Serial Connection: Vive La France! #14juillet

Quando si parla di cinema francese il primo pensiero che viene è quello di film impegnati e pallosi, da intellettuali/intellettualoidi: insomma di una produzione ben poco commerciale ed autoreferenziale.

Serial Connection

Come se poi fossero solo loro ad avere film del genere, come se Lynch e Pasolini (parlando di autori “alti”) fossero francesi.

In occasione della festa della Repubblica Francese, e nel rispetto di metà della mia famiglia, ho pensato quindi di segnalarvi alcune pellicole transalpine che dimostrano il contrario.

ViveLaFrance

Le Risate.

Wasabi (2001)Wasabi

Hubert Fiorentini (Jean Reno) è un poliziotto di Parigi dai modi “leggermente violenti”, con qualche problema con la banca e scapolo per una delusione d’amore di molti anni prima: quando era in missione in Giappone si innomorò di una donna (Miko) che sparì misteriosamente.

Messo a riposo dopo un’operazione della polizia durante la quale ha mandato all’ospedale il figlio del prefetto, riceve una telefonata da un avvocato giapponese: Miko è morta, lui è l’unica persona citata nel testamento e deve recearsi a Tokyo per le pratiche. Giunto nella terra del sol levante, scopre che Miko ha avuto una figlia (Yumi; Ryōko Hirosue) di 19 anni (di cui sarà il tutore legale fino alla maggiore età, ovvero 48 ore) e lui ne è il padre ma non vuole dirlo, visto che è appena stata arrestata, nutro odio verso il padre mai conosciuto ed odia pure i poliziotti.

A complicare ulteriormente le cose, per qualche motivo, la Yakuza è sulle tracce della ragazza: Hubert dovrà quindi fare luce sulla morte della donna che amava, proteggere la figlia. Il tutto con l’aiuto dell’ex collega dei servizi segreti Maurice, detto Momo (Michel Muller) e possibilmente senza mettere a ferro e fuoco la città.

Il MissionarioIl Missionario (2009)

Mario Diccara (Jean-Marie Bigard) viene rilasciato per buona condotta dopo sette anni di carcere e viene subito avvicinato da due malavitosi, suoi complice nel furto che gli costò la libertà e che chiedono la loro parte del bottino. Davanti al rifiuto, attenteranno alla sua vita.

Mario si rivolge all’unica persona di cui può fidarsi: suo fratello Patrick (David Strajmayster), un sacerdote cattolico, il quale gli procura un abito talare e gli fa ottenere ospitalità da padre Étienne, il parroco di un piccolo paese dell’Ardèche dove potrebbe rifugiarsi spacciandosi per seminarista. Quando arriva al paese, scopre che il parroco è morto e viene scambiato per il nuovo parroco: decide di assecondare l’equivoco, celebra i riti religiori con l’aiuto di un chierichetto, e raccogli anche le confessioni dei fedeli.

Sebbene tenti di lasciare il paesino, accade sempre qualcosa che glielo impedisce e lascia quidni al fratello risolvere le questioni di affari mandandolo a Nizza a trattare con Giancarlo (François Siener) un boss mafioso, ottenendo per la merce rubata un prezzo molto superiore alla stima fatta da Mario: poco dopo l’ingenuo Patrick si farà circuire da tre ragazze dedicandosi a piaceri costosi e sfrenati lungo la strada per raggiungere il fratello.

Lo raggiungerà in tempo per il matrimonio che Mario deve celebrare tra una ragazza ebrea ed un ragazzo musulmano, matrimonio inizialmente osteggiato dalle due famiglie: quando Mario scopre che il nonno del ragazzo è un anziano a cui aveva salvato la vita nei primi giorni da parroco, il problema si risolve, e le nozze vengono celebrate davanti al vescovo ed al vero parroco designato (precendentemente maltratta dalla polizia municipale che non gli credeva).

NonSposateLeMieFiglieNon Sposate Le Mie Figlie! (2014)

Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby) Verneuil sono una coppia cattolica e borghese (lui è un sostenitore di De Gaulle) con 4 figlie, le prime tre hanno sposato figli di immigrati: un algerino, un cinese e un ebreo. La loro speranza (e anche quella del parroco è che Laure (Élodie Fontan), la figlia più piccola, sposi un cattolico. Ed effettivamente è così, però lei non dice loro che è un ivoriano: la notizia delel nozze crea tensione nella famiglia di lui, il cui padre è altrettando contrario quanto lo è Claude.

L’Azione.

LeonLeon (1994)

Léon (Jean Reno), è un sicario italoamericano che vive da solo, dedito solamente al lavoro e senza emozioni mestiere di killer e apparentemente priva di qualsiasi emozione: uniche eccezioni, le cure che riserva a una pianta in vaso e la sua regola fondamentale di non uccidere donne e bambini. I suoi vicini di casa è una problematica famiglia allargata di una ragazzina di nome Mathilda (Natalie Portman), il cui padre (Micheal Badalucco) è immischiato in traffici di droga, e di cui fanno parte la matrigna, la sorellastra e il fratellino di quattro anni, l’unico a cui Mathilda sia affezionata veramente.

Quando durante un’operazione della DEA comandata dal corrotto (e drogato oltre che psicotico) Stansfield (Gary Oldman), la famiglia viene sterminata: Mathilda si salva poichè non in casa ma quando torna a casa bussa alla porta di Lèon, ne scopre l’arsenale ed il lavoro. Inizia così il loro rapporto, con lui che le insegnerà il lavoro di sicario mentre lei si occupa di tenere in ordine la casa: Mathilda vuole farsi giustizia da sola dopo aver scoperto l’identità di Stansfield, ma il piano non andrà come previsto e Léon, che aveva rifiutato l’ingaggio da parta della bambina, dovrà intervenire.

NikitaNikita (1990)

Nikita (Anna Parillaud) è tossicomane ribelle che partecipa con la sua gang della banlieue di Parigi a una rapina per procurarsi la droga nella farmacia dei genitori di Antoine, uno dei membri della gang. La rapina finisce male: il farmacista viene ucciso e la Polizia, intervenuta, elimina tutti i suoi compagni, ma prima che tutto finisca, Nikita uccide a sangue freddo uno dei poliziotti intervenuti.

Arrestata, processata e condannata all’ergastolo, Nikita viene prelevata in carcere dai serivizi segreti che ne fingono la morte per overdose dandole la possibilità di scegliere: morire o diventare una killer professionista per conto del Governo francese. Nikita si adatta alla nuova realtà e impara tutti i meccanismi del mestiere (dopo le iniziali resistenze) tramite un duro addestramento che comprende, oltre a tutto ciò che riguarda la violenza, anche una specie di educazione allo stile condotta dall’ex-maitresse Amande.

Inizia così una nuova vita sotto il nome di Marie, una tranquilla infermiera dell’Ospedale Salpêtrière: basterà però una parola al telefono per farla diventare il sicario implacabile che è diventato, “Joséphine”, il suo nome in codice.

IlQuintoElementoIl Quinto Elemento (1997)

Alla vigilia della prima guerra mondiale un archeologo e il suo assistente scoprono in uno scavo in Egitto testimonianze della visita di extraterrestri nel lontano passato della Terra. Mentre stanno decifrando i geroglifici che descrivono un “Male Supremo”, destinato a risvegliarsi ogni 5000 anni, e l'”Essere Perfetto”, designato a contrastarlo con il potere dei quattro elementi, gli alieni biomeccanici Mondoshawan ritornano sulla Terra per prelevare le quattro pietre che controllano gli elementi della profezia e il sarcofago che contiene il quinto, con l’intenzione di portarli al sicuro prima dello scoppio della guerra. Prima di ripartire, essi assicurano al capo dell’ordine segreto, che ha protetto fin dal remoto passato il loro segreto, che gli artefatti verranno riportati sulla Terra in tempo per affrontare il Male, trecento anni dopo.

Nel 2263, il “Male Supremo” si avvicina alla Terra ed è inarrestabile. A New York, padre Vito Cornelius Vito (Ian Holm), capo dell’ordine monastico custode delle pietre elementari, espone al Presidente Lindberg la verità su del “Male Supremo” e sull’arma in grado di fermarlo. Mentre i Mondoshawan tornano sulla Terra per mantenere la promessa fatta ma vengono attaccati da alcuni mercenari Mangalores, assunti dal genio dell’industria militare Jean-Baptiste Emanuel Zorg (Gary Oldman) intenzionato a trarre profitto dalla rovina che il “Male Supremo” si lascerà dietro. La loro nave precipita su Marte e dal disastro viene recuperato solo un brandello di tessuto organico di un essere indefinito che, portato d’urgenza in un laboratorio sulla Terra, viene ricostruito attraverso una clonazione accelerata: il suo aspetto risulta quello di una giovane donna, Leeloo (Milla Jovovich), che, appena sveglia, sembra confusa e grazie alla sua incredibile forza riesce a scappare gettandosi dal palazzo e centrando il taxi di Dallas Corben (Bruce Willis), ex Marine e divorziato, il quale la porterà da Cornelius che la riconosce come il Quinto Elemento

Inizierà così la missione per creare l’arma che sconfiggerà il Male Supremo: riuniere Leeloo e le pietre dei quattro elementi in possesso della cantante lirica Diva Plavalaguna a bordo di una astronave da crociera: sarà una missione in incognito quindi e non sarà affatto semplice…

I Franchise

Taxxi (1998 – 2007)

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Quattro film in cui il protagonista è Daniel Morales (Samy Naceri), marsigliese figlio di immigrati, patito della guida della velocità. Dopo aver ottenuto l’agognata licenza di tassista si imbatte in Émilien Coutant-Kerbalec (Frédéric Diefenthal), poliziotto imbranato che all’ennesimo tentativo non ha ancora preso la patente: dopo averlo accompagnato, ignaro che fosse un poliziotto credendo che sia un tecnico informatico come gli aveva detto la madre di lui, al lavoro violando limiti di velocità e codice della strada si trova davanti ad un bivio e deve decidere se restare due mesi senza patente o collaborare con Émilien ad un caso vista la sua competenza in ambito automobilistico.

Dopo aver affrontato la banda delle Mercedes, nei capitoli successi affronteranno la Yakuza (con una trasferta a Parigi), la banda dei Babbo Natale ed infine nel quarto ed ultimo film un pericolo criminale internazionale che la polizia si è fatta sfuggire prima di riconsegnarlo all’esercito per l’estradizione in Congo.

Alla saga hanno preso parte anche Marion Cotillard (Lily Bertinau, fidanzata di Daniel), Emma Sjöberg (Petra, collega e poi fidanza di Émilien), Bernard Farcy (Commissario Gibert). Tra i cameo, Sylvester Stallone, Djibril Cissè, Michel Muller,  Jean-Louis Schlesser e Henri Magne.

Del primo film è stato fatta una versioen americana, New York Taxi.

The Transporter (2002 – 2008)

Transporter1 -3

Frank Martin (Jason Statham) è un ex militare inglese che conduce una vita apparentemente tranquilla. In realtà si occupa di trasportare merci illegali ed eventualmente anche persone: per ogni incarico gli devono essere fornite dimensioni dell’oggetto, il peso, l’indirizzo di consegna e l’orario. Con questi dati, calcola la tariffa da applicare e non accetta modifiche al piano concordato.

Nel primo capitolo, contravvenendo alle sue regole, resta coinvolto in un traffico di donne dalla Cina, nel secondo dovrà liberare il figlio dei suoi datori di lavoro, rapito e infettato con un virus, nel terzo si trova a dovrà portare (obbligato da un braccialetto esplosivo che gli viene dato) in Ucraina una ragazza, figlia di un ministro, in una situazione molto simile a quella del primo capitolo

Nel 2015 esce un nuovo capitolo, un reboot della saga dove Statham è sostituito da Ed Skrein, mentre nel 2012 debutta la serie TV (24 episodi in due stagioni) con Chris Vance come protagonista.

Nella trilogia originale hanno preso parte anche Alessandro Gassmann, Amber Valletta, Matthew Modine, Jason Flemyng e Robert Knepper.

Bonus Tracks

NidoDiVespeNido Di Vespe (2002): Ispirato a Distretto 13: le brigate della morte di John Carpenter. Una banda di 5 ladri riesce a penetrare in un deposito allo scopo di rubare centinaia di computer mentre un commando composto da agenti francesi ed italiani sta trasportando a Strasburgo, con un furgone blindato e la relativa scorta, Abedin Nexhep, un pericoloso criminale di guerra albanese. Durante il tragitto, un esercito di uomini fedeli al prigioniero attacca il blindato e riesce ad annientare la scorta. Il furgone, gravemente danneggiato, riesce a scampare all’agguato ed a rifugiarsi in un deposito poco distante, ma l’edificio, lo stesso in cui si trovano i ladri di computer, viene accerchiato dai sicari in pochi minuti: gli agenti sopravvissuti e la banda di ladri dovranno allearsi per restare in vita fino all’arrivo della polizia. Con Valerio Mastandrea, Samy Naceri, Nadia Farès, Benoît Magimel; Regia di Florent Emilio Siri.

Banlieu13Banlieu 13 (2004): Damien, agente speciale della polizia esperto nell’infiltrarsi all’interno delle bande malavitose, è chiamato ad indagare sulla sparizione di un’arma per la distruzione di massa probabilmente in mano a una delle gang che comandano la Banlieue 13, una città ghetto dove la legge non ha valore e le regole sono dettate dai più forti. Per riuscire nell’impresa, il poliziotto si serve dell’aiuto di Leïto, esperto conoscitore dei meandri reconditi del sobborgo, che a sua volta deve liberare sua sorella dalle mani di alcuni sequestratori. Regia di Pierre Morel.

Banlieue 13 -UltimatumBanlieu 13 – Ultimatum (2009): Tre anni dopo gli eventi narrati in Banlieue 13, la pace nel riottoso e autogestito distretto 13 è ancora sfuggente. Le autorità non hanno mantenuto la promessa di distruggere il muro e riaprire il quartiere, lasciando recintati come in un ghetto tutti gli abitanti della Banlieue, che dopo la morte del boss Taha Bemamud, si sono divisi in cinque fazioni. Damien e Leïto tornano nel quartiere per cercare di fermarne l’imminente distruzione per ordine dello stesso Presidente della Repubblica, manipolato da Walter Gassman, capo delle forze speciali DISS. Regia di Patrick Alessandrin.

L'OdioL’Odio (1995): Nella periferia parigina, a causa del pestaggio che Abdel Ichah, ha subìto durante un interrogatorio in prigione, si è scatenata una guerriglia. Due amici, Vinz e Said, l’uno ebreo e l’altro arabo, raggiungono il nero Hubert. I tre gironzolano per il quartiere, scacciano una troupe televisiva che vuole intervistarli; tentano di consolare l’amico ricettatore Upim, cui nei disordini è andata distrutta l’automobile. Vinz ha trovato la pistola che un poliziotto ha perduto e minaccia di usarla contro un agente… Con Vincent Cassel, Saïd Taghmaoui, Mathieu Kassovitz, Vincent Lindon. Regia di Mathieu Kassovitz.

AdrenalinaBluAdrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant (2003): Michel Vaillant è un pilota automobilistico francese che vince a ripetizione sui circuiti di tutto il mondo e in varie competizioni, dalla F1 ai rally, assieme ai suoi compagni di squadra Steve Warson, Giulio Cavallo e David Dougherty. Alla vigilia del Rally del 50º Parallelo Nord, che si disputa in Canada, Elisabeth, madre di Michel, ha un incubo durante il quale vede la morte del figlio in un incidente alla 24 Ore di Le Mans, conseguenza di un duello esasperato con una vettura del Team Leader, contrassegnata col numero 13; circostanza questa pressoché impossibile, visto che il Team Leader è fuori dall’ambiente delle corse da cinque anni e che abitualmente il numero 13, negli sport automobilistici, non viene impiegato. A Le Mans i Vaillant trovano una sorpresa: tra gli iscritti, infatti, figurano anche i loro eterni rivali del team Leader, capitanato da Ruth Wong (Lisa Barbuscia), figlia dello scomparso Mr.Wong. L’incubo di Elisabeth quindi, inizia a materializzarsi, anche perché ad una delle Leader è stato assegnato come numero di gara il 13. Con Sagamore Stévenin, Diane Kruger, Jean-Pierre Cassel, Stefano Cassetti. Regia di Louis-Pascal Couvelaire.

 

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