#Supernatural – Love Hurts (S11E13) & The Vessel (S11E14) #Spn

Nuovo, doppio appuntamento con la sottoscritta e con Supernatural.
Prima di passare alla recensione vera e propria, voglio ricordavi di controllare la nostra Pagina Facebook.
E colgo l’occasione per ringraziare le nostre affiliate  Supernatural ~ Italia e Supernatural Italia

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Love Hurts

Cosa c’è di più romantico del festeggiare San Valentino insieme alla persona che si ama?
Una cena fuori, qualche bacio…e la babysitter mutilata nel salotto di casa.
Alt.
Fermiamoci.
Torniamo indietro di qualche passaggio.

L’episodio inizia nella maniera più classica per Supernatural.
Un omicidio ad opera di una creatura soprannaturale ed il conseguente interesse dei nostri due fratelli per il caso in questione.
Ed il caso in questione riguarda la morte di una giovane babysitter ed una tresca clandestina con il padrone di casa.

Troviamo i due fratelli intenti a reperire informazioni valide su Amara, ed in questo caso troviamo un Dean non propriamente interessato a seguire l’omicidio della babysitter.
Inevitabilmente i due si mettono sulle tracce dell’assassino, ipotizzando -grazie ad una registrazione effettuata dal padrone fedifrago- possa trattarsi di un mutaforma.
Ben presto le loro teorie vengono annientate dall’omicidio del padrone di casa, ad opera della stessa creatura.
La prima sospettata è ovviamente la moglie tradita.
Ma la donna, dopo essere stata aggredita dalla creatura recante ora le sembianze del marito defunto, bussa alla loro porta in preda al panico, rivelando loro la sua parziale colpevolezza in quella vicenda.
Scopriamo così che la dolce signora, non solo era a conoscenza della doppia vita del marito, ma si era rivolta ad una strega – o presunta tale- per ottenere un incantesimo di re-innamoramento da utilizzare sull’infedele consorte.
Il problema principale però, come scoperto in seguito da Sam, consiste nel fatto che l’incantesimo in questione non sia affatto un incantesimo, ma una vera e propria maledizione aramaica.
La donna ha maledetto -involontariamente- il marito, attivando la fattura con un bacio. Ed il marito, baciando la babysitter, ha involontariamente decretato la sua morte.
Una maledizione trasmissibile con un bacio, esattamente come un caro e vecchio Herpes -cit. Dean.
Ed allora per quale motivo la creatura vuole ucciderla?
Semplice! Con la morte del marito, essa si è scatenata contro la persona che ha suggellato il primo “patto”.
Ed ecco che Dean ha la pensata geniale -anche no -.- – dell’episodio: baciare la donna ed ottenere così la maledizione su di se.
Perché – e fa sempre bene ricordarlo – non ha abbastanza problemi!
Dean ti amo, ma sei un idiota.
Con il cuore.
La corsa contro il tempo per salvare il cuoricino di Dean, ha la sua fine nella dimora/negozio della strega.
Scopriamo così che la strega, Sonya, ha evocato un Quareen. Una sorta di Djinn della cultura araba, che assume le sembianze del più grande desiderio della vittima predestinata.
Il solo modo per ucciderlo è pugnalare il cuore della creatura, che si trova all’interno di una scatola presente nel negozio di Sonya.
Il più grande desiderio di Dean si manifesta di fronte a lui.
E chi altri potrebbe essere se non Amara?
Qualcosa che sapevamo da tempo ma di cui ancora una volta abbiamo avuto la conferma.
Sam riesce a distruggere la creatura prima che questa possa nuocere a Dean, ma è chiaro che quell’esperienza abbia comunque lasciato un segno nella mente del Winchester più grande.

L’episodio si conclude con un meraviglioso dialogo tra i due fratelli.
Un dialogo che aspettavo con ansia e che finalmente ho ottenuto in tutta la sua grandezza.
La rivelazione, da parte di Dean, della sua ossessione/desiderio per Amara.
Sam non sembra esserne particolarmente sorpreso ed anzi, ribadisce a Dean di non avere alcuna intenzione di giudicarlo.
Ma Dean sembra non essere in grado di non colpevolizzarsi da solo.
E giunge alla conclusione di dover affidare a Sam l’uccisione di Amara, quando verrà il momento, poiché è convinto di non poter in alcun modo nuocerle nell’istante in cui l’avrà di fronte a se.

Un bellissimo episodio, partito forse come un filler ma proseguito nella maniera più valida.
Ha mantenuto salda l’attenzione sulla storyline principale, non perdendo per strada alcun tipo di informazione.

Punti di forza.

-Dean e Sam finalmente sinceri l’uno con l’altro.-
-Amara (scusate, io la amo)

Punti deboli.

-Where’s Crowley?-

The Vessel

Ed eccoci giunti al momento della rivelazione tanto attesa e tanto crudele.
Quel momento che tutti abbiamo temuto e che tutti abbiamo atteso con ansia, per poter osservare la reazione dei nostri due fratelli.
Ma andiamo con ordine.

L’episodio inizia in Francia durante l’Occupazione Nazista del 1943.
Una giovane donna, Delphine Seydoux, uccide un ufficiale nazista e sottrae lui un antico manufatto, portandogli i saluti dei Men Of Letters.

Nel nostro presente, Sam Winchester scopre l’esistenza di alcuni manufatti denominati: la Mano di Dio. Oggetti sacri, in grado di essere utilizzati nella loro lotta contro Amara.
Dean appare piuttosto scettico al riguardo. Senza Lucifero, Dio e gli altri Arcangeli, le loro possibilità di far fuori l’Oscurità sembrano essere ridotte allo 0.
Inoltre il manufatto in questione, sembra essere affondato insieme ad un sottomarino americano, bombardato da una nave tedesca mentre trasportava sia Delphine sia il prezioso oggetto.
Ma come fare per tornare nel 1943 e recuperare la Mano di Dio?
Semplice: affidarsi all’aiuto di Castiel.

Peccato che Castiel non sia propriamente disponibile e che Lucifer, si stia divertendo non poco ad umiliare Crowley – che finalmente torna in questo episodio-, trattandolo come una sorta di cane da compagnia.
Tuttavia l’arcangelo nutre qualche dubbio sulla resa dell’ex sovrano, che conferma il proprio pensiero di ritenere Lucifer troppo debole per sconfiggere Amara e di poter un giorno riconquistare il proprio posto al di sopra del trono.
La telefonata di Dean mette fine a quella disquisizione – per altro sensata, visto che a mio avviso, Crowley non è completamente in torto – ed il caro Lucifer, sceglie di correre dai Winchester e continuare la sua recita nei panni di Castiel.

Dean, non dopo una serie di lamentele da parte di Sam, si immola nuovamente per la causa, scegliendo di essere inviato al di sopra del sottomarino poche ore prima del suo affondamento.
Trovare la Mano di Dio e portarla fuori da quella tomba di metallo, dovrà essere la sua missione.
Sam acconsente, ma solo a patto che Castiel rimanga al suo fianco per tutta la durata dell’operazione.
Peccato però che Delphine, abbia disseminato il sottomarino di sigilli enochiani ed il caro Lucifer si ritrovi a fare un bel bagno nell’Oceano, lasciando in completa solitudine il povero Dean.

Nel frattempo Lucifer rivela la sua vera identità al povero Sam, che si trova così costretto ad affrontare l’Arcangelo, senza l’aiuto di Dean.
Castiel, ancora presente nel proprio corpo, riesce però a prendere il sopravvento per qualche istante, impedendo così al demonio di uccidere Sam.

Dean, ancora all’interno del sommergibile, si ritrova faccia a faccia con Delphine, a cui spiega l’attuale situazione e la motivazione della sua presenza in quel luogo.
Le rivela inoltre di essere un Men of Letters e che ben presto il sommergibile verrà affondato dai tedeschi.
Il gerarca che Delphine pensava di avere ucciso, in realtà è sopravvissuto al suo attacco ed ha trovato il modo di rintracciarla per riprendere la Mano di Dio.
Ma cosa è questa Mano di Dio?
Un pezzo dell’Arca dell’Alleanza.
Delphine aiuta quindi Dean ad eliminare i sigilli, consapevole di stare comunque per andare incontro alla morte.
Il sommergibile viene attaccato e per Dean le cose sembrano mettersi male, almeno sino all’istante in cui Delphine non prende tra le mani il manufatto, sacrificando la sua vita e quella di ogni membro dell’equipaggio, per impedire ai nazisti di mettere le mani sull’oggetto.
Lucifer compare all’interno della nave, solo per strappare Dean da morte certa e riportarlo al Bunker, dove potrà appropriarsi del manufatto.

Sam rivela al fratello che quello che hanno di fronte non è Castiel, ma Lucifer in persona.
E l’Arcangelo, ormai certo di avere la vittoria in mano, si ritrova a sfiorare un manufatto privo di potere.
Delphine con il suo sacrificio, ha infatti utilizzato ogni singola parte dell’immenso potere dell’oggetto.

Furibondo, sceglie di scagliarsi contro di due fratelli, ma Sam lo rispedisce indietro, utilizzando il suo sangue per attivare uno dei sigilli enochiani.

L’episodio si conclude con una nuova conversazione tra Dean e Sam, dove il maggiore dei Winchester, sembra essere particolarmente toccato da quanto avvenuto a Castiel.
Cosa faranno ora?
Esistono altri manufatti?
E Lucifer? Continuerà il suo viaggio in solitaria o sceglierà di abbassare le ali per una causa comune?

A mio avviso, The Vessel, risulta essere uno degli episodi di maggiore impatto emotivo di questa stagione.
basti pensare solo alla parte riguardante la consapevolezza dei marinai, di stare andando incontro a morte certa e di farlo con tutto l’onore di cui sono capaci.

Punti di forza:

-I dialoghi tra i due fratelli-
-Una nuova arma contro Amara.-
-Lucifer/Castiel-

Punti deboli:

-Poco spazio riguardante la spiegazione a proposito dei Manufatti-

Appuntamento alla prossima settimana, con un nuovo episodio di Supernatural!

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