#IronFist – Lead Horse Back to Stable (S01E11)

Danny chiede aiuto a Claire la quale deve improvvisare un modo per curarlo dalle ferite. Nel frattempo, Colleen inizia a dubitare di Bakuto e di quanto insegnatole ed indaga, ottenendo informazioni contrastanti.

Un episodio classico questo di Iron Fist. Classico non nel senso che sia di elevata qualità, stupendo imperdibile quanto piuttosto nel senso che è un episodio che ti aspetti a questo punto della stagione per lanciare (seriamente) la terza parte.

Abbiamo visto Danny fare il suo ritorno e farsi accettare nella ditta di famiglia, poi lanciare la sua offensiva contro Madame Gao per poi fare i conti con Bakuto & Co.

In più ci dobbiamo mettere Davos che per quanto faccia l’amico di Danny è ben chiaro che se potesse lo strozzerebbe. Un po’ lo capisco, sinceramente. Voglio dire, Danny non è di K’un L’un e viene accettatto, allenato per poi diventare l’Iron Fist (vediamo le conseguenze del suo scontro col drago), un ruolo che lo stesso Davos voleva, lo riteneva un suo diritto. Quando Danny poi lascia la Città Mistica per New York è ovvio che la prenda ancora peggio vedendo la cosa come un tradimento dei precetti insegnati.

Ed effettivamente in parte è così perchè se l’Iron Fist deve difendere il passaggio per K’un L’un è anche vero che è il nemico giurato della Mano e deve distruggerla. Il problema, se vogliamo chiamarlo così, è che la Mano ha ucciso i genitori di Danny, ma è pure attiva nel mondo “reale” fuori dalla città. Le due cose è evidente che non possano coesistere al tempo stesso a meno che l’arma immortale non abbia il dono dell’ubiquità, cosa che non ci risulta.

Quindi sono comprensibili le ragioni di Davos, ed al tempo stesso quelle di Danny: una situazione di impossibile soluzione, un Comma 22.

Al rancore/invidia di partenza di Davos c’è da aggiungere poi la frustrazione dovuta al fatto che Danny non è che sia un fulgido esempio di dedizione alla causa ai suoi occhi, visto che cede a diverse tentazioni: qui ne vediamo due in particolare, cibo e donne. Anche se ho dei dubbi che quella pizza che Davos assaggia sia davvero cibo, ma dicono che sia la migliore di New York (ed è la catena dove Peter Parker lavorava in Spiderman 2).

Non abbiamo molto Danny in questa puntata e non so se sia un bene o un male. Di certo questa sua presenza minore permette di sviluppare meglio due cose: la prima è appunto la questione di Davos, l’altra è quella di Colleen e della sua fedeltà alla Mano.

Colleen, per quanto sia il miglior personaggio della serie, è quello che è trattato peggio. Dal personaggio cazzuto che era, quella che combatteva in incontri clandestini e seguiva Danny in Cina ora è qualcosa di non ben definito. Ok, è innamorata di Danny, lui si sente tradito perché non gli ha detto che era della Mano, è stata messa nel mirino dell’organizzazione… ma sembra non esser né carne né pesce. A momenti difende ancora il gruppo, anche dopo aver visto e sperimentato che non è diverso dal gruppo principale: cambiano le persone, non i fini.

Gao ha le mani in pasta ovunque, lo abbiamo visto. Bakuto non è da meno: recluta i ragazzi dalla strada, li fa allenare, dà loro uno scopo. Certo li tiene lontani dalla strada e dalle gang, ma per cosa? Per avere qualcuno negli ospedali o nelle stanze della politica: in cosa è diverso da Gao? In nulla.

Chissà che Danny (e Davos, ma non credo che sia d’accordissimo) non la facciano ragionare una volta per tutte. Sicuramente loro tre assieme possono darci qualche scena interessante. Intanto Colleen ci ha dato una belle sequenza di lotta in questa puntata.

Delle altre due donne della serie, vista la pochezza con cui è presente Joy (serve solo per chiudere i conti bancari di Bakuto: è più noioso di quel che sembra), resta solo Claire, la quale nuovamente si trova a dover medicare un eroe.

Consiglio: prendi un locale e mettici fuori la scritta “Pronto Soccorso per Eroi” che fai prima.

Quello che porta Claire alla serie non è moltissimo, ma la sua presenza è qualcosa di rassicurante ed al tempo stesso di “non diciamo stronzate”: si fa quel che si deve fare, anche se è qualcosa di arduo.

L’unica cosa che non mi convince, ma non è dovuta nello specifico a lei. Claire menziona spesso gli altri Defenders, ma nessuno le chiede di spiegare qualcosa o di chiamarli. Visto che Danny è in palese difficoltà, non sarebbe una mossa illogica: tuttavia abbiamo capito che lui è cocciuto e un po’ troppo convinto di ciò che rappresenta, quindi non è una sorpresa del tutto.

Chissà che alla lunga non si convinca a chiedere uno straccio di aiuto, un po’ di umiltà non gli farebbe male.

Chiudo sottolineando un particolare: sebbene addestrati da gruppi agli opposti, entrambi credono ciecamente in quello che è stato loro insegnato. Insomma, l’indottrinamento non cambia a seconda delle fazioni.

 

 

 

 

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