#The100 – God Complex (S04E08)

Iniziano i test al laboratorio e Calrke si trova a dover prende un’altra decisione delicata. Jaha e Kane partono in missione con una pista sulla setta Second Dawn…

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Non diciamolo a voce troppo alta, ma forse una gioia è apparsa in questa stagione. Non si sa mai che poi scappi così all’improvviso spaventata dall’attenzione generale.

Che poi tanto sappiamo che una soluzione ci sarà, sarà positiva per alcuni, ci saranno divisioni e sofferenze in ogni caso. No, non è pessimismo, è una semplice constatazione dovuta a quello che vediamo.

Al laboratorio orma tutto è andato in vacca per colpa di Abby, Jaha e Kane partono alla ricerca del vero bunker della Second Dawn che potrebbe salvare tutti, Jasper e Bellamy fanno i cretini: nulla di male in questo ovvio, anzi finalmente un po’ di distrazione per Bellamy. Quanto a Jasper ormail il suo motto è “Il mondo sta per finire, ma io intanto qualche ciulatina random me la faccio”.

Non negatelo, lo avete pensato tutti.

Per la prima volta in questa stagione, Jasper serve a qualcosa: fa capire a Bellamy che è inutile che si tormenti per le decisioni (di merda, va detto) che ha preso perchè tanto no cambierà nulla. Ovvio, la sua visione è che tra una decina di giorni saranno morti, ma il concetto resta valido. Non può fare la versione maschile di Clarke perchè 1) ci basta lei; 2) non è lei; 3) Non ne ha le capacità.

Bellamy non è un politico/diplomatico come è sempre stato un personaggio d’azione più che da scrivania. Non dico che non abbia le palle, ma è decisamente uno che prima spara, poi fa le domande. Magari fa quelle sbagliate, ma prima spara comunque.

Clarke invece è costretta, pure controvoglia, a prende decisioni toste che hanno effetti non solo su chi le è vicino ma su tutti quanti. E come lei lo sono Jaha (in piena redenzione ora) e Kane: hanno pelo sullo stomaco (così come Roan), di prendere decisioni anche impopolari perchè è la cosa più utile da fare. Non che siano freddi, soprattutto Clarke, sono pragmatici.

Ci siamo forse dimenticati la morte di Finn e per mano di chi è avvenuta?

La situazione festaiola di Jasper e Bellamy fa da contraltare al dramma che accade in laboratorio. Qui soluzioni non se ne vedono, non c’è luce in fondo al tunnel, e se c’è… è un treno.

L’esperimento su “Baylis” fallisce con la sua morte tra le sofferenze ed al tempo stesso si scopre l’inganno attuato da Emori: la conseguenza è che, per decisioni soprattuto di Roan, sarà lei la seconda cavia. Clarke non è convintissima della cosa, di certo non lo è Luna che dice no al prelievo di altro midolo spinale: questo si risolverà con una lotta tra lei e Roan, vinta da quest’ultimo.

Quella di usare Emori come cavia, per un procedimento nuovo nato dalle analisi su “Baylis”, non trova affatto tutti d’accordo. Detto di Luna, c’è ovviamente Murphy che si appella a Clarke in ogni modo in una delle migliori scene della serie, ricordando tutto quello che è successo, ed ovviamente Raven che non va tanto per il sottile dicendo “Benvenuti a Mount Weather”.

Che è ciò che abbaimo pensato tutti.

Tra i sensi di colpa, i dubbi e quant’altro, Clarke prende la decisione che ci si aspettava da lei già nella scorsa puntata, ovvero usarsi come cavia: quando però sta per entrare nella celal per le radiazioni, Abby sbrocca e distrugge tutto dicendo che sa che non sopravviverebbe, perchè l’ha visto. L’aneurisma a quanto pare offre la veggenza, visto che Raven seppe del razzo allo stesso modo.

Ora, è evidente una cosa e mi ricollego al discorso su Bellamy. Clarke non può restare sola o combina anche lei disastri. Sì è la leader, ha capacità e tutto, ma ha bisogno di avere qualcuno (e qui possono essere Bellamy e Raven, ad esempio) che le diano anche altri punti di vista: Abby non può esserlo perchè son fin troppo simili, oltre ad essere ora incapace di prendere decisioni razionali.

Ora che il laboratorio è distrutto, non resta che una speranza: Jaha.

Sì, colui che ha messo a repentaglio tutti con la Città della luce è l’unica speranza. Ora la sua missione è trovare il vero bunker della Second Dawn. Assistendo ad una preghiera goruders per i funeri dei 18 morti a casau della Blackrain, sentendo la traduzione (Dalla cenere risorgeremo),  la collega alla setta visto che era questo il loro motto ed inizia ad indagare.

Per svelare il mistero, con Kane e pochi altri, parte per parlare con Indra, unico modo di contattare la Flamekeeper (Gaia, sua figlia) e scoprire così cosa si nasconde: tutto porta alla cripta del tempio, al centro di Azgeda.

Considerando l’odio di Indra per Azgeda potete immaginare quali siano le conseguenze: quella che doveva essere una missione praticamente pacifica, si trasforma in un attacco, ma effettivamente il bunker c’è ed è sotto l’altare.

Ora c’è una speranza, ma con Indra che vuole sterminare Azgeda ed impedire loro di entrare nel bunker le cose non si metton bene, anzi.

Una buonisisima puntata, sicuramente tra le migliori che giustamente arriva prima di un mese di pausa: ci attenderanno cinque puntate intense.

E, sinceramente, no ho idea di cosa aspettermi. Un bene, probabilmente.

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