#Gotham – Mad Grey Dawn (S2E15)

Happy Batman Day, amici! Oggi, tra Gotham (sì sono in ritardo di un giorno, ne sono consapevole) e il debutto nelle sale italiane dell’attesissimo Batman vs. Superman, c’è da fare indigestione.. E tutto questo, hot damn, ci piace un sacco!

74650

Una puntata esplosiva, è il caso di dirlo, con tre grandi protagonisti al centro, ognuno a modo suo, di vicende intrigate e dai tratti oscuri. So che vi preme sapere delle sorti di uno dei tre, ma inizierò da colui che più si è messo in luce questa settimana: il genio assoluto, Ed Nygma. Padrone assoluto dello show, autore di una delle cose che io più amo al mondo (I’m evil and I know it): i mind games. Per quanto subdolo, il piano da lui orchestrato per togliersi di torno Jim Gordon è, per quanto vile e contorto, assolutamente geniale. Riassumendo, ha fatto ciò: convinto che il Detective Gordon sospetti di lui per la sparizione della Kingle (piccino innocentino lui, sì sì), Nygma cerca di mettere fuori dai giochi GrumpyJim indicandogli praticamente dove il tutto si sarebbe consumato. Un piano studiato nei minimi dettagli, dagli indizi all’atto finale: la bomba alla stazione verso cui lui stesso l’ha indirizzato, le sue impronte sul piede di porco, la firma ottenuta con l’inganno dall’agente e da apporre alla testimonianza giurata che incastrerebbe Jim (falsa, ovviamente), il cranio sfondato del poliziotto, le persone sbagliate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Alea iacta est: Jim viene arrestato, e le prove schiaccianti create ad hoc contro di lui fanno il loro lavoro e fanno sì che venga condannato a quarant’anni di detenzione.

E qui veniamo al secondo protagonista della puntata: il buon vecchio Jim. Sempre tutto contro di lui, sempre tutti contro di lui.. Inizia a farsi un po’ noiosa, la questione. Almeno quanto, scusate lo scarso sentimentalismo, il lacrimoso e sofferto addio a Lee.. Dai, su! Come se non lo sapessimo che lui è l’eroe, che la giustizia trionferà sempre e bla bla bla.. No, è vero, non lo sappiamo.. Parliamo pur sempre di Gotham, il luogo dove non esiste un solo armadio che non abbia al suo interno almeno i suoi bei due o tre scheletri, come minimo. Però è abbastanza scontato, almeno secondo me, che il caro Jimbo ne uscirà pulito come il culetto di un neonato dopo una passata di salvietta Pampers.. E’ la prassi!

Eppure, a Gotham mai nulla può essere dato per scontato: 37 episodi ci hanno insegnato che nessuno nasce buono o cattivo, semplicemente incontra delle cose e delle persone nel corso del suo cammino che lo portano dall’una o dall’altra parte. E Gotham vanta proprio questo primato, secondo me: è impossibile odiare davvero i villain. Come odiare un genio come Nygma, o una figura a tinte forti come Oswald, o un aspirante salvatore come Freezer, o uno col sorriso di Joker? Non so voi, ma io non ci riesco! Ma di fatto, tradotto in soldoni, ogni villain di Gotham ha un qualcosa che rende impossibile odiarlo.. Ma mai dire mai, suvvia!

Terzo protagonista indiscusso dell’episodio è, naturalmente, Oswald. Uscito da Akhram, completamente solo al mondo, cerca di salvare il salvabile riallacciando rapporti che, purtroppo o per fortuna, ora non possono essere allacciati. Eppure, conoscendo cosa riserva il futuro al nostro Pinguino, è difficile se non impossibile pensare che la sua onorata carriera sia da considerarsi conclusa. Vederlo con quel perenne sorriso sul viso, quello sguardo quasi ingenuo e quella bocca rimpinzata di buone parole è quasi stucchevole, anche se questo ci porta ancora una volta a toglierci il cappello davanti a Robin Lord Taylor e alla sua capacità di far vivere e vibrare il personaggio in ogni sua sfaccettatura. Dopo essere stato impiumato da Tabitha e cacciato da Nygma, sembra che per lui non ci sia più nulla in quel di Gotham se non un futuro di solitudine e di buoni propositi che non avranno mai occasione di giungere a debito compimento.. Ma parliamo pur sempre di Oswald Cobblepot, l’uomo non citato nei dizionari come sinonimo naturale di ‘guai’, e in men che non si dica si trova travolto da un mare di possibili guai.. E questi guai hanno un nome: Elijah Van Dahl, che si presenta a Oswald come suo padre. Ed è proprio lo stato di abbandono e di solitudine a far sì che questo nuovo Oswald ci caschi con tutte le scarpe: il vecchio Oswald non si sarebbe mai fidato del primo venuto che gli racconta due favolette in croce e gli dice di essere suo padre! Ma adesso Oswald è così, è in una condizione in cui vuole avere fiducia nel genere umano, nella sua mente alberga il pensiero che se qualcuno è riuscito a trovare del buono in lui allora il buono esiste ovunque, e questo secondo me lo porterà all’ennesima fregatura. Se questo Elijah Van Dahl sia o meno il padre di Pinguino non è dato saperlo al momento (tutto ciò che ci è dato sapere è che è interpretato da Paul Rubens, lo stesso attore che ha dato vita al personaggio di Pee-Wee Herman). La famiglia non mi piace e le tinte scure di quella famiglia mi hanno ricordato Hannibal.. Ma sono inquietanti, devo dirlo (soprattutto la consorte di Elijah: i ruoli interpretati da quell’attrice hanno sempre un che di creepy, basti pensare alla famosa Lady Heather di CSI), e ho paura che per il nostro Pinguino il sole debba ancora sorgere.

Protagonista a modo suo, anche se in misura minore questa volta, è stato anche Bruce.. Un Bruce nuovo, più Bruce e meno Wayne, che liberatosi dagli orpelli della bambagia in cui è nato e cresciuto inizia ad ampie falcate il percorso che lo guiderà a diventare Batman, abbracciando il suo lato oscuro come già detto e iniziando a capire che una bella vita non è necessariamente una vita vissuta bene, e arriva a farsi pestare per avere quella scarica di adrenalina che lo fa sentire veramente vivo e con uno scopo da perseguire (e che ci mostra quella meraviglia di Poison Ivy alle prese con la coltivazione di funghetti.. E’ stupenda!!).

Inoltre, abbiamo un ritorno.. Gradito o no, questo va ad interpretazione (io entro nel Maionchi style e dico: per me, è no): Barbara ha riaperto gli occhi e si è svegliata dal coma.. Curiosa coincidenza che questo risveglio avvenga in concomitanza con l’incarcerazione di Jim, non trovate?

E per concludere, un quesito (non alla Ed Nygma, ovviamente): quando Jim viene tradotto in carcere, un’inquadratura a tutto campo mostra qualcuno su un tetto, con un’arma in mano, di cui non si vede il volto.. Potrebbe essere semplicemente un tiratore scelto, certo, ma.. Hey, siamo a Gotham, niente è fatto e mostrato a caso!! Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere qui o sulla nostra pagina facebook!
P.S.: Io punto su Strange con il congegno di Freezer!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...