#LegendsOfTomorrow – #Aruba (S02E17) #SeasonFinale

Le Leggende lasciano Doomworld per salvare la realtà prima che diventi impossibile farlo: sarà una corsa ad ostacoli contro il tempo!

Questo finale di stagione è l’esempio perfetto di come la meta non conti, bensì conti il viaggio. La seconda stagione di Legends Of Tomorrow stacca di netto la prima sotto molti aspetti, soprattutto per quanto riguarda il divertimento.

Non esiste una serie più “fracassona” di questa, ma limitarsi a questo sarebbe ingiusto. Ovvio, non parliamo di capolavori assoluti, ma di un gran bel mix di divertimento, azione, persino romanticismo e, quando l’occasione è giusta, pure di critica.

A questo c’è da aggiungere una buona chimica tra i personaggi, in parte mancante la scorsa stagione per ovvi motivi, ed una minaccia che è credibile e temibile come la Legion Of Doom, mentre lo scorso anno Vandall Savage era qualcosa di veramente osceno.

Ho sempre sostenuto che il problema della serie sui viaggi nel tempo (ma non solo) è la questione delle regole, quello che costituisce la bibbia dello show: quei confini entro cui muoversi, la mitologia in un certo senso. Quello che si può fare e quello che non si può fare, anche per quanto riguarda le morti: non c’è da girarci tanto attorno, ma ci sono personaggi che non possono morire ed altri che sono spendibili, morti da cui si può tornare e altre che sono definitive.

Immaginate poi il casino che deve essere riunire sotto lo stesso tetto 3 o 4 serie diverse.

Nei casi dei viaggi nel tempo, le regole sono fondamentali. Eventi che sono punti fissi nella storia e non si possono toccare, impossibilità di interagire con altre versioni di sè stessi, l’effetto farfalla… insomma tante variabili inseribili e che, non essendo stato provato il viaggio nel tempo, possono essere create. Per non parlare poi dei paradossi temporali, di cui il più celebre è quello del nonno.

Alcune volte è però necessario infrangerle, anche se le conseguenze possono essere catastrofiche. La cosa importante è che non diventi la regola in ogni stagione, ad ogni occasione. Berlanti & Co lo hanno fatto in questo finale ed il risultato è molto buono, anche se con una piccola incongruenza se si vuole essere molto pignoli.

Non sono stati risparmiati colpi, e quella sensazione di caos, disordine, pericolosità e disperazione si è avvertita a lungo. Magari si è risolta un po’ troppo sbrigativamente, ma le conseguenze non son state leggere.

Le Leggende decidono di intervenire tornando a prima che la Legion Of Doom riscrivesse la realtà: questo comporta tornare al 1916, dove loro ci sono già il che rende la situazione altamente esplosiva. Quanto? Beh, potrebbe saltare tutta la realtà.

Dopo una fuga un po’ rocambolesca (e divertente, come quando la mini waverider spara su Dahrk) ecco che si orna agli eventi di due puntate fa: e qui scoppia il casino perchè la fiala col sangue di Cristo (l’unica cosa che può distruggere la lancia) verrà trovata e persa per l’intervento del Thawne dal futuro che ucciderà pure Ray, mentre una parte del team ruberà la lancia dalla Waveridere del passato. Verranno scoperti e così l’incontro tra le Leggende del passato e presente avviene, causano una scossa di terremoto temporale.

Siccome l’unione fa la forza, una volta chiarita la situazione, si lavora asssieme per salvare la realtà prima che tutti si fissi. Il caos aumenta ancora più quando iniziano a morire le Leggende e non si riesce a capire se siano quelle del 1916 o del futuro, almeno sulle prime. Intanto son anni di vita che se ne vanno nel vedere Jackson e Nate morire (dopo Ray).

La cosa interessante nell’aver infranto questa regola (ma non è la prima volta: pensate alla prima stagione quante volte incontrano le proprio versioni più giovani…) è che le leggende del futuro sono delle aberrazioni e che se la missione andasse a buon fine, scomparirebbero. In pratica una missione suicida.

Thawne, rimasto solo ad affrontare le Leggende cala l’asso e chiama in suo aiuto le varie versioni di sè stesso per impedire che Sara risciriva la realtà: non basterà questo aiuto. Sara potrebbe però fare qualunque cosa con quel potere eppure, apporta solo una modifica, piccola per di più: non fa resuscitare la sorella, non crea il suo mondo ideale: depotenzia la lancia e questo rallenta quanto basta Tahwne per farlo raggiungere dal Black Speedster che così lo cancella definitivamente dalla storia.

Quanto al resto delle Legion Of Doom, non succede molto: Malcolm torna al suo appartamento, Snart a pochi istanti prima che Thawne lo reclutasse e Dhark agli anni 80 restando libero di uccidere Laurel ancora.

Ed ovviamente i ricordi vengon loro cancellati, mentre le Leggende vanno avanti con le proprie vite: inclusa Amaya che non vuole tornare nel 1942, bensì restare con loro e Nate, dicendo che se il suo destino è quello che le han detto, prima o poi  arriverà. Rip? Parte per un un viggio.

Tutto qui? Beh, no. Si riparte per una destinazione speciale, scelta da Mick: Aruba! Purtroppo, come conseguenza delle azioni del 1916, la tempesta temporale che han causato li sbalza a Los Angeles, nel 2017… ma qualcosa non quadra.

O, come dice Sara… “Ragazzi, abbiamo rotto il tempo…”

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