#LukeCage – They Reminisce Over You (S02E13) #SeasonFinale

Mariah cerca adattarsi alla nuova realtà coprendo come può i propri malaffari e qualcunque cosa possa condannarla in maniere definitiva mentre ad Harlem la violenza esplode prepotentemente. Come farà Luke a riportare la calma?

Lo fa nel modo che si era delineato: diventando il nuovo re di Harlem. Quello che bisogna chiedersi è però se sia un fatto positivo, se sia davvero la cosa migliore.

Probabilmente non lo è, ma è l’unica cosa che potesse accadere per salvare il quartiere dalla violenza: Mariah è in carcere e lascia un vuoto di potere? Ecco che Luke interviene dopo aver avuto le informazioni utile da Sugar e Shade su chi è interessato a subentrarle, ovvero i coreani tramite gli italiani,  e fa loro visita giusto per mettere le cose in chiaro.

Fa il diplomatico, cerca un accordo e lo ottiene: Harlem diventa una zona off-limits per i clan e la getisce lui. Lo può fare perchè la gente crede in lui, perchè è in grado di poter fermar davvero i criminali. Il suo ingresso a casa di Rosalie Carbone ne è l’esempio perfetto: pochi fronzoli, dritto al punto a suo di ossa fratturate.

Il problema che sorge è che già questa azione corrompe Luke e lo porta ad accettare quanto gli lascia Mariah in eredità: sì, Mariah muore (in un modo inaspettato) e gli lascia l’Harlem Paradise. Non un gesto altruistico eh, ci mancherebbe altro…

La scelta di Mariah nasce da alcuni dettagli vendicativi, perchè è evidente che Mariah è il male fino alla fine. E qualunque cosa o persona entri in contatto con lei è destinato a deteriorarsi, a peggiorare. Questo accade a Tilda, che uccide la madre avvelenandola con un bacio, e questo sembra che inizia ad accadere a Luke: la cessione del locale simbolo del crimine di Harlem avviene proprio con l’intetno di corromperlo, di farlo passare dall’altra parte.

I primi segnali non tardano a farsi vedere: fa respingere Claire (possiamo considerare finita la sua esperienza nell’MCU), inizia a trattare ed accogliere i vari criminali nel locale, si scontra con DW per questa nuova scelta di vita, fatta certamente con nobili intenti. Il fatto che lo chiami Luke Trump, vuol dire qualcosa no? E poi quel “Make Harlem Great Again”…

Andando a memoria, Luke non è mai stato un boss del crimine nei fumetti (lo è stato in almeno due occasione Daredevil, per restare in tema netflix), per cui questo ulteriore netto distacco dalle fonti mi intriga ed al tempo stesso mi lascia qualche perplessità.

Luke, per me, doveva finire col diventare l’Hero For Hire: l’esser diventato boss del crimine non gli si addice e porta anche dei problemini pratici. Certo, può aver reso Harlem una zona vietata alle altre famiglie criminali, ma questo non vuol dire nulla.

La Carbone non aspetta altro che trovar una falla per prendersi un’altra fetta della torta, se Luke vieta lo spaccio nel quartiere, nulla vieta a chi volesse di andare a comprare fuori. Il voler mettere tutti sotto un cupoli di vetro non è fattibile e se Luke ha in mente un approccio di tipo proibizionistico non sa quel che fa.

E probabilmente non sa davvero quello che fa, si affida a Sugar perchè è una persona comunque per bene, sa dar consigli e raccogliere informazioni.

E poi come pensa Luke di aiutare davevro Harlem? Coi soldi ricavati dal locale? Seriamente? No, se vuole davvero fare soldi, o fa l’Hero For Hire o il Gangster. Non vedo alternative.

Tilda è diventata come la madre. Fredda, spietata ed ora pure incazzata perchè non ha avuto l’Harlem Paradise. In questo modo ha vinto ancora Mariah: Tilda si prende un posto come possibile rivale di Luke, accanto a Bushmaster che vediamo lasciare la città. Tra i due c’è rispetto ed indubbiamente Bushmaster è in debito con Tilda, per cui non mi sorprenderei se tornasse per darle una mano.

E siamo già a tre possibili rivali per la prossima stagione o comunque per il preseguimento delle serie su Netflix. Quello di Carbone è un personaggio che è legato a Punisher, la decisione di Luke potrebbe non piacere a Danny e/o a Jessica, come già non va a genio a Misty. E chissà che dirà Matt quando si riprenderà…

Per non parlare di quel Shade che sembra fuori dai giochi, ma che sappiamo bene potrebbe rientrare in pochissimo tempo, sia come spina nel fianco di Luke che come aiuto.

Insomma è una mossa che potenzialmente può avere un impatto non da poco, soprattutto se le serie avranno più crossover.

Nel complesso non è stata una grande stagione: un inizio dove Luke non era Luke, e con puntate che potevano tranquillamente fare a meno a di esserci per come han rallenatato la storia. Si risolleva con due cose: le musiche (in questa puntata abbiamo Rakim, The God MC) ed il finale che come detto cambia non poche cose.

Quasi un salvataggio in angolo all’ultimo. Potrebbe bastare, per il momento.

 

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