#Vikings – The Outsider (S4E11) #HistoryVikings

Guerrieri, shieldmaiden, è un piacere ritrovarci finalmente qui a discutere – e soprattutto a vedere – la nostra serie preferita, che ha fatto di nuovo capolino sui nostri schermi! Un ritorno dai toni abbastanza soft, un episodio a tinte scure e con pochi sprazzi di luce.
Molte cose sembrano essere cambiate rispetto alla prima parte di stagione, la cosiddetta 4A, ma una non è cambiata per fortuna: la nostra affiliata Vikings – Italian fans che vi invito ovviamente a seguire per essere sempre aggiornati sulla nostra serie preferita [e troverete anche un evento in cui è possibile discutere con altri fan degli episodi].

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“Ragnar Lothbrok didn’t succeed”, ‘Ragnar Lothbrok ha fallito’: questa sembra essere la costante dell’episodio. Ha fallito come guerriero secondo molti, ha fallito come uomo, ha fallito come marito, ha fallito addirittura nel tentato suicidio.. E soprattutto ha fallito come padre. Kattegat sta vivendo la sua nuova era, nella quale sembra non esserci più posto per quel re che l’ha abbandonata molti anni prima. Eppure nessuno si fa avanti per rimpiazzarlo come re, conferendogli di fatto ancora molto più potere di quanto ci si possa aspettare. Le ragioni di questa scelta sono ancora indecifrabili, ma avremo modo di scoprirle. Molte le colpe sospese come una spada di Damocle sulla testa di Ragnar: l’abbandono, certo, ma anche l’aver taciuto il massacro compiuto all’insediamento in Wessex. Ed è proprio lì che Ragnar vuole tornare, sebbene nessuno sia disposto a dargli un minimo di credito e ad accompagnarlo. Come biasimarli, del resto?
Quando è stato il momento di raccogliere i cocci di quanto avvenuto a Parigi contro le armate franche guidate da Rollo, Ragnar ha preferito semplicemente prendere la sua parte di cocci e darsi alla macchia.. Per anni. Questo, naturalmente, non gli è stato perdonato: non dai suoi uomini, non dai suoi figli.. Soprattutto non dai suoi figli, ecco. C’è molto risentimento, c’è una netta distanza, c’è una coltre di ostilità che la si può tagliare con un’ascia. E chi vede meno di buon occhio questo ritorno, come prevedibile, è Bjorn. Non perché si senta in qualche modo ‘minato’ nel suo nuovo ruolo di leader, secondo me.

La presenza di Ragnar, oltre a gettare scompiglio [soprattutto per Bjorn], ha ancora un peso non indifferente.. E non potrebbe essere altrimenti: il contadino Ragnar, colui che ha condotto un nugolo di uomini verso mari – e terre – inesplorati; re Ragnar, colui che ha condotto i suoi uomini verso la Franchia.. Ci vuole molto di più per cancellare una simile grandezza, sebbene alcune sue decisioni siano state più che discutibili. Ciò che invece risulta inopinabile è che, nonostante tutto questo, più nessuno è disposto ad occupare un posto al suo fianco: non l’amico/nemico di sempre, non il figlio di primo letto, non i figli di secondo letto.. O non tutti almeno.
L’unica che sembra davvero non voltargli mai del tutto le spalle è Lagertha: a dispetto dei loro trascorsi, a dispetto dei fallimenti nei quali l’ha affiancato [e che di conseguenza anche lei ha subito], a dispetto di una nuova compagna e a dispetto di qualsiasi cosa lei è ancora lì, indecisa se occupare o meno il suo fianco.. Segno di un legame mai del tutto spezzatosi, tra di loro. Ma da qui a dire che li vedremo ancora a razziare insieme bé, direi che ci passa un treno!

Questo episodio ci ha un po’ introdotto i ‘nuovi’ figli di Ragnar, per noi ancora degli sconosciuti ora che sono in età adulta: Hvitsärk, Sigurd, Ubbe, e Ivar. Il salto temporale allestito durante il midseason finale [e oggi pieno di pecche: i figli di Ivar sono cresciuti, ma nessuno sembra essere invecchiato a parte Ragnar, Bjorn e Floki] ci aveva preparati a questa novità, senza però nulla anticiparci riguardo a ciò che ci saremmo dovuti aspettare da questi nuovi/vecchi personaggi. Se riguardo a Bjorn non c’è molto più di quello che già sapevamo, eccezion fatta per il perdurare della sua relazione con Torvi e annessa triplice prole [ancora penso alla piccola Sygin e a quanto sia stata gestita male quella benedetta creatura], tutto quello che concerne i figli di Ragnar e Aslaug è territorio inesplorato.. E tale rimane, se vogliamo, eccezion fatta per Ivar.
Storicamente sappiamo quali furono le sorti e le gesta di Ivar the Boneless [così chiamato per una malattia oggi conosciuta come osteogenesi imperfetta, ragion per cui Ivar presenta un – per noi – innaturale riflesso azzurrino alla sclera, solitamente bianca e per cui parecchia roba dalla vita in giù non funziona a dovere], ma riguardo a Ivar semplice ragazzo siamo ancora al palo.. O almeno lo eravamo! Oggi conosciamo molte più cose di lui: innanzitutto, sembra essere il solo a nutrire ancora un accenno di stima per cotanto padre [sebbene sia difficile stabilire dove termini la stima e dove inizi la cieca ambizione, dal momento che Ivar mi dà molto l’impressione di essere il classico tipo che salta volentieri sul carro del vincitore a prescindere da chi sia, questo vincitore]. Sebbene ci siano delle evidenti ruggini da parte sue nei confronti di suo padre [e forse, caro Ivar, non ti hanno detto che ti stava abbandonando sul greto del fiume quando sei nato], c’è da parte sua il desiderio di unirsi alla spedizione in Wessex. Ribadisco: secondo me, ben poco ha a che fare con la venerazione figliale.. Ivar, dopotutto, è stata l’ultima scelta e quindi la meno desiderata [cosa che chi, come me, veniva sempre lasciato per ultimo quando durante educazione fisica si facevano le squadre per palla prigioniera può capire benissimo].. Per il resto abbiamo un ragazzo fin troppo simile alla megera che lo ha partorito e cresciuto, un ragazzo al quale per sua stessa ammissione piace uccidere [ammesso e non concesso che l’abbia mai davvero fatto].. Ma al contempo un ragazzo pieno di fragilità e di limitazioni conseguenti a quelle fisiche che lo inibiscono in molti campi.

In ultimo, vorrei soffermarmi un attimo sulle parole del nostro immancabile Veggente, colui che riporta in terra le parole degli Aesir.. Nulla di buono, secondo lui, arriverà con il ritorno di Ragnar Lothbrok: calamità, morti, disastri, disordine, caos e chi più ne ha più ne metta.. Vuoi per assonanza, vuoi per coincidenze temporali storiche, vuoi per tutto quello che vuoi.. Ma il mio pensiero è andato immediatamente al Ragnarok, evento secondo molti già avvenuto e che ha segnato la definitiva [non del tutto, dal momento che oggi pare essere di nuovo un credo assai diffuso] decadenza del paganesimo scandinavo in ‘virtù’ del cristianesimo.

Dove ci porterà questa stagione definita 4B [che a conti fatti è a tutti gli effetti una stagione 5 ma che per ragioni a noi oscure – sebbene facilmente identificabili in eventuali vincoli contrattuali o di cast o di network – non viene ufficializzata come tale]? E’ ancora molto difficile dirlo. Sicuramente ci saranno molti fronti aperti come abbiamo potuto vedere nelle anteprime che ci hanno tenuto compagnia durante lo hiatus e come facilmente si evince da questo episodio.. Ma stabilire un punto di partenza – quindi figuriamoci di possibile arrivo – in questo momento è praticamente impossibile.
Proveremo a fare qualche passo avanti tra una settimana, quando [nonostante la festività] saremo di nuovo qui a parlare dell’episodio numero 12, che si intitolerà The Vision.

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