#LukeCage – Moment Of Truth (S01E01) #SeasonPremiere #SeriesPremiere

Arriva il momento del debutto in solitaria anche per Luke Cage, terzo supereroe Marvel per Netflix lungo la strada per i Defenders.

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Ed il debutto non passa inosservato.

Iniziamo col collocare nella timeline Marvel la serie. Gli eventi si collocano (per ora) prima della seconda stagione di DareDevil ed ovviamente dopo Jessica Jones.

Luke Cage parte già con una particolarità, ovvero il fatto già lo conosciamo avendolo incontrato nella prima stagione di Jessica Jones. Motivo per cui non abbiamo bisogno di introduzioni o spiegazioni sul personaggio. Al tempo stesso però non è vincolante (almeno per ora) l’aver visto le precedenti serie Netflix: vedremo se col passare delle puntata arriveranno più richiami a Jessica Jones e/o Daredevil.lukecage-s01e01

Inserita tra la fine di Jessica Jones (quando lei gli spara) e gli eventi legati a Punisher, la storia inizia con Luke in sostanzialmente in fuga, ma nascosto in piena vista in quel di Harlem dove fa diversi lavori: ragazzo di bottega dal barbiere (Pop’s) e lavapiatti all’Harlem Paradise, il locale di Cottonmouth Stokes, dove una sera si trova a dover lavorare come barman (rimorchiando una cliente particolarmente interessata al titolare).

Ed è qui che le cose iniziano ad andare non male, peggio.

Il vero barman, Dante, si è dato malato ma la verità è che assieme ad altri due ragazzi con cui Luke ha discusso da Pop’s, Shameek e Chico, hanno deciso di dedicarsi al crimine sciegliendo di rubare un milione di dollari durante una vendita di armi d’assalto organizzata in una sfaciacarrozze da Stokes.

Il tutto mentre lui è al suo locale dove si vanta della cosa, da vero boss del crimine quale è, anche con il politicante di turno che appoggia: nello specifico è UNA politicante ed è pure sua cugina, la quale lo usa per comprarsi con le cattive i voti del quartiere per la sua scalata al potere.

Quando la rapina si macchia dell’uccisione (che non era nei patti) dei criminali coinvolti e poi dello stesso Dante ucciso da Shameek perchè sicuro avrebbe parlato: purtroppo per Chico e Shameez, Dante prima di morire riesce ad avvisare Tone, braccio desto di Stokes, con una telefonata ed qui situazione precipita ulteriormente ed in maniera esponenziale, rivelando una fitta rete di intrallazzi politico/criminali.

  • Il milione di dollari perso muove l’interesse di DiamondoBack, altro boss, che invia un suo sottoposto (Shades) da Stokes per fargli capire (e mettere pressione) che è dalla sua parte, che lo vuole aiutare ed ovviamente chi è che comanda;
  • Chico e Shameez sono in fuga con mezzo milione a testa diventano bersagli di Stokes & Co. Chico verrà preso in un locale di lapdance dove festeggia. Il suo rifiuto a parlare e l’aver sputato in faccia a Stokes portano quest’ultimo a massacrarlo di pugni fino ad ucciderlo;
  • Alcuni soldi della campagna elettorale della cugina di Stokes sono stati usati per ristrutturare l’Harlem Paradise e ne doveva rientrare con quelli della vendita di armi per non rischiare accertamenti fiscali;
  • La polizia ovviamente indaga e ad occuaprsi del caso è la misteriosa cliente che Luke aveva rimorchiato (e che non gli aveva detto la sua vera identità: non viene ancora detto ma è Misty Knight);lukecage-s01e01-2
  • Luke molla il lavoro al locale di Stokes ed è pronto a lasciare il quartiere quando al locale vede arrivare Shades con cui è stato in carcere e teme che sia (assieme ad altri) alla ricerca di lui: non lo riconosce ma tanto basta per metterlo in allarme. Shades assisterà “solamente” all’interrogatori ed al pestaggio di Chico.

Alla fine però, Luke non scappa di nuovo e resta ad Harlem. Mentre è in strada vede alcuni criminali minacciare i i proprietari di un ristorante cinese (la titolare è la sua padrona di casa) che si rifiutano di pagare nuovamente il pizzo (ed di supportare la candidatura della cugina di Stokes) e decide di intervenire: la donna per ringraziarlo vuoke pagarlo e lui resta stupito, essendo in ritardo con l’affitto quindi in debito con lei.

lukecage-s01e01-3Insomma, per dirla con parole sue, non è in vendita e rifiuta anche il lavoro come uomo della sicurezza al locale. Tuttavia, con quanto successo ci sarà bisogno di qualcuno che faccia l’eroe, e di certo non mancheranno le occasioni.

Cos’altro dire sulla prima puntata. La qualità è buona nel complesso, l’unica cosa negativa è la (comprensibile) fissazione di Luke per Reva, che si manifesta in due modi: rifiutare la corte delle donne (accettando però la botta e via) e il riviverla nei ricordi trovando la forza di fare qualcosa di più. Non vorrei che diventasse qualcosa di snervante, noioso e ripetitivo nel personaggio, rendendolo un piangina.

Tra le tante note positive, non si può evitare la colonna sonora. Sia lo score che le canzoni non solo sono di buona qualità ma sono perfette per l’ambientazione, il personaggio ed il clima. Luke Cage è una serie che attinge dalla blaxpoitation (Shaft per capirci), ma è ben calata ai gioni nostri e non ricade (troppo) in certi clichè e luoghi comuni smacchevoli, tranne forse la scena al locale di lapdance.

lukecage-s01e01-4La presenza della musica e la sua importanza non è solo in quello che sentiamo (ammetto che non conosceco Raphael Saadiq, e mi è piaciuto), ma anche in quello che vediamo: il ritratto di Notorious B.I.G. che campeggia nell’ufficio di Stokes ne è un esempio. Biggie Smallz è stato un punto di riferimento per la scena hip-hop/RnB degli anni 90 a New York, quando impazzava la guerra con la west coast (rappresentatata da Tupac) e la sua scomparsa ha avuto un impatto notevole su molti artisti.

E sempre dal punto di vista musicale, ricordiamo che ogni puntata è il titolo di una canzone dei Gang Starr. Questa è Moment Of Truth.

lukecage-s01e01-5I personaggi? Tralasciando Luke, li ho trovati ben fatti qualli che contavano davvero qualcosa. Parlo di Stokes, della Dillard e per quanto mi riguarda, Shades che trovato visivamente di impatto più dello stesso Stokes o dei suoi scagnozzi. Complimenti a Theo Rossi, davvero, ma anche ai costumisti ed agli autori che hanno evitato il look da gangsta stereotipato con vestiti XXXXL: quello è da ragazzini e per gente di poco conto mentre Shades è di un certo livello.

Apprezzatissimi i riferimenti non solo ai fumetti, come quando Pop’s chiama Cage Power Man, ma anche agli altri capitoli Marvel con gli Avengers e persino Justin Hammer, l’ex rivale di Stark che dovrebbe essere ancora in carcere.

E parlando di carcere, ho apprezzato che non sia sia partiti subito con i flashback di quel periodo della vita di Luke, mostrando solo pochissime clip non contestualizzabili. Sappiamo che c’è stato, sappiamo chi ha incontrato, e sappiamo pure dell’esperimento a cui è stato sottoposto: ma sono pezzi di un mosaico che si deve ancora formare, e non era davvero il caso di iniziare ora a formarlo visto che c’è un nuovo ambiente da presentare (non siamo più ad Hell’s Kitchen), una situazione ben precisa da affrontare ovvero la difesa del quartiere.

Ultima cosa su Luke. Si trova a dover fare l’eroe, ma pur non volendolo fare. Un po’ come Jessica, ma con una sostanziale differenza: lei la si doveva prendere a sberloni perchè si decidesse a fare qualcosa, lui la fa senza dover esser spronato, ma perchè sa che è la cosa giusta da fare. Ed i rimorsi che prova a non aver fermato Chico quando lo ha visto con la pistola prima della rapina sono tanti perchè sa quanto ha sbagliato, e che forse l’idea del tenere un profilo basso non è la migliore, oltre ad essere fortemente da egoisti.

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