Teoria N: La Recensione #OrgoglioNerd

C’è una parola che è sempre stata associata a significati negativi  e che solo negli ultimi anni ha iniziato un percorso di redenzione se vogliamo. Questa parola è Nerd.

Teoria N - Villain Edition

Quattro lettere che i meno giovani associano ai Lambda Lambda Lambda del franchise della Rivincita Dei Nerd (quattro film, ci cui uno per la TV dal 1987 al 1994), e che è stato a lungo sinonimo di sfigati.

Cosa sia Nerd e cosa no, chi possa definirsi tale e chi no è tema di dibattito. Il che se ci pensa è stupido a più livelli. Perchè se chi è stato definito Nerd esclude chi per lui non lo è, cosa ha di diverso da chi lo esclude(va)? Cosa ha di diverso da chi lo bullizzava, lo tagliava fuori, non lo faceva stare al tavolo dei ragazzi fichi? Vuol dire che non ha imparato la lezione, e che quindi il bullizzato è diventato bullo.

Ma cosa vuol dire Nerd? Essendo il concetto molto vago, una risposta non c’è. Non esiste una definizione da dizionario, non ci sono dei requisiti o degli standard da rispettare per avere la tessera Nerd. A questo prova a dare una risposta Daniele Daccò, meglio noto come Il Rinoceronte di Orgoglio Nerd con il libro Teoria N.

Come risponde, o tenta di rispondere al grande quesito del “chi è un nerd”? Con un approccio scientifico e ragionato, non istintivo ed emotivo come un leone da tastiera. Non pensate però che sia un approccio freddo, distaccato, noioso: non si parla di formule, equazioni complesse, insime e sottinsiemi.

Credete che sia una contraddizion in termine vero? Dopotutto se si parla di Nerd e di appriccio scientifico deve esser qualcosa di noioso e freddo, un po’ come quando in un puntata de i Simpsons, Lisa decide di indagare sul perchè i secchioni (e solo loro) vengono picchiati dalla nuova “bulla” della scuola.

Certo quello è, per quanto cartoonesco, un approccio scientifico (e lo è letteralmente): Il Rinoceronte però parte dalla scienza intesa come sapere, dalle sue esperienze personali attraverso le quali vuole raggiungere quella che ricercatori come Hawking chiamano “teoria del tutto”, ma limitata alla realtà Nerd.

Ovvero, La Teoria N del titolo.

Con la “scusa” del trovare questa teoria però Il Rinoceronte fa molti di più, perchè si racconta (possiamo dire che è una parziale autobiografia) e ci racconta, ci fa intravedere come è nato Orgoglio Nerd, come si è formata la redazione del sito: insomma il libro è anche uno strappo nel tessuto del tempo, attraverso il quale assaporiamo alcuni attimi del passato.

E chi è abbastanza “folle”, grazie allo stile usato, riesce anche a visualizzarli: potere dei libri, ma non solo. Potere anche di chi riesce ad usare le parole giuste, nello stile giusto coinvolgendo il lettore. Non crediate che sia una cosa semplice, altrimenti saremmo tutti scrittori.

Lo so che vengono pubblicati libri di dubbio gusto, e questo farebbe pensare che effittivamente a scrivere siano cani e porci: basta non comprarli però, ed il mercato si adatterà di conseguenza. Questione complessa e fuori tema, lo so.

Tornando al libro, il vissuto del Rinoceronte è il nostro. Tutto nasce con una passione, qualcosa che attira l’attenzione, una passione che sebbene isoli dalla massa, non viene abbandonata: si rafforza invece con il passare del tempo, porta amicizie, gioie e collaborazioni. E per arrivare a tutto questo è “bastato” crederci.

Nei capitoli che compongono il volume, vediamo la crescita del Rinoceronte, da quando la curiosità lo spinse a scoprire i fumetti della collezione paterna scoprendo un nuovo mondo quello di Spiderman, Destino, I Fantastici Quattro e via dicendo.

Poi è la volta delle figurine (ma non dei calciatori come gli altri compagni di scuola), delle divisioni e delle “guerre” a scuola prima contro altri compagni e poi contro un insegnante una volta diventato più grande, “vinte” con l’uso delle potenti armi note come astuzia ed intelligenza; non mancano le esperienze legate ai giochi di ruolo o al lavoro e persino un incontro col triste mietitore: se Bergman questo evento lo rappresentò con una partita a scacchi, qui invece è una sfida in stile videogioco, ovviamente vinta… in squadra.

Alla fine questa “teoria del tutto in salsa Nerd”, so che ve lo chiedete, si trova? Sì, ed è una definizione che potrebbe spiazzare chi vuole dividere, chi vuole prevaricare e chi è arrogante: perchè “Un nerd è colui che ha una passione ed è disposto a essere emarginato pur di seguirla”.

Come dite? Non c’è una accenno in questa teoria a D&D, Star Wars, Star Trek, Doctor Who, Sci-FI, fumetti, videogiochi, matematica, scienza, etc etc? Vedo che avete colto il punto. Certo alcuni di questi fanno parte del mondo Nerd che cinema e TV ci hanno tramandato, ma non sono un’esclusività: se esser fan di Doctor Who, ad esempio, è un indizio dell’essere Nerd, allora ci sono molti insospettabili (tipo la Regina Elisabetta).

Dite che la passione sportiva non è da Nerd perchè non esclude? Ditelo a chi, in Italia, non pratica sport mediaticamente rilevanti (e già andando oltre il calcio sorgon problemi). Oppure ditelo a chi negli USA non gioca a football americano (NFL), basket (NBA) o baseball (MLB), i tre sport più seguiti mediaticamente: già l’hockey su ghiaccio (NHL) ha qualche difficoltà in più, pur essendo una della quattro leghe più importanti, ed il “soccer” deve ancora fare il botto (ma non mancherà molto).

Quindi mi “duole” dirlo a molti: siamo tutti Nerd. E, ovviamente, ne siamo tutti orgogliosi.Rinocerone&Io

Chiudo un pensiero che mi ha accompagnato durante la lettura e che evidenzia l’universalità del messaggio e delle storie raccontate: Il Rinocerone sono io se avessi creduto di più in me.

PS: accennavo all’immaginare le storie raccontate nei capitoli. Logicamente, essendo io decisamente folle, molte di quelle scene le ho visualizzate e sono giunto ad una conclusione: questo libro deve essere portato sullo schermo. Se in live action o animato, non saprei, ma punterei su un certo mix. Animazioni in stile anime, con i singoli racconti presentati dal Rinoceronte (in carne ed ossa) seduto in poltrona in un salotto di una certa classe. Sullo sfondo, ovviamente, una libreria di fumetti, graphic novel, manga, e via discorrendo.

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