#IronFist – Immortal Emerges From Cave (S01E06)

Danny riceve un invito molto particolare che lo porterà a scoprire un incredibile serete: Intanto Colleen & Claire si trovano a dover prendere una decisione molto difficile e Joy inizia a preoccuparsi per il fratello.

Credo che ci siano pochi dubbi sul fatto che questa sia la migliore puntata della prima metà si stagione: di certo è quella che meglio ha rappresentato le mie aspettative per la serie.

La decisione di mostrare, per quanto poco, il contesto in cui si muove Danny è più che buona e sfruttata anche meglio: è una sorta di cammino dell’eroe, un primo tentativo se non altro, per mostrarne una crescita. Tre incontri, tre livelli differenti.

E poi il boss finale, che questa volta vince (Imbrogliando? Sì, un pochino… ) facendo una rivelazione che esige chiarimenti. A questo, aggiungiamo Danny che parla con suo defunto maestro, e le pillole di saggezza dal sapore orientale: insomma, qualcosa di molto semplice nell’idea, strutturato bene (ma non banalmente), una spruzzata di old style… Non male per un regista che sarebbe pure un rapper: già, dietro la macchina da presa c’era RZA, membro del Wu Tang Clan, e già regista di alcune pellicole.

Non è neppure il primo membro del collettivo rap di New York a partecipare ad una serie Marvel, visto che in Luke Cage abbiamo avuto Method Man.

Dunque cosa abbiamo scoperto del mondo di Danny? Ovviamente che ci sono delle regole ben precise, dei codici di comportamento: vuoi avanzare? Combatti. Hai delle rischieste? Combatti. Vinci e sali di livello, puoi stringere accordi altrimenti impossibili, puoi otterenere quello che vuoi. Se perdi, sei fuori: c’è un codice d’onore da seguire e rispettare.

Danny viene convocato dalla Mano dopo il suo attacco visto nell’ultima puntata e sfidato a duello. Un duello che lui accetta ponendo una doppia posta in palio: la vita di Sabina e l’uscita dalla industrie Rand del clan. Se venisse sconfitto, Madame Gao chiede che nn intralci gli affari della Mano e si faccia da parte.

Vengono così convotati quattro esponenti del Clan, ognuno dei quali con delle caratteristiche bene precise e che coinvolge due cuochi russi, una ricercatrice corean ed un killer della Yakuza. Divertente la sua presentazione quando riceva la convocazione: ha appena finito di uccidre un bel po’ di gente e sta cantanto Take On Me degli A-Ha al karaoke.

Davanti ai cadaveri ovviamnte.

I primi due lottano assieme e rappresentano, come gli altri, un aspetto che della lotta diverso. La ricercatrice ha come suo punto di forza un veleno stratto dai ragni (ed è la Sposa dei nove ragni: come l’Iron Fist è una della armi immortali delle sette capitali del paradiso)) mentre l’ultimo è un esperto nell’uso di varie armi da combattimento (Scythe): entrambi arrivano dal fumetto e Scythe è stato il primo villain di Iron Fist.

Danny li supera tutti, non agevolmente, ma lo fa. Ed è qui che il gioco cambia, perchè lo sappiamo bene come i cattivi non rispettino proprio le regole: Madama Gao lo pone davanti ad una scelta: se uccide Scythe, lei uccide Sabine; se si ritira (e quindi dichiara la sconfitta) la ragazza vive.

Insomma, cambia i termini dell’accordo: Danny si trova così costretto a rinunciale alal sua imbattibilità per salvare una vita, pur ritenedo di aver vinto nel dialogo che ha con il suo maestro (che solo lui vede).

Questo è l’aspetto migliore di quanto offerto da Danny perchè ci dà un bell’assaggio della mentalità di K’un Lun: e non è una cosa semplice da accettare, perchè imporrebbe a Danny di lasciar morire Sabine per attaccare la Mano.

Al termine dello scnotro arrivano però quelle due/tre cosette interessanti sul passato, e non solo di Danny: Madame Gao conosce K’un Lun e c’è stata; conosceva il padre di Danny, ha dei poteri (senza toccarlo, sposta Danny) ed ha già incontrato almeno un Iron Fist nel corso della sua vita.

Ecco, così in sobrietà. Si aprono così delle possibilità interessanti. A questo punto è orma scontato affermare che sia lei a capo non solo della Mano anche a capo dell’ordine della Crane Mother, anzi direi che lei è la Crane Mother.

Il fatto che lei consocesse il padre di Danny aggiunge un po’ di pepe alle cose, perchè apre uno sceneario completamente nuovo. Forse Wendell era diretto a K’un Lun e sapeva dove trovarla? Scappava da qualcosa o qualcuno? L’incidente è un incidente per davvero o è stato un sabotaggio?

Se non abbiamo delle risposte convincenti in merito nella seconda parte di stagione, ne resterò molto deluso.

Dalle altre due vicende non emerge moltissimo, non per questo sono trascurabili e da buttare.

La prima riguarda Ward. Ora non abbiamo alcun dubbio su fatto che un tossico, e pure uno di quelli classici, che si fanno del male per avere degli antidolorifici. Capisco lo shock per l’aver visto uan testa mozzata quando aiuta Danny a cercare Sabine, ma è visibilimente fuori controllo: Joy lo copre quanto può, ma anche lei ha una pazienza limitata visto che farà buttar le medicine che il fratello tiene in ufficio.

Il risultato è che Ward si chiude la mano nella portiera della macchina per poi andare in una clinica achidere che gli diano qualcosa: messo in attesa sbraita fino a quando Joy non lo raggiungee porta via. Qui abbiamo la grande incoerenza, ovvero che non viene riconosciuto. Dopotutto è solo uno dei più famosi riccono di New York, può capitare.

Ward è talmete fuori controllo che persino durante una riunione crea problemi mancando di lucidità: era una riunione a cui doveva parteciapre anche Danny (che come abbiamo vito, aveva altri piani) e che doveva servire per limitare i danni causa dall’incauta ammisione di colpa/promessa fatta ad una madre.

Questa spirale negativa in cui si trova Ward può diventare il fattore scatenante per uan guerra di potere all’interno delle Industrie Rand? Sì, assolutamente sì.

Se guardiamo bene l’assetto dirigenziale, abbiamo Harold che comanda tramite quel fatoccio che è Ward, il quale non sembra molto interessato alla cosa; Joy che è una businesswoman determinata e spietata quando vuole, Danny che è l’azionista di maggioranza, ed infine la Mano che lavora nell’ombra. Un Ward fuori controllo farebbe esplodere uan guerra interna di un certo livello secondo me, considerando anche eventuali coperture e spostamenti di colpe.

Infine, Claire & Colleen.  Impegnate ancora a curare il chimico, per loro la situazione diventa disperata. Se lo portassero in ospedale, regitrandolo, sarebbero guai: Claire opta per una soluzione rischiosa, portandolo al suo vecchio ospedale dicendo che lo ha trovato in strada, ha provato a curarlo ma la situazione è seria.

Se una ex collega la aiuta, non fa lo stelsso la responsabile, quella che spiense Calire alle dimissioni: preso in carico il malato, lo faranno sparire consegnandolo alla Mano. Le due ragazze scoproono la cosa quando insospettite dai lunghi tempi di attesa scoprono che non è in nessuna stanza: grazie alle telecamere di sicurezza vedono dove sono diretti e provano ad intervenire.

Dell’attacco si occuperà Colleen, in totale scioltezza, ma sarà un buco nell’acqua perchè lo porteranno via da un’altra uscita.

E questo ci dà l’ulteriore conferma di come la mano sia una minaccia potente. Infiltrata ovunque, nelle Industrie Rand, negli ospedali, nelle varie comunità (russa, coreana, nipponica), in vari ambienti. Non è servito molto per rimarcarlo, sono la grande semplicità di una puntata.

C’è solo una pecca, ed è quella del non riconoscere Ward. Per il resto, tutto era al posto giusto, anche la parte “aziendale”, scollegata per variare un po’ il ritmo.

 

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