#DesignatedSurvivor: Una Storia Di Terrorismo Interno

Tra le serie impegnate, dal punto di vista politico, Designated Survivor è sicuramente quella che ha sorpreso di più nel suo debutto mostrando un nuovo lato della politica.

– ATTENZIONE SPOILER –
(Oh, ve lo dice pure lo Zio Sam!)

Alle serie che sono ambientate nel mondo della politica, la TV non è estranea. Che sia House Of Cards, Scandal o, andando più indietro, The West Wing, il pubblico ha tendenzialmente risposto bene: la sfida che alla ABC han deciso di affrontare era quindi impegnativa.

Trovare un approccio diverso non era facile, ma ce l’hanno fatta mandando in onda Designated Survivor basandosi proprio sul concetto che è nel titolo.

Quando il presidente degli Stati Uniti (ed i suoi successori in linea) è impegnato in situazioni di un certo rilievo (come il discorso sulla Stato Dell’Unione), un membro del gabinetto viene portato in una location sicura nel caso succeda qualcosa di molto grave (attentati, sparatorie…) in modo che il governo non resti senza una guida.

Accade che un giorno, il sopravvissuto designato è il segretario allo sviluppo urbano, l’indipendente Tom Kirkman, nonostante il presidente abbia appena deciso di rimuoverlo il giorno dopo dandogli un incarico all’estero: quella sera, durante il discorso all’Unione al campidoglio avviene un’esplosione.

Non viene ucciso solo il presidente, il Campidoglio è letteralmente fatto saltare in aria: pure i deputati non esistono più, un vero e proprio decapitation strike.

Con una nazione prossima quindi allo sbando, senza una ferma guida politica, tocca a Kirkman tenere unito il paese e dare risposte: una missione destinata a fallire? Beh, l’intenzione di alcuni è quella.

Il Cast

Kiefer Sutherland: Thomas Adam “Tom” Kirkman,
Natascha McElhone: Alex Kirkman, la First Lady
Adan Canto: Aaron Shore, ex vice-capo Capo di gabinetto della Casa Bianca. Diventerà il braccio destro della Speaker della Camera, una volta dimessesosi da Capo di gabinetto della Casa Bianca (ruolo assegnatogli da Kirkman).
Italia Ricci: Emily Rhodes,segretaria di Kirkman prima dell’attentato, diventerà prima consigliere specaile e poi Capo di gabinetto della Casa Bianca.
LaMonica Garrett: Mike Ritter, agente dei servizi segreti incaricato della protezione della famiglia,.
Kal Penn: Seth Wright, da autore dei discorsi del presidente a portavoce di Kirkman in sala stampa.
Maggie Q: Hannah Wells, l’agente dell’FBI che indagata sull’attentato.

Piccola nota su un membro del cast principale, ovvero Kal Penn. Non si è limitato a recitare ma ha fatto anche da consulente perchè… era parte dell’amministrazione Obama, motivo per cui lasciò House.

Proprio per questo, non credo che sia un caso il fatto che le scene sulle dinamiche politiche ed istituzionali (giornalisti, accordi, problemi…) abbiano qualcosa in più: non dico che sia veritiera al 100% ma quanto accade no dà mai l’impressione di essere qualcosa di forzato od esagerato. Per fare un esemprio, quanto vediamo nel film “Il Presidente – Una Storia D’Amore” non è del tutto credibile, e considerate che è un film che mi piace e trovo divertente (oltre che con un cast di un certo livello).

La serie riesce a giostrarsi bene nell’equilibrio tra politica (ricostruire l’amministrazione, le elezioni, le leggi,…) e le indagini che portano a svelare un’ampia cospirazione compiuta da uomini all’interno e/o vicini alla stanze del potere: gente che pensava che Kirkman potesse esser messo in dispartae rapidamente, e che non sarebbe stato un ostacolo nel loro piano per rendere l’America nuovamente leader mondiale.

Un piano che inizia con una tangente data ad un gruppo terrorista mediorientale affinchè si prenda la colpa dell’attentato e che comprende finte morti, un attentato allo stesso Kirkman, il rapimento ed uccisione di un bambino anche… Nessuna pietà.

Tuttavia Kirkman sarà nuovo in questo ruolo, ma non è uno scemo: quando un governatore inizia a fare dei rastrellamenti contro i musulmani perchè accusati di esser terroristi non esita ad affrontarlo a muso minacciando l’arresto. Il paese è davvero sull’orlo di una guerra civile, ma Kirkman la evita anche quando una parte delle forze armate non lo segue.

Affronta con grande fermezza e con le palle quadre, facendo leva sul buon senso, anche leader stranieri: quallo che sembra un improbabile presidente, prossimo a lasciare per tutto quello che ha contro si rivela essere il collante dell’America, quindi.

Soprattuto quando nomina come suo vice l’unico deputato sopravvissuto all’attentato, il quale è parte della cospirazione: tutto quello che è successo era per farlo diventare presidente, in un modo molto sottile, e prendere così il potere. Ovviamente, salta tutto grazie alle indagini dell’agente Wells portate avanti su ordine di Kirkman nel segreto totale e che porterà alla luce parecchie cose come i piani per altre attentati della stessa portata (al Golden Gate, alla statua della lIbertà, alla diga Hoover…).

Designated Survivor è un bel mix tra giallo, thriller ed attualità (il discorso finale di Kirkman fa dei riferimenti ben precisi), con un cast dove ognuno può brillare a dovere nel proprio ruolo: non ci sono personaggi che rubano la scela in maniera clamorosa ed i cattivi, quelli più stronzi, hai davvero voglia di prenderli a badilate ripetutamente.

Giusto quindi il rinnovo per una seconda stagione, perchè questa cospirazione non è ancora stata distrutta: la mia speranza è che qualche rete italiana decida di trasmetterla perchè venga vista anche da chi non usa Netflix (come Rai2 ha fatto con Jane The Virgin).

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