#LukeCage – The Creator (S02E11)

Dopo l’atto di violenza compiuto da Mariah, Luke perlustra Harlem alla ricerca di indizi ed informazioni per porre fine a tutto questo ed aiutare anche Misty nelle sue indagini. Tilda intanto cura Bushmaster, sul cui passto scopriamo qualcosa in più.

La cosa migliore che si possa dire di questa puntata è che è una puntata facile. Facile da seguire, facile da capire, senza sotterfugi e tradimenti, pugnalate alle spalle o intrighi degni delle peggiori corti medioevali.

L’altro lato della medaglia è che una puntata così è un filler e non aggiunge molto ai persoanggi, non dà loro qualcosa in più di quanto già non abbiamo o comunque non abbastanza.  Neppure il flashback su Bushmaster, sul suo passato in Giamaica dice molto di più.

A meno che…

Si è parlato di recente del fatto che Scarlet possa essere la prima mutante dell’MCU, e la cosa ha senso visto come ha avuto i poteri (ed ovviamente anche il fratello): i poteri li ha sempre avuto, sono stati solamente sbloccati. La stessa cosa succede a Bushmaster: sopravvive ad un vaccino, ci viene detto che è sempre stato più forte, la che la Nightshade rivela le cose. La prima volta che la usa, è dopo che gli hanno sparato allo stomaco, da ragazzino e sopravvive: per come ci han sempre raccontato le cose, è un mutante.

Certo, non possono usare il termine per questioni legali, ma la cosa è chiara.

Dopo il massacro, Mariah continua a mantere un profilo relativamente basso. Per restare coerente alle sue ultime azioni, ovviamente beve. Tipo che beve più lei che un alcolizzato all’oktoberfest, per dire. Con queli risultati? Ha allucinazioni sullo zio Pete e su Mama Mabel, Ci prova con uno dei suoi sottoposti facendosi beccare da Shade che a rila tutta la prende anche bene non tirando su un casino.

Anzi, le dice che quanto fatto non è stata una mossa intelligente, che ha sbagliato a compiere quella strage ma lei non vuole sentrir ragione, è certo di aver  fatto la cosa giusta e se ne frega di un codice criminale a cui invece Shade vuole attenersi.

Tra i due scoppia una violenta discussione che culmina con Mariah che attacca Shade sul personale, colpendolo sul vivo ovvero su Comanche e alludendo alla sua omosessualità. Che poi ben sappiamo che non è tanto un’allusione viste le parole usate con Comanche in fin di vita. Shades la prende bene eh… cerca solo di strozzarla e quasi la uccide per poi andarsene dicendo che non ne neppure degna di esser strozzata da lui.

Comunque se (e come detto non ci son dubbi su questo) Shades è gay, sta cosa che Mariah finisce a far coppia con i gay dovrebbe portarla a farsi un paio di domande.

Quanto a Shades, con una mossa a sorpresa si presenta al distretto e si fa arrestare da Misty dicendo che Mariah a passato il limite e lui è pronto a parlare. Criminale sì, ma con un codice ed un onore che Mariah non ha mai avuto: è chiaro che lui punti a sostituirla a capo del crimine, o almeno che puntasse questo.

Accadrà? Difficile ormai, per lui si prospetta nel migliore dei casi un soggiorno in carcere (e per Mariah preparate la fossa). Ma sappiamo che non bisogna mai dare per scontatati certi sviluppi, mi aspetterei anche che Ben Donovan lo salvi e lui torni ad essere un criminale (se non il re dei criminali).

C’è anche un’altra alleanza che potrebbe prender forma ed è quella tra Luke e Bushmaster (che Tilda salva con qualche fatica). Luke aiuta la zia di Bushmaster a salvarsi, a stare al sicuro dopo che è scappato dalla carneficina (Shades l’aveva trovata ma non ha avuto la forza di ucciderla), lei gli dice che il nipote e lui sono molto simili, sono mossi da motivazioni simili (la lotta contro le ingiustizie) ma che gesticono in maniera diversa rabbia e dolore: per come lo fa Luke, è molto pericoloso.

Davvero è così? Forse un po’ sì, lo è: ma non credo che i due siano quasi fratelli come si dicono quando si incontrano. Luke non agisce per una vendetta privata, ma cerca di aiutare positivamente, con modo quasi pacifisti mentre Bushmaster è più guerrafondaio, incendia gli animi ed abbiamo visto come ha scatenato l’inferno ad Harlem. Anche se è da ammirare la sua decisione di non uccidere Tilda come rappresaglia nei confronti della madre.

Harlem che non ha più una vera guida, un punto di riferimento come lo era Cornell, e in parte Mariah, come sarebbe potuto essere Bushmaster con un atteggiamento diverso. Forse quella figura di riferimento, quel re di Harlem, che Sugar sostiene parlando con Luke, che manca è più vicino di quanto si pensi ed è proprio Luke Cage.

L’idea di vedere Luke come capo di Harlem, al posto degli Stokes/Dillard non è tanto assurda, ma non riesco a visualizzare del tutto quello che potrebbe fare Luke: gestire il crimine? Andare casa per casa a prendere i criminali? Da solo o con l’aiuto di qualcuno? Troppe incognite, l’ideale per un cliffhanger come season finale. Oddio, potrebbe pure allearsi con Shades alla fine, sempre che non finiscano per menarsi e dichiararsi guerra, come due clan rivali: ed allora ci sarebbe un altro inferno nelle strade della città.

Qualcosa che Luke non vuole.

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