Supernatural -Mamma Mia (S12E02) & The Foundry (S12E03) & American Nightmare (S12E04) #Spn

Non sono molto brava con le scuse ma penso di dover giustificare in quel modo la mia assenza. Ed eccomi qui con non uno, non due ma bensì tre episodi per farmi perdonare.

Potrei anche cospargermi il capo di pesto, ma sarebbe uno spreco non indifferente e preferirei evitare.
Prima di passare direttamente alla recensione, vi invito ( sentite il suono del caricatore di una pistola, mh) a passare dalla nostra Pagina Facebook.

Siamo carini e coccolosi. Abbiamo bisogno del vostro affetto.
Bando alle ciance o ciancio alle bande… questo è Supernatural

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Mamma mia – 12 x 02

Inizio la recensione con una prova palpabile della mia finezza: i British Men of Letters mi stanno enormemente sulle palle.
Me lo perdonate il francesismo? Perdonatemelo, su!
Sono stati con il culo parato sino a questo momento e hanno passato il tempo sorseggiando tazze di tea, mentre i Winchester rischiavano le chiappe in ogni dove.
Comodo. Davvero comodo.
Praticamente la loro giustificazione “siamo uomini di lettere, noi ci limitiamo a studiare e voi siete dei barbari” suona valida quasi quanto la giustificazione di Andrea Damante, per la nomination a Stefano Bettarini.
Shhhht. Seguo quella trashata immane e me ne vanto.
Dopo la morte di Mrs Watt – per cui credo di aver goduto come una pornostar -, Lady Bevell, che si dimostra piacevole quasi quanto un palo telegrafico piantato su per il culo, si diletta nel torturare Sam per estorcere lui informazioni.
E come lo fa? Semplice: con allucinazioni da porcona.
Ah Lady Bevell de sta ceppa! Ti gusta il manzo americano, vero?!?
Fortunatamente le mie espressioni di disgusto non possono essere neanche lontanamente immaginate, ma credo di poterle riassumere in una gif:

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L’espressione della giovine fanciulla che recensisce gli episodi.

Nel frattempo troviamo Mary e Dean, alle prese con i primi problemi della loro nuova convivenza famigliare.
Mary vorrebbe tornare a cacciare e recuperare Sam. Dean non vuole rischiare di mettere in pericolo la madre, appena ritrovata.
In tutto questo c’è Castiel, che si aggira fra i due, senza bene comprendere quali siano le dinamiche di quella ritrovata famiglia.
Ammetto di apprezzare il modo in cui Castiel si approccia a Mary. Osservare il modo in cui – alla sua maniera – tenta di fornirle conforto e di essere in qualche modo d’aiuto.
Dean d’altro canto non riesce a fare a meno di preoccuparsi. Suo fratello è scomparso ed è nelle mani di una pazza, sua madre è appena tornata in vita e lui deve occuparsi di entrambe le cose, senza concedersi il lusso di crollare.

Chi invece , almeno per il momento, non riesco ad apprezzare è Lucifer.
Non vogliatemene, ma la sottoscritta non ha preso molto bene la decisione, di sostituire Mark Pellegrino con Rick Springfield.
Per quanto il cantante possa essere una piacevole novità ( indubbiamente si tratta di una figura molto interessante), non ritengo abbia il carisma necessario ad affrontare quel ruolo.
Chi invece non smetterò mai di apprezzare sono Crowley e Rowena.
Crowley si dimostra ancora una volta determinato a riprendersi il trono ( come farà? Lucifer è solo l’ultimo dei problemi, visto che ogni demone sembra non avere più alcuna fiducia nel vecchio sovrano) e non esita a ricorrere all’aiuto di mammina, per ritrovare il Caduto ed ottenere un vantaggio su di lui.
Ed un vantaggio non è poi così difficile da ottenere, visto e considerato quanto Lucifer non sia esattamente in forma, al momento.
Il nuovo tramite ( Vince Vincente, una rockstar di seconda scelta  interpretato da Rick Springfield, appunto) non è comunque potente quanto il precedente.
Trovarlo non risulta essere molto difficile, ma ottenere una vittoria su Lucifer non è affatto semplice. E Crowley e Rowena lo scoprono molto in fretta.

E sapete cosa altro non è semplice?
Riuscire a liberare Sam senza incappare nelle crisi isteriche di lady Bevell.
Così anche Dean finisce nelle sue mani e solo l’intervento di una cazzutissima Mary ( che risulta essere la versione femminile di Dean), mette Ko la Bitch made in England.
La famiglia Winchester è nuovamente riunita. Tutti sono in salvo e i Britannici sembrano voler collaborare con loro.
Sarà vero? Dobbiamo credere loro?
Affatto. Perché Lady Bevell e il suo losco compare, sono ben decisi ad eliminare i cacciatori americani, mettendo un sicario sulle loro tracce.

Episodio lievemente meno coinvolgente del precedente, ma non per questo meno soddisfacente.
Mi chiedo quale sia il motivo di tanto astio per il MOL americani, da parte dei Britannici.
Ma immagino che lamia curiosità verrà saziata molto presto.
Perché non mi bevo la storiella dei metodi poco ortodossi.

The Foundry

L’episodio inizia esattamente dove è finito il precedente.
Sam, Dean e Mary sono alle prese con la nuova vita in famiglia e tutti sembrano essere entusiasti della cosa.
Tutti… tranne Mary.
C’è qualcosa che non va in lei ed è facile intuirlo. Non sembra essere del tutto coinvolta dai propri figli e sembra voler rifiutare qualsiasi forma di modernità.
Non la biasimo. Ha passato trent’anni in Paradiso ed è stata strappata da esso contro la sua volontà.
Dean sembra essere il più entusiasta tra i due fratelli. E non biasimo Sam per questo, credetemi. Lui non ha avuto molte occasioni per conoscere sua madre, dunque il suo legame con lei è decisamente differente da quello di Dean.
Dean… è felice. Ha ritrovato sua madre e niente potrebbe farlo stare meglio.
Quindi aspettiamoci qualcosa di tremendo. Come al solito.

Mary vuole cacciare. Vuole mettersi in gioco e sembra volerlo fare da sola, ma Dean e Sam non sono intenzionati a mettere a rischio la sua vita.
Così, insieme, seguono un caso alquanto ostico in Minnesota.
Un caso che riuscirà a mettere a dura prova Mary ed il suo rapporto con i due ragazzi.

Nel frattempo, Crowley, bisognoso di aiuto e privo della collaborazione di Rowena, riesce ad ottenere la collaborazione di Castiel.
Entrambi sono intenzionati a catturare Lucifer e gettarlo nuovamente nella Gabbia.
Cosa non da poco e non semplice, visto e considerato quanto Lucifer sia poco propenso a farsi beccare.
Castiel viene così a conoscenza del nuovo tramite dell’Arcangelo ed insieme al demone, fonda una nuova alleanza.
Mi fermo un secondo.
Un solo secondo per farvi comprendere quanto io possa amare l’accoppiata Crowley/Castiel.
Sono stati la parte migliore dell’episodio ( senza nulla togliere a Dean e Sam) ed hanno regalato grasse risate, in un episodio poco leggero.

Mary affronta la sua prima caccia con indubbia abilità. Finisce nei guai, si riprende e viene salvata in exremis dai suoi figli.
Ma è proprio lei a comprendere quale sia la soluzione del caso, ed è proprio grazie a questo…che sceglie di compiere una scelta dolorosa.
Andarsene.
Sam lo aveva compreso fin dall’inizio. Ha cercato di avvisare Dean in ogni modo, ma il fratello maggiore non ha voluto concedere lui la possibilità di parlare.
Non per cattiveria, ma per auto conservazione.
Ed è in questo momento, nel preciso istante in cui Dean realizza di stare per dire nuovamente addio a sua madre, che osserviamo il suo core spezzarsi definitivamente.
Applausi ad Ackles. E’ riuscito a farmi scendere una lacrima.

Possiamo odiare Mary? No.
Non possiamo farlo perché non è stata una decisione semplice neanche per lei. Ho letto molte cattiverie nei confronti di questo personaggio, ma qualcuno ha provato a mettersi nei suoi panni?
Quelli che ha di fronte sono i suoi figli, certo, ma sono uomini fatti e finiti che lei non ha avuto modo di vedere crescere o conoscere.
Lei ricorda i suoi bambini. La sua famiglia. Ciò che era un tempo e che la rendeva felice.
Come può abituarsi ad un cambiamento così radicale? Come può farlo in così poco tempo?
Dunque non posso odiarla in alcun modo, ma posso sperare che prima o poi torni sui suoi passi e comprenda quanto quei due ragazzi, così grandi e grossi, siano ancora i suoi bambini.

E Lucifer?
Lucifer subisce ciò che Crowley ha subito per gran parte delle ultime stagioni. Sottovaluta la potenza e lo spirito di conservazione di Rowena e finisce per fare compagnia ai pesci dell’Oceano.
Ovviamente questa non è la sua fine, ma una bella lezione era necessaria anche per lui.

Un altro episodio non particolarmente leggero. Iniziato forse come un semplice episodio dedicato alla caccia e terminato in maniera straziante.
Se le cose continueranno su questa strada, sono certa che la dodicesima stagione sarà una piacevole conferma.

American Nightmare
Un ritorno alla caccia vecchio stile con un languida occhiata verso “Carrie”.

Dean non sta bene.
Lo abbiamo compreso sin dall’inizio e sappiamo con esattezza a cosa è dovuto questo suo malessere: Mary.
C’è un problema però: ogni qual volta in cui viene ferito, Dean non trova la forza ed il coraggio di aprirsi con suo fratello.
Non credo sia una questione caratteriale. Ritengo sia una sorta di protezione estrema! Continuare a negare il fatto di stare di merda e gettarsi a capofitto nella caccia, per dimenticare il nuovo abbandono da parte di Mary.
Sam lo ha compreso e ha capito che Dean è nuovamente vicino al punto di rottura.
E sappiamo tutti ciò che avviene, quando il più anziano dei Winchester, si avvicina al punto di rottura.

Il caso settimanale sembra essere preso direttamente da Carrie.
Spero che tutti voi sappiate di cosa sto parlando e che la sottoscritta non debba dilungarsi in spiegazioni letterarie. Ma nel caso ve ne fosse il bisogno, ecco una piccola infarinatura:

Carrie White è un’adolescente introversa e silenziosa, orfana di padre, che, assieme alla madre Margaret, vive a Chamberlain, cittadina del Maine. La sua è una vita difficile ed infelice, in quanto a scuola viene costantemente maltrattata e derisa dalle compagne di classe, mentre a casa, la madre, donna puritana affetta da turbe psichiche ed ossessionata dal peccato e dalla religione, le infligge quotidianamente severe punizioni fisiche e morali. La ragazza è anche dotata di telecinesi, potere paranormale ereditato dalla nonna paterna che, nel corso degli anni, l’ha portata ripetutamente a scontrarsi con la madre, che la ritiene posseduta da Satana.

Il romanzo in questione è stato scritto da un certo Stephen King ed è stato pubblicato nel 1974.
Ne è stato anche tratto un film, nel 1976, con protagonista una meravigliosa Sissy Spacek.
Nel 2013 ne è stato anche fatto un remake con Chloe Moretz, ma se devo essere sincera… vi consiglio vivamente di vedere l’originale.
Ma torniamo al caso della settimana.

I due fratelli si recano in una cittadina dell’Iowa, per indagare su di un caso anomalo.
Una giovane donna si è lasciata morire all’interno di una chiesa, recando con se le stigmate ed i segni di evidenti frustate, comparsi dal nulla.
Mentre Sam sembra voler dare fondo ad ogni possibile indizio, Dean pare essere orientato verso l’ipotesi di un maleficio lanciato da una strega.
Ancora una volta i due fratelli entrano in contrasto. Sam non comprende il motivo per cui Dean sia così scontroso e Dean non vuole fornire alcuna spiegazione in merito al proprio comportamento.

Tutto sembra essere collegato ad una famiglia del luogo. Una famiglia eccessivamente religiosa, che ha perduto la figlia maggiore, proprio a causa di questa eccessiva fede.
Mentre Dean sembra voler propendere per la loro innocenza, Sam è turbato dai modi di fari allucinati della matriarca.
Ed ha ragione.
Scopriamo così che la figlia maggiore non è affatto morta, ma è stata rinchiusa dalla propria famiglia, all’interno di uno scantinato.
Viene frustata e definita “Demonio”, poiché possiede il dono della telecinesi.

Finalmente anche Dean riesce a convincersi, ma Sam viene catturato dalla famiglia che lo rinchiude nello scantinato insieme alla ragazza.
La giovane, denutrita e malconcia, racconta a Sam quanto si senta un mostro a causa delle continue vessazioni da parte della madre.
Sam, riconoscendosi forse in lei, tenta di spiegarle che ciò di cui è dotata non è in alcun modo qualcosa di demoniaco.
Tutto inutile, poiché la madre ha compreso che ben presto verranno scoperti.
La donna avvelena la cena dell’intera famiglia e dopo aver assistito alla morte del padre, la vediamo puntare il coltello contro la propria figlia, colpevole solo di aver utilizzato i propri poteri per salvare il fratello minore.
Nulla sembra fermare la donna. Neanche l’aver pugnalato, per sbaglio, il figlio minore.
E solo l’intervento di Sam, mediante parole di conforto, riesce a fermare la ragazzina… ormai decisa a porre fine alla vita della madre.
La giovane viene dunque salvata ed affidata alle cure di una zia, con la promessa di chiamare Sam in caso di necessità.

Dean, che poche ore prima aveva inviato un messaggio alla madre per conoscere la sua situazione, comprende quanto il suo atteggiamento sia deleterio per entrambi.
Sceglie dunque di andare avanti ed a sorpresa, riceve una risposta da Mary… che sembra far ben sperare per il futuro.

Ma le cose non finiscono esattamente per il meglio.
Mr Ketch, il sicario inviato dai britannici, assassina la ragazzina appena salvata da Sam, fornendo l’esito della missione ai suoi Capi.

Un episodio in vecchio stile, molto ben elaborato.
Amo vedere le dinamiche fra i due fratelli. Ed amo vederli scontrarsi sulla metodologia di lavoro.
So che alcuni hanno storto il naso per la decisione di Dean, di non dire nulla a Sam del messaggio. In realtà… è stato giusto così.
Sam ha accettato la partenza di Mary, ma Dean no. Non riesce a farlo ed è qualcosa che lo sta distruggendo dentro.
Aveva bisogno di quel messaggio. Aveva bisogno di tenerlo per se e di essere sicuro che fosse reale.
Per quanto riguarda i Men Of Letters britannici, immagino di non poterli odiare più di quanto già stia facendo.
Ed abbiamo avuto la conferma di quanto siano meschini e privi di scrupoli.

Appuntamento alla prossima settimana, con un nuovo episodio!

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