#Gotham – Burn the Witch (S3E02)

Secondo appuntamento con la nuova stagione di Gotham, che sembra voler trovare una spiegazione a tutto e voler dare delle buone motivazioni a tutto ciò che stiamo vedendo e abbiamo visto. La serie in molti punti è debole, ma una cosa è sicura: Gotham City è uno degli scenari meno noiosi e meno scontati dell’intero panorama.

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Gotham è così: quando oramai credi di aver visto tutto, quando credi di aver capito come potrà andare a risolversi una determinata situazione, ecco che rimette tutto in gioco e che tutto cambia. Sono poche le cose che non cambiano mai, però: il pessimo gusto di Jim in fatto di donne visto che se le sceglie una peggio dell’altra, e il senso eterno di qualcosa di incompiuto.

La scorsa settimana ci siamo lasciati con la rovinosa caduta di Ivy per sfuggire ad uno degli sgherri di Fish.. Oggi abbiamo ritrovato una nuova Ivy, ‘cresciuta e diversa dentro e fuori’ per dirlo con parole sue.. Nonostante però il titolo dell’episodio porti altrove, sicuramente l’attenzione e l’attesa maggiori erano concentrati su di lei [e sulla sua nuova interprete, Maggie Geha]. Una Ivy completamente diversa, una Ivy adulta e molto, molto carina da vedersi.. Su cui però ho alcune riserve: non riesco a mettere a fuoco come una Ivy adulta possa andare ad inserirsi in un contesto di personaggi così relativamente giovani, rispetto a lei. Si vocifera di una trama abbastanza stretta tra lei e Bruce, ma cosa ci sarà in serbo per lei quando rimetterà piede a Gotham!

Una Gotham dove qualcosa sembra non funzionare più per il verso giusto: non se Oswald diviene l’idolo delle folle e un aizzatore di popoli inferociti.. Ma si sa: quando la paura è tanta, ci si adegua un po’ a tutto.. E Oswald è uno che ci sa fare, ha una dialettica chiara e precisa che mira al centro di ciò che la gente vuole.. E pur dando il meglio di sé in solitaria, è un valido leader delle masse.. Sebbene questo significhi riportare le suddette masse ad un certo stadio primordiale con tanto di fiaccole e forconi.

Ancora una volta nell’occhio del ciclone è lei, Fish Mooney, e ancora una volta si esce a tarallucci e vino da una situazione che prevedeva un risvolto assai drastico in un modo o nell’altro. E invece anche in questo frangente hanno estratto il famoso coniglio dal cilindro ed è finita senza vincitori né vinti, lasciando – almeno a me – quel filo di amaro in bocca che fa alzare gli occhi al cielo e fa dire “Ma che gran palle!” accompagnato da qualche improperio non ripetibile in questa sede.
Fish continua comunque a confermarsi la grande burattinaia di questa serie: tutto ruota intorno a lei, tiene banco lei, fa tutto lei. Imbonisce dove deve imbonire, scalcia chiappe dove deve scalciare chiappe.. Eppure, a distanza di tempo, Fish continua a mostrare una grossa pecca: che siano degli sgherri, quindi dei sottoposti, oppure dei suoi pari, Fish ha sempre bisogno di qualche spalla a cui appoggiarsi poiché non reggerebbe mai degli stand alone. Oswald li regge, Fish no. Mi dispiace, non me ne vogliano i fan di Fish, ma è così. Oswald ha psicologia, Fish no. Ho trovato davvero strano il fatto che Oswald si sia fatto manipolare ancora una volta da Mooney, ma se tanto mi dà tanto penso di aver capito come si svilupperà la trama di Penguin.

C’era tanta carne al fuoco in questo episodio: la storia di Fish, la storia di Ivy.. E il sequestro lampo di Bruce. Anche qui una bella fine a tarallucci e vino? Apparentemente sì, ma ho serie difficoltà a credere che la guerra a distanza tra lui e l’Ordine dei Gufi sia iniziata e finita qui. Primo perché Bruce non è capace di starsene nel suo e di pensare ai fatterelli suoi, secondo perché non avrebbe alcun senso far ritirare di buon grado l’Ordine. Ma comunque sia, ora Master B. ha un problema che va oltre all’Ordine e oltre alle lezioni di ballo che Alfred vuole fargli prendere: Bruce si trova faccia a faccia con il suo doppelganger.. E non so dove questo potrà portare, anche se una mezza idea ce l’ho dato il tempismo.

Infine, c’è ancora spazio per un accenno di ipotetico futuro triangolo amoroso del quale, detto fuori dai denti, potevamo fare tranquillamente e volentieri a meno.. Il ritorno di Lee così tra capo e collo in concomitanza del cedimento di Jim nei confronti di Valerie Vale [che spero muoia al più presto, ma temo di rimanere delusa] non mi convince del tutto, ma se servirà a levarci di torno Valerie l’accolgo con gioia. Non mi piace per nulla quella ragazza.

Un episodio tutto sommato buono e solido, anche se non ha presentato nulla di eccezionale o di particolarmente destabilizzante. Ma l’attesa è già tutta volta al prossimo episodio, quello in cui vedremo fare finalmente la sua comparsa uno dei personaggi più attesi di questa stagione: The Mad Hatter!

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