Cattivi ebrei contro poveri musulmani: Il Caso Ardian Syaf

Quella che vi racconterò è la storia di una polemica sorta negli ultimi giorni in casa Marvel e che ha portato al licenziamento in tronco di uno dei disegnatori. Il motivo? Colpa degli ebrei che si accaniscono contro i musulmani.

Bene, ora che ho la vostra attenzione, ve lo dico subito: non è proprio così. Anzi non è per niente così.

Lo scorso 5 aprile negli USA sono state rilanciate le testate dedicate agli X-Men con due pubblicazioni che seguone le missione di due team separati: Gold e Blue.

Della testata gold, quella con il team principale composto da Tempesta, Colosso, Nightcrawler, Vecchio Logan, Rachel Grey e Kitty Pryde, si sarebbero occupati Marc Guggenheim come sceneggiatore e l’indonesiano Ardian Syaf come disegnatore.

E fin qui, nulla di strano viste anche le dichiarazioni del disegnatore sul sito della Marvel.

X-Men: Gold è un sogno che diventa realtà. Parliamo degli X-Men, ogni artista sogna di poterli disegnare, ne sono sicuro. In realtà la sfida dei costumi non è stata troppo impegnativa: Marc Guggenheim aveva una visione ben precisa di come dovevano essere, voleva che riportassimo in scena le vecchie divise, che adoro, quindi non c’è stato bisogno di cambiare molto.

L’unica eccezione è Rachel Grey, che ha un costume nuovo di zecca. Marc aveva chiesto che il suo nuovo look non fosse collegato a nessuno dei precedenti, un’idea che mi piace molto. Gli editor mi sono stati di grande aiuto in questo.

Nel numero #1 gli X-Men si scontrano con una nuova Confraternita dei Mutanti Malvagi. Facendo un po’ di ricerche ho scoperto che anche loro avevano molte varianti nei costumi. Ho preso gli elementi più singolari e li ho applicati alla nuova versione.

Lavorare con Marc è fantastico, ne sono orgoglioso perché il suo è un nome famoso. Le sceneggiature sono molto facili da interpretare per chi le disegna, e Marc riesce a trasmettere tutte le emozioni e le atmosfere della storia nelle sue pagine.

Poi esce il primo numero, e qualcuno trova qualcosa di strano: è l’inizio delle bufera.

Syaf nasconde in due tavole dei riferimenti molto particolari: uno sulla T-Shirt di Colosso (QS 5:51) mentre questi gioca contro Nightcrawler, l’altro è una semplice scritta su un muro (212) mentre Kitty Pride affronta una folla.

Non è raro che un illustratore inserisca dei messaggi nelle proprie tavole, qui però si tratta di qualcosa di più di una semplice eastern egg, di un chicca o un curiosità: sia davanti a messaggi antisemiti e anticristiani, in un fumetto dove i protagonisti sono discriminati e sono da sempre un simbolo di lotta per l’integrazione.

E tanto per non farsi mancare nulla, le immagini sono messe in contrapposizione a due mutanti noti per la loro fede cristiana (Nightcrawler) ed ebraica (Kitty). A cosa fanno riferimento esattamente, è presto detto.

Le cifre 212 sono un richiamo ad una protesta tenutasi in indonesia il 2 dicembre contro il governatore (cristiano) di Giakarta, mentre la sigla è una sura del Corano in cui si rimarca che i musulmani non devono accettare ebrei e/o cristiani come propri capi.

Se l’autore alle prime reazioni ha risposto ringraziando chi ha esperesso il proprio appoggio o la contrarietà ai messaggi in modo civile, la casa editrice ha annunciato che nelle ristampe i riferimenti (inseriti senza autorizzazione) verranno rimossi.

Aggiungeva nel fratempo queste affermazioni sul proprio agiva così:

  • Invita a non credere a tutto ciò che si dice sui social e sulla rete in questo momento.
  • Incoraggia a comprare il primo numero attualmente in circolazione, visto che edizioni e ristampe future saranno modificate dalla Marvel.
  • Annuncia di avere inviato alla Marvel una spiegazione sull’uso di quei simboli e di essere in attesa di una risposta.
  • Specifica di non odiare nessun ebreo o cristiano, tra cui anzi vanta molti dei suoi migliori amici.
  • Conferma infine che quei numeri si riferiscono alla protesta indonesiana mossa contro il governatore cristiano di Giacarta.

Passa qualche giorno ancora, e mentre lui dichiara finita la propria carriera, la Marvel straccia il contratto.

Ovviamente non si fa attendere una seconda risposta del disegnatore, ma è una toppa peggiore del buco visto che afferma “La Marvel è di proprietà della Disney. Quando gli ebrei si sentono offesi, non hanno pietà.” Non vi basta questa perla? Tenetevi forte, perchè c’è dell’altro poichè a sostenuto che i simboli da lui inseriti in X-Men: Gold #1 non erano antisemiti o anticristiani per il semplice fatto che questi non sarebbero mai stati compresi da lettori non indonesiani.

Ridicolo. Semplicemente ridicolo.

Alcune di queste affermazioni poi sono pure incorenti visto che Syaf ha postato (poi cancellato) una foto che lo ritraeva con Rizieq Shibab, il leader del movimento estremista indonesiano Islamic Defenders Front FP, noto per incitamento all’odio e per essersi macchiato di diversi casi di violenza connessa alla religione. Lo stesso Syaf ha dichiarato di aver ricevuto un invito da Shibab dopo questo scandolo e di averlo accettato.

Insomma un grandissimo coglione.

Dite che un artista deve avere libertà creativa e libertà di espressione? Sì sono d’accordo, c’è però un piccolo particolare: se vuoi piena e totale libertà, ti produci le tue opere. Usare un simbolo come quello degli X-Men, che sono l’esempio di lotta alle discriminazioni è pure un sfregio se vogliamo.

Quanto fatto da Syaf è poi costellato da ipocrisia e falsità, perchè se davvero crede che quella sura del Corano sostenga di non acettare ebrei o cristiani come capi, non mi spiego perchè abbia accettato di avere al proprio fianco Guggenheim, il cui cognome non dà spazio ad interpretazioni sulle origini, abbai accettato i soldi da quegli ebrei della Disney (e della DC Comcis visto che ha lavorato anche lì).

Non voglio esprimermi troppo, perchè si commentano da sole, sulle prime giustificazioni (ho amici ebrei e cristiani… la scusa più patetica possibile). Come dire “Io non sono razzista, ma… ” Ma un cazzo! Se ti esce una frase del genere lo sei!

Sulla questione dell’intolleranza di Syaf si sono espresse anche due autrici, Gail Simone (DC Comics: con Syaf ha lavorato a Batgirl e The New 52) e G. Willow Wilson (Marvel: autrice di Ms Marvel).

La Simone in un post su Facebook, ha dichiarato di essere rimasta positivamente sorpresa dalla facilità con cui Syaf sia stato in grado di disegnare due giovani, piacenti ed emancipate eroine occidentali, specie perché l’artista è originario di un contesto sociale e religioso decisamente diverso.

La Simone ha poi elogiato l’educazione e la precisione dell’artista, che non ha mai manifestato perplessità sul fatto di disegnare storie con un contenuto a volte vagamente esplicito in termini di sessualità e violenza, così come non ha mai chiesto di apportare modifiche alle sceneggiature, a differenza di un artista cristiano con il quale ha collaborato a una storia di Wonder Woman che richiese dei cambiamenti in merito a una sequenza che poteva rievocare la crocifissione.

La Willow Wilson (musulmana e figura di riferimento nel mondo del fumetto islamico) invece non ha usato mezzi termini, ricordando nei giorni seguenti come l’interpretazione di quella sura sa molto dibattuta e che è spesso manipolata ad hoc.

(Scusate il francesismo, ma fanculo a questo tizio. Che dia il bacio d’addio alla sua carriera.)

(Credits: BadComics)

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