della puntata è stato il modo in cui hanno affrontato il tema delle amicizie online. Quante volte sentiamo parlare le persone riferendosi ad internet solo come uno svago superficiale senza alcuna possibilità di rapporti veri? Beh, noi siamo forse i primi a sapere quanto sia vero il contrario, e di quanto a volte sia più facile parlare con qualcuno grazie al filtro di uno schermo. Meno pressione, meno ansia, più verità. Almost Human ha mostrato proprio questo. Sia con la disperazione di Emily, la ragazza con cui Aaron doveva incontrarsi la notte che è stato ucciso, dato che i due si erano conosciuti online, e sia nella scena in cui il Detective Stahl ha mostrato alla madre dello stesso Aaron un video in cui una moltitudine di amici di Aaron lo ricordano con cartelli e con molto affetto. Tutti amici virtuali, che il ragazzo aveva conosciuto in rete, mentre la madre era stata convinta fino alla fine che il figlio fosse solo e senza amici. Con quel video, credo che la donna abbia riavuto indietro il figlio, anche se solo virtualmente.

Episodio che passa a pieni voti l’esame dunque, e che ci fa ben sperare per questo rush finale della stagione. Ancora non sappiamo se lo show verrà rinnovato, quindi non ci resta che incrociare le dita e sperare!

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PS: Non pensavate mica che avrei perso l’occasione di mettere quell’immagine di Minka con la parrucca viola, vero?

 

 

 

Almost Human – Perception (S01E10) #AlmostHuman

Puntata molto interessante quella andata in onda lunedì di Almost Human, e paradossalmente si potrebbe dire che ha acquistato molto interesse anche grazie al fatto che gli episodi precedenti sono stati mandati in onda in un ordine diverso da quello programmato. Vediamo perchè.

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Come dicevo, la messa in onda totalmente random degli episodi, se da una parte ha sicuramente confuso lo spettatore, dall’altra ha sicuramente creato più interesse, perchè si sa, quando in uno show c’è confusione, la gente tende a seguire più attentamente per cercare di capirci qualcosa.

E sotto questo aspetto (che, però, diciamolo, è l’unica cosa positiva della messa in onda random) forse la Fox ci ha azzeccato. Il costante rinvio nell’affrontare sia la situazione Insyndacate sia il problema dell’ex fidanzata di Kennex è stato forse più apprezzato ora che è andato in onda. Sia perchè prima Almost Human si è presa il tempo di presentare i vari personaggi, e soprattutto di rafforzare il rapporto tra Dorian e Kennex, sia perchè se si fosse affrontato il tutto nei primi 4/5 episodi lo show avrebbe preso una piega troppo dark, che poi non sarebbe invece stata mantenuta negli episodi successivi. Certamente, questo è avvenuto a spese di certe scene senza senso.

In questo episodio, la storia su cui si è incentrato riguardava dei bambini geneticamente modificati chiamati “chromes”, e l’aspetto degno di nota, soprattutto perchè si pensa avrà dei risvolti nella trama generale, è il fatto che Stahl è lei stessa una chrome. Un’altra “variante” del genere umano si aggiunge quindi a quelle che già collaborano in Almost Human: un essere umano “normale” come la Maldonado, un essere umano con parti meccaniche come Kennex, un robot con sentimenti umani come Dorian, una Chrome (Stahl, per l’appunto) e dei robot in tutto e per tutto, gli MX. Beh, non si può dire che lo show manchi di diversificare i propri personaggi!

La parte più interessante è stata invece vedere come Kennex ha reagito alla scoperta che la sua ex ragazza era in realtà parte di Insyndacate e probabilmente mandante dell’attacco in cui morì gran parte del team di Kennex. L’uomo, infatti, sembra quasi ossessionato da questa cosa, e soprattutto dal fatto che non si era mai accorto di niente, e ora sta infatti cercando di ricostruire ogni piccolo dettaglio della loro vita insieme per cercare di posizionare i pezzi del puzzle al loro posto. A supportarlo ci sono alcune aggiunge tecnologiche dell’anno 2048 che mi sono molto piaciute, perchè verosimili. La migliore, a mio parere, è quella dei post-it virtuali, con i quali Kennex cerca di formare collegamenti tra avvenimenti apparentemente scollegati. L’altra, invece, consiste in delle pillole che John continua a somministrarsi che spingono la sua mente a tornare a quel fatidico giorno e gli altri collegati, per poter ricostruire più dettagli possibili. Ed è a questo che mi riferisco quando dico che Kennex sembra ossessionato… le pillole sembrano infatti avere effetti collaterali, come prevedibile, e mentre si sta recando su una scena del crimine con Dorian perde infatti il controllo della vettura quando ha un black-out temporaneo. Sembra che il suo segreto non rimarrà tale a lungo…

Un buon episodio dunque, che come i precedenti non sarà ottimo, ma fornisce comunque nuovi indizi per il risolvimento della trama generale. D’ora in poi, inoltre, gli episodi dovrebbero andare in onda come programmato, e teoricamente ci si concentrerà soprattutto sull’Insyndacate e sul loro scopo. Dato che la serie non è ancora stata rinnovata per una seconda stagione, non possiamo che sperare in un’accelerata!

Almost Human – Unbound (S01E09) #Almost Human

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Apriamo l’episodio (il primo dell’ultima serie di appuntamenti per Almost Human, il cui season finale andrà in onda il 3 Marzo) con il solito siparietto a cui Kennex e Dorian ci hanno ormai abituati. Questa volta le vittime (inconscie) sono dei bambini, che in gruppo stanno visitando la centrale. Mentre Dorian è più diplomatico e puntiglioso e chiede ai bambini se vogliono sapere dove finiscono le chiamate al 911, o se vogliono conoscere il Capitan Maldonado, Kennex si oppone a lui mostrano il suo lato “Gianburrasca”, ribattendo alla classe di volergli mostrare dove tengono le pistole, e cosa fanno ai cattivi una volta portati in centrale. I bambini, ovviamente, si mostrano contentissimi delle sue proposte, e John prosegue così con la dimostrazione… che comprende braccia mancanti e sangue. Molto sangue. Con bambini disgustati e uno di loro che perfino vomita. Beh, visita finita.

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Chiudendo questa piccola parentesi, andiamo alla scena successiva, che ci mostra una donna venire uccisa dopo aver comprato dei fiori. La polizia interviene immediatamente e l’uomo viene prima fermato e poi ucciso quando prova ad aprire il fuoco sugli agenti. Una volta toltogli il passamontagna, scoprono però che l’assassino non è un uomo… ma un androide. Senza sembianze umane, ma comunque un androide. Viene portato in centrale e qui, in una specie di camera mortuaria, lo vediamo risvegliarsi e staccarsi letteralmente la testa, prima di sostituirla con quella di un’androide donna, anche lei presente nella camera. Sembrava tutto programmato quindi, e infatti poco dopo la vediamo uscire armata fino ai denti ed uccidere chiunque trovi sulla sua strada.

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Nel guardare il filmato dell’accaduto, Maldonado e Kennex riconoscono il viso dell’androide come quello del robot XRN che un paio d’anni prima era stato responsabile di una serie di uccisioni, anche a carico di una ventina di agenti di polizia.

Ricostruendo la “vita” del robot, si viene a scoprire che il suo padre/creatore è un certo dottor Nigel Bernard. Appena Dorian lo vede però, lo riconosce come Nigel Vaughn, e cioè il suo creatore, che gli rivela che non pensava di rivederlo e gli ripete più volte di prestare attenzione e non farsi del male. Kennex continua poi a cercare il laboratorio del dottore per qualsiasi traccia che possa permettere di rintracciare l’androide, il cui nome è Danika. Un modo viene infine trovato, dopo che Vaughn rivela che ciò che permette a Dorian, e a tutti i robot della serie DRN, di essere così speciali, è una sua invenzione che lui chiama “anima sintetica”: voleva in poche parole giocare a fare Dio. Risalendo all’anima originale di Danika, e quindi al suo dna, c’è qualche possibilità di rintracciarla.

Segue un’altra scena-vignetta che ha per protagonisti lo stesso dottor Vaughn e il nostro tecnico preferito, Rudy. Quest’ultimo sembra infatti glorificare a venerare il dottore, a tal punto che si inchina di fronte a lui.

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Tornando a cose più serie, il piano di Vaughn funziona, e i nostri riescono a rintracciare Danika, che si sta muovendo a bordo di un veicolo. Kennex, con Dorian ed altri MX, si mette subito in movimento con un obiettivo: iniettare nel collo di Danika una sostanza contenuta in una siringa fornitagli da Vaughn. E come lui sottolinea, quel che gli stanno chiedendo è proprio che si avvicini il più possibile ad un androide omicida e spietato, esatto.

Scopriamo poi quale è l’obiettivo di Danika: un uomo di nome James Hart, che nel corso dei minuti successivi si scoprirà essere in qualche modo un “antagonista” di Vaughn. Segue una violenta sparatoria in cui non solo vengono uccisi dei civili, ma anche moltissimi androidi. Vaughn, nel frattempo, viene portato in un ufficio adiacente alla sala controlli perchè troppo agitato. Kennex riesce comunque a portare a termine la missione e a conficcare la siringa nel collo di Danika… ma niente accade. Quando chiede spiegazioni via radio (e mentre sta venendo brutalmente e ripetutamente menato), in centrale si accorgono che Vaughn è sparito senza lasciare traccia. Capiscono quindi che tutto quel che è accaduto è stato un piano ideato dallo stesso dottore.

Kennex riesce comunque a prevalere nello scontro con l’androide, quando riesce ad innescare una granata attaccata proprio al giubbino del robot che esplode quindi in mille pezzi… ma lasciando relativamente intatta la testa. Che non sia l’ultima volta che vedremo Danika?

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L’episodio si chiude con Dorian che chiede ai colleghi di considerare l’ipotesi che il dottore, per avere spazio e attrezzi per creare un’armata grazie alle anime sintetiche che si è portato con sé, sia andato “oltre il muro”. Questa espressione viene usata più volte, ed effettivamente l’ultima scena ritrae Vaughn di fronte a questo muro altissimo che si fa lanciare una corda e, attaccandocisi, sembra recitare una preghiera prima di iniziare l’ascesa.

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Almost Human – You Are Here (S01E08) #AlmostHuman

Finalmente, forse (e sottolineo forse), abbiamo capito di quanti episodi sarà composta la prima serie di Almost Human. A meno di prolungamenti in corsa, come è avvenuto per Agents of SHIELD, questa stagione di debutto sarà composta da 13 episodi, con il season finale fissato per il 3 Marzo!

Ora che abbiamo una data, procediamo con la recensione dell’ottavo episodio, andato in onda ieri!

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Apriamo la puntata con quel che sarà poi il punto centrale dell’episodio: un proiettile che viene comandato a distanza per colpire la vittima ovunque si trovi e in qualsiasi modo si muova. Una chicca di tecnologia che mi esalterebbe… se non fosse un proiettile!

Passiamo poi (FINALMENTE) al vedere John in terapia per quanto successo a lui e alla sua squadra. Vi ricordo infatti che questo episodio sarebbe dovuto andare in onda come seconda puntata, ma è poi slittato ad essere l’ottavo, non si sa il perchè. Coooomunque, la terapista simpaticamente ricorda a Kennex che la fidanzata lo ha ingannato per farsi fidare di lei mentre in realtà era a capo di un organizzazione criminale, che poi sarà la stessa responsabile dell’attacco in cui Kennex perde l’intera squadra e la sua gamba. Questo sì che si chiama aiutare i propri pazienti!

Sembra infatti che la terapia di gruppo serva moltissimo a John! Nella scena successiva lo vediamo sparare in faccia a uno dei robot in dotazione alla polizia perchè non la smetteva di parlare e di interrompere Dorian… beh, tutti i torti non glieli possiamo dare. Ma un bel A+ a questa scena, simpatica ma non sopra le righe, totalmente in-character.

Durante l’investigazione, i nostri scoprono che l’uomo ucciso, Anton Cross, è in realtà il creatore della tecnologia dei proiettili comandati, e l’organizzazione a cui li ha venduti lo ha poi fatto fuori. A loro volta, loro cercano di venderla ad un uomo che sembra interessato, ma che prima di concludere l’acquisto è intenzionato a vedere di persona il funzionamento. La vittima prescelta è una donna: Kira Larsen, la ragazza di Anton.

L’unico modo per evitare di essere rintracciati dal proiettile è essere circondati dal titanio. Ed è in un furgoncino ricoperto di titanio che Kennex mette la ragazza, dopo che Dorian si prende un proiettile per salvarle la vita. Altra cosa simpatica: la conseguenza della “ferita” porta Dorian a parlare una lingua sconosciuta.

Successivamente viene portata al distretto e messa sotto protezione, ma la donna fugge con l’intenzione di farsi catturare dagli uomini che la stanno puntando. E’ infatti convinta che se darà a loro l’accesso alle informazioni contenute nella sua testa riguardo ad Anton, loro la lasceranno poi in pace, e con lei lasceranno in pace anche sua figlia. Fortunatamente Kira viene trovata prima da John e Dorian, che riescono a metterla in salvo e allo stesso tempo far fuori i due dell’organizzazione criminale, ponendo fine alle sue preoccupazioni. Si scopre poi che Anton aveva venduto la tecnologia dei proiettili perchè la sua famiglia era stata messa sotto minaccia.

Si è anche tornati a parlare del Syndicate, l’organizzazione che aveva messo in atto l’imboscata al team di Kennex. Dico finalmente, e per fortuna. Finalmente, perchè era ora che all’ottavo episodio si dicesse qualcosina sull’accaduto, dato che dal pilot sembrava che questo sarebbe stato un aspetto fondamentale della serie. E per fortuna che questo è l’ultimo degli episodi “sparsi”, il prossimo sarà il nono episodio sia per messa in onda che per produzione. La differenza si comincia a notare pesantemente, soprattutto per il rapporto tra John e Dorian e i due presi singolarmente.

Insomma, presa singolarmente è stata davvero una gran bella puntata, che avrebbe potuto essere ancora migliore se mandata in onda nella sua programmazione originale. Alcune cose, infatti, sono sembrate fuori posto o mancanti. Una cosa ovvia se teniamo in considerazione la messa in onda sparsa, ma ciò non toglie che il potenziale massimo non è stato raggiunto. Discorso che si può fare anche per la serie in generale: finora buona, ma non ottima. Le premesse sono sicuramente ottime, dalla seconda parte di stagione speriamo che queste vengano rispettate. E che le potenzialità non rimangano più tali, ma diventino episodi.

Almost Human – Simon Says S01E07 #Almost Human

Ben trovati a tutti voi, lettori di TV and Comics! Questa recensione conterrà l’episodio andato in onda ieri, il numero 7, e quello andato in onda prima della pausa natalizia. Mea culpa! Non perdiamo quindi ulteriore tempo e vediamo cosa ci ha riservato negli ultimi due episodi questa serie rivelazione!

almosthumanNell’episodio che abbiamo visto il 16 Dicembre e intitolato “Aritmia”, abbiamo assistito ad un’intricata rete di traffico di organi illegale, e in particolare trapianti di cuore a scopo di estorsione. Il tutto comincia quando un uomo si presenta armato all’interno di un ospedale chiedendo disperatamente ai dottori di salvarlo, perchè di lì a poco avrebbe avuto un attacco di cuore. Dopo pochi minuti, infatti, la sua paura si realizza e l’uomo cade a terra preda di un infarto.

Dopo alcune analisi, Rudy scopre che nel corpo dell’uomo, all’interno del cuore, era stato installato un dispositivo che in soldoni rappresenta un cuore artificiale, utilizzato nei prototipi di androidi ma che non dovrebbe più essere nè sul mercato nè tantomeno impiantato all’interno di un corpo umano. Da questo momento parte tutta una serie di investigazioni che porta i nostri a fare la conoscenza di un androide con le sembianze di Dorian, che in passato lavorava come poliziotto ma che per motivi sconosciuti era stato declassato e allontanato dall’arma, e che ora lavora come tecnico meccanico.

Durante il corso della puntata Kennex, Dorian e il team scoprono che alcuni uomini sfruttano i casi disperati di persone in attesa di un trapianto di cuore per estorcere loro denaro. Offrono loro infatti questi cuori artificiali a durata “limitata”: se non pagheranno una quota mensile, infatti, il loro cuore esploderà alla scadenza concordata.

La parte più interessante dell’episodio è stata senza dubbio l’interazione tra Dorian e… Dorian II? Purtroppo all’androide gemello non è stato dato un nome! Ma, come dicevo, bisogna ancora una volta riconoscere a Michael Ealy il grande lavoro che sta facendo nei panni dell’androide. Se avete visto la puntata, sapete cosa intendo: ci si dimentica che i due sono interpretati dalla stessa persona. Strettamente collegato a questo aspetto, non possiamo non menzionare lo sfiorato esaurimento nervoso di Kennex… l’uomo non se la passava certo bene con un Dorian, figuriamoci con due!

Passando ai lati negativi, in primo luogo è sicuramente l’ordine della messa in onda degli episodi. Questo episodio sarebbe dovuto essere il numero tre ed è invece finito per essere il numero sei. Per quanto interessante sia stato (e lo è stato), è ovvio che alcune cose non tornano, ad esempio l’interesse amoroso che sembrava stesse per nascere tra Kennex e Stahl. E qui mi collego per il secondo lato negativo: Minka Kelly. E’ vero che siamo solo al principio di questa serie che sarà sicuramente rinnovata (a mio parere), ma all’attrice viene dato davvero poco materiale con cui lavorare fino ad ora. Speriamo la tendenza venga invertita al più presto!

Prima di passare al settimo episodio, vi invito a riguardare l’episodio, notare il particolare tipo di ombrello che un passante possiede e dirmi se avete colto il riferimento… altrimenti, la prossima settimana ve lo svelerò!

Passiamo ora a “Simon Says”, il titolo dell’episodio numero 7 andato in onda questo lunedì.

La puntata si è incentrata su un ex cadetto della polizia che ha deciso di prendere di mira le persone che al tempo gli avevano impedito di entrare nel corpo dell’arma. L’uomo fa questo sfruttando le conoscenze acquisite ai tempi dell’addestramento per la realizzazione di ordigni: crea una bomba-collarino che applica, per l’appunto, attorno al collo delle sue vittime, e successivamente trasmette il tutto in uno stream internet mentre lui da indicazioni alle sue vittime. Indicazioni che in teoria dovrebbero portarli ad acquisire un codice che blocchi la bomba, ma che in realtà non esiste: lo scopo del nostro uomo è la vendetta e il riconoscimento da parte della rete. Spettacolo, insomma.

Trama ed episodio che mi sono davvero piaciuti molto, sia il contenuto che il modo in cui hanno sviluppato la storia. Con una pecca, però. Visto che Kennex e Dorian erano riusciti nel disinnescare la seconda bomba, un po’ di tensione è stata tolta quando poco dopo la vittima era proprio l’agente Kennex. Certo, sappiamo comunque tutti che non sarebbe mai morto… ma appunto per questo motivo sarebbe servita più suspence possibile. Questo dettaglio non intacca comunque la qualità dell’episodio che è stata comunque ottima, una delle migliori credo. Un perfetto bilanciamento tra umorismo ed azione, battute e tensione.

L’umorismo è arrivato praticamente tutto da Dorian, e in particolare dai problemi di ricarica dovuti ad un black-out occorso in città e che ha portato al razionamento di energia. L’androide è quindi costretto a lavorare con razioni minori di enrgia, e questo porta a sbalzi di umore che lo fanno sembrare a volte uno psicopatico e a volte qualcuno che abbia appena fatto un bagno nella marijuana. Le risate non sono davvero mancate!

Per il lato un po’ più serio invece, da apprezzare il fatto che Simon Lynch (l’autore degli omicidi, o tentati tali) costringa Kennex e la gente intorno a lui a considerare quanto le persone a volte possano essere crudeli con chi gli sta intorno. Nel caso particolare, Lynch ricorda a Kennex che anche lui è responsabile di alcune morti, soprattutto di quelle del suo distretto, e che tutti pensano che sia colpa dell’agente. Aspetto che arriva un po’ tardi nella serie, ma che è ricollegabile come dicevo sopra all’ordine sparso in cui vengono mandati in onda gli episodi.

Protagonista dell’episodio risulta essere ancora Dorian comunque, che oltre alle battute ironiche e simpatiche, si fa vedere anche in una luce più umana, se così si può dire. Nonostante la sua carica continui a calare incessantemente, il suo obiettivo rimane quello di proteggere il partner e riesce, fermando Lynch, a guadagnare secondi importanti. Alla fine dell’episodio viene anche esaudito il suo desiderio di non vivere più con gli altri androidi… ma lo aspetta una vita con Rudy. Che Dorian ci ripensi?

Speriamo che Almost Human continui su questa linea e che riesca a migliorarsi e raggiungere una stabilità sia di rating che di continuità nella storia. Fino ad allora, continuiamo a goderci le interazioni tra Kennex e Dorian! Vi do appuntamento e più tardi per Ravenswood e a settimana prossima per AH!

 

Almost Human – Blood Brothers (S01E05) #AlmostHuman

Anche per Almost Human è tempo di pre mid-season finale, e devo ammettere che la cosa mi rattrista molto. Nonostante siamo solo al quinto episodio della prima stagione, questa serie ha rapidamente scalato le mie classifiche personali andando ad attestarsi nelle prime posizioni per quanto mi riguarda. E’ forse una delle due serie, al momento, che non vedo l’ora di vedere e da cui mi aspetto sempre grandi episodi. E dopo la leggera flessione della scorsa settimana, il team di Almost Human è tornato in pista alla grande, con un episodio che si presenta come uno dei migliori, se non il migliore, della stagione in corso.

almosthumanGli ingredienti sono sempre gli stessi: indagine di polizia, strumenti e aggeggi tecnologici e futuristici, interazione tra umani e robot, e soprattutto la coppia Kennex-Dorian. Ma visto che il tutto funziona, perchè cambiare? E infatti l’episodio è stato il perfetto mix di tutte queste cose.

Una buonissima storia di base che ha tenuto occupata la polizia, strumenti di ricerca avanzati e utilizzo di ologrammi sia per motivi di sicurezza che di “attacco” da parte della stessa polizia, la traumatizzante esperienza di Kennex che si trova davanti uno degli androidi nudo che somiglia molto (troppo) a un Ken a grandezza naturale, l’interazione tra John e Dorian, e se posso aggiungere, finalmente lo spazio dato al Capitano Maldonado! Adoro l’attrice che la interpreta e non vedevo l’ora che al suo personaggio venisse dato un po’ più di spazio.

Abbiamo infatti assistito a un lato più umano e profondo del Capitano, che è stata vista come una Donna nell’episodio, oltre che come poliziotto. Questo parallelismo non viene spesso esplorato nelle serie televisive, ma lo trovo davvero interessante, soprattutto dovuto al pensiero comune che una donna per essere realizzata deve essere sposata con dei figli. Spero sia l’occasione per mostrare che una donna può essere considerata Donna anche senza quelle cose. D’altronde non tutti siamo uguali, no?

Se c’è una cosa in cui Almost Human non ha ancora sbagliato è lo sviluppo del personaggio di Dorian. Stanno continuando ad aggiungere, nei tempi giusti, sfaccettature su sfaccettature a questo robot che sembra essere in grado di fare e pensare cose che vanno  molto al di là della nostra immaginazione. E forse anche la sua. E la ridicolissima conversazione che porta Kennex a scoprire (e vedere…) che Dorian è stato dotato di genitali veri e propri ci offre anche uno spunto di riflessione. Che gli autori vogliano prendere spunto da L’Uomo Bicentenario e coinvolgere Dorian nei problemi d’amore che gli esseri umani vivono quotidianamente? Oppure il dottore si è solo divertito nell’affibbiargli quegli organi che, come John ha sottolineato, “non possono essere per una persona sola”…

Episodio che si assesta sull’8/8.5 come votazione, e sicuramente da prendere come esempio per lo sviluppo della seconda parte di stagione. Dopo la puntata di settimana prossima, infatti, lo show si prenderà una pausa di 3 settimane fino a Gennaio, quando è previsto il suo ritorno in onda.

Sperando quindi che la strada intrapresa sia munita di binari ultra rinforzati che impediscano alla serie di prendere altre direzioni, vi saluto e vi do appuntamento alla prossima settimana!

 

Almost Human – The Bends (S01E04) #AlmostHuman

A costo di sembrare ripetitiva, mi tocca ripetermi anche questa settimana… Almost Human continua a fare centro! Vi invito, prima di cominciare con la review, a visitare la nostra pagina con le nostre affiliate, e ovviamente di farci un giro, ne vale la pena!

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Comincio però con i lati negativi, per togliermeli subito di mezzo e poi lasciare il giusto spazio alla recensione che, vi avviso già, sarà più che positiva. Ma, come dicevo, alcuni lati negativi ci sono. Parlando in senso generale, bisogna dire che i rating dell’episodio sono calati rispetto alla scorsa settimana, ma questo si può anche imputare al match di football che era in onda alla stessa ora e alla grande concorrenza della slot del Lunedì sera alle 20. Inoltre, un altro aspetto che non ho sinceramente compreso, riguarda l’ordine degli episodi. Uno degli autori ha infatti rivelato che i primi 7 o 8 episodi andranno in onda non seguendo un ordine temporale o di ripresa, ma, ad esempio, il codice dell’episodio andato in onda la scorsa notte era il 107, non il 104. Non ho sinceramente capito il motivo, anche perchè uno degli aspetti che più interessavano lo spettatore era il rapporto tra John e Dorian. Diciamocelo, non c’è molto da sviluppare per quanto riguarda il resto: la storyline è quella di un distretto di polizia, l’ambiente è quello sì del 2048, ma più che inserire indizi, giochini o sviluppi tecnologici non ci si può giocare molto. E non fraintendetemi, da brava nerd impazzisco ogni volta che vedo qualsiasi tipo di gingillo elettronico, ma si ferma lì. Quel che appunto sarebbe stato interessante vedere era il comportamento di John, che abbiamo visto così avverso all’avere un partner androide, arrivare a considerare Dorian un amico, perchè così li abbiamo visti negli ultimi due episodi. Magari nel prossimo li vedremo più freddi uno con l’altro. Ecco, vorrei capire il motivo! Per ora boccio questa scelta, ma attendo comunque la messa in onda del resto degli episodi prima di pronunciarmi definitivamente.

Passando invece all’episodio, una sola cosa non mi è piaciuta. La puntata in sè è stata bella, ma poteva essere ancora migliore se avessero evitato quei 20 secondi iniziali in cui abbiamo visto Rudy fuggire da un qualche posto sconosciuto, per poi cominciare l’episodio vero e proprio partendo dal racconto 24 ore prima. Non la capisco a prescindere questa scelta, ma in un episodio in cui l’unico mistero è praticamente legato alla sopravvivenza di qualcuno, rovinare l’effetto nei secondi iniziali dell’episodio è un autogol pazzesco.

Evvabbè… chiusa parentesi!

Passiamo ai lati positivi: tutto il resto. Già, perchè Almost Human si conferma una serie davvero interessante e un gioiellino nel suo genere. Mischiando il genere poliziesco con quello humor, inserendo elementi sci-fi ma mantenendo un tono leggero, continua a stupire per la qualità dei contenuti e per la bravura dei due interpreti principali, Karl Urban e Michael Ealy. Specialmente a quest’ultimo faccio una lode particolare, non è facile interpretare un androide che ha un qualche tipo di sentimenti umani, e che allo stesso tempo ne desidera di più. Lui lo fa alla perfezione.

Finalmente è stato inoltre dato spazio anche agli attori secondari, e più precisamente a Mackenzie Crook, che nello show interpreta lo scenziato Rudy. Lo abbiamo visto andare in copertura e interpretare il ruolo di un “cuoco”… non di cibo, ma di droghe. Ruolo che ha interpretato alla perfezione, facendoci provare tutto il nervosismo e l’agitazione che il suo personaggio stava attraversando, sia nelle fasi preparatorie che durante la copertura stessa. Ha praticamente portato l’episodio sulle sue spalle e lo ha fatto egregiamente, rendendo interessante una storia che onestamente era abbastanza prevedibile. A completare il quadro, la scena di apertura e di chiusura sono state esilaranti, con Dorian che continua a punzecchiare e provocare John facendogli ritorcere contro le sue stesse parole. Non vedo l’ora di vedere più di questa coppia che già adoro, la loro chimica è stupenda, e il concetto che, nonostante apparentemente siano opposti si bilanciano alla perfezione mi attira davvero molto.

Un altro segno positivo dunque per questa serie televisiva, che spero comunque ritorni ad avere contenuti più misteriosi ed aperti a colpi di scena.

Almost Human – Are You Receiving? (S01E03) #AlmostHuman

Inizio la recensione scusandomi con voi per il ritardo nella messa online dei miei pezzi (e ringraziando che è la settimana del Ringraziamento, quindi il suddetto numero è limitato). Sto purtroppo avendo dei problemi tecnici con il mio laptop che mi rendono quasi impossibile la visione degli show.

Ma anche questa settimana, eccomi qui! Meglio tardi che mai, no? E allora cominciamo con la review del terzo episodio di Almost Human intitolato “Are you receiving?”, in italiano “Mi ricevi?”.

Dopo un inizio davvero strabiliante per questa serie ideata da J.J. Abrams, nel terzo episodio abbiamo assistito a una sorta di flessione. Siamo comunque su livelli abbastanza alti e il mio giudizio sulla serie non è (ovviamente) cambiato, ma mi è sembrato di assistere a un qualcosa di già visto. Come molti hanno notato e segnalato, la puntata ha ricordato per molti aspetti i film Die Hard. Un rapimento in un edificio da parte di una gang di terroristi che poi non sono terroristi, e il loro salvataggio da parte di due soli poliziotti. Le speranze, da parte degli spettatori, che ci fosse in serbo una qualche sorpresa, sono però state deluse. Gli autori hanno comunque cercato di inserire un colpo di scena verso la fine, rivelando che il vero obiettivo dei rapitori non erano gli ostaggi ma che il tutto era un diversivo, ma non è stato comunque abbastanza per far assestare il terzo episodio sul livello dei primi due.

Analizzando i lati negativi della puntata, a parte la prevedibilità di cui parlavo pocanzi, dobbiamo sicuramente sottolineare la mancanza di scambi tra Kennex e Dorian, cosa che invece era stata presente in modo molto ricorrente nel corso dei primi episodi, e che io ho amato molto. Ci sono comunque state delle battute tra i due, e un momento più profondo al termine della puntata, ma in questi 40 minuti si è scelto di puntare il focus da qualche altra parte, e cioè sull’azione vera e propria. Ma anche qui, non è stato dato il giusto spazio al mistero o ai motivi dei rapitori, il tutto si è svolto in maniera molto meccanica, anche se godibile da seguire.

Parlando invece dei lati positivi, che sono stati comunque vari, la cosa che mi è piaciuta di più è stata l’ulteriore sviluppo di Dorian, l’androide progettato per avere sentimenti umani. Come abbiamo visto infatti, anche se ovviamente più resistente di un umano, anche lui è vulnerabile e soggetto a rischi. Mi chiedo anche se la sua costruzione sia interamente meccanica, dato che sembrava preoccupato del fatto che gli strumenti che John stava utilizzando per sistemare il danno che lui aveva ricevuto fossero sterili o meno. Anche la scena finale merita un applauso, con Dorian che confida al collega che ha avuto paura di morire, se di morte si può parlare per un androide. E John che cerca di rassicurarlo sul fatto che loro due, alla fine, sono più simili di quanto credano.

Insomma, un episodio con qualche difetto (tra cui l’emarginazione, fino ad ora, dei personaggi secondari) ma che comunque si assesta su un ottimo livello e che risulta scorrevole da guardare. Aiutano, senza dubbio, tutti quei dettagli che ci mostrano e ricordano che siamo nel 2048, e che attirano la curiosità anche di chi non è proprio appassionato di tecnologia.

Speriamo che Almost Human torni sul livello dei primi due episodi e che riprenda a sviluppare in maniera più approfondita tutti i personaggi coinvolti, bilanciando alla perfezione  il lato umano, quello delle tecnologie future e dei casi che ovviamente il corpo di polizia deve avere.