#Legion – Chapter 5 (S01E05)

David ora ha una sola missione: liberare la sorella, ad ogni costo. E così emergono le prime verità su di lui e sulla sua vita.

Eh… niente. Puntata sontuosa. Dalle rivelazioni, allo stile, alle scelte fatte… fatico a trovare un’aspetto negativo.

Dopo una costruzione fatta a puntino nelle precedenti quattro ecco che i pezzi iniziano ad andare al loro posto dandoci anche alcune risposte. Dunque, vediamo cosa è emerso…

  • David è stato adottato e non pensavato che sarebbe stato così problematico. Non sappiamo chi siano i veri genitori, ma non importa;
  • Il demone dagli occhi gialli è una sorta di parassita che vive nelle testa di David da 30 anni;
  • Tra lui e David è un lotta continua, e quando questi ne avverte la presenza, ecco che provvede a riscriverne i ricordi. E potrebbe averne cancellati anche a Melanie & Co;
  • Principalmente sono quattro le identità che questa entità ha assunto: il bambino del racconto, Benny (e quindi Lenny?) e King. Diciamo 3 e mezzo?;
  • Possiamo con una certa sicurezza affermare che l’entità sia Shadow King;
  • Melanie vuole usar  David principalmente per riportare qui il marito, ritiratosi sul piano astrale a quanto pare. Andare da un terapista di coppia no?

Abbiamo quindi l’ulteriore conferma che, per quanto mossa da intenti nobili, il motivo per cui Melanie si sta dedicando a David è far tornare il marito sulla terra. E questo mi porta all’unica critica che posso muovere alla serie sino ad ora: la totale assenza di un background per i personaggi che non siano David (e già per lui ne abbiamo poco quanto a chiarezza). Non dico una biografia completa, ma qualcosa che possa aiutare a capirli meglio.

L’unica cosa che sappiamo è che la Division 3 è composta da cattivi o almeno così pare. Non sappiamo, chi siano cosa vogliano, cosa facciano: esistono, semplicemente. Cambia schieramento, e le stesso cose possiamo dire di Melanie & Co, anche qualcosina in più ci è stato detto: sono però personaggi molto marginali, nominati comunque poche volte e che restano in mente più per l’aspetto visivo che per altro.

Sia chiaro, mi rendo conto che 8 episodi siano pochi per poter sviluppare la storia di David a dovere e dare spazio agli altri… a meno che… (no, non arriva coso Dempsey, NdR) il tutto non sia una lotta interiroe di David che Melanie, Syd e tutti non siano sue personalità che stanno lottando per dare un senso quello che sta passando: Melanie è la madre amorevole di cui ha bisogno, Ptonomy è l’autoanalisi, Syd l’amore…

Torniamo però agli eventi di questa puntata. Ci sono volute quattro puntate per arrivare alla manifestazione della portata dei poteri di David, o del demone se preferite e sono devastanti.

C’è un pezzo abbastanza noto dei Prong che si intitola “Snap your finger, snap your neck”. Ecco il potere del demone è tale che schioccando le dita, smembra chi vuole. Lo vediamo nell’assalto alla Division 3 quanto devastante sia: pezzi di corpi, sangue, morte e distruzione: e la consapevolezza, tardiva, che loro aveva capito male il potenziale di David, delle sua condizione e delle sua storia.

Questo non vuol dire che David sia un “normale” mutante per quanto la cosa sia un ossimoro: è chiaramente di un livello mai visto ma non ha i mezzi per controllare a pieno la situazione. Direi anzi non aveva perchè dopo il viaggio sul piano astrale assistiamo ad un nuovo David, dove è vero che la personalità del demone si è liberata ma al tempo stesso si son sbloccati anche altri suoi poteri, come vediamo con Syd e la stanza che lui crea.

David può entrare nella mente e creare illusioni quindi. Telepatia, telecinesi, manipolazione della mente, proiezione astrale: poteri che per lui a volte sono troppo difficili da gestire, lo vediamo quando il demone avanza minaccioso verso Syd pure nella stanza creata.

Improvvisamente… puff! Tutto il team, compreso un The Eye sotto mentite spoglie, si trova in una casa di cura come il Clockwork. Se ha creato una stanza per poter stare con Syd, David può aver creato questa simulazione per salvare tutti dal demone? Per me sì, il problema sarà uscirne caso mai visto che le sedute in questa “realtà” le gestisce Lenny: ma è la Lenny vista all’inizio o quella dei ricordi modificati? Sempre che vi sia differenza: sto valutando l’ipotesi che ci si possa trovare davanti pure a tematiche di paradossi temporali e viaggi nel tempo.

Sì, Legion è un trip mentale e trovare il filo del discorso non è sempre facile. Ed è soprattuto questo il bello, lo stimolo che viene dato allo spettatore. Si tratta di avere pazienza, per quattro puntata ci siam chiesti cosa fosse reale e cosa no.

Ed ora inizia il divertimento.

 

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