#DoctorWho – Thin Ice (S10E03)

Nella Londra delle Reggenza, nel momento più freddo, una minaccia si nasconde sotto il Tamigi. Tocca al Dottore e Bill risolvere la situazione.

Un viaggio nella Londra passata non può mancare in Doctor Who. Anzi, non DEVE mancare. Ci ritroviamo così ad inizio 1800, nel periodo della Reggenza durante una fiera sul Tamigi ghiacciato. Tutto normale no? Beh, se lo fosse non sarebbe Doctor Who.

Andando in un periodo storico non tanto lontano, in termini assoluti, e complicato dal punto di vista storico con le guerre napoleoniche, l’inabilità di Re Giorgio III a governare e quindi sostituito dal figlio Giorgio IV (reggente dal 1811 al 1820, poi Re fino al 1830), permette di fare quelle cose che questa serie sa far meglio: divertire, intrattenere e far  riflettere.

Dopotutto non è un segreto che critiche sociali, messaggi di inclusione, rispetto ed uguaglianza siano ben presenti nella storia della serie. Non siamo ai livelli di Planet Of The Ood o il doppio episodio sugli Zygon della scorsa stagione, che trattavano “solamente” schiavitù e guerra, ma solo perchè in questa puntata la critica sociale è più generale: si parla di classi sociali, schiavitù, sfruttamenti, razzismo e sessismo.

La prima questione affrontata è quella razziale, che ovviamente viene introdotta da Bill la quale fa notare al Dottore di esser un po’ scura di pelle in un periodo in cui la schiavitù è legale: una preoccupazione che il Dottore sminuisce come se nulla fosse, ed infatti non ci sono problemi di questo tipo, almeno fino ad un certo punto. Ma anche in quel caso, il problema viene affrontato con calma ed aplomb dal Dottore: non si è mai visto un destro tirato con tanta classe, neppure da Ali.

Piccola noticina: c’è riferimento un po’ velato a certe critiche che vengon mosse allo spettacolo in generale, ovvero il cosiddetto Whitewash, il rendere bianchi negli adattamenti anche personaggi che non lo sono. Una critica che in tempi recente ha colpito diversi film e serie TV (come Iron Fist). Bill dice che c’è più gente di colore in quel periodo di quanta non se ne vede nei film ambientati in quel periodo. “Lo era anche Gesù. La storia è un whitewash”.

Cosa si trova a dover affronare il Dottore questa volta? Il pericolo è un falso pericolo in realtà: la creatura che si cela sotto il ghiaccio del Tamigi non è un pericolo in sè, ma un pericolo perchè vittima, letteralmente degli eventi in quanto tenuta incatenata e sfruttata da un nobile, Lord Sutcliffe. Come se non bastasse, è lo stesso Sutcliffe a finanziare la Frost Fair perchè così può dar da mangiare alla creatura… e ricavare così da lei materiale combustibile con cui fare soldi, come da tradizione di famiglia.

Di cosa si nutre? Di persone. Persone che vengono portate dove il ghiaccio è più sottile, attirati dal recuperare quello che dei ragazzini (pagati da Sutfcliffe) han rubato: in realtà il ghiaccio non è sottile, ma lì vengono attirati dei pesci che rompono il ghiaccio e facendoli cadere. Il ghiaccio poi si riforma come se non fosse successo nulla.

E vi lascio immaginare cosa sia il materiale combustibile che i lavoratori sfruttati da Sutcliff raccolgono dal Tamigi e sistemano a forma di mattone.

Perchè tanta attenzione per questo combustibile? Perchè si tratta di un combustibile che scalda e dura più del carbone oltre a bruciare pure sott’acqua, stando alle informazioni che raccoglie il Dottore  dai Dredgers che lavorano per Sutcliffe.

Insomma, schiavitù e sfruttamento anche qui. Sutcliffe ovviamenete vuole/deve mantere segreto il tutto e per questo è pronto a causare un esplosione sul ghiaccio che farebbe una trage, ma gli permetterebbe di dare da mangiare alla creatura e tenerla nascosta al tempo stesso. Il Dottore però ha altri piani e con Bill, dopo che son stati catturati e legati all’esplosivo, si libera: mentre lei fa allontanare la gente, il dottore posizione l’esplosivo sulle catene: Sutcliffe aziona il detonatore liberandola, il suo piano fallisce e lui finisce nel Tamigi.

Per chiudere in bellezza, il Dottore compie un atto di giustizia sociale, se vogliamo. Modifica il testamento di Lord Sutcliff facendo diventare erede uno dei ragazzi che venivano usati, così che lui e gli altri ragazzini di strada possano avere una casa e vivere dignitosamente. Oddio, sarebbe un un reato, ma vabbeh… sorvoliamo ok?

Una volta tornati nel presente arrivano le sorprese:

  • Per Bill, la quale è sorpresa dal fatto che non vi siano tracce di quanto successo, della creatura liberata etc etc… ma il Dottore le fa notare un articolo in cui si prala dei ragazzini e di come il testamento, contestato, sia stato infine rispettato.
  • Per Nardole, il quale porta il thè al Dottore e scopre che ha viaggiato.
  • Ed una seconda volta per Nardole quando, dopo aver ricordato al Dottore il giuramente fatto, sente provenire dalla cassaforte dei colpi che lo impauriscono.

Ecco quindi la prima prima rivelazione della stagione. All’interno abbiamo una persona. Non una grande rivelazione, ma almeno ci toglie altre ipotesi come ad esempio, Gallifrey. Ed è qualcuno di cui Nardole ha molta paura da come reagisce: dalla parole che usa verrebbe da pensare che lì dentro ci sia Missy (o il Master), il che sarebbe un’ulteriore conferma delle prime ipotesi e non sarebbe una mossa da Moffat. Oppure potrebbe esserlo se stesse chiudendo le cose in sospeso di questi anni: andando fuori dagli schemi potrebbe pure essere Hydroflax, ma non ne vedrei il motivo.

Su Nardole abbiamo anche la conferma su cosa sia: è stato riassemblato, ma non lo ha chiesto lui. Quindi perchè il Dottore lo ha fatto? Probabilmente perchè era giusto farlo.

Bill anche questa settimana tiene botta e si conferma una companion già ben inserita, curiosa e molto sveglia: certo magari si preoccupa troppo forse, ma può anche essere il fatto che nessuna prima lei ha posto tante domande nelle prime apparizioni. Il ruolo importante di Bill è sottolineato anche dal fatto che Il Dottore lascia a lei il peso della decisione, richiamando Kill The Moon: liberare la creatura col rischio di condannare la città o lasciarla incatenata? E abbiamo visto come è finita.

C’è però una domanda che pone Bill che fa riflettere: quando chiede al dottore se ha mai ucciso qualcuno. Lui tergiversa invocando delle attenuanti, ma lei non le accetta. Ed in un certo senso, è così… Le circostanze che invoca il Dottore, l’impossibilità di fare diversamente può forse alleggerire la coscienza, ma non vuol dire che non abbia un peso. Certo il Dottore va avanti, ma non per questo dimentica: non andasse avanti, come dice lui stesso, ci sarebbe più vittime e non lo può accettare. Al tempo stesso, Bill non superare lo shock di vedere in così poco tempo due persone morire (prima Spider, poi uno degli uomini di Sutcliffe): ed il Dottore le fa capire perchè rendendola responsabile della scelta che cambia la storia. O forse no, visto che quella del 1814 è stata l’ultima volta che il Tamigi si è congelato e stando a quanto vediamo è la creatura ha causarlo?

C’è un momento in cui abbiamo un brevissimo richiamo a The Fire Of Pompeii, anche se ammetto che è un po’ tirato come riferimento. Spider, uno dei ladrunconli, muore e Bill implora quasi il Dottore di salvarlo, di fare qualcosa ma senza successo: un po’ come Donna che supplica il Dottore perchè salvi Cecilius (ironicamente, era Peter Capaldi) e lo fa. Qui non succede, e per quanto suoni brutto… beh, complimenti alla BBC per mandare in onda la morete di un bambino: se la cosa si fosse risolta come supplicava Bill, non sarebbe stato giusto.

Ebbene sì, si giosce per la morte di un bambino, in uno show indirizzato (almeno teoricamente) ai più giovini: che poi gli Whovian siano un po’ di tutte le età è un altro paio di maniche.

Il messaggio più forte che viene lanciato in questo episodio è che ogni vita è importante e non la si valuta in base all’utilità che essa ha, ma c’è un secondo messaggio che mi è piaciuto è quando il Dottore dice che deve essere lei a prendere una decisione: tuo il pianeta, tue le scelte. Quello che in pratica dice il Dottore è che sono gli uomini a dover prendere le decisioni, a dover agire e non dobbiamo aspettare qualcuno o qualcosa dall’alto. Aiutati che il ciel ti aiuta, come si suol dire? Sì ma non solo.

Vuol dire, soprattutto, che i cambiamenti devono partire da noi e non dagli altri. Bill ha salvato dalla strade diversi bambini così, ha liberato una creatura tenuta impregionata e sfruttata e salvato chissà quante altre persone dal diventare cibo per lei.

Moffat con questa serie sta facendo un signor lavoro.  Magari la prossima puntata, dove si vira fortemente sul’horror come stile non sarà all’altezza di queste prime tre, ma iniziare con tre episodi così solidi e forti dal punto di vista della critica sociale. O magari ci sorprenderà ancora?

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