#GameOfThrones – Home (S6E02) #TronoDiSpade

What is dead may never die, frase ripetuta più volte nel corso dell’episodio, sarebbe stato un titolo altrettanto adeguato per questa puntata che ha riservato sorprese – non sorprese come se piovesse.

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Un altro episodio ineccepibile, dalla narrazione fluida e accattivante che porta ad esplorare novità interessanti, alternandosi tra passato, presente e brutalità ‘gratuita’, e ponendosi come un importante crocevia per alcune situazioni.

La scorsa stagione ha vantato un grande assente nella trama: Bran Stark e la storia del corvo a tre occhi. E forse è un bene, dal momento che è stato indubbiamente qualcosa di traumatico e di devastante per il giovane Stark.. Che però, grazie a questo salto in avanti, vediamo Bran non solo introdotto nella trama che lo riguarda – che per noi è ancora un mistero – ma anche in un passato nel quale casa Stark viveva ancora una vita spensierata.. Ma soprattutto viveva. La ‘old generation’ di Stark viveva, Hodor si chiamava Wylis e parlava.. E questo ci dà un chiaro ed evidente segnale di quanta acqua sia passata sotto i ponti da quando tutto aveva un che di normale.
Ancora non ho capito con esattezza cosa ne sarà di Bran, su cosa verta la sua storyline al di là delle esperienze extracorporee.. Forse è più destinata, almeno per ora, a dare un senso al passato e trarre da esso qualche anello mancante, che a gettare luce sul futuro.

Tutto è in divenire in questo inizio di stagione di Game Of Thrones, in ogni location della serie. Tutto sta cambiando ovunque, a partire da Winterfell dove una notizia gioiosa come l’arrivo di un bambino diviene causa scatenante di una tragedia familiare di proporzioni bibliche. E ‘bibliche’ sono le ispirazioni che la caratterizzano quando Ramsay, sempre più spietato e avido di potere, dopo aver ucciso suo padre ha condotto la sua matrigna e il nuovo erede alle gabbie dei cani, facendo sì che essi li sbranassero come avvenne per Jezebel.. Ma tralasciando i paragoni, apre di fatto un nuovo scenario per casa Bolton: Ramsay al momento non ha più nulla che si frapponga tra lui e i suoi obiettivi.. E concedetemi di esprimere un parere del tutto personale senza etichettarmi come una fangirl [e nel caso in cui vogliate farlo, mettetevi l’anima in pace: l’hanno già fatto], credo che vada reso il giusto plauso a Iwan Rheon per il modo in cui dà vita alla follia di Ramsay.. Ma questo non stupisce: l’accademia britannica ha sfornato, negli ultimi anni, una serie di attori una spanna sopra a molti altri! La morte di Roose non sconvolge e non lascia molta disperazione.. Solo un sano retrogusto di vendetta che si è compiuta, dal momento che il rimando al Red Wedding è stato più che palese.
Fuori dalle mura, intanto, Sansa si prepara ad intraprendere il suo cammino verso la Barriera.. Ma dovrà farlo senza Theon che, preso dalla vergogna e da un impeto di ritrovato orgoglio, decide di ritornare a casa [speravo proseguissero il loro cammino insieme]. Nutro forti dubbi sul fatto che il viaggio verso Castello Nero sarà lineare e senza rischi, ma staremo a vedere. L’unica cosa certa è che Theon troverà un po’ di novità non proprio piacevoli quando – e se – raggiungerà Pyke. L’arrivo di Euron, ha cambiato l’intera morfologia del regno degli Uomini di Ferro che si trova senza un re.

Ci sono ancora due storyline ‘in cerca di definizione’, ancora puramente psicologiche e poco vissute: la prima è quella che riguarda Arya, colei che non ha nome e non ha vista.. Secondo me siamo ancora ben distanti da una vera definizione per Arya, il suo processo di evoluzione sembra lungi dal vedere una fine: la giovane Stark mostra ancora molte incertezze, esita e cincischia [scusate, ma con la scusa che sulla rete impazzano i meme su Paolo Bonolis mi sono fatta prendere la mano].. Non va avanti e non va indietro, vorrei tanto capire cosa hanno in mente per lei.
Altro punto interrogativo è, almeno per me, la famiglia Lannister: se per Tyrion va tutto a gonfie vele o quasi [quel personaggio tocca livelli di epicità e di ironia che sono ineguagliabili], il resto è ancora tutto assai confuso. Forse, una volta sepolta Myrcella, i Lannister torneranno ad essere semplicemente i Lannister lanciando la loro sfida al Culto [cosa che non mi sta piacendo particolarmente, ma credo si tratti di una mera avversione personale ad ogni forma di fanatismo religioso]. Molto interessante il ritorno di The Mountain in versione cane da guardia di Cersei: basta un suo grugnito a far cagare sotto l’intera guardia reale. Un po’ meno sensata l’uccisione di quel tizio che ha rievocato un fantasioso passaggio della Walk of Shame di Cersei, più atta a dimostrare la rinnovata forza di Clegane che altro, ma comunque ci stava.

Ho conservato Castello Nero come dulcis in fundo, come è giusto che sia.. Che dire? Ogni segmento che avesse come fulcro la Barriera è stato semplicemente meraviglioso. A partire da Ser Davos, che secondo me è il personaggio che sta emergendo nel modo migliore ultimamente, arrivando fino a Melisandre. Su di lei avrei assai da dire, ma cercherò di limitarmi.. Sembra che la nostra sacerdotessa rosso fuoco che ha a lungo tenuto tutti sulla corda per la sua devozione verso il Signore della Luce [in nome del quale, non dimentichiamocelo, ha fatto bruciare viva una bambina] si trovi a fare i conti con uno stato d’abbandono più autoindotto che altro. E come percezione, la sua, non è del tutto sbagliato: cosa resta a Melisandre? Il suo corpo da urlo è solo fumo negli occhi, la sua fede esasperata l’ha condotta ad attirare su di sé diffidenza e odio.. E ora che le uniche due certezze – fede e corpo – stanno venendo meno, Melisandre crolla come una torre di Babele. Vederla così rassegnata e dimessa è un pugno nello stomaco, e non so davvero che cosa aspettarmi da tutto questo.
Ma bando alle ciance.. Il vero fulcro di tutto è uno solo: non il meraviglioso ingresso dei Bruti a Castello Nero [Maaa ‘ndo vaaai, se il gigante non ce l’hai!] che segna, di fatto, la vittoria del Lord Commander sui suoi detrattori, ma il ritorno alla vita di Jon Snow.. Non prendetemi per cinica, se non esulto.. Primo perché ho già esultato a tempo debito, secondo perché quello che in questi giorni in rete è stato definito spoiler in realtà era il segreto di Pulcinella.. C’è una sola cosa che mi ha davvero sorpresa in tutto questo, e ha richiesto nondimeno un rewatch perché me ne accorgessi: la forte somiglianza tra Jon e Robb . C’è stata una particolare inquadrtatura in cui mi ha davvero stupita la loro somiglianza [e un ringraziamento a chi mi ha messo la pulce nell’orecchio al riguardo, visto che io come al solito cado dal pero].

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