#TheWalkingDead – The Cell / La Cella (S7E03) #TWD #FoxTheWalkingDead

Una sorta di stand alone su Daryl è un concetto che faceva e avrebbe fatto gola a molti, essendo uno dei personaggi più amati della serie.. Ma potendo scegliere avremmo preferito qualcosa di meno ‘umiliante’ per lui, non è vero?
Mentre ancora si attendono segnali di vita sia da Alexandria che dalla ormai dimenticata Hilltop, questo episodio con alcuni picchi di alta tensione ci porta a conoscere qualcosa di più di Negan e della sua politica nei confronti dei Saviors, uno in particolare. Ma prima di iniziare, mettete da parte lo Xanax e visitate la nostra affiliata The Walking Dead Italia!

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Negan e i Saviors si dimostrano sempre di più ciò che serviva a The Walking Dead: qualcuno in grado di spezzare gli equilibri, quella sorta di malsana routine che si è creata nel corso delle stagioni passate, quel vivacchiare che ha portato svariati personaggi a ritenersi quasi invulnerabili.. Ma fatemi essere sincera: per me è davvero difficile riuscire a reggere la sua ingombrante presenza scenica. Credo che questa sia una riprova di quanto il personaggio sia ben realizzato, curato in ogni più piccolo particolare.. E la magistrale interpretazione di Jeffrey Dean Morgan nel rendere ‘vivo’ questo personaggio non fa che amplificare questa sensazione.. Insomma, è quasi come se dovesse convincere noi da casa ad unirci ai Saviors!
Per quanto ‘pesante’, Negan è un personaggio con la P maiuscola: stronzo, d’impatto.. Non è il classico gatto che gioca col topo, è il gatto che convince il topo a lanciarglisi in bocca. Poi le sue battute sono qualcosa di spettacolare. Se ripenso al suo “Ti ho appena detto che c’è l’happy hour al figa bar e che per te è tutto gratis e tu mi rispondi di no?” rido ancora! Mi ha fatto tornare un po’ alla mente il Pussy Wagon di Kill Bill, ve lo ricordate? Una cosa che ho trovato divertente e un po’ strana di Negan è il modo in cui parla di Lucille: tattica per intimidire o meno, non mi sembra una cosa molto ‘mentalmente sana’ parlare di un oggetto come se avesse una vita propria ed una propria volontà. Ma da come Negan parla sembra quasi che Lucille sia il mostro e lui il suddito che si adopera ad adempiere alle sue richieste. Bizzarro, davvero bizzarro!

Questa prima occhiata al quartier generale di Negan e dei Saviors mi dà l’idea di un qualcosa difficile da superare: allestito e governato come se oltre a quella realtà non potrà mai essercene un’altra [e anche se ci fosse, mai nessuno la incontrerà]. Quella dei Saviors è una comunità in cui non manca nulla, dove ognuno ha il suo ruolo e dove tutti sono accomunati da una sola cosa: aver contratto un debito con Negan. In definitiva, di questo si tratta: quella non è la gente di Negan, quelli sono gli operai di Negan! Diciamo la verità: come sito in sé non appare così inespugnabile. Naturalmente c’è da fare i conti con la mole di uomini, una specie di pozzo di San Patrizio di armi, munizioni e veicoli e ogni altra variabile possibile, ma strutturalmente non oppone troppe resistenze diciamo!

Chi si aspettava una vera e propria guerra aperta tra Negan e Daryl, per certi versi, è rimasto deluso. Negan non ha alcuna intenzione di fare la guerra a Daryl, come detto in occasione del primo episodio di questa stagione nutre una forma di rispetto per lui e per la sua fermezza.. Negan non vuole combattere Daryl, Negan vuole che Daryl stia sotto la sua ala e che sia il suo secondo, in poche parole.
Il confronto è più tra Dwight e Daryl, o meglio di Dwight verso Daryl. Fin dalla passata stagione si è capito chiaramente che Dwight ha una sorta di stima/odio per Daryl: probabilmente vede in lui tutto ciò che avrebbe voluto essere ma che, per cause di forza maggiore, non è diventato. Un Dwight che catalizza la nostra antipatia in modo assolutamente naturale, ma del quale ora sappiamo qualcosa che probabilmente ci rende un po’ più comprensivi verso di lui.

Un Daryl così non lo avevamo mai visto e mai avremmo sperato di vederlo, ma per uno dei personaggi che nelle ultime stagioni ha vissuto il peggior stallo visto nella serie, può essere un buon punto di partenza. Daryl ha una volontà di ferro, una resistenza che pochi altri avrebbero avuto [anche solo a quella stramaledetta canzone, Easy Street, con cui gli hanno massacrato il cervello]. Un Daryl che ancora una volta resiste a tutto, anche al cibo per cani che gli viene infilato nei panini.. E che, secondo me, si sta conquistando sempre di più la stima di Negan: nel momento in cui lui gli ha posto la domanda “Chi sei tu?” e lui ha risposto “Daryl”, a parer mio, non ha fatto altro che rispondere esattamente ciò che Negan voleva sentirsi dire.
Forse nemmeno a Negan piace non avere rivali e trovarsi a percorrere una strada lastricata di pusillanimi e smidollati che si piegano al suo volere senza colpo ferire.. E’ quindi come una prova di forza per lui, d’orgoglio, un modo per dimostrare a sé stesso e agli altri di sapersi confrontare anche con delle volontà di ferro.

Nel prossimo episodio torneremo – finalmente – ad Alexandria.. Se avete visto il promo sapete già che avremo tanto da aspettarci e che sarà bene tenere a portata di mano un sacchettino di carta per l’iperventilazione: le occasioni per utilizzarlo non mancheranno di certo!

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