#GameOfThrones #TronoDiSpade – The Door (S6E05), Blood of my Blood (S6E06)

Episodio che rappresenta il giro di boa per questa stagione, e episodio assai discusso anche per il leak che lo ha visto spuntare online diverse ore prima dalla messa in onda sulla HBO. Ma pur sempre un episodio che ci ha lasciati con l’amaro in bocca.

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Nelle varie serie ci sono quei personaggi che definiamo secondari ma la cui presenza è comunque una piacevole abitudine che diamo talmente per scontata da non rendercene quasi conto fino a quando questa figura non viene tragicamente ‘esposta’ a qualcosa che è destinata ad interrompere quella piacevole abitudine. Con il nostro gigante buono, Hodor, è andata esattamente così.

Forse un po’ ce lo dovevamo aspettare, dal momento che è stato preso in ampia considerazione chi fosse Hodor prima di essere Hodor, ma la sua fine è stata davvero terribile così come lo è stata la sua sorte. Ma fino a che punto si può parlare di malasorte nel caso del povero Wylis?
Chi di voi segue Doctor Who, probabilmente sa già dove sto andando a parare [chi non lo sa può far riferimento al cosiddetto loop di Terminator]. Nella prima stagione, dove i protagonisti erano i miei amatissimi Nineth e Rose, c’è stato un episodio nel quale Rose ha voluto che il Dottore la portasse a quando suo padre è morto, e il Dottore le ha fatto un monito: di non interferire col passato o si sarebbe creato un paradosso; se avesse interferito, avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi con annessi e connessi. Rose lo fece e si creò il famoso paradosso.. Avete presente il famoso quesito «è nato prima l’uovo o la gallina»? Siamo davanti a qualcosa del genere, ad un loop appunto, dove un evento è strettamente dipendente dall’altro: senza uovo non nasce la gallina, ma se non c’è la gallina che fa l’uovo come si fa? Ad ogni modo, Hodor è morto facendo ciò che ha fatto per tutto il tempo in cui lo abbiamo visto: proteggendo Bran. E’ stato un momento abbastanza triste, di quelli che ti fanno sdraiare in posizione fetale a fissare il vuoto.. E un momento che si aggiunge alla mia lista di «Cose che non perdonerò mai ai produttori di GOT».

Una delle novità che ho apprezzato particolarmente in questo episodio è l’arrivo di una nuova sacerdotessa [che, sicuramente, se tanto mi dà tanto quando si toglie la collana diventa Gollum] che proclama Daenerys come prescelta. E qui potrebbe aprirsi uno scenario assai interessante: da una parte Melisandre che sostiene che il predestinato sia Jon Snow [dopo aver sostenuto allo stesso modo Stannis, non dimentichiamolo], e dall’altra questa nuova sacerdotessa che sostiene Daenerys. Se è vero che la verità sta nel mezzo, stai a vedere che alla fine il prescelto a capo dei Sette Regni sarà il cugino del cognato del nipote dello suocero della vicina dello stalliere. Daenerys ci ha comunque regalato un momento abbastanza intenso: il suo saluto – forse definitivo – a Jorah.. Ed è forse una delle poche cose che ci ha davvero ‘regalato’ la bionda Dany in questi episodi.

L’unico sentore chiaro è che tutto sia in tumulto, e non parlo solo del basso vita di Tormund che ci regala uno dei meme più epici che io ricordi.. Sansa pianta un sonoro e metaforico calcio nelle parti basse al – purtroppo – redivivo Petyr, Verme Grigio ha assai da ridire per le scelte compiute da Varys e Tyrion, e il brutale assalto alla grotta del Corvo a tre occhi.
Proprio questa parte merita una particolare menzione non solo per l’ingloriosa fine di Hodor, ma per quanto appreso su chi – non – fosse il Re della Notte [un mistero pari a «Chi era la donna che ha dato alla luce Jacob e suo fratello sull’isola di Lost?»] e su come e perché sia stato generato, dando di fatto il via alla stirpe degli Estranei. E come nel migliore dei copioni, la creatura si rivela un’arma a doppio taglio e si rivolta contro il suo stesso creatore.

La fine di Hodor e il loop creatosi tra presente e passato ha mostrato un serio problema: Bran non è ancora pronto a prendere il posto del suo mentore, ha appreso troppo poco e non sa ancora governare quel poco.. Eppure, sembra che non ci sia spazio per altre soluzioni: il corvo a tre occhi è morto [così come Summer, lasciando di fatto ancora in vita due soli metalupi.. Il che potrebbe avere un significato e potrebbe far presagire qualcosa di poco bello per Bran].

Blood of my Blood

In questo episodio si percepisce più che mai quanto le situazioni narrate siano in divenire, a partire proprio da Bran. Ora il giovane Stark è a tutti gli effetti il corvo a tre occhi, con le conseguenze che ciò porta con sé. E’ stato per noi sicuramente interessante vedere tutto ciò che si affolla nella mente di Bran, dalla morte del Re Folle valsa a Jaime l’appellativo di ‘sterminatore di re’ e l’effettiva conferma su quelle che, secondo Jaime, erano state le sue ultime parole [«Burn them all»]. La parte più dura da digerire, soprattutto per Bran, è stata sicuramente costituita dal dover rivivere lo sterminio degli Stark.
La rocambolesca fuga di Meera e Bran oltre la Barriera viene influenzata dal misterioso ritorno di Benjen Stark, Night Watcher dato per disperso da tempo oramai immemore, che getta nuova luce sui Figli della Foresta, attribuendo loro anche la facoltà di riportare in vita i morti.

Negli ultimi giorni, su internet, ha preso piede la teoria di un fan abbastanza plausibile riguardo ad Arya Stark: quella che vuole che Arya e l’orfana siano la stessa persona. Sta di fatto che Arya non è pronta a rinunciare alla sua identità e alla sua vendetta, e Jaqen ritiene opportuno punire questa mancata rinuncia con una condanna a morte nei confronti della giovane Stark.

I Lannister perdono colpi, questo è chiaro oramai da tempo, e il fatto di andare ad attaccare High Sparrow proprio nel punto in cui egli raggiunge l’apice della sua forza, ossia la pubblica piazza, non fa che dimostrare quanto questa casata, o per lo meno chi è rimasto a rappresentarla, sia più preda dei nervosismi personali che delle dovute strategie per affrontare il nemico. L’idea proposta da Jaime sarebbe stata sicuramente più efficace, e non avrebbe incrementato ulteriormente quell’odio verso il potere che High Sparrow sembra incarnare a pieno.. Incarnare e ‘sfogare’, per così dire. Quanto di più losco sia possibile vedere, però, giunge da Margaery.. Ma in fondo la conosciamo: lei il potere non lo odia, anzi.. Verrebbe da dire che darebbe anche il c##o per il potere e il prestigio.

Un episodio al limite della transizione, anche se questa definizione non mi piace molto poiché di solito viene usata per quegli episodi che avranno da dire in futuro ma che nell’immediato non portano a grandi cose. Invece questo episodio ha invertito questa tendenza, incastonandosi alla perfezione nella narrazione.

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