#Vikings – Yol (S4E04) #HistoryVikings

Questo episodio in cui Kattegat si prepara alle celebrazioni di Jol (il Natale nel culto pagano), per me, si è suddiviso in diverse fasi: la fase “WTF?”, la fase “Awkward alert”, la fase “Oh shit”, la fase “Oh my Gods” e la fase “Mi sto sfondando dalle risate come se non ci fosse un domani”. Un episodio molto intenso, proprio come ci ha abituati finora la serie, che presenta al suo orizzonte un sacco di novità e di conferme.
Ma prima di iniziare, l’invito è come sempre quello di visitare la nostra affiliata Vikings – Italian fans su Facebook e su Blog.

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Oggi, in occasione di questo episodio assai movimentato, vi accoglie un Ragnar in motion. Ragnar che in questo episodio ha mostrato un lato di sé che non scorgevamo da un po’, ammesso e non concesso che l’avessimo mai realmente scorto: un Ragnar che riduce il suo rango di re a quello di una schiava. Fatto che può risultare emblematico, per certi versi.. Se associato al fatto che Ragnar confessa di pensare alquanto spesso alla sua morte o a quella di chi gli sta intorno, ciò potrebbe stare a significare che Ragnar è fisicamente ed emotivamente stanco del suo ruolo di re. Ruolo che molte volte lo ha portato a decisioni difficili, a rinunce forzate che l’hanno debilitato spiritualmente e mentalmente.. Ciononostante, Ragnar è ancora qui e pare inaffondabile!

Torneremo più avanti su Ragnar, essendoci ancora molto da dire.. Ora direi di proseguire con l’altro fronte rovente di Kattegat: quello che riguarda Floki. Abbiamo assistito ad una scena che, di per sé, desterebbe sufficiente scalpore da domandarsi se gli autori abbiano fatto uso di droghe pesanti o che cosa.. Ma l’incontro tra Floki e il Veggente è stato uno dei momenti più intensi e – a parer mio – rivelatori di questo episodio. Lo so, direte che torno a ripetermi [non preoccupatevi, ho letto molto di peggio su di me.. E a tal proposito invito chiunque si ritenga più all’altezza di me a recensire Vikings o qualsiasi altra serie ad inviare la sua candidatura, con allegata una bozza, alla posta privata della nostra pagina Facebook invece di limitarsi alla presunta saccenteria in inappropriata sede] ma lo ritengo oltremodo necessario in questo frangente. Oggi più che mai, sono convinta del mio motto #FlokiIsLoki! Suvvia, vi sembra normale il discorso pronunciato dal Veggente nel momento in cui Floki è entrato nella sua tenda? Ricordate ciò che disse tempo fa: “Gli Déi sono tra di noi”.. E la risatina di Floki mi pare la risposta più chiara che tale affermazione potesse trovare. A maggior ragione se pensiamo che è stato il Veggente a leccare il palmo a Floki e non viceversa.. Non è del tutto scartabile l’ipotesi che io stia prendendo una cantonata, non sarebbe la prima volta, ma a me sembra quantomai atipico! Così come lo è il fatto che Aslaug scelga proprio lui come mentore di Ivar per quanto concerne le saghe sugli Déi e per trasmettere a quel figlio tanto amato l’odio per il Dio cristiano che solo Floki sa provare.. Pensateci, oggi più che mai mi sembra tutt’altro che azzardata come ipotesi!

Ciò che mi aspettavo è accaduto: Bjorn è stato raggiunto dal berserkr e grazie alla sua improvvisazione degno del migliore MacGyver l’ha messo al tappeto [in una delle scene forse più splatter di tutta la serie]. Ovviamente il berserkr ha facilitato di molto il riconoscimento del suo mandante.. Scusate, ma ho riso tantissimo quando ho visto le facce di Erlendur, per gli amici Dindondan, e di Kalf a trovarsi Bjorn in casa! Momento impagabile!! Ecco, Bjorn in questo frangente ha secondo me giocato molto d’astuzia a non dire nulla.. Le ragioni per cui abbia taciuto il fatto di conoscere la verità sono un mistero, ma per iniziare si è preso Torvi e, a parer mio, è come se avesse voluto mandare un messaggio molto chiaro a Erlendur: “Mi prenderò la meritata vendetta poco alla volta”.
Sono, di contro, un po’ delusa dalla gestione di Lagertha fino ad ora: abbiamo sempre visto la nostra shieldmaiden preferita come una donna combattiva, grintosa e consapevole della sua persona. Attualmente, invece, sembra quasi remissiva a ciò che le accade intorno. Un banale esempio: sebbene i rapporti parentali all’epoca fossero gestiti diversamente da come li conosciamo noi oggi [maledetto il giorno in cui hanno inventato i cellulari], una qualunque madre che si vede piombare il figlio in casa gli domanda almeno “Cosa ti porta qui?”.. Lei, invece, nulla. Paradossalmente, anzi, è proprio lei ad aver riservato le minori attenzioni a Bjorn.. Allo stesso modo in cui Bjorn si è focalizzato su altri piuttosto che su di lei, questo è palese, ma ricordo una Lagertha più ‘chioccia’ sebbene ora Bjorn sia un uomo. Ad ogni modo, io se fossi in Erlendur da ora in poi dormirei con un occhio chiuso e l’altro aperto, e un piccolo arsenale sotto il cuscino.

In Wessex rivediamo un volto noto: quello di King Aelle, padre di Judith e sosia ufficiale di Salvini dopo che s’è mangiato un immigrato clandestino.. Un re tutt’altro che soddisfatto della piega presi dai vari eventi, politici e non. A quanto pare ci ha visto lungo, ben più lungo di chiunque altro finora, sulla libera sconvenienza mantenuta da sua figlia.. Scusate se lo dico, ma Judith ha un po’ sfracellato gli ammennicoli con questa storia di essere libera! Lo fosse davvero capirei, ma è tutta un’illusione nella sua mente: per una donna, a maggior ragione se di nobile estrazione, non esiste libertà. Avete presente la canzone di Tiziano Ferro “Ho passato tanti anni in una gabbia d’oro. Sì, forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero”? Ecco, qualcosa del genere.
Politicamente parlando, invece, l’alleanza politica tra Wessex e Mercia sembra vacillare: Ecbert supporta Kwenthrith [un applauso grazie, ho ricordato come si scrivesse senza doverlo googlare], considerandola forse una pedina importante non solo per un suo controllo sulla regione da lei regnata ma anche per quanto concerne i normanni, in quanto Kwenthrith dichiara il suo Magnus “figlio bastardo di Ragnar Lothbrok”. Proprio per questa ragione, Aelle guarda con diffidenza alla donna. Memore anche della promessa fatta a Dio di uccidere Ragnar, Aelle è disposto a tutto pur di sferrare un colpo letale al suo acerrimo nemico.. Anche se, per quanto mi riguarda, non la considero una gran mossa quella di minacciare di uccidergli un figlio che nemmeno sa di avere.

Spostiamoci a Parigi.. Okay, mi viene ancora da ridere al pensiero di Gisla.. Atteniamoci ai fatti: nonostante l’arrivo della delegazione papale da lei richiesta per annullare il suo matrimonio con Rollo in quanto mai consumato, Gisla è piacevolmente sorpresa non solo dallo sforzo compiuto dal consorte di imparare la sua lingua [scusate, ma in fatto di tempo quanto passa tra un episodio e l’altro? O Rollo è un genio che impara la lingua in una notte, o passa veramente tanto!], ma dalla dichiarazione d’amore da lui resa non soltanto a lei ma anche alla loro città, Parigi.. Tanto che, complice anche il ‘dono’ fattole da Rollo del suo bracciale vichingo, si convince finalmente a dargli una possibilità e a consumare il matrimonio. Consumarlo, riconsumarlo, consumarlo ancora.. Sì, Gisla ha preso gusto ai doveri nuziali [chiamatela scema se ne avete coraggio] e sembra non poterne più fare a meno.. Anche nei momenti meno opportuni. Scusate, ma io non ce la faccio.. Continuo a vedermi davanti agli occhi la faccia dell’imperatore al sentire i gemiti di sua figlia e di suo genero dalla stanza adiacente.
La ruota sembra iniziare a girare per Rollo, che finalmente gode di una diversa considerazione da parte di sua moglie e che anche politicamente può finalmente assumere un diverso rilievo.

In questo episodio abbiamo scoperto che la famosa “tana dell’uomo” esisteva già ai tempi dei vichinghi.. E che Ragnar ne aveva una. Bé, che Ragnar fosse attratto da Yidu è stato palese fin dal principio; tuttavia il fatto che le abbia mostrato un luogo per lui così ‘sacro’ da non averlo mai mostrato a nessuno è abbastanza eloquente su quanto si senta personalmente vicino a lei, e su quanto questa sua attrazione potrebbe degenerare in ben altro. Sicuramente è degenerato in una sorta di ‘botta da acidi’ in cui Ragnar sembrava una delle peggiori riproduzioni di Floki.. Diciamo, tuttavia, che questo ci ha permesso anche di conoscere un po’ di più sul background della misteriosa figura di Yidu, una bellezza esotica intrappolata nelle vesti di schiava.. Che in patria non doveva proprio essere una delle ultime ruote del carro, socialmente parlando! Anche la sua storia sembra molto interessante.. E non escludo che proprio lei sia la causa scatenante dell’arrivo di King Harald, detto dai suoi Re Bellachioma.. Per noi, Re Bellicapelli che tanto è la stessa cosa! Harald sembra suscitare parecchia curiosità soprattutto in una persona: Aslaug. Ma è sicuramente un personaggio curioso, che arriva dal nulla e sembra rappresentare un’altra minaccia per Ragnar. E a tal proposito, mi chiedo e vi chiedo: se è vero che nelle serie nulla accade per caso, il fatto che i figli di Ragnar abbiano sconfitto Harald al gioco antenato degli scacchi potrebbe rappresentare una sorta di ‘messaggio profetico’ su ciò che avverrà?

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4 pensieri su “#Vikings – Yol (S4E04) #HistoryVikings

  1. bell’articolo, scritto anche abbastanza bene. solo su di una cosa non sono d’accordo: Judith. La serie, secondo me, presenta molte anomalie sul ruolo delle donne e sulla figura delle donne. intanto lagertha mi sembra un po’ troppo moderna, per l’alto medio evo. non mi convince storicamente. auslag, bene, è un po’ più da saga nordica, che poi mi stia antipatica è altro. judith non è libera. forse è vero. e sfido chiunque ad essere convinto che ecbert sia veramente innamorato di lei. ma la principessina incastrata nella sua gabbia dorata ha scoperto il modo di sentirsi libera: il sapere. poter studiare all’epoca, per una donna, era inammissibile. ci sono zone in cui lo è ancora adesso. quindi, forse non è libera, ma intanto fa quello che desidera e ciò le apre la mente, per quanto la sacra scrittura possa farlo. non mi sorprenderebbe che ecbert le dia qualcos’altro da fare, prima o poi, se judith è veramente l’erede del nostro caro vecchio monaco. poi, il fatto che si stia godendo una storia squallida con suo suocero, ma che se la stia godendo volutamente, vivvaddio, era ora, povera figlia. insomma judith è la mia favorita per ora. e sì, sono innamorata di ecbert, che ci volete fare? sono sempre i più cattivi a far battere più forte il cuore d’una donna. alla fine fa tanto il machiavellico, ma è tremendamente sexy, secondo me.

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    • Ciao! Grazie per l’apprezzamento. Il tuo ragionamento sulla figura femminile lo comprendo e in parte posso anche condividerlo, ma c’è una differenza sostanziale tra Lagertha e Judith: la cultura nel quale ognuna è inserita. Quando Lagertha decise di divorziare da Ragnar il divorzio fu solo verbale, per dire (come accaduto in questo episodio tra Erlendur e Torvi col primo che semplicemente la dichiara libera dai suoi voti. E tra parentesi, complimenti a Torvi per la tripletta!).. Nel caso in cui Judith volesse divorziare, invece, dovrebbe convocare la delegazione papale per sciogliere il matrimonio cristiano.. E dopo il divorzio verrebbe etichettata come donna non più rispettabile. Il fatto è che comunque, storicamente parlando, la donna nella società vichinga non era sottomessa all’uomo, ma godeva invece di grande considerazione e rispetto all’interno delle comunità.. Cosa che non accadeva nelle società come quelle più influenzate da altro tipo di culture.
      Riguardo al concetto di libertà capisco cosa intendi e mi trovi d’accordo: ora lei ha questa arma della libertà e di Ecbert che la spalleggia in ciò che lei desidera per sé, e anche se la sua tanto ambita libertà non giunge con le stesse buone intenzioni con cui lei ne fruisce ben venga.
      Ecbert ha una psicologia molto affascinante, non si può negare!!!

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  2. ci siamo sul concetto della donna fra i norreni. solo che più guardo lagertha, più mi viene in mente eowyn. troppo moderna come psicologia. in generale tutta la serie presenta personaggi moderni, e non potrebbe fare diversamente. mi piacerebbe leggere la vera storia di ragnar, e poi confrontarla con tutto quello che ci hanno inserito gli americani e scoprire quanta america c’è dentro… e quanto norse…

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    • Questo è certo! Anche solo facendo un paragone tra le donne norrene della serie, nessuna è emancipata come Lagertha (tranne Kwenthrith, ma lei è tutt’altro discorso), la quale precorre molto i tempi.
      La storia del vero Ragnar.. Diciamo che già Ragnar della serie è un ibrido tra il navigatore Ragnar e re Ragnar “calzoni villosi”.. Ma hanno farcito molto di più la cosa per renderlo televisivamente meno pesante.. Il contrario di quanto fatto su Rollo, che da personaggio di fantasia è divenuto Rollone

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