#TheMandalorian Season 2: Ovvero “Come Possiamo Avere Cose Belle Nonostante Il Fandom”

La seconda stagione di The Mandalorian ci ha regalato diverse emozioni e alcuni passi avanti nella trama orizzontale, trama orizzontale, che, ormai è sempre più evidente, serve a sbrogliare la matassa dei vari punti oscuri che ci sono tra la prima sacra trilogia e la contestata terza trilogia.

Inutile far finta che non sia vero.

I sequel hanno diviso il fandom.

In particolare il famigerato Episodio 8, The Last Jedi, che ho sempre pensato fosse riuscito a metà.

Prima di continuare avviso che da qui in avanti ci saranno diversi SPOILER sulla terza trilogia, su The Mandalorian, su Clone Wars, Rebels e tutto quanto fa Star Wars, così siamo a posto.

(Ve lo dice pure il simpatico, pacifico e per nulla belligerante Jawa!)

Ricapitolando…

Una camminata elegante, un mantello scuro tirato sulla testa,

una spada laser verde sulla mano sinistra

e la speranza ritorna…

The Mandalorian si svolge circa 5-6 anni dopo gli eventi del Ritorno dello jedi e racconta, attraverso le vicende del cacciatore di taglie mandaloriano Din Djarin/Mando e del piccolo Grogu (si chiama così, almeno la finirete di chiamarlo Baby Yoda), le macerie fisiche e psicologiche in cui vive la gente comune dopo la fine della guerra e il passaggio tra la dittatura (l’impero) e la democrazia (nuova repubblica).

Dalla parte di Din, interpretato da un magnetico Pedro Pascal, in primis per la voce suadente, vi sono:

-Carasynthia “Cara” Dune, ex soldato dell’alleanza ribelle ex cacciatrice di taglie, ora sceriffo della nuova repubblica, nativa dello scomparso pianeta di Alderaan, a cui presta il volto la sensuale e energica Gina Carano, al centro di polemiche per alcune sue discutibili esternazioni sul covid19 ma non è questo il luogo di parlarne.

-The Child, che ora sappiamo chiamarsi Grogu, ha circa 50 anni, un bimbo per la razza di Yoda e ha una grande abilità nell’uso della Forza. E’ mosso da diversi burattinai. Nella prima stagione e per gran parte della seconda il fandom lo chiamava Baby Yoda anche se non ci sono prove di una sua eventuale parentela con l’ex capo dell’ordine jedi.

-Fennec Shand, interpretata da Ming-Na Wen, che ha chiaramente rubato l’Anello a Frodo, visto che pare avere 17 anni e invece ne ha 57 anni. Battute sceme a parte, Fennec è una ex nemica di Din, diventata sua alleata.

-Bo-Katan Kryze, a cui presta il volto Katee Sackhoff (nota ai più per il ruolo di Kara Thrace l’eletta della serie cult Battlestar Galactica), è la sorella della duchessa Satine Kryze, con cui era in rotta. Satine era la governatrice di Mandalore ed era il grande amore di Obi-Wan Kenobi.

Bo-Katan, presente anche in Clone Wars e in Rebels, dopo varie vicissitudini, aspira al trono di Mandalore, anche per omaggiare la defunta sorella Satine e su invito di Sabine Wren, che le donò la spada oscura, simbolo del trono di Mandalore. Tale spada è finita in mano al cattivone Gideon…

-Peli Motto, irascibile e simpatica meccanica della baia di attracco di Tatooine. E’ molto legata sia a Mando che a Grogu. E’ interpretata da Amy Sedaris, che è conosciuta soprattutto grazie al ruolo di Jerri Blank nella sitcom Strangers with Candy di Comedy Central, e per il suo show varietà ‘At Home with Amy Sedaris’.

-Boba Fett, ex cattivone al servizio dell’impero, ora è alla ricerca della sua armatura, unico ricordo del suo defunto padre Jango e vuole vendetta nei confronti di Jabba. Nella prima trilogia era interpretato dal neo defunto Jeremy Bulloch, nei prequel da Daniel Logan, che lo doppiò anche in Clone Wars e ora ha il volto che fu di suo padre, Temuera Morrison, celebre attore neozelandese, conosciuto soprattutto per Once Were Warriors – Una volta erano guerrieri dove interpretava Jake Heke AKA Jake La Furia.

-Greef Karga, ex magistrato e capo di una gilda di cacciatori di taglie che assume il Mandaloriano per localizzare il Bambino. E’ interpretato da Carl Weathers, il mitico Apollo Creed della saga di Rocky.

A guidare i cattivi, per ora, è Moff Gideon, a cui presta il volto Giancarlo Esposito, specializzato in ruoli da villain di ghiaccio in Breaking Bad, The Boys e molto altro.

Durante la stagione arriveranno anche altri personaggi ma andiamo per ordine…

Din cerca di ritrovare altri come lui e nel contempo di trovare una casa degna per Grogu, consapevole di non poter addestrare il piccolo.

Diversi saranno gli scontri e i problemi, tra cui un suo ritorno a Tatooine per aiutare la povera gente a fermare un enorme mostro, un dragone krayt, sempre affamato.

Interessante notare come nella vecchia repubblica che nell’impero che nella nuova repubblica i pianeti dell’orlo esterno siano letteralmente abbandonati a loro stessi e di fatto per loro non cambia mai molto.

Si capisce sempre di più perché i giovani volessero lasciare certi posti.

Confesso di aver provato pena per il dragone krayt, porello in fondo aveva solo fame. Si poteva dargli in pasto i resti di Palpatine, nonché tutti i suoi adepti, così eravamo sicuri che non tornasse.

Particolare curioso: nell’episodio sul dragone krayt a doppiare un cacciatore di taglie vi era John Leguizamo, che ha lavorato sia con Ewan McGregor, nel film cult Moulin Rouge!, interprete del giovane Obi-Wan nella trilogia prequel sia con Hayden Christensen, che è stato il giovane Anakin sempre nei prequel. Christensen e Leguizamo hanno recitato insieme in Vanishing on 7th street.

Venendo a noi..

Negli episodi successivi i nostri eroi aiutano una mamma a portare in salvo le uova non fecondate della sua specie nel pianeta dove si è rifugiato il marito. Come è ben noto Grogu si magna diverse uova mentre Din cerca di arrivare in tempo nel suddetto pianeta, a velocità ridotta, altrimenti morirebbero tutti.

Dopo varie peripezie i nostri incontrano Ahsoka Tano (interpretata da Rosario Dawson, attrice che non ha certo bisogno di presentazioni. Ha fatto da ponte nelle serie Marvel e anche lei ha lavorato con Christensen. In Shattered Glass), ex allieva di Anakin, lasciò il consiglio dopo che venne ingiustamente accusata di diversi crimini e tutti le voltarono le spalle, tranne il suo maestro.

Questi eventi sono narrati nelle serie Clone Wars e Rebels, dove era doppiata da Ashley Eckstein, che presta la sua voce alla jedi anche nel finale di l’Ascesa di Skywalker.

Ahsoka sa che Anakin è Vader ma probabilmente non sa che si è redento ed è morto per salvare suo figlio Luke.

La togruta, che dovrebbe avere circa 45-46 anni, è alla ricerca del terribile ammiraglio Thrawn, anch’egli legato al defunto impero.

La nostra lega subito con il piccolo Grogu, è lei a svelarci come si chiama ma pensa di non poterlo addestrare perché teme che le emozioni del piccolo possano creare dei danni.

Lei ricorda di qualcuno “che aveva un tale attaccamento. Era un jedi. Il migliore di tutti noi”

Anakin, sigh…

Dice dunque a Din di portare Grogu alle rovine di in un Tempio Jedi su Tython, dove Grogu potrà scegliere di ampliarsi nella Forza così che uno dei pochissimi Jedi rimasti possa sentirlo e andarlo ad aiutarlo.

Una volta sul pianeta, il piccolo si espande ma mentre Din ha uno scontro/incontro con Fennec e Boba Fett, che rivuole la sua armatura, finita nelle mano del mandaloriano dopo che ha sconfitto il dragone, Grogu viene rapito dai terrificanti darktroppers di Gideon, deciso a usare il suo sangue per i suoi esperimenti.

E’ probabile che sia “merito” di Gideon che Snoke sia stato creato e che il vecchiaccio Palpatine sia tornato nell’Ascesa di Skywalker.

Dunque altro giro, altro regalo.

Din, con Boba e Fennec, raggiunge Cara per ottenere la temporanea liberazione di Migs Mayfeld (Bill Burr, Kuby di Breaking Bad), suo ex nemico e imperiale in grado di tracciare Gideon.

Migs ci permette di vedere il volto umano dei soldati imperiali, usati come bestie da macello dall’impero. L’uomo non ha dimenticato come tanti suoi compagni siano morti durante una celebre missione, facendo capire che erano molto legati tra di loro, non erano solo semplici compagni di sventura ma veri e propri amici usati dall’impero per distruggere l’alleanza.

Migs, schifato dai suoi superiori, ancora vivi, che ne se fregano altamente delle sorti dei loro sottoposti, avrà modo di riscattarsi, non solo uccidendo uno di loro ma fermando una potenziale arma.

Din e Cara, toccati dalle sue azioni, che sono andate ben oltre la loro richiesta di aiuto, decideranno di lasciarlo andare, fingendo che sia morto durante la missione.

Come era già successo in passato, Star Wars ci mostra l’orrore della guerra ma anche l’umanità delle persone coinvolte in essa. La differenza tra chi considera gli altri suoi amici e fratelli e chi li usa e basta, è enorme.

E ora veniamo al finale di stagione.

Din va a chiedere aiuto a Bo-Katan per raggiungere la nave di Gideon, grazie ai codici recuperati da Migs, la donna, decisa a riottenere il trono di Mandalore, accetta di seguirlo con la sua compagna di sventure Koska Reeves, a cui presta il volto Sasha Banks, nota wrestler.

Quindi si uniscono a Din: Cara, Fennec, Boba e appunto Bo- Katan e Koska.

La principessa mandaloriana insiste molto che Giden è suo, non importa se vivo o morto, vuole sconfiggerlo lei.

Le cose non andranno come previsto purtroppo.

Una volta atterrati sull’incrociatore i nostri vengono assediati dai cattivoni, Din rischia pure di lasciarci penne e piume con un dark tropper creato da Gideon e riesce a distruggerlo, solo dopo averne prese tante.

Raggiunge infine la cella di Grogu dove il moff lo tiene prigioniero. Gideon finge di arrendersi ma poi combatte ed è probabile che il suo scopo fosse quello di creare una frattura tra il mandaloriano e la principessa.

Quando infatti arriva sul ponte di comando, di cui Bo-Katan e gli altri hanno preso possesso, lei, vedendolo con in mano la spada laser oscuro, capisce che non può ottenere il trono.

La legge di Mandalore prevede che la spada debba essere ottenuta in duello, ecco il motivo per cui la principessa voleva sconfiggere Gideon, che sogghigna divertito anche perché stanno arrivando i dark troppers ed è convinto di poterla fare franca.

Mentre ridacchia, da lontano intravediamo arrivare un Ala-X molto familiare.

Cara dice sarcastica e quasi seccata:

“Un Ala-X? Siamo salvi!”

Il caccia atterra nell’hangar della nave, lentamente una figura avvolta in un mantello scuro scende le scale.

Il suo passo è leggero, felpato, elegante e cadenzato.

I dark troppers, che stavano cercando di buttare giù il portone del ponte di comando, si fermano e si girano

Grogu alza le orecchie mentre l’espressione di compiacimento di Gideon scompare lasciando il posto ad un sacro terrore.

Le porte si aprono e dal fumo appare la figura alta di un uomo misterioso. Accende la spada laser.

E’ verde.

Verde speranza.

La riconosciamo ma ancora non ci crediamo.

Le sue movenze ricordano qualcuno ma mentre quel qualcuno portava morte e distruzione tra i ribelli, egli porta speranza e giustizia, fermando i mostri creati dalla mente perversa di Gideon, ormai tremante di paura.

Il jedi non arretra e distrugge quei troppers con una facilità che sconvolge. Ma come? Din era quasi stato sopraffatto da uno solo di loro e questo jedi li fa a fette, tipo gruviera, in così poco tempo?

Chi è dunque quel jedi?

Grogu sembra saperlo perché accarezza la schermo della telecamere dove appare il jedi che distrugge uno per uno i dark troppers ridotti a lattine.

Alla fine Din intima:

“Aprite le porte!”

Cara e gli altri sbiancano:

“Sei pazzo!”

“Ho detto di aprire le porte!”

E non ottenendo risposta, il mandaloriano le apre da solo facendo entrare il loro misterioso salvatore.

Finalmente l’uomo scopre il volto, mostrandoci il viso familiare e sempre amabile del leggendario Luke Skywalker, all’apice del suo potere e della sua gloria.

“Sei un jedi?”

“Sì lo sono” dice invitando Grogu a seguirlo ma il piccolo non si muove.

“Lui non vuole venire con te.” risponde Din preoccupato.

Luke scuote la testa.

“Vuole il tuo permesso.”

Grogu si avvicina a Din, gli sfiora l’elmo con le piccole dita e, per la seconda volta solo per motivi prettamente umani, contro il suo codice, l’uomo si leva la sua protezione e si fa toccare il viso per la prima volta dal suo bambino.

Suo non di sangue ma di cuore.

Il loro addio è straziante eppure colmo di speranza.

Perché entrambi sanno che si rivedranno e sanno che Luke non li separerà perché rispetta il loro legame.

“Mi prenderò cura di lui a rischio della vita.”

Che differenza tra la santa inquisizione contro il piccolo Anakin ne La minaccia fantasma.

Luke sa che l’amore può salvare le persone. Sa che il problema non sono le emozioni e i sentimenti ma il loro uso sbagliato.

Il suo comportamento ci dimostra, ancora una volta, che Luke non è un jedi che vuole seguire le regole del vecchio ordine. Egli è diverso.

Il suo ordine rispetta le emozioni, i sentimenti e gli affetti.

Rispetta tutte le specie.

E insegna a pensare con la propria testa, cosa che avevamo visto anche in The Last Jedi e in The Rise of Skywalker.

Questo Luke non è in contraddizione con quello rabbioso visto in The Last Jedi e qui serve aprire una parentesi.

E’ indubbio che episodio 8 abbia dei problemi. Se molte persone intelligenti e conoscitori della saga hanno capito male il messaggio che si voleva dare, qualcosa non funziona.

L’errore, alla fine di tutto, è stato, seppur involontariamente, cercare di far odiare i vecchi eroi per far amare i nuovi.

Ripeto, mi rendo conto che la cosa non sia stata voluta ma purtroppo è ciò che è stato percepito.

E se lo percepisce una persona, allora l’autore non ha torto.

Se lo percepiscono in milioni di persone, che, ribadisco, sono intelligenti e conoscono la saga, allora il problema esiste.

Non è un caso che L’Ascesa di Skywalker provi a correre ai ripari, mostrandoci quanto la resistenza deve ai gemelli e quanto questi si siano messi in gioco umanamente e “professionalmente” per allevare Rey e salvare Ben.

Chiusa la parentesi e torniamo a The Mandalore, cosa ci resta?

Di sicuro una buona stagione che ci aiuta a capire sempre di più la gestione errata della nuova repubblica, purtroppo non del tutto dissimile dalla vecchia.

Ci regala personaggi sempre più umani e interessanti.

Pedro Pascal scaldava il cuore anche solo con la voce, figuriamoci adesso con il volto. E lasciatemi dire che potete considerarlo un clone di Christian De Sica oppure di Fabio de Luigi, peraltro due bravi attori ma lui ha anche fascino da vendere, oltre che talento.

Come Star Wars Nerd di vecchia data il mio cuore ha palpitato non poco vedendo di nuovo il mio eroe leggendario Luke Skywalker.

Luke è l’eroe buono e umano, fragile e forte, caparbio e colmo di paure, passionale e intelligente, rabbioso e misericordioso ed ecco perché è nel cuore di tanti da 40 anni.

Ed ecco alcuni di questi tanti non hanno mandato giù alcuni errori di The Last Jedi.

Sono fermamente convinta che Abrams avrebbe dovuto avere il totale controllo, come gli era stato promesso. Senza dargli fretta.

Se Il Risveglio della Forza fosse uscito nel 2017 avremmo avuto una terza trilogia migliore.

E l’episodio 8 ci avrebbe stupito in positivo come ha saputo fare the Mandalore.

Perché se c’è una cosa che Abrams sa fare sono le storie di spessore, lasciandogli campo libero però.

Come sta accadendo alla gestione delle serie spin off, vedere il caso di Kenobi, rimandato di un anno perché la sceneggiatura non funzionava.

Ad attendere non si perdono soldi, li si guadagna.

Insomma lunga vita a Star Wars ma stai accorta cara Disney. Ti tengo d’occhio.

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