#LukeCage – Wig Out (S02E03)

Le conseguenze delle ultime azioni di Luke iniziano a presentare il loro conto mentre Bushmaster fa le sue mosse contro lo stesso Luke e contro Mariah.

Detto che non son ancora convinto da quanto sta succedendo in questa stagione, anche se siamo solo al terzo episodio, ora inizio a vedere un po’ di luce in questo tunnel. Come ci ha spiegato Cloak & Dagger, gli eroi seguono un arco che prevede anche la loro caduta: in questo episodio Luke tocca finalmente il fondo con il suo atteggiamento di merda (scusate il tecnicismo).

Dopo aver suonato come un tamburo Cockroch, tanto da quasi ucciderlo, Luke non si rende ancora conto che ha preso una brutta strada tanto che le sue preoccupazioni sono essenzialmente due: non farsi arrestare (motivo per cui sul post arriva prima Claire e poi Misty chiamata da quest’ultima) ed interrogare Cockroach.

Non è decisamente il comporatamente che ci si attende da un eroe come Luke. Da un poliziotto di dubbia moralità magari, da un eroe più simile a Punisher anche… non dall’eroe di Harlem, colui che pur potendo non evase dal carcere per rispetto della legge.

Aggiungiamo poi anche l’attacco al lavoro della polizia che fa Luke parlando con Misty, dive afferma che lui fa un lavoro migliore di loro fermando i criminali: c’è davvero qualcosa di sbagliato in questo nuovo Power Man.

L’apice però lo si raggiunge quando Luke e Claire litigano: lei cerca di fargli capire che sta sbarellando, che è proeoccupata per lui e come reagisce? Facendo il macho, dicendo “io sono così, devi accettarmi”, parlando per frasi fatte e parte con la tiritera sui neri visti comunque male dalla gente, e che non hanno alternative a come presentarsi alla gente.

L’uso della forza come mezzo di imposizione della propria identità, un uso che oscura i momenti in cui è comunque usata a fin di bene, per fermare i criminali. Prendiamo il pestaggio di Cockroach: quante volte Luke ha messo al tappeto qualcuno sempliemente con un tocco in fronte? Tante, non ha mai usato la forza bruta ma ora inizia ad usarla, perde il controllo… non va bene.

Claire poi fa anche un altro errore (agli occhi di Luke) ovvero andare a parlare con suo padre ed insiste a dire che dovrebbe parlargli, perdonarlo…riallacciare i rapporti insomma: a questo, Luke reagisce prendendo a pugni il muro di casa urlando. Diversamente da quanto farebbero alcune fans (le stesse che idolatrano Killgrave), Claire lo manda a quel paese, non vuole vivere nuovamente nella violenza come quando è cresciuta: dice di aver bisogno di spazio, molto spazio… E Luke se ne va.

Per carità, è consapevole di aver fatto qualcosa fuori da ogni grazia di Dio, si scusa e sembra anche sinceramente pentito (forse anche impaurito) di quanto fatto. Rispettosamente, prende e se ne va: mentre cammina per strada qualcuno lo colpisce e lo mette col culo a terra: è Bushmaster, con cui ha già avuto modo di scontrarsi, anzi di scontrarsi con alcuni suoi scagnozzi nel tentativo di ribadire che ad Harlem comanda lui.

Figurarsi se uno come Bushmaster si leva di torno subito, anzi siamo solo all’inizio di quella che è la sua scalata nella malavita: ha eliminato un avversario, ne ha preso il posto ed ora inizia a trattare con la Dillard, tenendo ben nascoste le sue vere intenzioni. In più conta su una spia nel campo della sua nemica, che lo informa costantemente dei piani affaristici: si tratta di Billie, e prevedo per lei una brutta fine.

Almeno solitamente accade così alle spie, no?

Ben venga la mazzata presa da Luke. Indubbiamente la cosa diverrà virale: essendo Luke sempre seguito dalla gente, è impossibile che non esca un video che ne minerà la forza verso gli abitanti del quartiere, lanciando Bushmaster come nuovo idolo (padrone?) di Harlem.

Oltre all’aiuto dato a Luke, vediamo Misty impegnata nel suo recupero dopo l’incidente. Al distretto vorrebbero dirgliene di ogni perchè non solo difende Luke, che tecnicamente opera nell’illegalità, ma anticipa i colleghi sulle scene del crimine: per la sua condizioni fisica, nessuno le dice nulla, o meglio nessuno vuole prendere delle azioni contro di lei che è diventata un po’ la cocca del distretto e dei capi.

Vediamo Misty che si allena con Colleen e poi vanno anche al bar bere qualcosa assieme: qui abbiamo una delle scene più belle delle seire Marvel/Netflix, ovvero Misty che dopo esser stata importunata da una parente di uno che mandato in carcere iniziz a picchiare.

Arriva persino a tirare un pugno con braccio che ha perso, si difende bene… e Colleen resta a gaurda come se nulla fosse: ma basta uno sguardo e lei intervenie, senza aiutarla più del dovuto, trattandola come se non avesse perso il braccio (che è esattamente quello che Misty vuole).

Non so voi, ma io cercherei di tenere nascosto l’essermi fatto piacchiare da due ragazze, di cui una senza un braccio.

Dovendo dare un giudizio, la puntata porta via una sufficienza abbondante ma non son d’accordo per nulla con certi voti on line (c’è che la considera da 10 o quasi). Il meglio della putnata non arriva da Luke, ma da Claire, Misty e Colleen come detto. Lodevole pure la prova di Mariah nel suo ruolo di affarista e trafficona tra politica, criminalità ed industria.

Non è però abbastanza per me: si può e si deve fare di meglio.

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