Guardiani Della Galassia Vol.2 – La Recensione #GOTG2

Il primo film Marvel del 2017 è finalmente arrivato. Allacciamoci le cinture e prepariamoci ad un viaggio nello spazio!


(Attenzione, spoiler)

Il primo episodio fu la vera sorpresa dell’MCU. Dopotutto si trattava di un film su un gruppo di eroi sconosciuti alla massa ed un rischio non da poco: la scommessa fu vinta con ampio margine.

Questa volta la posta era comunque alta, si tratta va di bissare il successo, ed anche in questo caso… è vittoria.

Guardiani Della Galassia 2 è un film molto divertente, una lettera d’amore agli anni 80 (Stallone, Russell, Hasselhoff, Pac Man…) per le citazioni ed una folle corsa da una parte all’altra dell’universo. Non che sia tutto allegro e scanzonato, attenzione! Le emozioni non mancano, si prova rabbia, tristezza, amarezza anche: ma nel suo profondo il film resta un commedia sulle avventure di un gruppo di… beh, diciamolo… idioti.

La definizione migliore, una famiglia di idioti però. Non solo perchè loro stessi di definiscono una famiglia, ma soprattuto perchè litigano, fanno casino, ma tengono l’uno all’altro ed in un certo senso si completano.

Insomma, l’unione fa la forza. E parlando di forza, non manca qualche parallelo con Star Wars, un’opera che ormai è citata ovunque (non che sia un male, eh). In cosa c’è un parallelo? Beh, lasciando perdere i confronti tra i personaggi, l’esempio forse più lampante è la questione del rapporto col padre.

Cosa Funziona?

Lo Humor. La formula del primo episodio resta intatta. C’è tanta azione quanta leggerezza con in più un pizzico di serietà. Forse in alcuni momenti si esagera cadendo nella ripetitività o bel banale, ma nel complesso funziona a dovere. Tra le esagerazioni, forse il molteplice salto per raggiungere Ego, con i volti di Rocket, Yondu e Kraglin che si deformano mentre urlano… ma almeno abbiamo visto che Rocket è in realtà Scrat.

Le New Entry. Inserire personaggi nuovi un gruppo già rodato è  sempre un rischio. Fortunatamente, si è deciso di inserire nuovi elementi al team dei guardiani solo in maniera temporanea: Mantis, Nebula e Yondu sebbene in modi diversi si schierano dalla loro parte anche se mossi inizialmente da motivi diversi.

Nebula inizia come prigioniera e quidni nemica, poi dà loro la caccia (soprattutto) per vendicarsi di Gamora per poi unirsi nella battaglia finale (lasciando il team alla fine per dare la caccia a Thanos).

Yondu si unisce sia per redimersi e rifarsi una reputazione, ma soprattutto per salvare Peter (che considera un figlio) da Ego. Per lui, Yondu ha fatto tutto. Ha perso il rispetto degli altri Ravagers per aver trafficato in bambini (Ego lo aveva incaricato di portargli i figli che aveva sparso per l’universo), lo ha cresciuto come un figlio e lo salva perdendo la vita. Certo, dispiace veder uscire di scena un personaggio come il suo, ma non è stata una morta senza un motivo dietro. La scena del funerale ricorda quella del funerale per Freya in Thor: The Dark World e mostra che alla fine Yondu si è riguadaganto il rispetto degli altri ravagers, soprattuto del suo vecchio team, che per l’occasione si riunisce. Ed alla cerimonia partecipano tutte le fazini dei Ravagers proprio a sottolineare il rispetto per lui.

Mantis è invece un personaggio… strano. Cresciuta da Ego, di fatto è per lui un animale da compagnia nel migliore dei casi. All’inizio è dalla parte di Ego, lo asseconda, ma conoscendo i Guardiani comprende che il piano di Ego deve esser fermato ed entra di fatto nel team, seguendolo dopo la distruzione del pianeta. Il suo è un personaggio personaggio perfetto da affiancare a Drax: entrambi han seri problemi di comunicazione e nel relazionarsi con gli altri. Il che è divertente considerando che Mantis è empatica, e dovrebbe capirle certe cose: per il già confermato terzo capitolo ci attendono cose interessanti da quei due.

L’unicità. Pur essendo inserito nell’ampio universo cinematograico targato Marvel, c’è moltissima libertà. Non ci sono tasselli fa far incastraer in modo preciso, si tratta di un mondo diverso che occasionalmente potrebbe (ma anche no) incontrarsi con un altro. Certo sappiamo che che il legame con il prossimo (i prossimi?) Avengers c’è, sappiamo che saranno nel film, ma questo secondo capito oltre ad un paio di riferimenti a Thanos, non ha nulla.

I Cameo. Quello di David Hasselhoff è un cameo quasi dal nulla. Sì, ha il suo motivo, ma vedelo lì sul pianeta di Ego è decisamente random. Allora perchè funziona? Perchè avviene nel pieno spirito del film, di quell’amore per gli anni 80 che come detto pervade la storia (e contribuisce pure alla colonna sonora). Quello di Stallone non lo definirei un vero e proprio cameo, perchè non appare solo di sfuggita ma ha un ruolo ben preciso ed un personaggio non secondario: Stakar è uno dei membri originali dei Guardiani Della Galassia dei fumetti, formazione che vediamo alla fine riunita.

Le Scene Extra. Sono tante. Divertenti quanto bastano ed importanti, soprattutto una, per il futuro. Kraglin che prova a controllare la freccia come faceva Yondu, colpendo Drax è lo humour tipico della pellicola, così come Groot che tornando alle dimensioni del primo episodio inizia a comportarsi da adolescente (e Peter fa le veci del padre), quella con Stan Lee, in aggiunta a quanto visto durante il film, conferma la folle teoria su di lui: è un Osservatore (probabilmente Uatu in forma umana). Le più intriganti sono le altre due: la rinascita del team di Stakar deve avere un seguito. Li voglio, li esigo, li bramo.

L’altra è la scena più importante. Ayesha annuncia la creazione di un’arma per distruggere i Guardiani, quei Guardiani che li per conto dei Sovereing avea ingaggiato finendo col farsi fregare e poi sconfiggere. L’arma è stata chiamata… ADAM. Ovvero Warlock, uno dei personaggi più attesi al passaggio al cinema. Nel fumetto, Ayesha è una replica di Warlock ma qui parrebbero invertiti i ruoli: ma la cosa più importante di Warlock è il suo legame con Thanos e la Infinity War. Insomma, han buttato lì una bomba. Hype a mille.

La Soundtrack. Orgasmica. No, davvero… è ai livelli della prima. L’unico pezzo moderno (Guardian’s Inferno) non sembra neppure tale e canta pure Hasselhoff (Zardu Hasselfrau! Zardu Hasselfrau!)

Cosa Non Funziona?

Poche cose, sinceramente. Volendo proprio trovare il pelo nell’uovo direi che in alcuni punti il montaggio è un po’ spezzato, con tanti cambi di location… ma è apputno un voler esser pignoli. E poi forse cinque scene extra son troppe, pur essendo ben mirate. Piccolo appunto, che Ego avesse un piano segreto e stesse giocando sporco era fin troppo evidente.

Qualcosa Di Rivedibile?

Anche qui, non direi. Ego come cattivo ha funzionato bene, Ayesha come minaccia iniziale (assieme al suo esercito) anche ed in più ci ooffre una piccola anticipazione del futuro. Divertente, ma anche se a volte sembrava un po’ forzato e fuori posto Baby Groot.

Che in quanto Baby Groot non si può odiare. No davvero… è lì sopratutto per lo humor, è una trovata per i bambini diranno alcuni, ma fanculo. Baby Groot Spacca.

E mentre aspettiamo i prossimi film Marvel…

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2 pensieri su “Guardiani Della Galassia Vol.2 – La Recensione #GOTG2

  1. Io trovo che in generale tutta la trama si svolga in modo prevedibile ma non è necessariamente un male dal momento in cui tutto viene gestito così bene e compensato da tutto il resto. Forse avrei evitato certe babbute un po’ al limite e accorciato qualche tempo comico.

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