#GameOfThrones #TronoDiSpade – The Broken Man (S6E07), No One (S6E08)

Siamo appena a discutere della 6×07 e della 6×08, ma come è mia abitudine da che recensisco Game Of Thrones «Brace yourselves: episode 9 is coming». L’episodio numero 9 ha sempre segnato una triste svolta in questa serie.. E basta, non aggiungo altro o, nel fare un sunto degli episodi numero nove, rischio di essere ripetitiva.. Occupiamoci, piuttosto, di quanto avvenuto in questi due episodi che andiamo a prendere in esame adesso: episodi un po’ particolari, di preparazione per l’oramai imminente chiusura di stagione.. Con sorprese non troppo sorprendenti e con ritorni non troppo graditi, almeno per quanto concerne la sottoscritta.

The Broken Man

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Anche Game of Thrones sta per avere la sua personale Civil War.. Oggetto del contendere in quella che è già stata battezzata “The bastards war», ovvero la guerra tra figli figli illegittimi [Snow, sebbene Ramsey sia stato legittimato] è, ovviamente, il controllo sul nord. Attualmente il più avvantaggiato è Bolton, data la superiorità numerica del suo esercito a fronte di quella che, in proporzione, è una manciata di uomini al soldo di Jon. Ma a far notizia è senza dubbio un ritorno che in pochi si sarebbero aspettati: quello del Mastino, Sandor Clegane. Ritorno che, a titolo personale, mi ha lasciata assai basita: la ‘presunta’ morte del Mastino, giunta a seguito di un combattimento con Brienne nella quale il nostro ha avuto la peggio, mi sembrava una degna conclusione per il servizio reso a questa serie.. Dunque la domanda è: perché riesumarlo? Si stava andando avanti tanto bene anche senza di lui!
Vederlo unito ad un gruppo di uomini dall’aria pacifica ed intento a costruire una chiesa nel bel mezzo del nulla è stato un po’ strano, conoscendo il personaggio.. Ma tale pace – e tale gruppo – è destinata a durare poco, dal momento che la Fratellanza Senza Vessilli compie un vero e proprio massacro che risparmia soltanto il Mastino.. Il quale, semplicemente, torna ad essere il Mastino di sempre e a riabbracciare la sua rabbia e quella sete di vendetta che l’ha sempre animato.

La parte di puntata che riguarda Clegane presenta, di fondo, alcune incongruenze e forzature che la rendono poco scorrevole e non troppo entusiasmante, ed è una pecca che si riscontra in molte serie: quando ci si focalizza su un personaggio e lo si vuole riportare in auge, tutto e tutti divengono sacrificabili a random per portare alla ribalta l’eroe o antieroe di turno.. Qui è avvenuta la stessa cosa: una serie di comparse immolate per la causa.. Una causa, a mio avviso, superflua allo stato attuale, ma che potrebbe rivelarsi sensata in futuro.

Eccezion fatta per questa parte che, come detto, mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, l’episodio è stato scorrevole e a tratti entusiasmante: rivedere Jaime e Bronn insieme dopo la brutta esperienza che ha visto la dipartita di Myrcella ci ha riportati un po’ con la memoria a quando i Lannister non erano così ed erano semplicemente i Lannister, quelli che il solo sentirli nominare poteva far tremare le vene ai polsi, e il faccia a faccia con Brynden Tully su quel ponte è sicuramente ul momento show steal.

Altro momento che desta grande interesse è stato senza dubbio quello che ha visto Ser Davos, Jon Snow e Sansa Stark confrontarsi con Lyanna Mormont [nome, quello di questa giovane regnante dell’Isola dell’Orso, che nella storia di Game Of Thrones ha un certo peso]: nonostante la giovane età, Lyanna dimostra di sapere il fatto suo nel momento in cui risponde alle parole di Jon e di Sansa dicendo che al suo cospetto vede solamente uno Snow e una Bolton.. Scambi di battute molto rapidi ed incisivi che fanno permeare il momento di grande tensione che quelle terre e quelle genti stanno vivendo, dato l’incombere di una grande Guerra.

No One

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Questo episodio resterà impresso soprattutto per una frase: «A girl is Arya Stark of Winterfell, and I’m going home». Finalmente una delle storyline più controverse e meno accattivanti della serie trova la sua fine. Forse in modo un po’ rocambolesco e quasi ‘forzato’, ma si conclude. La gestione di Arya in versione super-eroina dopo l’abbandono del tempio è troppo da digerire, una forzatura immane che lascia un certo sconcerto nello spettatore.. E in giro ho letto una teoria anche abbastanza interessante, ma non la riporto onde evitare eventuali spoiler.

Per il resto, a parte qualche guizzo, siamo in fase di stallo: c’è una tensione non del tutto negativa nella reunion tra Brienne e Jaime.. Tensione nel momento in cui si incontrano, tensione durante l’addio silente. Un bel momento ‘fuori contesto’ di cui, francamente, sentivamo il bisogno.

Cersei, dopo la conversione di Tommen, giunge alla sola conclusione possibile: non le resta nulla da perdere, dunque può azzardarsi a fare il passo più lungo della gamba e scagliare il redivivo Gregor Clegane contro High Sparrow nell’ultimo, disperato tentativo da parte degli autori di alzare un po’ l’asticella della godibilità dei fatti legati ad Approdo del Re [siamo alla seconda stagione di assoluto dominio del Credo.. Potrebbe anche concludersi, non trovate?].

Una menzione particolare la merita il frangente Meereen: la città è ormai di nuovo assediata dai Padroni, il che getta un potente fascio di luce sulle errate convinzioni di cui Tyrion è caduto vittima in tutto questo tempo in quella città.. La riconquista della città da parte degli schiavisti, di fatto, determinerebbe la caduta definitiva [l’ennesima, se vogliamo] di Daenerys, ragion per cui pare che l’alleanza col Culto Rosso sia l’unica mossa rivelatasi finora vincente.

A tal proposito [del Culto Rosso] ritroviamo il Mastino in un momento ‘confidenziale’ che desta più attenzione di quanta ne abbia destata il suo improvviso ritorno on screen: quello in cui narra della sua vendetta a Thoros Di Myr. Questi segmenti danno risalto ad uno script decisamente più interessante e ben escogitato rispetto a quello assai approssimativo dell’episodio precedente, quello che ha visto tornare in vita Sandor.

Il prossimo appuntamento, «The Battle of the Bastards», sarà cruciale: vedremo finalmente la tanto attesa resa dei conti tra Stark e Bolton [cosa che, dopo il Red Wedding, ci fa sentire un brivido lungo la schiena].. Voi come la pensate, siete #TeamStark [o #TeamSnow] oppure #TeamBolton? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Facebook o su Twitter, dove ci trovate digitando @TVandComics

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