#IronFist – Dragon Plays With Fire (S01E13) #SeasonFinale

Nel tentativo di ripulire il proprio nome dalla false accuse, Danny scpre una nuova verità ed un nuovo sentire da seguire.

Arriviamo finalmente alla fine di Iron Fist e non ci resta che attendere il 18 agosto per l’arrivo del crossover. Possiamo tranquillamente dire che è stata una strada lunga, travagliata e dolorosa.

Iron Fist, non è un segreto, è la serie più debole delle quattro che ci portano a The Defenders, ma diei che le critiche son state eccessivamente severe, o forse riportate malamente. Ha più di un problema, non lo nascondo (certi dialoghi sono allucinanti), ed il Danny non cresce come ci si aspetterebbe ma a differenza di quanto mi è capitato con Jessica Jones o nella seconda stagione di Daredevil, non ho fatto fatica ad arrivare alla fine di alcune puntate: per carità, è pur sempre vero che a gaurdare un incidente ci si ferma sempre, ma qui non direi che siamo davanti ad un trainwreck.

L’ultima puntata chiude alcune cose, soprattuto la questione dei genitori di Danny, ed al tempo stesso apre a non pochi scenari che verranno affrontatati solo nella seconda stagione (quindi a naso 2019!).

Come era iniziata, così finisce la stagione: con Danny che lotta per il suo posto nelle industrie Rand. Cambiano i dettagli come il fatto che Ward sia dalla sua parte ed Harold no (e neppure Joy), o il fatto che il nemico interno alla compagnia non sia più la mano, non la sostanza.

Non è una cosa particolarmente di rilievo, sappiamo bene che Danny non diventerà mai un dirigente, ma adesso può comunque reclamare un posto nella società: le foto di Danny e Ward al posto di quelle dei padri sottolineano proprio questo cambiamento.

Scopriamo anche la verità sulla morte dei genitori di Danny: non per mano di Gao, che anzi si era opposta, ma per quella di Harold, che scopriamo esser stata o sempre così mentalmente squilibrato (prima lo consideravo solo stronzo e squilibrato per la cura della Mano). A rivelargli la verità è la stessa Gao, e come conseguenza abbiamo che Danny FINALMENTE si sblocca e diverta davvero un eroe e l’Iron Fist in tutto e per tutto.

Lo scontro finale con Harold, dalla cui morte dipende secondo Gao il suo divenire l’arma immortale: lo vuole spingere ad uccidere come se da questo dipendense il suo essere degno o meno del ruolo. Uccidendo magari non lo sarebbe e potrebbe portare qualcun’altro (magari vicino a lei) a diventarlo? Potrebbe anche essere, e quel qualcun potrebbe essere, Davos il quale parla con Joy e le dice che Danny fa eliminato: lei non fa una piega, ed alla sue spalle c’è Gao che ascolta.

Davos è, nel fumetto, Steel Serpent che sappiamo essere il nome dell’eroina che spaccia la Mano: saranno collegate le cose? Sì, lo saranno. E Gao in qualche modo darà dei poteri a Davos in modo da averlo come villain della prossima stagione. Un sviluppo semplice, forse pure troppo.

Ad ogni modo, non sarà Danny ad uccidere Harold: sebbe nella collutazione che hannovenga trafitto da una palo di metallo, ad ucciderlo svuotagli un caricatore e facendolo volare dalla cima del grattacielo è Ward, che così si libera di anni di abusio e maltrattamenti paterni: forse era il caso di investire un po’ di più sui flashback non solo su questo argomento, perchè avrebbero aiutato molto a capire i personaggi.

Invece abbiamo più la sensazione di una serie fatta velocemente per svariati motivi e che non rende giustizia a Danny, anche se col passare del tempo lo vediamo prendere consapevolezza del potere dell’Iron Fist. Quei flashback che ha voglio dire più di quel che mostrano e la forza di Danny è evidente che sia collegata ad essi.

Cosa resta di questa puntata? Le scene di combattimento non solo male, anche se l’entrata nell’ufficio di Harold (dalla finestra) è un po ridicola. Tuttavia viene cancellata dal pugno a terra che Danny usa per salvare Colleen e che ha l’effetto di un terremoto: esagerato? Sì, forse… MA ci fa capire quanto potere (potenziale) ha Danny: in questo senso la sua crescita, per quanto accidentata e non perfetta, ha senso.

La sua decisione di tornare a K’un L’un (con Colleen) va in questa direzione: non è più l’arrogantello, sprovveduto e scemotto (ok un po’ lo è ancora…) ma è cambiato. Non abbastanza ma si spera che gli altri tre gli diano una bella sveglia.

Dunque, che stagione è stata? Non è stata male, nel mio esser stretto coi voti direi 6,5/7 massimo (le altre Netflix vanno dal 7,5 in su). Indubbiamente è mancato qualcosa che caratterizzasse la serie in maniera netta: che fosse l’oscurità di Daredevil, la tensione psicologica di Jessica Jones o la colonna sonora di Luke Cage (ed il suo stile di lotta), qui poteva esserci l’aspetto orientale/marzialista ma è mancato nettamente.

Ed ora, aspettiamo The Defenders.

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