#TheGoodPlace: Non la solita sit-com?

Tra le nuove serie che questa stagione televisiva ha proposto ed ancora ci proporrà, The Good Place era tra quelle che attirava maggiormente la curiosità potendo vantare nel cast due veterani come Ted Danson e Kristen Bell: lui reduce da CSI e CSI:Cyber, lei che è per tutti ancora Veronica Mars invece impegnata con House Of Lies più recentemente.

Ora vederli impegnati in una sit-com è un po’ spiazzante, ma The Good Place è una creatura particolare: andiamo a scoprire perchè.

thegoodplacespoiler

– Attenzione! Spoiler! –
(Oh, pure Alberto Angela ve lo dice…)

the-good-placeLa storia di partenza è molto semplice. Eleanor Shellstrop (Kristen Bell) muore in in un incidente stradale e si ritrova nell’aldilà in quello che il suo mentore Michael (Ted Danson) chiama il posto buono. Scopre presto che c’è stato un errore perchè lui le parla della tante buone azioni fatte in vita: c’è stato uno scambio di persona quindi, ora è in un posto dove non può neppure imprecare (censura automatica) e costretta ad imparare comportarsi come una persona degna di stare lì.

Ed è talmente semplice che presentava in partenza un problema secondo me, qualcosa di comune a molte serie recenti, ovvero la longevità della storia: dalla presentazione, è logico pensare che la serie verta sul risolvere il problema, il quale però non può essere portato avanti tanto a lungo e le sit-com hanno stagioni di da 22/24 puntate solitamente e sarebbe stato un trionfo di filler.

E attenzione: è un problema che presentano molte serie, soprattutto in questa stagione televisiva.

Cosa ci attendiamo solitamente da una sit-com? Umorismo, episodi autonclusivi e non troppo colelgati tra loro, con una trama non molto marcata che dà più spazio alle dinamiche tra i personaggi per progredire.

Conosciamo quindi i protagonisti della serie.

  • the-good-place-castEleanor Shellstrop: interpretata da Kristen Bell. Ragazza egoista, muore investita da camion pubblicitario per un medicinale contro la disfunzione erettile. Finisce nel Good Place perchè scambiata per una attivista contro la pena di morte.
  • Chidi Anagonye: interpretato da William Jackson Harper. L’anima gemella di Eleanor, indeciso su tutto, logorroico. Nato in Nigeria e cresciuto in Senegal, è un ex docente di Filosofia ed etica: aiuterà Eleanor a redimersi.
  • Tahani Al-Jamil: interpretata da Jameela Jamil. Nata in Pakistan e cresciuta in Inghilterra in una famiglia ricca, ha passato la vita a fare del bene.
  • Janet: interpretata da D’Arcy Carden. Un guida onniscente, programmato per fornire a tutti le informazioni necessarie. Verrà riavviata durante la serie.
  • Jianyu: interpretato da Manny Jacinto. L’anima gemella di Tahani, è un monaco buddista che ha fatto il voto del silenzio.
  • Michael: interpretato da Ted Danson. L’architetto che ha creato il luogo in cui si trovano.

Mike Schur (Parks and Recreation, Brooklyn Nine-Nine, Master of None) sviluppa nell’ideare The Good Place decide di usare una tecnica diversa, prendendo ispirazione da due grossi fenomeni come Lost (per stessa ammissione di Schur) e Netflix. Una sfacciata citazione di Lost è proprio la prima scena: Eleanor che apre gli occhi.

Come detto, solitamente nelle sit-com non c’è una vera trama da seguire e perdere una puntata o vederle fuori ordine non è grave, ma in questo caso sarebbe gravissimo perchè si perderebbe il filo: ogni puntata infatti ci conclude con un cliffhanger che porta all’episodio successivo.

Ogni episodio inoltre mostra, tramite flashback, la vita terrena di un personaggio, sottolineando i suoi comportamenti in maniera anche un po’ esagerata se vogliamo, ma questo ci sta benissimo. E per la quota Lost, abbiamo dato.

Poi abbiamo la durata della stagione: sì, la prima stagione è già finita ed è stata di soli 13 episodi. Perchè non l’ordine completo? Semplice: era previsto così, anche per gli impegni degli attori, in modo da ottimizzare i tempi e non avere conflitti di sorta.

Abbiamo quindi una stagione breve, con una trama ed episodi che incitano al binge-watching: più Netflix di così, cosa c’è?

C’è però una cosa con cui The Good Place distacca le solite serie tv: il plot twist. Ed è decisamente qualcosa di inaspettato.

Per tutta la stagione abbiamo sentito Micheal parlare di come lui sia stato l’architetto del posto, di come l’avesse creato lui dopo tanto apprendistato: esistono infatti diversi posti come quello, ognuno concepito e strutturato in modo diverso. In questo, e non sappiamo se sia così anche per gli altri, ogni ospite vive con la sua anima gemella, gli alloggi rispecchiano la personalità delle persone, il cibo è quello che si è sempre amato, etc etc: tutto perfetto quindi no?

Ovviamente se c’è un good place, esiste il suo opposto dove finirebbero le persone che si son comportate male in vita: dove la nostra Eleanor sarebbe dovuta finire in base alle sue azione da stronza, egoista e al limite della misoginia.

the-good-place-4Poichè la presenza di Eleanor (che cerca comunque di adattarsi al nuovo ambiente) crea alcuni incidenti, come l’apertura di una voragine nel ristorante), lei si sente si colpa ed ammette pubblicamente, provocando l’arrivo dei responsabile del bad place (con la vera Eleanor) per lo scambio: il quale non avviene poichè verrà coivolto un giudice per decidere quale Eleanor debba andare e dove.

Con la nona puntata, ad inizio novembre, si va in pausa per un paio di mesi in presenza di un cliffhanger, che non è solo l’arrivo del giudice ma la scoperta (che il pubblico sapeva già) da parte di Tahani che la sua anima gemella è anche lui un impostore: non dovrebbe essere lì, non è un monaco buddista che ha fatto il voto del silenzio. In realtà è un DJ fallito e piccolo spacciatore della Florida con ben poca intelligenza. E come se non bastasse, si innamora e sposa Janet dopo che è stata riavviata.

Sono quindi due le persone che non dovrebbero essere lì e questo complica ulteriormente le cose per Michael ed il suo posto. Negli ultimi quattro episodi c’è il cammino di redenzioni di Eleanor, la scoperta di un terzo posto dove poter andare dopo la morte (il posto neutrale dove c’è solo una persona) fino al vero colpo di scena, dopo che si è deciso che due persone dovranno lasciare il good place per il suo opposto: non c’è nessuno good place da lasciare perchè… quello in cui si trovano è il bad place!

the-good-place-2Non solo: le uniche persone reali sono Eleanor, Chidi, Tahani e Jianyu: tutti gli altri sono entità superiori, architetti come Michael il quale ha progettato questo posto come un piccolo inferno su misura per loro quattro affinchè si condannassero a vicenda alla tortura: se il motivo per cui Eleanor e Jianyu (o Jason Mendoza se preferite) ci è ben chiaro, per Dihidi si tratat di come la sua incertezza abbia rovinato le vite degli altri mentre Tahani ha sì fatto del bene, ma lo ha fatto per i motivo sbagliati, visto che lo faceva come rivalsa verso i genitori e la sorella.

Vistosi scoperto, implora Shawn (il giudice che doveva decidere cosa fare con Eleanor) di avere una seconda possibilità, cancellato la memoria dei quattro e facendo ripartire tutto da xero con qualche piccola modifica: ad esempio al posto del negozio di frozen yogurt ci sarà la pizza al taglio e l’anima gemella di Eleanor non sarà più Chidi ma un aitante postino.

Prima che venga fatto il reboot, Eleanor scrive un messaggio che inserisce in Janet: Trova Chidi.

E così si conclude la stagione.

the-good-place-3La serie avrà una seconda stagione l’anno prossimo sempre di tredici episodi, quindi ricalcherà la struttura della prima, speriamo solo non sia una copia esatta e le variazioni siano di una certa rilevanza. E magari non fare una pausa di due mesi.

Già il fatto che i quattro dovranno trovarsi e soprattuto sforzarsi di ricordare promette un po’ di movimento. Poi ci sono alcune questioni irrisolte, come la morte di Tahani la sola che non viene mostrata (lei dice di essersi sacrificata per gli altri e cambiato una nazione: visto come stanno le cose con gli altri, qualcosa non quadra) e la questione del posto neutrale.

Se esiste davvero ed è raggiungibile, allo stesso modo deve esserlo il vero Good Place. Se invece TUTTI gli eventi della stagione sono opera di una manipolazione, allora non esiste. Allo stesso modo, Michael è l’architetto di dove si trovano, ma è chiaro che esistono altri Bad Place: un multiverso dell’oltretomba? In un certo senso sì, forse.

Insomma The Good Place è una serie decisamente diversa, un po’ spiazzante e con l’approccio più originale degli ultimi anni. All’inizio non le davo molte possibilità, ma visto il modello usato devo dire che ha fatto centro: meno puntate, più trama, miglior sviluppo.

Ed è qualcosa che un po’ tutte le produzioni dovrebbero prendere in considerazione.

Annunci

10 pensieri su “#TheGoodPlace: Non la solita sit-com?

  1. Concordo, anche a me è piaciuta davvero tanto. All’inizio pensavo fosse una sit com come un’altra, ma i plot twist sono stati assolutamente fantastici! Non vedo l’ora di vedere la seconda stagione!

    Mi piace

  2. Pingback: Upfront NBC | TV And Comics

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...