#IronFist – The Blessing Of Many Fractures (S01E08)

Danny parte in missione (non da solo) contro Madame Gao mentre in città Ward & Joy cercano di reagire alla loro estromissione dalle Industrie Rand, ed alcune verità saltan fuori…

Ok, ora sono convinto più che mai le che critiche ad Iron Fist siano esagerate, pur se limitate ai primi sei episodi. L’unica vera critica che posso fare alla serie è come sia trattato Danny, sembra che non ci sia stata un’idea ben precisa del persoaggio e come presentarlo. A volte è goffo ed impacciato, poi lo vediamo fare lo spavaldo, dovrebbe essere un temibile guerriero ma al tempo stesso è un cialtrone…

Ecco, questo è innegabile. Altre critiche? Forse la frequenza con cui fanno certe leggerezze, alcuni incongruenze dal punto di vista logico. Ma nel complesso la serie sta reggendo bene per quanto mi riguarda. Eventuali pareri discordanti sono i benvenuti (no spoiler) nei commenti.

Puntata che si basa su due blocchi ben separati. Da una parte i Joy & Ward e la loro lotta per non uscire di scena, dall’altra Danny (con Claire e Colleen) che viaggiano in Cina per prendere Madame Gao: una parte più “psicologica” e l’altra più fisica se vogliamo.

Joy, che abbiamo sempre visto come quella più forte e determinata dei due, si rivela essere più insicura: ci sta, effettivamente, che sul lavoro si mostri in un modo per il semplice fatto che deve dimostrare di valere. Determinata, fredda a volte stronza. Ward è il rampollo è instabile più di un Lapo, con seri problemi e non ha intenzione di restare in azienda, vittima di un padre invadente. Direi anche padre/padrone abusivo, lo si è visto  bene: liberatosi dal giogo, l’instabilità è esplosa in tutto, comprese le allucinazioni che lo portano a vedere sangue che sgorga ovunque.

Ward, dopo aver sentito Joy elogiarlo, dire che lui  è un modello per lei, che lo ammira decide che ha diritto di sapere la verità e la porta all’attico dove sui nascondeva il padre. Qui le allucinazioni accentuano il tutto perché ci mostrano un personaggio completamente allo sbando. Joy non capisce, pensa che la stia portando dal suo pusher, non ha la minima idea di cosa abbai in mente il suo eroe… e quando l’allucinazione di Ward prende il sopravvento e gli impedisce di entrare nell’attico, ecco che Ward passa dall’essere tutto sommato gentile, ad essere l’opposto: aggredisce verbalmente (e quais fisicamente) Joy, le mente dicendo di avere problemi economici, di smetterla di considerarlo un modello di vitù… Roba da Jackyll & Hyde insomma.

La frattura trai due era comunque già ben presente nel momento in cui devono firmare i documenti che ne sanciscono l’uscita dalle industrie Rand: Joy vuole lottare per restare, Ward vuole andarsene e vivere finalmente libero. Arriva anche a chiedere di svincolare la sua firma da quella della sorella, offrendo di prendere meno soldi ma non c’è nulla da fare.

Qui è invece interessante come Joy pensa di opporsi al CdA, ovvero ricattandolo. Pensando che sarebbe stato quello che avrebbe fatto Ward, nel corso degli anni ha fatto raccogliere foto compromettendi dei consiglieri, avvalendosi dell’aiuto di una investigatrice molto brava, quando sobria. Sì, si è rivolta a Jessica, e questo cmportamente conferma come Joy sia una con le palle, decisamente più del fratello (che sembra più un fratellastro a dirla tutta…)

Insomma, Danny si troverà a quanto par di intuire, nei Defenders per puro caso visto che gli altri tre continuano ad avere riferimenti continui, che sia da Madame Gao, Jeri o Joy poco importa. Per carità, è ovvio che vengano citati, ma se facciamo il confronto con le altre serie i riferimenti incrociati sono pochini, eh…

L’altra parte è quella più densa di azione ed anche più divertente: Danny decide di dare la caccia a Gao, alla ricerca di risposte, giustizia e vendetta. Quello della vendetta è un tema abbastanza ricorrente in queste serie di Netflix se ci fate caso.

Ovviamente non parte da solo ma con Colleen e Claire che di fatto si auto-invitano. Non si sa bene per quale motivo Claire, o che utilità possa avere visto che non deve esser molto che prende lezioni, ma non importa: alla fine il suo contributo lo dà, per quanto piccolo.

Tipo mostrare il dito medio ad uno scagnozzo di Madame Gao scappando con una macchina, usare il clacson della stessa per avvisare Danny e Colleen… o arrivare di orsa in macchina per aiutare Claire in un combattimento di spada (le lancia la Katana che aveva perso). Sì è un po’ forzata la sua presenza, ma nonostante questo… funziona bene.

Funziona perchè il trio che si forma è compatto, c’è sintonia pur essendo qualcosa di strano e pur avendo i tre idee diverse su cosa fare a Madame Gao: eliminarla o consegnarla alla giustizia? Alla fine la scelt è sempre tra ragione e istinto.

Detto che pur essendo estromesso senza problemi dall’azienda del padre (non c’era un contratto che lo legasse ad un ruolo) è incredibile come Danny riesca a partire per la Cina con un aereo privato, deduco fosse quello aziendale. Qualcosa non mi quadra, ma mettiamola così: problemi di comunicazione tra i vari settori.

Le cose migliori dal viaggio in Cina sono le scene di lotta. Quella di Colleen è, per quanto mi riguarda, la migliore da parecchio tempo, non solo in questa serie. E quella posa di lei, con la katana, che invita l’avversaria a farsi avanti è magnifica. Una posa classica, semplice ed iconica: la dimostrazione che non servono sempre grandi scenografie, coreografie, stunt e ammenicoli.

La seconda sequenza di lotta è la più divertente, e rigaurda Danny contro Zhou Cheng: un ubriacone che è di gaurdia all’impianto di produzione della droga di Madame Gao, ed al tempo stesso un guerriero difensore della Mano. Il suo alcolismo è giustificato dal fatto che così tiene a bada il suo demone interiore: comodo così, eh!

Lo stile di Cheng è quello del Drunken Master, un omaggio al film di Jackie Chan del 1978. Se è vero che Jones imparave le coreografie 15 minuti prima di andare in scena, è un genio: vedendo questa scena ne dubito fortemente.

Un scena di lotta ben coreografata, fluida come ci si aspetterebbe da Lewis Tan vista la sua lunga esperienza come stuntman. Curiosamente aveva fatto il provino per il ruolo di Danny: sicuramente per l’aspetto lottato sarebbe stato meglio, ma c’è un particolare che sfugge a chi voleva un asiatico come protagonista.

Danny Rand non ha i lineamenti asiatici nel fumetto e neppure dei cartoon. La cosa divertente di questa sterile polemica è che sicuramente tra coloro che lo volevano, c’è gente che accusa la Disney e l’industria cinematografica di essere troppo politicamente corretti o di non rispettare il materiale originale: insomma, si sbaglia a prescindere.

Il terzo ed ultimo combattimento, dopo che Danny ha perso il controllo e massacrato Cheng (cosa che tutto sommato non dispiace a Madame Gao) è importante più per il segreto che rivela che per la sequenza in sè. I due uomini mandati avanti da Madame Gao per uccidere Colleen e Claire per il rifiuto di Danny di schierarsi dalla sua parte, muoioino perchè nella lotta vengono colpiti dalle proprie armi che erano avvelenate.

Perchè questo è importante? Perchè Danny rivede in loro i segni presenti sul volto dei piloti del suo aereo quando si schiantò 15 anni fa. gao li aveva avvelanti, quindi effettivamente i contatti tra lei ed il padre c’erano: c’è lei dietro la loro morte.

Danny sembra pronto a colpire per ucciderla ma invece colpisce solo la pare alle sue spalle, per poi portarla via. L’assicurerà alle autorità cinesi o la porterà in America? Ma soprattutto, perchè ho la sensazione che tornerà libera prima di subito?

Adesso è tempo di vedere il passato, non solo a K’un Lun visto che il padre di Danny era diretto in Cina per chiudere lo stabilimento di Gao. Sul fronte cittadino invece, è tempo di vedere Ward andare diventare completamente folle, fuori controlo e pericoloso: non mi sorprenderebbe scoprire che è usato come cavia per certi medicinali, un po’ come Will in Jessica Jones per capirsi.

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