#TheNightManager – (S1E01) #TNM

Direttamente dalle pagine di John Le Carrè, prende forma sui teleschermi la trasposizione televisiva diretta da Susanne Bier (In un mondo migliore, Oscar al miglior film straniero del 2011) ed interpretata da Tom Hiddleston e Hugh Laurie.
Vi ricordiamo, prima di passare alla recensione vera e propria, di passare dalla nostra Pagina Facebook e dalla nostra affiliata  Our King-Tom Hiddleston Italian Fanpage

The Night Manager

Vi confesserò senza problemi di avere nutrito aspettative molto alte per questa serie e sono felice di poter affermare, senza alcun problema, che queste aspettative sono state pienamente soddisfatte.
The Night Manager, sin dalla prima puntata, si è dimostrato un prodotto di pregiata fattura ed un piccolo gioiellino, capace di mantenere l’attenzione ben salda e di far stabilire immediatamente una connessione con i personaggi in gioco.

Ma di cosa parla The Night Manager?
Da qui in poi se non avete ancora visto la serie (o letto il libro) vi consiglio vivamente di non andare avanti, per non incappare in spoiler.

The Night Manager parla di Jonathan Pine, interpretato da un superlativo Tom Hiddleston (Thor, The Avengers, The Hollow Crown, Crimson Peak e molti altri…), un ex soldato britannico che ha scelto di abbandonare le armi per intraprendere la carriera di Direttore notturno di albergo.
Trova la sua pace interiore (si fa per dire) nelle mura di un hotel de Il Cairo, proprio durante la rivolta del 2011 contro la dittatura del Presidente Mubarak.
Ed è in questa occasione che Jonathan fa la conoscenza di Sophie Alekan, compagna (anche se viene definita volgarmente “puttana”) dell’erede di una potente famiglia egiziana, dedita al traffico di armi: gli Hamid.
Inutile dire che la bella Sophie dimostra sin dall’inizio un certo interesse per Jonathan, arrivando al punto di consegnare lui, alcuni documenti riguardanti la commissione di un carico di armamenti di distruzione di massa (gas nervino, napalm…) da parte di Hamid, attraverso la figura di Richard Roper, un altrettanto superlativo Hugh Laurie (Dr House, Stuart Little, Tomorrowland…).
Il senso del dovere prevale persino sull’attrazione, per Jonathan,  che non perde tempo nel consegnare i documenti all’Ambasciata Britannica, proprio per fermare un possibile sterminio di massa ad opera di Roper e Hamid.
Ed è qui che entra in gioco Angela Burr, una meravigliosa Olivia Colman (Broadchurch, The iron lady, Doctor Who…), agente dei servizi segreti britannici, intenzionata da tempo ad incastrare Roper.
Inutile dire che la prima a farne le spese è proprio la povera Sophie, che viene malmenata brutalmente da Hamid e portata al sicuro da un Pine in preda al senso di colpa.
I due finiscono per condividere una notte di passione ed insieme programmano un modo per poter aiutare la donna ad abbandonare l’Egitto e raggiungere indisturbata Londra.

Purtroppo però i piani non vanno come previsto e la povera Sophie viene assassinata brutalmente, gettando il povero Jonathan nella più completa disperazione.
E tanto di cappello a Hiddleston per il modo in cui ha reso evidente la disperazione ed il dolore di Pine.
Un Pine decisamente molto più umano rispetto a quello descritto nel libro.
E devo dire che la scelta di donargli molta più sensibilità e meno rigidità, lo ha reso indubbiamente un personaggio ancor più interessante del previsto.

L’omicidio di Sophie viene archiviato come “furto” e Jonathan abbandona Il Cairo, ormai consapevole di essere circondato da traditori.

Esattamente quattro anni dopo, lo ritroviamo direttore notturno in un Albergo in Svizzera.
Ed indubbiamente lo ritroviamo alquanto cambiato.
Lasciatosi alle spalle la tragica esperienza de Il Cairo, Jonathan dovrà fare i conti con l’arrivo in hotel di un ospite alquanto sgradito: Richard Roper.
L’uomo, accompagnato dal suo staff e dalla bionda amante Jed ( quasi una donna trofeo, esibita senza pudore persino di fronte a Jonathan), dimostra sin da subito un certo interesse per la presenza di Pine.
Jonathan, dal canto suo, non ha di certo dimenticato il suo nome e ciò che ha significato per lui -e rivediamo per qualche istante il volto di Sophie nei suoi ricordi- e ancor più deciso ad ottenere vendetta, contatta nuovamente Angela Burr, con la speranza di poter finalmente incastrare Roper.
Ma Roper non è stupido.
E’ scaltro e potente. Dunque…come fare per incastrarlo ed assicurarlo finalmente nelle mani della giustizia?
E cosa sarebbe disposto a fare Jonathan per giungere a questo risultato?
E’ esattamente questo che si -e gli-  chiede Angela Burr, al corrente sin dall’inizio del desiderio di vendetta di Pine.

The Night Manager ha tutte le carte in regola per divenire una perfetta Spy story del nostro tempo.
Azione, guerra, dramma e quel pizzico di ironia che non guasta in una serie televisiva di tale spessore.
Ovviamente rispetto al libro sono stati effettuati cambiamenti notevoli, a cominciare dal periodo ( il libro risale al 1993) in cui è ambientata la storia.

Ho apprezzato le interazioni tra Hiddleston e Laurie in maniera quasi maniacale.
La scena girata in notturna, tra le nevi svizzere ed il cielo stellato, credo sia stata una tra le scene con il maggior carico di tensione dell’intera puntata.
Adoro Laurie.
Adoro il suo modo di rendere Roper, quel tipo di cattivo che non è possibile amare e non è possibile neanche odiare. Un cattivo con un cervello, capace di affascinare con la parlantina sciolta ed i modi eleganti.
Adoro Hiddleston.
Il suo Pine è in grado di trapassare lo schermo e gettare sullo spettatore le sue emozioni ed il suo dolore.
E sono sicura che nei prossimi episodi, assisteremo ad una evoluzione non indifferente di Pine.
Adoro Olivia.
La adoravo sin dai tempi di Broadchurch e questa serie non fa che confermare il suo talento.

The Night Manager, per concludere, racchiude in se un buon potenziale per divenire una serie culto.
Ed in attesa del prossimo episodio, vi consiglio di reperire l’episodio in lingua originale, così da non perdere nulla dell’integrità della serie.

Ps: Permettetemi una piccola aggiunta per ringraziare Susanne Bier.
Davvero.
Susanne io ti ringrazio a nome di ogni essere umano di sesso femminile.
Grazie per averci mostrato delle inquadrature capaci di annientare ogni capacità psicomotoria e di fare esplodere ovaie come uno Shuttle sulla rampa di partenza a Cape Canaveral.
Grazie Susanne.
Io ti amo.

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Un pensiero su “#TheNightManager – (S1E01) #TNM

  1. Anche a me è piaciuta. Ma non credi che con un paio di episodi in più sarebbe stata pure meglio? Ci sono alcuni passaggi, secondo me, che sono un po’ affrettati.. bit.ly/1X44GCF

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