#DoctorWho – Revolution Of The Daleks #NewYearsSpecial

Mentre La Doctor è in carcere per dei crimini che… non sa di aver commesso (forse), la Terra è lasciata indifesa. Lavorando sotto traccia qualcuno ha organizzato un modo per far soldi e non solo: cosa potrà mai andare storto? Beh… se non tutto, quasi.

Anno nuovo, si riparte. Per il terzo anno di fila è Doctor Who a darci il via con lo speciale di Capodanno la cui funzione (narrativamente) è sostanzialmente quella di darci un assaggio di quel che verrà: un assaggio consistente poichè questa stagione avrà tre episodi in meno riducendo il tutto ad altre otto puntate solamente.

Ma godiamoci il presente e non andiamo troppo in là.

Lo speciale inizia con… un salto allo scorso anno, alla sconfitta dei Dalek. Poteva andare tutto liscio? Non scherziamo.

La carcassa del Dalek sconfitto dovrebbe essere messa in un deposito (Il Deposito 23) e tenuta lì al segreto, ma qui iniziano i problemi: e lo fanno con un tono ed in un modo che a Chibnall riesce benissimo. Non c’è un finale ottimista,  non c’è il bene che trionfa.

Quello che c’è è tanta amerezza, delusione e rabbia perchè il vero villain non solo non è sconfitto ma ne esce più forte e pericoloso di prima.

Ed il nemico non è una flotta di Dalek o qualcosa di esterno al mondo terrestre ma è un umano, quel Jack Robertson che avevamo lasciato come imprenditore alla prese con un problema di ragni.

Un ritorno che era passato inosservato o quasi tra le notizie e che conferma in questo special quale sia la base su cui è stato modellato ovvero il parrucchino mannaro, l’agente arancio noto anche come Donald Trump: il linguaggio del corpo, la cadenza, la mimica facciale di Chris Noth lo richiama moltissimo, ma attenzione non è un’imitazione come quella (stupenda) fatta da Baldwin in questi anni al Saturday Night Live.

La sua è una presenza costante: è lui ad intercettare il Dalek (il trasporto viene bloccato, il conducente del mezzo ucciso) ed a iniziare a studiarlo stringendo un accordo della ministra alla Tecnologia la quale punta alla carica di Primo Ministro. Un anno dopo, la sua elezione  è cosa fatta l’oggetto della loro collaborazione è svelato: una flotta di Dalek da usare come droni per la sorveglianza e la sicurezza del Regno Unito, una creazione che frutterà a Robertson una vetrina importante per questa creazione da rivendere al mondo.

Per un attimo però lui ha dei dubbi, delle perplessità: la nuova Premier vuole accelerare i tempi, lui non è certo che sia la mossa migliore. Come cambia idea? Basta la minaccia di un controllino dal parte del fisco per smuovere le cose.

Robertson si muove molto sulla sottile linea di confine tra stronzo e persona con un minimo di decenza, ma accade sempre qualcosa che lo porta verso la negatività: quando scopre che Leo Rugazzi, da lui assunto per lavorare la progetto dei droni, ha clonato partendo da una minima traccia di DNA un’entità aliena (che noi conosciamo come Dalek, ma loro no) ne ordina la distruzione intuendo forse la pericolisità ma le cose andranno malissimo perchp il Dalek in questione prende il controlo di Leo dando il via agli eventi principali.

Passiamo ora al Team Tardis.

L’assenza della Doctor si fa sentire, ed è dura da accettare soprattuto da Yaz che vive nel secondo Tardis dove studia un modo non solo per trovarla, ma anche per far partire il Tardis. Graham e Ryan? Sembrano più rassegnati al fatto che potrebbe non tronare, sono andati avanti con la loro vita: non che la sua assenza sia poco sentita, ma forse il fatto che loro siano legati in qualche modo lo rende più semplice.

Yaz invece sembra ossessionata, quasi non abbia altra ragione al di fuori della Doctor, come se avesse perso ogni legame con la famiglia e la vita predente (Ryan ha ripreso i contatti col padre e gli amici, mentre Graham gli è vicino).

Questo sensazione di ossessione viene confermata indirettamente dai discorsi che Yaz fa con Jack mentre sono in missione: non viene mai detto chiaramente ma sappiamo cosa provi Jack per il Doctor e lo stesso sembra essere per Yaz.

Dopotutto la sua reazione rabbiosa, quella spinta, non è rabbia violenta: è la rabbia di chi, innamorato, viene abbandonato senza spiegazioni e lasciato lì a pensare e domandarsi cosa sia successo (con quel pizzico di gelosia quando Jack dice di evere esperienza col Doctor). La presenza, e la saggezza, di Jack, aiuta Yaz a mettere le cose nella giusta prospettiva e nel giusto ordine.

Come detto, Ryan e Graham sembrano sver affrontato melgio la cosa, ed è Ryan che un po’ a sorpresa affronta quasi a muso duro la Doctor chiedendo cosa sia successo e opponendosi al rifiuto di parlare di quanto successo. Non vuole affrontare il discorso delle sue vero origini, dice che ha vissuto in una mezogna e che non sa più chi è: il discordo che le far Ryan sul cambiare, sull’aver sentito la mancanza e l’impatto che questa ha avuto su di lui.

In più, mostra anche un lato diverso dal solito del Dottore, perchè non è mai successo in queste 13 stagione di sentirgli dire di aver sentito la mancanza di qualcuno, di certo non nel modo in cui lo ammette qui: si mostra fragile, insicuro nei rapporti umani, perdendo quella durezza e fermezza che abbiamo sempre visto in qualche modo (personalmente il dodicesimo è il più duro e freddo nei rapporti interpersonali).

Parlando più nello specifico della storia, cosa abbiamo?

Un po’ a sorpresa manca il commento sociale, non ci sono “pipponi” sulla giustizia sociale, non ci sono cose forzate e non c’è “un’agenda” con situazione legate a razzismo, discriminazioni o politica che tanto han dato fastidio ad alcuni col nuovo cambio di gestione (come se prima mancassero…).

Quello che ho notato è una critica politica più velata, più sottile, verso quella “Special Relationship” tra USA e UK che ha avuto più esposizione mediatica negli ultimi anni (l’espressione nasce nel ’46, non è una cosa nata con Blair e Clinton).

Gli accordi tra Robertson e la premier Patterson (neanche troppo velatamente da lui supportata) sembrano proprio rientrare in questa relazione speciale tra i due Paesi …. e non porta nulla di buono.

L’idea (sempre discutibile) di avere dei droni a forma di Dalek che, gestiti da un’intelligenza artificiale, mantengono e riportano l’ordine all’interno del paese in ogni situazione e lungo i confini, potrebbe essere anche buona e sensata: almeno fino a quando l’AI non viene compromessa.

Qui viene compromessa per colpa di Leo (controlloato da un Dalek) che ha ricreato altri Dalek mescolandoli con DNA umano (rendendoli ibridi) ottenuto dopo che quegli umani avevano fatto il loro dovere per la razza Dalek: i nuovi Dalek si teletrasportano all’interno dei nuovi corpi dando il via allo sterminio della razza umana. Vedere la Patterson eliminata davanti Downing Street non ha prezzo.

Uno sterminio che il Dottore fermerà in maniera… curiosamente rischiosa sfruttando quella che è la vera debolezza dei Dalek, l’ossessione per la purezza, e per questo tenta la mossa più azzardata possibile: chiamare a raccolta sulla Terra i “veri” Dalek sperando che si eliminino a vicenda. E quelli che restano? Beh, è la seconda parte del piano, ed è un piano che funziona perchè pure loro vengono attirati in una trappola… a forma di Tardis.

Vedere una flotta di Dalek che entra nel Tardis è qualcosa che non mi sarei mai aspettato di vedere: ovviamente non è il vero Tardis ma quello di “scorta” ed il Dottore non è neppure lì se non in forma di ologramma che annuncia di aver attivato il programma di autodistruzione (ovvero si comprime per poi finire nel vuoto).

E così i Dalek son stati sconfitti ancora una volta, la nave su cui viaggiavano è distrutta dalla bombe piazzate da Jack, Graham e Ryan. Non è la fine dei Dalek, ovviamente ma per intanto ce lo facciamo andare bene.

Ma ad uscire come eroe è, ed è l’ennesimo boccone amaro della puntata, Robertson: lascia Ladoctor quando sta per partire l’attacco e si schiera con i Dalek, pronto a tradire la razza umana, avvertendoli della presenza del loro nemico cercando di salvarli. Eppure alla fine riesce a farsi passare come colui che ha salvato la Terra, dicendo che la sua era mossa da doppiogiochista per far abbassare loro la guardia: ed una nuova campagna presidenziale per lui sembra certa.

Insomma, non ce lo siamo tolto di mezzo ancora.

Ultima spruzzata di amarezza, l’addio (annunciato e previsto) di Graham e Ryan che decidono di non seguire più il Dottore per stare vicini agli amici ed alla famiglia (Graham decide di non restare dopo aver saputo di Ryan perchè è la sua famiglia), qualcosa che è maturato in questi 10 mesi di separazione. Certo non resteranno con le mani in mano, seguiranno sempre gli eventi particolari e strani sulla Terra dai troll in Finlandia fino strane creature in Corea, perchè c’è sempre qualcosa da fare qui sulla Terra.

Avendo avuto in regalo la carta psichica, avranno accesso facilmente a varie strutture ed aree, ma non staranno mai via mesi/anni, come prima. Il fatto che la chiusura della loro parentesi avvenga nello stesso modo e nello stesso posto in cui li abbiamo visti la prima volta è la perfetta chiusura.

Chi invece pur andando via non ha ancora finito è sicuramente Jack: l’aver fatto evare la Doctor è un altro reato che lo metterà sulla lista dei ricercati,ma a quanto pare resterà ancora un po’ sulla Terra dopo aver parlato anche on Gwen.

Ho letto pareri che definiscono la puntata deludente, una delusione. Non sarà di certo un’episodio stellare (ma fatico a trovarne di memorabili nelle gestione Chibnall), ma è comunque di qualità pur con i soliti difetti di una storia che avrebbe richiesto più tempo (e forse più puntate) per esser raccontata, una costante di questa gestione.

Di una cosa sono certo dopo questa puntata: abbiamo bisogno di più Jack Harkness, perchè non è solo un buon personaggio per interpretato da Barrowman ma è l’unico in grado di fare il lavoro sporco quando è necessario, ha meno compassione ed è più personaggio d’azione del Doctor.  In più è perfetto nel fare da “mediatore” tra comuni mortali e Doctor come abbiamo visto nei dialoghi con Yaz.

Ora non ci resta che attendere ancora qualche mese per la nuova stagione: si parla della seconda metà del 2021, forse anche fine anno, credo che molto dipenderà dal Covid.

Speriamo bene.

Pensieri Sparsi

  • Chi non ama Jack è una brutta persona. O mente.
  • Curioso il richiamo a Star Wars in apertura.
  • Chris Noth in grande forma anche qui. Voglio rivederlo solo per assistere ad una pessima fine di Robertson.
  • La Patterson ha fatto una fine troppo poco dolorosa.
  • Per una volta che Robertson aveva avuto una buona idea, quelal di distruggere il Dalek, tutto va in vacca per colpa di qualcun altro. Certo poi lui vede che può lucrarci…
  • L’idea dei droni controllati da una AI in un mondo ideale potrebbe anche funzionare. Ma in questo mondo, ve li immaginate sul confinte tra Ulster ed Irlanda? Peggio di una bomba ad orologeria.
  • Jack sulla Terra, Ryan e Graham che indagano su strani eventi, Gwen che viene nominata… cì tutto per riavviare Torchwood.
  • Molto buoni i dialoghi, su tutti quello Yaz/Jack e Ryan/Doctor.
  • Credo che non vi siano dubbi su come Jack abbia fatto entrare il Vortex Manipulator.
  • Che crimini potrà aver fatto jack? Lui direbbe di essere colpevole di esser troppo sexy…
  • Siamo più che certi che Robertson tornerà, ma su cosa putnerà questa volta? La tecnologia del Tardis?
  • Vorrei far notare che tecnicamente Jack e la Doctor sarebbero ricercati…
  • Yaz, Ryan e Graham vogliono affrontare da soli Robertson e falliscono. Il bello è che la Doctor fa la stessa cosa con un risultato migliore…
  • Interessante la carrellata dei mostri: Ood, Angeli Piangenti, Sycorax, Il Silenzio, Cyberman… Ma soprattutto PTING!
  • “Hey silver fox!”
  • Visto il modo di scriver di Chibnall, forse bisogna tornare rivedere un po’ alcune cose. Magari fare solo puntate legate tra di loro (come nelle vecchie stagioni e come la terza stagione di Torchwood).

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