#DoubleFeature – #Sherlock #TheAbominableBride #SherlockChristmasSpecial

Torniamo con la rubrica Double Feature per recensire lo special di Natale/Capodanno di Sherlock, The Abominable Bride.

Double Feature

Per una cosa diversa dal solito, e nello spirito di più punti di vista, abbiamo coinvolto anche una persona esterna: Tatiana Coquio di Cinema, Movie And Pop.

Avvertenza: Ci saranno spoiler. Quindi, se non l’avete visto, non andate oltre.

Stavolta si inizia dalla recensione di Silvia Azzaroli.

Il nostro boss mi ha lanciato la sfida e io ho deciso di accettarla.

Non sono una fan di Sherlock.

Vorrei far presente che non mi sento né superiore né inferiore per questo.

E’ una questione di gusti.

I gialli difficilmente mi prendono e purtroppo Sherlock non fa parte della categoria.

Non riesco ad idolatrare Benedict Cumberbatch come fanno le sue fan.

Lo considero un bravo attore, senza dubbio: uno che interpreta Amleto e Frankenstein proprio schifo non deve fare, anzi.

Semplicemente a me non riesce a far impazzire né lui come uomo né la sua “sensualissima” voce, che, a dire il vero, spesso, mi ha dato sui nervi.

Se a questo aggiungiamo il fatto che Sherlock rifiuti tutto ciò che ha a che fare con l’immaginazione mentre io adoro quest’ultima, capirete perché non riesca ad entrare in empatia con lui.

Apprezzo di più Martin Freeman (e il suo Watson), tra i due, per il quale ho un debole dai tempi di Love Actually.

imitation_game

La cosa buffa è che la scorsa primavera sono stata accusata di essere una fan ossessiva di Cumberbatch per aver detto che per me l’Oscar lo avrebbe meritato più lui che non Eddie Reymaine. Ironia della sorte io considero più bravo come attore Reymaine che Cumberbatch, ma ho sempre cercato di essere imparziale, mi sforzo di esserlo, sia con le cose che amo, sia con quello che non apprezzo.

Vi dicevo che non apprezzo i gialli, in generale, uno dei motivi è perché mi ritrovo spesso ad anticipare quello che sta per accadere, in primis se sono troppo razionali.

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Mi è successo anche in “The Abominable Bride” non posso negarlo. Non è una critica all’episodio, non vuole esserlo, perché, per come la vedo io se si è fan o quantomeno ammiratori del detective di Baker Street, alcune cose sono facilmente intuibili, tra cui il fatto che non vi era nessuna sposa zombie.

Tuttavia non è quello che conta, Moffat e Gatiss hanno confezionato un regalo davvero gustoso ai fan di questo telefilm cult, con ripetute citazioni ad opere più o meno famose tratte dai romanzi di Conan Doyle e con un ottimo lavoro di psicologia, oltre che una bella critica sociale, assai attuale peraltro, che riguarda l’emancipazione delle donne.

Provo a farvi una specie di sinossi, in modo da non perderci, prima di continuare.

Sherlock sta per partire per gli Stati Uniti, dopo mille raccomandazioni di Mycroft, quando viene “catapultato” a fine ottocento, per risolvere un caso insoluto. O meglio è lui che, tramite il proprio palazzo mentale e l’uso smodato di droghe, che va a quei tempi.

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Il caso è ovviamente quello dell’abominevole sposa, Emelia Ricoletti, che tornata dal mondo dei morti, si mette ad uccidere il proprio marito e svariati altri. Sherlock ovviamente non ci crede e pensa che sia una sorta di vendetta coniugale di alcune donne, le quali sfruttano la fama della strana morte della Ricoletti, per liberarsi dell’ingombro. La faccenda è un filo più complessa, nel senso che vi è davvero dietro la cospirazione di alcune donne, ma non per il motivo creduto dal detective: del resto Mycroft gli aveva fatto capire che queste persone avevano ragione, quindi non poteva essere solo un bisticcio coniugale.

Mentre le indagini proseguono assistiamo a svariati e gustosi siparietti (e se lo dico io) tra Sherlock, Watson (in gran forma Cumberbatch e Freeman) e Mary (Amanda Abbington è semplicemente meravigliosa). Il primo, quello che fa iniziare lo special, è veramente divertente dato che la signora Watson si traveste da cliente muta e velata, pur di avere a che fare con John, che ovviamente non vede quasi mai.

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Scopriamo poi che la signora Hudson è un filo arrabbiata, e con ragione, per il fatto che Watson la consideri un espediente letterario e nulla più e lo stesso vale per la cameriera, trattata a pesci in faccia dal dottore.

Tra le cose pregevoli di questo special per me è da rimarcare non poco lo smascheramento della falsa freddezza di Sherlock, che usa il suo essere totalmente razionale come maschera, che lui stesso ha costruito, per non mostrare i suoi lati più deboli, tra cui l’assoluta dipendenza dalla droghe. E forse l’essere razionale è una sorta di ancora di salvezza per il detective.

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Splendida, poi, la citazione a quel gioiellino chiamato “Piramide di Paura”: quando i nostri scoprono il covo delle cospiratrici, non ho potuto non notare le somiglianze con quel sottovalutato film di Barry Levinson. Tutto lo ricorda: gli ambienti, il fatto che i tre protagonisti spiino il rito da una “finestra” nascosta, le musiche, le donne travestite, la motivazione assolutamente nobile che le spinge (nel film di Levinson era il desiderio di ripristinare un luogo sacro profanato dagli inglesi, qui sono le donne che richiedono i loro diritti, in primis quello di essere riconosciute come persone)e infine che dietro vi sia Moriarty in entrambi in casi.

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E a proposito di Moriarty, bisogna dire che la sua entrata in scena, mentre Sherlock medita in salotto, è veramente gustosa, così come il momento in cui si mostra travestito da sposa: Andrew Scott è proprio un bravo attore, con un carisma tale da sfidare quello di Cumberbatch.

Molto bello anche il gran finale di nuovo vicino alla scogliera: un’atmosfera davvero suggestiva e drammatica, per usare le parole di Sherlock, conclude il duello tra i due nemici che si stimano da matti, ovviamente il nostro viene salvato dal provvidenziale intervento di Watson, il quale lo salva due volte, spingendolo a svegliarsi.

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Apprezzabili anche le litigate tra Watson e Sherlock quando il primo fa capire (ma non avevo dubbi) di giocare a fare lo scemo, per dare la ribalta all’ego dell’amico, purché questi riesca a restare degno di se, anche per il suo pubblico.

E adorabilmente malefica Mary che affossa, un pochino, l’ego del nostro eroe, facendogli intendere che per lei l’Holmes intelligente è Mycroft.

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A proposito di quest’ultimo: schifo assoluto per la scena in cui si abbuffa! Meno male che quello “vero” era più magro, anche se Gatiss non è proprio un adone.

In conclusione un ottimo special, con splendidi rimandi al passato, non solo letterario, del detective di Conan Doyle e un bello studio sulla psicologia dei protagonisti, nonché una nuova porta che si apre verso il ritorno di Moriarty.

Prendo ora la parola io, Manuel Bergugnat.

Mi piace Sherlock? Sì, non la reputo una serie rivoluzionaria ma è molto meglio di tanta fuffa straniera che passa in tv. Chi mi conosce ha già capito a cosa mi riferisco in particolare

Lo special mi è piaciuto? No. Ed è un no senza appello. Non tanto per il setting vittoriano, che ho trovato invece molto interessante, quanto proprio per la storia che è nulla, è il nulla totale. Come qualcuno ha scritto su twitter, Sherlock è salito su aereo e ne è sceso per salire in macchina.

Tutta l’indagine vittoriana, un semplice sogno. Anzi, un’allucinazione da overdose che sicuramente spingerà i più idioti a fare lo stesso: tanto posso controllarlo… No ok, non son serio su questo però ci siam capiti.

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Un grosso problema della puntata è l’hype, l’attesa che lo circondava a due anni di distanza dal finale della terza stagione (e con un anno prima di una quarta). Troppa attesa vuol dire aspettative molto alte, e questo incide molto nei giudizi (critici, non quelli di chi è cieco).

La puntata reggeva fino a quasi la fine, fino a quando non ha iniziato a spostarsi tra realtà ed allucinazione (ammetto che vederlo alle 11 di sera non è il massimo): da lì in poi sbarella, confermando quanto sia è sempre detto di Moffat. Ovvero che fa uso di sostanze poco lecite e di sospetta qualità, probabilmente trovata nei peggiori bar di Caracas.

Abbastanza prevedibile chi fosse il colpevole dei crimini: speravo in colpo di scena con una Mary Watson colpevole, ma ci avevo visto giusto poco nel puntare il dito su Lady Charmicheal. Come seconda sospettata, la cameriera di casa Watson: ma questo era troppo da clichè…

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Come dicevo, la puntata filava fino all’alternanza realtà/allucinazione. Sarebbe bastato giocarsi tutto nell’era vittoriana, poi Sherlock si sveglia e si va avanti come poi hanno effettivamente fatto. Banale? Scontato? Forse (mi ricordo una puntata di McGyver simile: quella in cui scopriamo il suo nome di battesimo, Angus), però sarebbe stato meno dispersivo.

Ora cosa si fa? Dove si va con la storia? Semplice si aspetta un anno, tempo per Cumberbatch e Freeman di lavorare alle produzioni Marvel: il primo sta girando Doctor Strange, il secondo sarà in Civil War e potrebbe tornare in altre pellicole se il suo ruolo sarà quello che si sospetta.

E quando l’anno sarà passato (ma potrebbero essere 18 mesi), vedremo come verrà affrontata effettivamente la minaccia di Moriarty o meglio di quello che rappresenta essendo morto: sono tutti mind games?

Chiudo con alcuni punti sparsi.

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Mycroft: Sono riusciti a rendere Gatiss più brutto di quanto non sia davvero. Resta fastidioso allo stesso modo però.

Riferimenti: Tanti riferimenti alle opere canoniche (inclusa Piramide di Paura: lo è, fatevene una ragione). La prima che si vede è quella di The Strand, che fu davvero il giornale che pubblicava i racconti di Sherlock Holmes.

Moriarty: Fantastico come sempre.

Moffat e i fans: Qui, come già fatto in Doctor Who, Moffatt si rivolge ai fans più disadattati e rompiballe, quelli che vogliono fare di Sherlock e Watson una coppietta. Il commento di Moriarty dice tutto.

Sherlock TAB (10)Lingua Dei Segni: Divertente il siparietto, strappa un sorriso. Ma nulla più.

Insomma, per quanto possa essere piaciuta la puntata (a me non lo è, non particolarmente), non cancella il fatto che, nell’economia della serie, è un filler. Di 80 minuti, ma sempre filler.

Concludiamo con la recensione di Tatiana Coquio.

La parola “Alternatively” e la data del 2014 che scorre tornando indietro nel tempo,

inizia così lo speciale di Sherlock dopo un breve riassunto delle serie precedenti.
Ci ritroviamo nell’epoca vittoriana mentre Watson racconta il suo ritorno a Londra dalla guerra anglo-afgana e rivediamo il suo incontro con Holmes, dopo la sigla un passaggio di tempo ci catapulta nel nuovo caso che dà il titolo all’episodio.

Dopo due anni dalla conclusione della terza stagione arriva il primo special, si ipotizza che ce ne possano essere altri proprio per dare continuità alla serie visti i lunghi periodi di pausa tra una stagione e l’altra.

Di questo episodio si sapeva poco o nulla, la sinossi è arrivata pochi mesi prima dalla messa in onda con la premessa che non ci sarebbero state connessioni con la trama della serie, invece come al solito Moffat ci ha messo lo zampino ed ha creato un episodio ponte tra la terza e la quarta stagione.SherlockTAB

Il mind palace – Dead is the new sexy – La soluzione 7%

La struttura narrativa dell’episodio è una delle cose che più mi ha intrigato, già da come la sposa protagonista Emilia Ricoletti esce di scena ti dà la possibilità di iniziare a capire alcuni elementi della trama, insieme a vari indizi tra cui la canzoncina che canta il suo fantasma prima di uccidere e le riflessioni che fa Holmes più a sé che ad altri.

Ammetto di aver un disturbo da spoiler compulsivo quindi parte delle rivelazioni successive non mi hanno sorpreso più di tanto.

In questa storia la tecnica del mind palace fa da padrona, ci eravamo già accorti nell’ultimo episodio (His last vow) come Sherlock ci interagisse, ma qui c’è un effettivo salto di qualità in cui l’apparente sviluppo della storia su più livelli porti solo ad una risposta ben specifica: Se Moriarty è tornato come ha fatto a sopravvivere dopo essersi sparato in bocca?

L’unico modo per risolvere il mistero è quello di trovare la soluzione al caso di Emilia Ricoletti l’abominevole sposa tornata dal mondo dei morti deceduta allo stesso modo.

Il caso è stato creato da una citazione dal racconto de “Il cerimoniale dei Musgrave“ e mi ha abbastanza coinvolto.

Sherlock - TBA (4)Mi è piaciuta l’idea di vedere un episodio totalmente nel mind palace di Sherlock per due motivi:

il primo è l’analisi del personaggio, vediamo quanto può spingersi oltre per risolvere una sua ossessione e quanto lo possa distruggere sia emotivamente che fisicamente; il secondo è un certo tipo di innovazioni nella narrazione, in qualche modo questa serie mi sorprende sempre.

Un altro momento che aspettavo mentre guardavo l’episodio era l’incontro con Moriarty, disturbante e folle nel suo modo contorto e nello stesso tempo lineare di esprimersi, la nemesi di Sherlock appare più volte in varie vesti, sempre in momenti chiave.

Sherlock - TBA

Uno dei tasselli del puzzle che compongono questo episodio è anche la soluzione 7%(morfina o cocaina?) di cui Sherlock è dipendente, interessante scoprire la lista che ogni volta il consultive detective compila dopo essersi iniettato le sostanze, una promessa fatta in passato al fratello Mycroft.

Sherlock - TBA (3)Sia Moffat che Gatiss avevano detto che il ruolo della donna sarebbe stato molto importante per questo episodio e in effetti quale modo migliore nel periodo vittoriano di esaltare i personaggi femminili uscendo da banali cliché.

Premetto ad una prima visione dell’episodio il movimento delle suffragette nell’evoluzione del caso dell’abominevole sposa non mi aveva convinto del tutto, alcuni elementi erano stati dati per scontati e mi erano piaciuti poco, ma riflettendoci un attimo nella visione globale dell’episodio il collegamento con la storia principale è perfettamente collocato.

I personaggi – il classico, il moderno o tutte due?

Sono una grande fan del personaggio, sono cresciuta con le avventure di Sherlock Holmes e la scienza della deduzione, quindi quando hanno comunicato che lo speciale era in epoca vittoriana da una parte ero molto curiosa e dell’altra avevo qualche dubbio.

Una delle domande che mi ponevo era: “Come sarebbero diventati i personaggi in un episodio con l’ambientazione classica? Oppure “Come li caratterizzeranno senza farli sembrare le caricature di loro stessi o senza modificarli totalmente?”

L’errore era dietro l’angolo per una serie di fattori, ma il risultato è stato molto interessante e molto divertente, il personaggio che ha più sorpreso è sicuramente quello di Mycroft, obeso con una scommessa aperta sulla sua morte fatta con il fratellino Sherlock, poliedrico invece il personaggio di Molly Hooper e molto simpatico quello della signora Hudson.

Continuo a pensare che anche in questo episodio il ruolo di Mary non sia del tutto cristallino, come se avessero sparso alcuni indizi per la quarta stagione anche se al momento non si riescano a capire.
Indipendentemente dal periodo la chimica tra Holmes e Watson è sempre presente, hanno riproposto alcune scene già viste, tipo quella del telegramma, e hanno puntato molto a sottolineare la differenza tra il personaggio creato nei libri proprio da Watson e il vero Sherlock Holmes ed è stato uno degli aspetti che più mi ha attirato. Uno dei dialoghi che mi è piaciuto tra loro è stato quello che avviene mentre sono in attesa del fantasma nella residenza dei Carmichael.

Tornerà mai Irene Adler? Sì è una domanda che mi sono posta. Secondo me no, ma chissà.

Uno dei motivi per cui seguo la serie sono le citazioni e i riferimenti che arrivano dai libri, in questo special ce ne sono parecchi da “L’Avventura del carbonchio azzurro” a “Cinque semi d’arancio”, ci sono riferimenti allo Strand Magazine o all’illustratore dei racconti, autocitazioni dalla serie e riferimenti ad altri film su Sherlock Holmes come Piramide di Paura.

Quello che però più mi ha colpito e sorpreso è stata la scena alle cascate di Reichenbach(grazie, Moffat e Gatiss, grazie) nello scontro finale tra Sherlock e Moriarty con l’arrivo di Watson a salvare la situazione.

Sherlock - TBA (2)

In conclusione “Sherlock: The abominable bride” dividerà l’opinione dei fan: chi avrebbe voluto uno episodio totalmente vittoriano e distaccato dalle serie e a chi invece è piaciuto, è sicuramente uno special che lascia il segno e pone nuove domande sulla quarta stagione,.

Un pensiero su “#DoubleFeature – #Sherlock #TheAbominableBride #SherlockChristmasSpecial

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