#TheExorcist – Chapter one: And let my cry come undo thee (S1E01) #Pilot #FoxTheExorcist

Quando, nell’oramai lontano 1973, il film L’Esorcista fece il suo debutto sul grande schermo, in molti abbandonarono le sale in cui esso veniva proiettato lamentando malori e spaventi non indifferenti. Cose di cui forse oggi rideremmo, ma provate a pensare al mondo di 43 anni fa e vi sarà presto chiarito il motivo di tanto scalpore. Ancora oggi, questo film rappresenta una delle colonne portanti del cinema horror sia per la sua psicologia che per la leggenda che lo vuole come film maledetto. Per questo quando la Fox ha annunciato la messa in cantiere di questa serie le reazioni non sono state molto positive: un cult resta pur sempre un cult, e si sa che toccare i mostri sacri è un’arma a doppio taglio. Eppure, almeno a giudicare dal pilot, la produzione non delude.

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The Exorcist narra le vicende di Padre Tomas Ortega, parroco della parrocchia di Saint Anthony a Chicago [città in cui è tornato dopo aver vissuto in Messico con la nonna dopo la separazione dei genitori], che affronta un momento di smarrimento per quanto concerne la sua fede, messa a dura prova dalla mancanza di segnali divini. Ma tutto cambia quando Angela Rance [interpretata da Geena Davis], una parrocchiana, si presenta a lui riferendo i suoi timori riguardo ad una presunta presenza demoniaca nella sua casa. Anche se Padre Tomas non se ne rende subito conto, i segnali divini che tanto attendeva si sono manifestati sotto forma di sogni, o viaggi astrali, nei quali assisteva al tentativo di esorcismo di un altro sacerdote, Padre Marcus, su un bambino posseduto.

Sebbene l’episodio non riveli nulla di nuovo sul tema possessioni, esorcismi e compagnia bella, l’approccio psicologico a faccende così delicate risulta comunque ben gestito.. Più thriller che horror, insomma, ma questo era largamente prevedibile trattandosi di una produzione per un brand altamente commerciale come la Fox. Tuttavia, ritengo che l’argomento sia stato trattato in modo giusto: la percezione di qualcosa che sta per accadere è una sensazione che accompagna lo spettatore per quasi tutto l’episodio, come se qualcosa di spaventoso possa verificarsi da un momento all’altro e si debba sempre stare in guardia.
Si presenta più debole, invece, la situazione familiare in cui Padre Tomas è chiamato ad addentrarsi: trattandosi di una famiglia già nell’occhio del ciclone e alle prese con mille problematiche, non riesce a sviluppare alcuna empatia da parte di chi guarda, quasi come se fosse una situazione a sé stante. Tuttavia, c’è del materiale su cui lavorare e su cui mi auguro abbiano lavorato alacremente i produttori.

Pur presentando un cliché abbastanza dozzinale, ovvero quello dell’adolescente che attraversa un momento difficile e appare dunque soggetta ad attenzioni demoniache, questo episodio ha aperto la strada a svariate altre ipotesi secondo le quali chiunque può apparire portatore sano di terreno fertile per demoni.. C’è del potenziale, e sarà interessante vedere come verrà sfruttato.
Traspare chiaramente che l’argomento è stato attentamente vagliato, almeno dal punto di vista non tanto religioso quanto esoterico e della sua simbologia, a partire dai cani [secondo alcuni occultisti, messaggeri del demonio in persona] passando per i corvi [sempre nell’occulto, messaggeri di sventura] per finire coi topi [ai quali sono sempre state attribuite facoltà demoniache]. E’ stato ben curato anche l’aspetto visivo del posseduto, dai denti spezzati alle bolle da ustione sul viso per via dell’acqua santa.
Molto interessante anche il fatto che Padre Marcus lasci intendere a Padre Tomas che potrebbe non essere animato soltanto da una forza positiva.

Due best moment in questo episodio: il corvo che si schianta nella finestra mentre altri due osservano il bambino che ricompone l’icona è il primo, e il secondo naturalmente è il finale sulle note di Tubular Bells di Mike Oldfield [ovviamente, colonna sonora del film a cui si ispira la serie].

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