From Another Universe – Daredevil vs Jessica Jones

from another universe

Torniamo dopo diverso tempo con la nostra rubrica “From Another Universe” per occuparci di due delle serie del momento, Daredevil e Jessica Jones.

Ora siccome abbiamo intenzione di metterle a confronto e sappiamo che già che qualcuno non la prenderà bene, sappiate che insulti e minacce vanno mandate direttamente al pitboss Manuel Bergugnat, così come annesse bombe a mano, proiettili e qualsiasi altra cosa carina.

Ci teniamo subito a precisare che secondo noi sono due serie di buona fattura, il giudizio su entrambe è positivo.

Solo che per noi Daredevil è superiore e non certo perché il super eroe è un uomo.

Proveremo a spiegarvi il nostro punto di vista confrontando vari fattori: personaggi, sceneggiatura e situazioni.

Chiaramente da qui in avanti saranno presenti degli SPOILER di entrambe le serie.

Tanto in Daredevil quanto in Jessica Jones è un incidente a cambiare la vita ai protagonisti.
Nel primo caso vediamo Matthew Murdock bambino arrivare addosso un liquido tossico di un automezzo pesante. Intanto Jessica sta per partire per le vacanze con la sua famiglia che viene falciata da un camion ed è l’unica a sopravvivere.

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Come già detto qualche tempo fa proprio da Manuel è assai probabile che i due incidenti siano collegati, così come lo sia ciò che è accaduto a Luke Cage, ma questa è un’altra storia.
Entrambi devono far i conti con le conseguenze di quell’evento. Però qui arrivano le prime differenze. Matt ha dovuto reinventare completamente il proprio sistema di percezione della realtà, venendogli a mancare uno di quelli che comunemente tutti noi usiamo maggiormente: la vista appunto. A Jessica non va certo meglio. Rimane in coma per parecchio tempo e quando si risveglia scopre di essere stata presa sotto l’ala protettrice, si fa per dire, della madre dell’amica Patsy che si rivelerà tutt’altro che una genitrice modello.

La donna, difatti, vuole usarla come mossa pubblicitaria per la carriera della figlia, che è una piccola baby star della tv statunitense.

Nonostante il pessimo inizio tra le due ragazze nascerà una forte e duratura amicizia che è uno degli spunti narrativi più interessanti della serie ed è anche uno di quelli sviluppati meglio, anche se, a volte, i flash back sui loro inizi, sono messi a mentula canis.

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E proprio qui ci viene da fare il primo paragone: in Daredevil tutti i flashback sul rapporto Foggy/Matt sono sempre inerenti alla trama dell’episodio in cui sono inseriti e anzi aiutano non poco a capire le dinamiche e le reazioni dei due. Questo non accade in Jessica Jones, dove il flashback più importante su Jessica e Patsy è piazzato nell’episodio 11 della prima stagione, con zero collegamenti su quanto sta avvenendo nel tempo presente. Pure in Daredevil il flashback è messo nell’episodio 11 della prima stagione. Cos’è si opera in maniera standard: episodio 11 mettiamo i flashback anche se non c’entrano un piffero con quello che stiamo raccontando?

Altra differenza fondamentale è quella appunto tra i due protagonisti della serie e non stiamo parlando del semplice fatto che uno è un uomo e l’altra una donna, no.
Matt e Jessica sono due personaggi di caratura diversa, con una morale radicalmente diversa.
Qualcuno potrebbe dire che la motivazione risiede nel fatto che Jessica è una persona intimamente danneggiata mentre Matthew sembra più integro. In realtà le cose non stanno proprio in questo modo, considerando il fatto che anche quest’ultimo lo è.

Entrambi hanno vissuto quasi in strada dopo essere diventati orfani ed entrambi sono finiti nel peggior quartiere di New York, il famigerato Hell’s Kitchen. C’è poi il fatto che tutti e due si ritengono responsabili della morte dei propri genitori: Jessica teme di aver causato l’incidente in cui sono morti insieme al suo fratellino, Matt pensa che sia colpa sua che il padre sia stato ucciso, avendo l’uomo deciso di non perdere per una questione di dignità.

Foggy

Se poi parliamo a livello fisico, Matt sta anche peggio, diventare ciechi non è divertente ed era più giovane di Jessica quando accadde il tutto.

E’ vero che ha dei super poteri che gli permettono in qualche modo di vedere e nel contempo di sentire ogni cosa, ma anche Jessica li ha. Siamo sempre lì.

Ci teniamo a precisare che non stiamo giudicando Jessica, la sua reazione rabbiosa e autodistruttiva è più che normale, anche perché poi lei ha passato l’inferno con Kilgrave, che ha abusato di lei fisicamente e psicologicamente.

Il problema non è la reazione differente, ma il modo non sempre consono con cui è stata spiegata in Jessica Jones.

E’ come se mancasse qualcosa, come se non riuscissimo totalmente ad empatizzare con lei, pur avendo capito il suo dramma.

Kilgrave

Ad esempio ci sta tutto che odi a morte Kilgrave e voglia distruggerlo, va bene. Ma allora perché perdere un intero episodio a convincerlo di volerlo redimere? Solo per renderlo docile? Lungi da noi giustificare i crimini di Kilgrave, semplicemente c’è qualcosa di distorto nel fingere di voler redimere un cattivo, lasciatecelo dire. Così come c’è qualcosa di distorto nel dare tutte le colpe solo a lui e provare pietà per i suoi genitori che definire mostri è un complimento.

Il confronto tra Matt e Fisk é, per contro, disegnato meglio. E qui arrivano le dolenti note.
Perché a livello attoriale David Tennant si mangia letteralmente Krysten Ritter che è bravina, e con lei buona parte del cast di Jessica Jones, che ad eccezione di Rachael Taylor (l’interprete di Patsy), forse l’unica, insieme a Carrie-Anne Moss, che non viene schiacciata dal carisma di Tennant, non regge il confronto con il grande attore scozzese mentre questo non accade in Daredevil. Charlie Cox dimostra di avere tutte le capacità che servono per tenere tranquillamente il passo con un gigante come Vincent D’Onofrio. Non è strano considerato il fatto che Cox è un attore di stampo teatrale e ha impiegato tutto il suo talento per mostrarci un personaggio carismatico che rende palpabile la sua presenza anche con l’impiego della sola voce. E il resto del cast si dimostra di livello pari a quello del protagonista.

Prima di parlare di questo ci sembra giusto sottolineare come Kilgrave e Fisk, pur essendo diversi, sono due villain di pari caratura, non solo per i due interpreti sontuosi, ma perché sono scritti egregiamente. Entrambi arrivano da un’infanzia terribile, il primo con due pessimi genitori, il secondo con un padre terrificante. Sembra che nelle serie Marvel si faccia a gara chi sia il genitore peggiore, vedere anche l’adorabile madre di Patsy.

PasyWalker

L’evoluzione dei due è differente appunto, anche se entrambi finiscono per diventare malvagi.

Fisk vuole governare la città, convinto di poterla cambiare in meglio secondo lui, anche diventando il signore del crimine, Kilgrave dimostra di godere nel manipolare le persone, riducendole a burattini. Nessuna giustificazione per entrambi, solo pietà nei loro momenti più terribili, anche se, bisogna dirlo, Fisk si fa odiare molto di più.

Karen

Tornando al resto del cast di Daredevil è pregevole la capacità di  Elden Henson, l’interprete di Foggy Nelson, di restituirci un personaggio apparentemente superficiale e pavido che invece mostrerà una sua forza e una sua particolare sensibilità. Adoriamo Deborah Ann Woll (Karen Page) per come è riuscita a ribaltare il cliché della segretaria carina mostrando un coraggio e una tempra inaspettata. Tutti quanti cadono nel tranello del suo aspetto da bambolina. Ci cadono tutti. Lei però non è solo una bambolina. E questo la rende ancora più apprezzata da noi e letale quando si prefigge uno scopo. Per non parlare di Bob Gunton, che sicuramente tutti noi ricordiamo nel ruolo dell’odioso direttore del carcere di Shawshank nello splendido film “Le ali della libertà” e qui interpreta Leland Owsley uno dei boss della malavita di Hell’s Kitchen che proverà a fregare Fisk. Siamo rimaste incantate dai modi e dall’eleganza di Toby Leonard Moore e del suo James Wesley, l’uomo tuttofare di Wilson Fisk, l’unico vero amico che quest’ultimo può dire di avere nella sua vita. E’ difficile non riuscire a rimanere schiacciati dal carisma di uno come D’Onofrio e bisogna fare un plauso a Moore per esserne uscito alla grande.

Kingpin

Sempre vicino Fisk c’è l’algida ed elegante figura di Vanessa Marianna, direttrice di una galleria d’arte, affascinata dalla duplice personalità di Wilson, timido e premuroso nel privato quanto spietato e prepotente nel pubblico. Ayelet Zurer, l’attrice che le presta il volto, riesce a gareggiare anche lei in carisma con D’Onofrio e spesso sembra la sua Vanessa la vera mente criminale.

Per non parlare della splendida Rosario Dawson, nel ruolo di Claire Temple, vero trait d’union tra le due serie considerato che la vediamo tanto in Daredevil quanto in Jessica Jones, paramedico che sconta la sua vocazione di voler aiutare gli altri sempre e comunque, anche a rischio della propria carriera. Se dobbiamo trovare un difetto a questo personaggio è forse nella sua paura di innamorarsi di un uomo come Matt, paura comprensibile visto che è un uomo molto intelligente ed  esigente e rischia la vita ogni giorno per gli altri.

Abbiamo detto che le due serie sono diverse e questo non è un difetto, anzi è un pregio, quindi hanno protagonisti diversi, con problemi però simili e villain diversi: Fisk è un solitario, ma si è comunque circondato di persone a cui tiene, in primis appunto James Wesley e Vanessa, Kilgrave non potrebbe farlo neanche per sbaglio e forse è questa è la sua condanna, che ci permette, insieme al suo passato doloroso, di provare pietà per lui.

Le figure dei suoi genitori sono meschine e grette, sono patetiche ed incapaci di prendersi le proprie responsabilità nella maniera giusta. A loro interessa solo distruggere il proprio errore, così considerano il figlio. Onestamente non c’è differenza con certi genitori di una volta che rinnegavano i figli per molto meno. L’unico motto di pietà viene forse per il padre nel finale, quando Kilgrave, dopo averlo manovrato come un burattino, gli taglia le braccia e lo lascia morire dissanguato. Ma forse l’unico. La madre non merita neanche quello.

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Attorno a Jessica, come per Matt, si muove una variegata umanità, tra cui il vicino di casa Malcolm; l’amica -nemica Jeri Hogarth (una superba Carrie-Anne Moss), spietata avvocatessa che nasconde il suo lato umano; Hope Shlottman, la ragazza che le permette di capire che purtroppo Kilgrave è ancora in giro e che fa una fine a dir poco ingloriosa e prevedibile e infine i due strampalati e divertenti fratelli Ruben e Robyn, che saranno altre vittime del villain di stagione.

Non c’è ovviamente tempo di analizzarli a fondo, di per se sono tutti personaggi interessanti e costruiti relativamente bene, forse non sono recitati sempre al meglio, soprattutto Malcolm, che conserva l’espressione inebetita da tossico quando si riprende.

Il problema non è tanto la recitazione in se, quanto alcune leggerezze di trama che si potevano evitare su alcuni di loro. Ad esempio: lo stesso Malcolm passa da tossicodipendente a guarito nel giro di mezzo episodio e per di più lo fa perché Jessica gli fa la predica. Capiamo benissimo che serviva Malcolm a fianco di Jessica in breve tempo, d’accordo, capiamo che guardando una serie di super eroi bisogna tenere mooolto alta l’asticella della sospensione di incredulità, però non è possibile da nessuna parte che un tossico si riprenda per una predica, oltretutto un tossico sotto controllo mentale.

Hope è un altro personaggio interessante, che fa una fine ingloriosa dicevamo, ma a differenza della morte di Ruben, perfettamente sensata anche se crudele, la sua lascia davvero perplessi. Sembra affetta da sindrome bipolare dato che fino a poco tempo prima sognava di rifarsi una vita e poi decide di suicidarsi per motivare Jessica.

Jeri, tra i comprimari, è quella riuscita meglio, non solo per merito della sua interprete, quanto per come è costruita. Jeri è una donna che pare priva di morale, usa tutto e tutti e si è comportata in maniera meschina con la sua ex e pure con Jessica, poi la vediamo evolvere sul piano umano, soprattutto dopo che ha perso tutto.

LukeCage

Luke Cage è forse la delusione più grossa, considerando che avrà una serie tutta sua. Partito bene, lo vediamo uscire di scena con un dialogo che definire imbarazzante è un complimento e quando rientra, Mike Colter, l’attore che lo interpreta, pare aver subito un’involuzione. Una lastra di marmo sarebbe più espressiva.

Temiamo parecchio per la serie su di lui.

Vondie-Curtis-Hall-as-Ben-UrichUna delle caratteristiche principali di Daredevil è dare molta importanza alla morale, ciò che è giusto. Parte di questo discorso si incarna nella figura del reporter Ben Urich, interpretato molto bene dall’attore Vondie Curtis-Hall noto al pubblico per Chicago Hope, un uomo famoso per fare inchieste scomode che svelano gli altarini dei potenti. L’uomo attuale si crede l’ombra di quel giornalista a causa di diversi motivi: prima di tutto la sua età anagrafica e poi deve affrontare anche la malattia degenerativa della moglie che la priva, di tanto in tanto, della sua coscienza. Sarà Karen a risvegliare il vecchio spirito combattivo dell’uomo, la sua voglia di essere la voce e la coscienza del popolo di Hell’s Kitchen, una voce che purtroppo però pagherà a caro prezzo la sua onestà morale. La sua morte servirà da detonatore per Matthew Murdock/Daredevil. La sua furia è divampante e, dopo essersi fatto mille interrogativi sull’opportunità o meno di uccidere Fisk, sul fatto se è lecito o no attraversare certe linee e sporcarsi letteralmente le mani di sangue, quell’evento lo porta a decidere che è il momento di oltrepassare i limiti. Anche se poi riuscirà a trovare in se stesso la forza per fermarsi.

clemonsUn personaggio simile a Ben in Jessica Jones era incarnato dal poliziotto Oscar Clemons (molto bravo il suo interprete Clarke Peters), anch’egli era scettico e disincantato e anch’egli finisce per farsi coinvolgere, facendo un brutta fine, solo che dobbiamo sottolineare di nuovo l’idiozia della suddetta morte. Oltre a farci capire che Will aveva perso ormai la capoccia, a cosa è servita? A nulla. E magari qualche presenza in più non avrebbe guastato.

La nostra conclusione è la seguente: Jessica Jones è una serie da 7, mentre Daredevil almeno da 8,5, se non direttamente da 9.

Sarà interessante vedere in azione insieme Jessica e Matt quando confluiranno in The Defenders.

Personalmente non vediamo l’ora.

P.s: proprio perché apprezziamo comunque Jessica Jones abbiamo voluto evitare di raffrontare il finale della prima stagione con il suo omologo di Daredevil. Sarebbe stato impietoso.

Articolo redatto da Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

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