#AgentsOfSHIELD – The Return (S04E21)

Il ritorno al mondo reale si rivela  essere non privo di insidie per il Team Coulson. E in più, c’è la questione Fitz…

Con il ritorno al mondo reale dopo l’avventura nel Framework era necessaria una puntata come questa per darci il modo di capire esattamente dove e come sono i protagonisti da un punto di vista mentale. Quella che sarebbe stata normalmente una puntata in cui tirare il fiato prima dello sprint finale è invece una puntata in cui non c’è tempo da perdere, dove ogni secondo è prezioso e piangersi addosso non serve a nulla: in qualche strano modo gli autori sono riusciti a condensare due puntate dall’anima contrapposta in una, senza ottenere un pastrocchio inconcludente.

Sono riusciti invece ad ottenere una puntata dove si passa gradatamente dallo smarrimento della nuova situazione, quindi una narrazione calma e guardinga se vogliamo, ad dover scappare per salvarsi da una furia distruttrice e quindi una narrazione molto ritmata e frenetica che trasmette quella sensazione da “Corri se vuoi vivere”.

Il tutto è ben esemplificato dal comportamento di Aida/Ophelia la quale dopo esser diventata umana, anzi Inumana visto che ha almeno tre poteri (teletrasporto, elettricità e guarigione), si trova ad essere incapace di gestire le emozioni oltre che di capirle e accettarle. Quando Fitz le rivela di essere amare Jemma e non lei, quello è il momento in cui la rabbia prende il sopravvento e l’incapacità di gestirla comporta distruzione e vendetta da parte sua verso non solo Fitz ma il genere umano: per questo decide di allearsi con Ivanov per costruire un mondo dove vivere meglio, tipo il mainframe, con l’aiuto del Darkhold che il russo (o meglio, una delle sue versione robotiche) si è letto divertendosi.

Un piano che sappiamo già avrà un oppositore in Ghost Rider, il quale lo vediamo emergere alla fine della puntata dal portale che Aida aveva costruito nella prima parte di stagione: il finale sarà sicuramente interessante, non c’è che dire, e voglio vedere come riallacceranno il tutto per concludere la stagione (e lanciare la nuova).

Qual è stato però l’impatto del Framework sui nostri agenti? Beh, è senza dubbio qualcosa di complesso e va sottolineato il fatto che non si sia scelta la strada più semplice e banale del “era una simulazione, non ero io”. Non era un sogno, non era una magia o una maledizione, non erano in pausa: quanto è successo lì dentro è stato vissuto perché ci sono dei ricordi. Non era un sogno, era una vita come dice May: e con quanto fatto devono conviverci, per quanto doloroso possa essere vista la differenza con la realtà.

Una differenza che non è marcata per May forse (da Agente S.H.I.E.L.D. all’HYDRA, le caratteristiche di Melinda non sono poi tanto diverse), che ha un impatto alla fine minimo su Coulson ma che su Fitz si fanno sentire, eccome.

Lo abbiamo visto, in parte, la scorsa settimana con la realizzazione di aver ordinato (e compiuto) omicidi, stragi e di aver di fatto ucciso il direttore Mace. Ora lo vediamo lottare ad un livello più personale perché certo di aver perso Jemma, arrivando persino a paragonarsi a Ward. Ed è indubbiamente un paragone azzeccato perché la storia di Fitz nel Framework non è tanto diversa da quella che era la storia di Ward, vittime di una figura paterna fin troppo autoritaria che li ha portati ad essere delle merde (scusatemi il francesisimo).

I cattivi sono dei buoni con una visione distorta per le scelte fatte e le connessioni create? Beh, sì la sostanza è questa. Non nascondo che Iain non mi piaccia molto come attore, ma è senza dubbio un talento e questi ultimi episodi lo hanno evidenziato, in particolare in questa occasione nel suo tentativo di aiutare Ophelia (la quali parla di Aida in terza persona, come se non fosse lei: e tecnicamente non è lei) a capire le emozioni, a gestirle, a fare la cosa giusta, come salvare Mack ad esempio, usando il teletrasporto e portandolo in salvo prima che la base di Ivanov affondi.

Il problema con Mack è però un altro, ovvero il fatto che Yo-Yo non ha preso bene il fatto che non sia voluto uscire dalla simulazione restando con la figlia. La decisione che prende lei è un po’ drastica e sicuramente non ben valutata perché buttarsi nel Framework, non è una cosa molto furba da fare, soprattutto se si è un’Inumana. Lei lo fa approfittando della confusione dovuta all’attacco furioso di Aida e si trova legata ad una sedie tra delle macerie ed impossibilitata a muoversi. Come detto, non una mossa furba che spero non venga risolta frettolosamente già la prossima puntata.

Ovviamente, mentre Daisy & Co erano nel Framework, il mondo è andato aventi senza di loro, e chi ne ha approfittato? Ovviamente Talbot, il quale sembra divertirsi a rompere i maroni. La versione ufficiale è che l’attacco alla base dello S.H.I.E.L.D. ed i relativi morti sono da incolpare gli Inumani, tra cui Skye. Certo, non poteva rivelare l’esistenza degli LMD questo lo capisco benissimo perché avrebbe creato un tantinello di paranoia nella popolazione, ma magari buttare lì che si è trattato di un attacco terroristico dei Watchdogs od inventarsi un’altra balla? Perché buttarci dentro sempre lo S.H.I.E.L.D. e gli Inumani? Solo perché è la cosa più facile da fare

Ora provate ad immaginare come uscire da questa bugia. Mace è morto, gli Inumani sono una minaccia, lo S.H.I.E.L.D. non sembra essere più una gran cosa. La soluzione migliore è raccontare qualche mezza verità, se i pericoli di questa stagione come Ivanov ed Aida verranno annullati. Qualcosa del tipo non so… Una fazione all’interno della politica americana ha lanciato una campagna mediatica di odio verso gli Inumani e finanziato un gruppo terrorista che compisse attentati di cui incolparli su tutto il territorio

Sì, mi sembra una spiegazione plausibile. E per far ripartire il tutto nel migliore dei modi, se Coulson deve (vuole) restare in disparte, avrei un idea su chi mettere a capo dello S.H.I.E.L.D.: Jemma. Si è dimostrata, soprattuto in questo arco narrativo adatta al compito secondo me.

PS: Possiamo avere più spazio per l’agente Piper?

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