#LukeCage – All Souled Out (S02E05)

Con una causa legale in arrivo, per Luke le cose non buttano bene.  Per affrontare le spese le legali si trova a dover scende a compromessi, ma la cosa prende una piega quantomeno interessante…

Eravamo rimasti con Luke che riceveva un avviso di garanzia (non trovo ancora qualcosa di più preciso) e ripartiamo da qui: ora sappiamo che a fargli causa è stato quel simpaticone di Cockroach per il leggero pestaggio compiuto.

Come recita la parte della vittima lui, credo che in pochi ci riescano. Il sospetto che finga, o meglio che ingigantisca le cose c’è sin da subito, ma la conferma arriverà solo più avanti, quando Misty gli farà visita e lo beccherà senza la fasciatura al braccio, ed ovviamente fa ancora lo sbruffone con lei, convinto di poter far causa all’infinito per manetenersi. Oltre ovviamente a poter continuare a picchiare la compagna: Misty cercherà di intervenire anche in questo caso, quando lei finisce in ospedale, ma non sembra ottenere molto, anzi.

La decisione che prende Misty però non è la migliore: dopo aver capito che effettivamente quando Scarfe lo arrestò falsificò le prove, decide di fare altrettanto. Va fino in fondo con l’idea, entra in casa di Cockroach per lasciare un proiettile, ma purtroppo per lei si trova nei guai, e non è una cosa da poco: Cockroach è stato ucciso, trova il suo corpo sul divano (dopo aver calpestato del sangue) e privo della testa. Decisamente non ci son andati leggeri con lui.

Quello che vediamo di Misty in questa puntata non è esaltante, non ci son scazzottate, risse, o particolari motivementi. C’è il debutto della protesi creata da Rand: protesi con cui Misty si trova a proprio agio, pur dovendo fare comunque pratica coi movimenti. Trova la confidenza troppo velocemente? Forse, ma sinceramente non avrei voluto vedere l’allenamento, sarebbe stato alquanto inutile.

Dov’è finita la testa di Cockroach, vi chiederete. Beh, assieme ad un altro paio di teste (Higgins e Ray Ray) è su una picca, all’ingresso del centro per famiglie che la Dillard inagura davanti alla stampa (dove vorebbe che la figlia lavorasse): apre la porta d’ingresso trionfalmente e.. sorpresa! Direi che una dichiarazione di guerra più netta non sia possibile.

Torniamo a Luke ora.

Il suo avvocato è qualcuno che ben conosciamo, Foggy Nelson. Visto come buttano le cose, con la possibilità che si vada in tribunale dove il passato di Luke nonostante tutto giocherebbe a suo sfavore, FOggy gli suggerisce di trovare un accordo economico.

Il problema è che i soldini son difficili da recuperare, a maggior ragione ora che il “manager” (Fish) è partito. Ed è qui che torna il Luke Cage che mi piace, ma soprattuto inizia ad essere il Luke Cage che ci vuole a questo punto.

Come fare a trovare i soldi? Beh, Luke valuta un po’ tutte le opzioni che gli arrivano, cerca di inventarsi qualcosa ma non c’è nulla che si possa fare (come giocare a football) o lo convica (come lottare contro gli animali): decide quindi di cedere e dà retta a Foggy, accettando di fare le serate nei locali, come ospite. Luke Cage come un del GF? Beh, siam lì come concetto.

Solo che Luke butta un pelino meglio. Il contatto che gli trova Foggy si rivela essere con Piranha JOnes, che abbiamo già avuto il piacere di incontrare. Jones è un pochettino fissato con Luke Cage, tanto da avere diversa memorabilia (anche falsa) ed vuole Luke come ospite per il party che farà per festeggire i successi economici.

Foggy chiede 50mila dollari, ma Luke lo ferma e ne chiede il triplo: Jone accetta senza battere ciglio. Luke vuole sfruttare al massimo la situazione a suo favore, ed avendo visto che Piranha conosce la Dillard, sa come fare  portare avanti la sua missione di ripulire Harlem.

Come gli va la serata? Bene ma non benissimo. Deve fare foto, sorridere, esser disponibile… solite cose. Tutti tranquillo fino a quando uno degli ospiti non gli rompe una bottiglia inttesta, e lì Luke inizia a capire che è cerca gente è scema forte. Poi le cose dsi calmano, ma in sala vede delle persone sospette e scatta il suo essere eroe: segue cerca di capire… poi si imbatte in Shade, la tensioen tra i due è alta ma Jones fa salire sul palco Luke con l’inde adi sparagli addosso, così per divertimento. Luke non vuole, ma… hey, è nel contratto. Pazienza se potrebbero centrare di rimbalzo i presenti: è lo spettacolo, bellezza!

Ed qui che tutto degenera, perchè Piranha viene aggredito dai jamaicani e rapito, Shade aiuta Luke a far piazza pulita prima che lo stesso Cage corra a liberare Jones, che oltre ad essersela fatta addosso, non ha la più pallida idea di cosa vogliano da lui ed ora vuole che Luke lo protegga. “Vuoi affittare questo eroe? Il prezzo è raddoppiato”.

Finalmente abbiamo Luke Cage “Hero for hire”, Eroe a noleggio: questo è quello che deve esser Luke, ed possibilmente non solo lui. Perchè se ci fermiamo un attimo a riflettere, gli eroi che vediamo nelle serie Netflix si si prestano benissimo alla cosa, forse un po’ meno DareDevil. E sarebbero una buonissima azienda di serivizi: spionaggio, protezione, sviluppo, consulenze legali, indagini.

Sino ad ora, il miglior episodio della stagione, grazie soprattuto al ritorno del vecchio Luke. Ritmo buono, umorismo quel che serve, azione buona. Unica pecca (ma fino ad un certo punto) i flashback di Misty che hanno un po’ spezzato pur avendo un senso.

Ed attenzione alla bomba-merda in arrivoper il capodistretto: qualcuno sa che ha un infiltrato, quindi… prepariamoci a salutarlo (ma tanto non ne sentiremo la mancanza).

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