#IronFist – Shadow Hawk Takes Flight (S01E02)

Danny deve adattarsi alla sua nuova situazione, mentre lì fuori più persone iniziano a convincersi che sia davver chi dice di essere…

Dopo un inizio decisamente poco accattivante e con diversi problemi, come si comporta il secondo episodio? Beh, leggermente meglio, anche se certe pecche restano. Abbiamo una gran lentezza di base, qualche falla nella logica narrativa e dei dialoghi un po’ discutibili.

Se prestiamo però attenzione a certe cose, possiamo dire che Iron Fist potrebbe essere una grande puzzle, i cui pezzi ci vengon dati un po’ allavolta…e  non necessariamente con un ordine prestabilito.

Dopo la prima puntata, si poteva anche ipotizzare uno scenario di questo tipo: Harold Meachum sta per stringere un importante accordo con la Mano, Danny vuole evitarlo pensando che lui sia non sappia cosa hanno in mente, mente invece lo fa a ragion veduta. Non sarebbe quindi interessato a riprendersi le aziende di famiglia e fare un torto a Ward o (soprattutto) a Joy, almeno inizialmente.

Breve parentesi: quando parlo di dialoghi discutibili, mi riferisco soprattuto a quello che hanno loro riguardo la situazione in cui si trova Danny. Sembra messo lì alla meno peggio.

Tornando ad Harold, la situazione sembrea esser diversa e non di poco. Harold si conferma essere uno stronzo da competizione, come si era intuito da subito: il modo in cui tratta quel poveraccio di Kyle è probabilmente solo la punta dell’iceberg. Su Harold scopriamo, ad esempio, che non si è recluso in un bunker sotterraneo ma in un super attico: roba che neppure un megadirettore galattico può permettersi.

In più controlla tutto. Non solo a livello di andamento delle proprie aziende, ma anche in senso più ampio, avendo delle telecamere piazzate nell’ospedale psichiatrico dove è stato rinchiuso Danny. Controlla le sedute con i medici, controlla Danny e lo studia, vuole capire con chi ha a che fare.

Ed ancora una volta è lui a farsi un po’ portavoce del pubblico mentre controlla quanto succede alla clinica, questo volta “esertando lo psichiatra a porre le domande giuste: sarà una cosa ricorrente, o verrà lasciata perdere?

Dopo questa puntata, ci troviamo con molte più informazioni di quanto ci si potesse attendere, e la situazione cambia, anche se di poco.

Harold, che farà visita di notte a Danny, non sarebbe in affare con la Mano o almeno non volontariamente: sembra che sia costretto ad esserlo ed è pure controllato dalla setta. Non è un caso che quando torna dall’ospedale (ovviamente NESSUNO lo vede) trovi sulla finestra un messaggio: “Dove sei stato?”. La particolarità è che il messaggio è all’esteno della finestra ad un’altezza… beh impossibile da raggiungere: la cosa è decisamente di impatto.

Altro indizioe del fatto che Harold vogli liberarsi della mano è il fatto che chiede molte informazioni a Danny su dove sia stato (K’un Lun), dove si trovi la città e cosa bbiamo imparato: si tratta di una città che esste su un’altra realtà, appare ogni 15 anni ed è stato addestrato per diventare l’Iron Fist, nemico giurato della Mano, l’unico che può sconfiggerla.

Dubito che punti ad un’alleanza, più facilmente tenterà di usarlo come merce di scambio (lasciatemi libero e vi do il vostro nemico). Non escludo il fatto che possa fargli credere di esser dalla sua parte e poi tradirlo.

Così mentre Danny cerca di capire come uscire da questa situazione, Ward cerca (andando anche contro il padre) un modo per tenerlo lontano il più possibile dal mondo esterno, arrivando a tentare di corrompere Colleen: una sostanziosa donazione al Dojo in cambio di una frma su una di una dichiarazione dove si afferma che Danny l’ha fatta sentire minacciata.

Curioso come Colleen e Joy siano legate in questa puntata, o meglio collegate. La prima riceva la telefonata con richiesta di aiuto da Danny (intercettata: così Ward ed Harold giungono a lei) e dopo aver rifiutata di aiutarlo, si convince che forse non è pazzo come pensava (determinante la visita di Ward in questo. La seconda invece ha il tarlo del dubbio che possa essere Danny per davero ed allora gli manda una confezione di M&M’s ricordandos che da bambini mettevano da parte quelli marroni: Dany capisce il messaggio e le fa arrivare la busta senza quelli marroni tramite Colleen.

Quando si dice il tempismo, no? E sempre per il tempismo, gli uomini di casa Ward decidono di far spostare in posto più sicuro (una loro villa in campagna) Danny così da non correre rischi. Purtroppo per loro l’effetto delle medice sparisce e può concentrarsi abbastanza per concentrare le forze, respigere l’aggressine e scappare… sfondando una porta.

Tutto sotto lo sguardo attento di Harold dalla comodità del suo megatticco, grazie alle telecamere fatte installare.

Sì ci sono ancora delle pecche ed il livello generale non sembra all’altezza dei precedenti Netflix. Resto ancora ottimista sulla serie comunque.

Pensieri Sparsi

  • Era una cosa che mi ero segnato già alla alla prima putnata. Colleen può dare molte soddisfazioni e sapete che vi dico? Voglio una serie con lei e Misty: Daughters Of The Dragon.
  • Approccio interessante all’allenamento quello di Colleen con i suoi allievi. Decisamente pratico.
  • Se le prossime serie Netflix puntassero più ai team up, non sarebbe male.
  • Ward ha memorizzato il numero del padre alla voce Frank N. Stein. E se Harold fosse veramente morto e riportato in vita dalla Mano?
  • La questione dei magazzini a Brooklyn sembra molto simile a quanto successo nella prima stagione di Daredevil.
  • Joy non mi convince affatto come personaggio. Sì sono solo due puntate eppure la sensazione è che sia stata scritta alla meno peggio. Non si riesce a capire da che parte stia davvero e quanto sapppia. Forse il fratello la tiene all’oscuro di tutto, forse è solo una che accetta le sfumature ed Danny era il suo amore.
  • Meno male che c’è stato Dr Strange. Con suo ingresso si sono sbloccati due elementi fontamentalti per Iron Fist: l’energia e le dimesioni parallele. E questo spiega il ritardo sull’uscita della serie.
  • Povero Kyle.

 

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