69th Primetime Emmy Awards: I Vincitori

Si è tenuta nella notte al  Microsoft Theater di Los Angeles, la cerimonia di premiazione degli Emmy Awards presentata dai Stephen Colbert.

Ecco i vincitori.

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#Powerless: No Power, More Problem

Nell’era in cui DC Comics e Marvel si scontrano a colpi di film e serie TV, può capitare che ci sia almeno un colpo a vuoto. Ecco, questo colpo a vuoto ha una nome: Powerless, la prima comedy basata sui personaggi della DC Comics.

– ATTENZIONE SPOILER –
(Oh, ve lo dice pure Medioman! ME-DIO-MEN!)

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Numbers Don’t Lie: La Stagione 2016-2017

Ora che la stagione televisiva made in USA si è praticamente conclusa è il momento di tirare le somme. Non a livello di qualità ma di numeri, ovvero gli ascolti. Perchè possiamo dire quello che vogliamo, ma alla fine sono quelli che contano.

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#Timeless: L’antiterrorismo senza tempo

Quello dei viaggi nel tempo non solo è un tema molto usato in letteratura e vari media: è un tema ricorrente in questa stagione televisiva. Delle tre nuove serie che hanno affrontato il tema, solo una è arriva a completare la stagione da 13 episodi, guadagnadone anche tre in più: Timeless.

– ATTENZIONE! SPOILER –
(Vi ho pure messo il timbro!)

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One And Done: La Sfida Delle Debuttanti

A circa un mese dagli upfront e quindi dagli annunci definitivi circa la prossima stagione, è tempo di dare un’occhiata a quale sarà il destino delle serie che hanno avuto la loro prima stagione.

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La TV Che Verrà: #NBC #Upfront2016

Iniziano la settima degli Upfront, le presentazioni dei palinsesti per la prossima stagione TV. Ad aprire le danze è la NBC.

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5th Critics’ Choice Television Awards: I Vincitori #CCA #CriticsChoice

Si sono tenute domenica notte a Beverly Hills e prensentati da Cat Deeley le premiazioni dei Critics’ Choice Television Awards.

CriticsChoice

Ecco i vicintori. Continua a leggere

La TV Che Verrà: #NBC #Upfront2015

Apre le danze degli Upfront per la prossima stagione TV, la NBC comunicando il proprio palinsesto.

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Thoughts In The Attic – Volume 1.2

Dover scrivere di un anno che si conclude, non è mai facile perché guardare il passato, anche se recente, non lo è mai. Più facile forse avere speranze verso quello che verrà che riflettere su ciò che è stato: poco cambia che si tratta si storia, intrattenimento, o vita quotidiana.

Per noi di TV And Comics sono stati mesi di soddisfazioni a ben guardare, l’unico momento di rivedere è stata sicuramente l’estate: l’esperienza però serve anche a questo, no?

Sotto l’aspetto della serialità, il 2014 ci ha offerto le solite decisioni che fanno mugugnare. Decisioni su cui noi spettatori italiani non possiamo fare nulla perché:

  1. Le serie in contemporanea con gli USA (salve eccezioni rarissime) le vediamo ILLEGALMENTE. Lamentarsi perché cancellano una serie senza pensare a noi è da turborincoglioniti;
  2. Proprio perché le guardiamo illegalmente, non influiamo sugli ascolti: di conseguenza sulla pubblicità che viene trasmessa e quindi sui soldi che vengono incassati dalla rete;

Questo senza considerare quali possono essere i motivi di una cancellazione di una serie (o di un programma). Quello che tanti dimenticano è che si tratta di un prodotto da vendere e con cui fare soldi. Strano concetto questo, evidentemente.

Gli elementi che vengono presi in considerazione sono dalle reti sono (in ordine sparso ed incompleto): ascolti, vendita dei diritti all’estero e su altre piattaforme, vendita degli spazi pubblicitari, merchandise, critica, tipo di programma, periodo di messa in onda, target del pubblico…

Quest’ultimo è il fattore sicuramente meno considerato. Escludendo i canali tematici (tipo, per gli USA, ESPN che è un canale sportivo), le reti tenderanno ad offrire una programmazione più varia possibile quanto a generi: questo per attirare nuovo e vario pubblico.

Join The Dark Side

Di conseguenza, su 10 serie, difficilmente tutte e 10 saranno dello stesso tipo: possono cambiare le percentuali, ma si cercherà sempre di avere sit-com, legal drama, commedia sentimentale, azione, mistero, etc etc.

E come cambiano le percentuali? In base al target della rete. Un canale come The CW, ha una connotazione ben precisa, ha una programmazione più teen oriented degli altri, e le serie nel prime time lo dimostrano ampiamente. Punti al pubblico teen? Allora svilupperai un certo tipo di storie nei programmi di punta (o che ambiscono ad essere tali). Punti ad un pubblico più adulto e maschile? Azione. Alle famiglie? Comedy e Sit-Com.

Ed ovviamente non puoi tenere invariato il palinsesto da un anno all’altro, non puoi riproporre le stesse cose anno dopo anno. Per questo a maggio, iniziano i drammi, se non sono già iniziati nella prima parte di stagione.Solo per quest’anno, ecco le cancellazioni già effettive, per vari motivi (ascolti, stop alla produzione ed escludendo le serie che sono giunte allo loro conclusione naturale (limitandomi ai grossi network).

  1. Selfie (ABC): Cancellato il 7/11;
  2. Manhattan Love Story (ABC): Cancellato il 24/10;
  3. The Millers (CBS): Cancellato il 24/11;
  4. A To Z (NBC): Cancellato il 31/10;
  5. Bad Judge (NBC): Cancellato il 31/10;
  6. Red Band Society (FOX): Cancellato il 26/11;
  7. Mulaney (FOX): Cancellato il 18/10;
  8. Gracepoint (FOX): Cancellato il 15/12;

Di queste serie, posso parlare solo di quelle di cui ho visto almeno il pilot, sarebbe da ipocrita criticare qualcosa che non conosco.

  • Selfie: è una serie carina, ma che non avrebbe avuto una grande sviluppo. La storia era molto limitante, però si lasciava guardare. Mancava però di qualcosa che le facess fare il salto qualitativo.
  • A To Z: Visto solo il pilot, insipido. Un tentativo di prendere i nostalgici di How I Met Your Mother, fallito col botto. Come per Selfie, storia molto limitante. E per di più, parere personale, senza Karen.
  • Bad Judge: Visto 2 puntate. Ho invocato pietà. Fatta coi piedi, delle scimmie urlatrici drogate avrebbero fatto di meglio.

Red Band Society è un caso particolare visto che è il remake americano di un remake italiano di una serie spagnola. In Italia la serie è andata bene, negli USA ha floppato così come Gracepoint (rifacimento di Broadchurch), confermando il mio pensiero all’annuncio della sua produzione: ci sono remake che non si devono fare (e tendenzialmente eviterei proprio di farli).

Tennant Crying

Per Mulaney mi affido a chi lo ha visto e me lo descrive come un rip-off di Seinfeld. Quindi, direi, un tentativo per recuperare quel tipo di pubblico (discorso simile a A To Z quindi).

Le serie hanno successo perchè nascono in un posto ed hanno un pubblico preciso: il teenager americano non è il teenager italiano o inglese). Il fatto che gli americani debbano riproporre serie di altri Paesi dovrebbe far riflettere, vista l’ambia casistica negli ultimi anni, ma conto di tornarci su questo.

La vita di una serie TV è solitamente la seguente.

  • Viene proposta un’idea;
  • Se giudicata interessante viene comissionata una sceneggiatura;
  • Valutata la sceneggiatura, si decide se girare la puntata pilota o meno;
  • Viene giudicata la puntata pilota;
  • Se passa, con le possibili note sui cambiamenti da apportare (casting, tono, set…), viene commissionata la stagione (13 puntate)
  • Se vanno bene le prime puntate (grossomodo) si ordinano altri 9 episodi (che spesso vuol dire seconda stagione);
  • Si decide se rinnovare o meno.

E in questi ultimi passaggi succedono i drammi, perchè possono mancare i finali, la serie resta in sospeso. Sono rischi che si prendono (sbagliando) gli sceneggaiatori e le reti: un tentativo di alzare ascolti e creare un po’ di movimento tra i fan della serie sperando che quasto convinca chi stacca gli assegni a continuare.

Come sappiamo, ci sono serie che vengono soprresse velocemente (anche dopo due episodi), serie che non sopravvivo a 13 episodi ed altri che ottenuto il prolungamento… muoiono, come The Tomorrow People. Allo stesso modo, ci sono serie che si fermano a 13 puntate e vengono rinnovate (come quest’anno potrebbe capitare a Constantine).

Quindi? Quindi se volete discutere di cancellazioni, fatelo con l’ottica giusta. Se invece volete farlo da fan, quel tipo di fan per cui le cose devono e possono andare solo in un modo, beh…siete la morte stessa delle serie tv.

Crazy Fandom

L’ideale, secondo me, come modello per una serie tv è fare stagioni da 13 episodi (24 se da 30 minuti), stagioni che permettano di avere una storia completa raccontata senza avere così noiosi filler (quelli che, ad esempio, hanno ucciso The Tomorrow People). Basta preparare 2 finali: la rete poi deciderà (a seconda se rinnoverà o meno) quale mandare in onda.

Ovvio, poi ci sono serie che sono delle corazzate e danno garanzie (NCIS, ad esempio) per cui produrre 24 episodi è più che giustificato, ma fino a quando una serie non diventa una corazzata…

Il tutto ovviamente se le reti non decidono di intromettersi e/o gli sceneggiatori si mettono in testa di accontentare i fan (Fringe, anyone?), ovvero quei fan che sono la morte stessa delle serie TV di cui sopra.

Quando in primavera verranno annunciate le cancellazioni ed i rinnovi, prevedo scene isteriche e suicidi di massa. Il solito insomma.

Tra le notizie più interessanti di questo anno, c’è stato indubbiamente il caso dell’hackeraggio alla Sony. Quante risate…

J-Jonah-Jameson-laughing

In tutta onestà, se il film The Interview fosse uscito o meno, non me ne poteva fregare di meno e non credo di essere l’unico. Tutto il casino ha fatto pubblicità al film, ed i cinema hanno fatto una pessima figura nel rifiutare la diffusione dela pellicola. Ora il film passa per essere qualcosa di patriottico e va ben oltre i propri meriti (le recensioni non sono buonissime).

Tutto archiviabile come “usiamo il patriottismo dei caproni per farci qualche soldo”: vi immaginate se fosse stato distribuito dalla maggiori catene di cinema floppando? Non sto dicendo che sia una cosa studiata a tavolino, però se l’intendo era un boicattaggio…ha aottenuto l’effetto contrario.

Le cose più interessanti sono però le mail emerse, con le varie critiche a personaggi pubblici, come Obama, per cui in molti sono dovuti scusare pubblicamente. Ed è emerso come la Sony sia gestita da una manica di idioti, ed in parte sono loro stessi ad ammetterlo quando dichiarno di non essere in grado di avere un franchise che faccia fare soldi pur avendo Spiderman.

Proprio la questione Spiderman è risultata essere la più succulenta perchè ha fatto emergere i contatti con i Marvel Studios per l’uso del personaggio, di cui si voceferava da tempo.

L’accordo sarebbe quello di una collaborazione nella scrittura e nella produzione dei prossimi film (inclusi gli spin off) da parte delal casa madre con in cambio la possibilità di usare Spiderman nei prossim film Marvel: si parla di un possibile cameo in Captain America 3, ma c’è chi arriva a dire di una possibile scena per Age Of Ultron (molto difficile).

A portare Peter Parker nel MCU non sarà però Andrew Garfield, che la Sony avrebbe licenziato per le critiche espresse in merito a The Amazing Spiderman 2, massacrato dai tagli in fase finale: a giudicare dalle scene tagliate presenti nell’home video, non posso dargli torto. Bene, licenziato Garfield, si aprirebbero le porte per un altro reboot, o semi reboot, con Logan Lerman come nuovo arrampicamuri.

SpiderLogan

Insomma, l’ulteriore dimostrazione di una dirigenza scarsa. Avere dei rebot a pochi anni di distanza l’uno dall’altro è indice di incapacità di programmazione e di lavoreare coi piedi. Non ci sono scusanti, e per di più ammazzano il prodotto.

E poi diciamolo pure, il fatto che la Sony abbia i diritti del solo Spiderverse la rende già una sfigata, perchè non permette molti sviluppi (anzi non ne permette proprio, a meno di non creare mondi alternativi come nel fumetto…).

SpiderVerse

Torniamo alle serie tv, con alcuni giudizi su quanto visto (e sottolineo VISTO), sino ad ora.

Tra le novità dell’anno, Gotham è quella che mi ha sopreso maggiormente (sarà anche che non le davo mezzo centesimo). Ora vediamo quanto ci sta la FOX a mandare tutto a cene galanti in quel di Arcore. Discreta la stagione di Constantine, una serie che era partita molto male, con almeno due versioni di pilot ed un recasting in corso d’opera mentre per restare in casa DC, The Flash ha sbancato.

Piacevole sorpresa è stata Forever, sulla quale ho solo un dubbio. Quanto possono tirare avanti la storia? Non molto secondo me. Stessa rete, altra serie. Una SitCom che ho scoperto per caso è Cristela, e devo dire che è molto carina: se non l’avete vista rimediate alla svelta. Un’altra sorpresa è stata per me The Librarians: leggerezza, azione, divertimento. Un bel mix che se non viene rinnovato è un reato.

Tra le confermate, buona seconda stagione per ora di Agents Of S.H.I.E.L.D. con l’inserimento nel MCU degli Inumani. Conderando che avranno un film tutto loro tra pochi anni, è un bell’azzardo. Restiamo all’ABC con Once Upon A Time, che ha dedicato la prima parte a sfruttate l’onda lunga (e gelida) di Frozen. Missione riuscita discretamente bene, con un buon casting per le due di Arendelle (più il bonus, anzi i bonus, della Snow Queen): vediamo come l’alleanza del male ora prenderà la scena.

Maleficent, Cruelle, Ursula

Passando alla CBS, promossa The Big Bang Theory (con alcune puntate molto divertenti), mentre Elementary sembra aver saltato la squalo, come ho già detto più volte.

Arrow ci ha lasciato con un Mid Season Finale ad alto rischio e che non mi convince a pieno per il futuro della serie, ma staremo a vedere, tanto manca poco. The 100 lo vedo un po’ a rischio per una terza stagione, ma ha avuto una buona prima parte con alcune tematiche interessanti e scelte coraggiose.

Passando alla NBC, Grimm mi ha sorpreso. Nel mio pessimismo, vedevo male l’idea con cui si è conclusa la scorsa stagione. Lode agli autori ed anche alla Toboni per come è stato portato avanti il persoanggio di Trubel.

Trubel

Infine, la BBC. Doctor Who ha avuto una stagione non eccellente dove si è sbagliato a puntare forte su Clara ma che ha avuto degli alti in alcune puntate (su tutte, Listen). Lo special natalizio, nel suo essere caotico (e citazionista al massimo) ci ha dato la speranza di poter vedere una Clara più limitata e meno invadente ed invasiva.

Atlantis invece è sospesa a metà, letteramente. Questa prima metà di seconda stagione è stata abbastanza buona, e lascia con la voglia di vedere la seconda parte al più presto.

      JasonArianna

Beh e con questo, il mio discorso/sproloquio/delirio di fine/inizio anno giunge al termine. Buon 2015.

#Crisis – Recap Quarta Parte (S01E11 – S01E13) #SeriesFinale

crisisInizia il rush finale con la puntata numero 11 (Best Laid Plans). Abbiamo visto che Finley è entrato all’interno della casa, e nel momento in cui lo fa, a condurre le trattative non è Gibson ma Koz in un tentativo di sviare le gli investigatori. Con l’occasione viene richiesto al presidente di  garantire l’immunità a tutte le persone coinvolte nel rapimento, inclusi i genitori ed i ragazzi colpevoli di reati o il figlio morirà. Scopriremo che si tratta di un bluff, ben studiato.

Anche questa volta abbiamo il genitori in missione, anzi questa volta si raddoppia. Il primo genitore è Buddy, ma come scopriremo suo figlio non è nella casa, suo figlio è Hawkins, uno dei militari che hanno aderito al programma e che è stato recuperato nell’ambasciata ad inizio stagione. Il suo compito è semplice, deve fargli arrivare gli integratori necessari per stabilizzare il siero, integratori che sono stati prelevati dal sangue del ragazzo liberato nella puntata precedente.

Per Hawkins scatterà in seguito una missione, ma prima di si lascerà alle spalle un cadavere, quello del padre che cercava di dissuaderlo dal fare del male alla gente. Quando grazie alle indagini di Dunn verrà trovato il laboratorio segreto in cui era tenuto, si scoprirà l’antidoto per salvare il ragazzo usato come mezzo di trasporto.

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 La seconda missione genitoriale è quella più succulenta, perchè vede entrrare in scena non solo Megan, ma pure Widener e Gibson. Potrebbe essere lo scontro finale ed invece le cose andranno un po’ diversamente. Widener è sotto inchiesta da parte del senato (non è una cosa leggera eh…anzi…) per l’uso del medicianle e la creazione di una kill squad operativa sul territorio americano. Per chi non lo spaesse o lo avesse diemticato, la CIA non può (potrebbe?) agire all’interno del Paese poichè è di pertinenza dell’ FBI.

Dopo essersi consultata con i propri avvocati, Megan decide di appellarsi al quinto emendamento (facoltà di non rispondere per non autocincriminarsi)  in modo da non creare casini a Widener ma sopratutto per non andare nella merda lei, visto che è stato tramite la sua impresa che  è stato realizzato il siero incriminato. La strategia difensiva cambia quando Gibson le telefona e le ordina di raccontare la verità (tra l’altro in diretta nazionale) in cambio della liberazione della figlia. Per convincerla a farlo c’è anche un aiutino: Hawkins, che lei presenta come un consulente agli avvocati, che le consegna un’auricolare tramite la quale Gibson le dice cosa riferire alla commissione.

Una mossa che ovviamente spiazza tutti, ma che segna un punto a favore di Gibson in questa sua guaerra personale. Con Hawkins presente in aula, armato e vicino alla moglie, Widener si trova spalle al muro e deve ammettere l’esistenza della Kill Squad operativo sul terrotio nazionale e sotto il suo comando.

Suzie nel frattempo ha rintracaito Hawkins e ipotizzando che possa essere al Senato per attaccare Widener, vi si reca: allertato da Megan però Gibson usa i suoi trucchetti per farla rallentare permettendo così la confessione delle colpe di Widener & Co.

Una volta entrata in aula, Dunn provvede all’arresto di Hawkins, il quale si arrende senza porre opposizione e più tardi Megan e Suzie ricevono la telefonata da parte di Amber che è tornata libera.

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All’interno della casa, Finley passa dei brutti quarti d’ora con le guardie che ovviamente non ci pensano due volte a picchiarlo e tenerlo improgionato, sventando anche i tentativi di fuga e di reazione che potrebbe avere.  Viene anche allestito una finta esecuzione del figlio del presidente degli USA, ma  le cose non vanno come Gibson aveva pianificato.

Il proiettite destinato al figlio del presidente, che sta per essere ucciso in collegamento video con la Casa Bianca, dovrebbe essere a salve, con Gibson che si sarebbe messo in mezzo a fare da scudo per salvarlo e diventare un eror… ma Koz ha cambiato i piani ed il proiettile è vero. Ora Gibson (in condizioni serie e soccorso da Finley) è stato tradito ed il gioco è cambiato.

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Ed arriviamo così al finale della serie (composto dagl episodi This Wasn’t Supposed To Happen e World’s Best Dad), finale che avrebbe fatto bestemmiare anche l’uomo più religioso al mondo.

Mentre Marcus cura le ferite di Gibson, Koz ed il resto della banda scappa voltando così le spalle al loro ex capo e facendolo si portano appresso una persona: la figlia Beth Ann. Tutti gli altri ragazzi vengono liberati e tornano a casa, e questo vuol dire che adesso è Gibson alla mercè dei cattivi e dovrà essere lui ad obbedire se vuole rivedere la figlia. Prima però che tutti possano uscire, bisogna spegnere l’incendio appiccato come diversivo, ma soprattuto disarmare i sensori che farebbero esplodere la casa: Marcus ci prova ma non ci riesce: improvvisamente l’FBI ha l’illuminazione che forse c’era qualcuno al centro di controllo che era in contatto coi rapitori e passavo loro le informazioni e risalgono così alla Dutton che mossa a pietà, rivela i codici di disarmo permettendo il lieto (o quasi) fine.

Gibson viene accolto come un eroe da tutti  ed il fatto che la figlia sia stata rapita, gli porta ulteriore appoggio lo riavvicina alla moglie e viene organizzata una veglia per pregare per il ritorno a casa i Beth Ann (‘ste cose non le ho mai capite e sopportate…NdR). Come detto però ora Gibson è ricattato e la sua missione è semplice (e duplice): deve rivelare la verità al mondo…ed la First Lady degli Stati Uniti, per la cui presenza alla veglia ha insistito chiedendo a Kyle di convincere i genitori a partecipare oltre che a spingere per l’organizzazione della cosa.

L’omicidio ha luogo, ed è fatto in maniera subdola: prima di usicre di casa, Gibson ha spalmato un isolante sui polpastrelli e poi un seconda sostanza sostanza. Quando viene rpeso dall’FBI, il danno è stato fatto, poichè ha trasmesso la sostanza alla moglie del Presidente dandole  ma mano q uando i coniugi escono e sono in limousine, lei ha un ictus e muore in ospedale.

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Gibson viene arrestato alla cerimonia e portato via anche se sostanzialmente non hanno molto per trattenerlo. Intanto dal garage di Gibson, grazie ad un computer da lui programmato con una serie di SMS da inviare tramite un cellulare non rintracciabile, viene messa in atto una nuova missione che vede coinvolti Ian e Amber (convinti di fare tutto per il ritorno a casa di Beth Ann) che li porterà ad un negozio dove Gibson si era rifornito per le maschere dei militari.

Vengono rintracciati dall’FBI, anzi da Marcus e Dunn, scoprendo poco dopo il titolare del negozione aveva ricevuto un SMS con l’ordine di uccidere Ian e trattenere Amber. Nel frattempo Gibson viene trasferito e riesce ad avere la meglio sulle guardie per poi chiamare chi ha rapito davvero la figlia, usando Koz e Dutton come meri esecutori per poi ucciderli: la colpevole è Meg.

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Va quindi in scena lo scontro finale tra Gibson e Megan. Con un po’ di ritardo, sul posto arrivano pure Marcus e Suzie (che ricordando un discorso avuto con lei capisce dove si trova la sorella) trovando Meg a terrra ferita dopo un primo scontro con Gibson, il quale all’interno si trova faccia a faccia con la figlia. Lieto fine? Manco per idea visto che lei ora ha scoperto che tutto quello che successo è stato orchestrato dal padre grazie ai piani lasciati in camera da Megan.

Finley e Dunn entrano nella stanza e Gibson cosa fa? Punta la pistola alla testa della figlia mentre Marcus le dice anche che il padre ha ucciso Jin Lao. Sfruttando uno spiraglio, Marcu spara a Gibson colpendolo alla spalla, liberando così lei ed arrestando lui, che ora pagherà per quanto fatto. Quanto a Megan, la sorella le dice che sarà gfiudicata per il rapimento di Beth Ann e per aver fatto uccidere Koz e Dutton, ma a Meg non importa visto che è servito ad arrestare Gibson, il quale ha fatto tutto sto casino per cosa? Per tornare ad avere una famiglia unita e felice.

L’ultima scena mostra il compute nel garage di Gibson riprendere a mandare messaggi…

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…E così è finita la serie, sulle note di Words As Weapons di Birdy.

Giudizio

Cosa si può dire su Crisis (che presto passerà su Sky)? Beh è stata una seriecon un potenziale discreto, gestita alla meno peggio (e meno male che a metà delle riprese avevano messo mano alla sceneggiatura perchè non andava come volevano…), senza infamia e senza lode pur con uno sviluppo dei personaggi praticamente nullo.

Per quanto riguarda il finale è stato senza senso oltre che stupido, perchè lo avevamo capito che era Gibson voleva riunire la famiglia (già dalla prima puntata) e rimarcarlo nel finale…beh fa cadere la palle. Un finale di serie che tra l’altro è stato come il secondo e terzo film di Matrix: di due capitoli, se ne poteva fare uno. Soprattutto una finale a cui potevano togliere l’ultima scena, utile come un secondo buco del culo.

Da vedere? Così a tempo perso sì.

Qualcosa di positivo? Stevie Lynn Jones e Haston Sage. Ma questo esula dalla serie, eh…