Bow Down To The King: Goodbye Lemmy. #RipLemmy

Solitamente su queste pagini virtuali non parliamo di musica. Però certe volte bisogna andare un po’ fuori dal solito giro perchè..beh perchè la cosa giusta da fare.

Lo abbiamo fatto per gli attentati di Parigi, quando ho preferito dare lo spazio a Cristina.

Lo faccio ora per un piccolo, breve omaggio ad una leggenda come Ian Fraser Kilmister. O se preferite, Lemmy.

Rip Lemmy

Leader, fondatore ed anima dei Motörhead, ci ha lasciati pochi giorni dopo aver compiuto 70 anni. Che non sarà un gran traguardo al girono d’oggi, ma se consideriamo la vita che ha fatto…beh, è un bel traguardo.

Lemmy (2)Avete presente il motto “sesso, droga e rock & roll”? Ecco. Questa era la vita di Lemmy, e non l’ha mai nascosto. Look inconfondibile, stile ancora di pià, modo di cantare unico: microfono in alto, collo proteso… e voce graffiante. Un timbro unico e riconoscibile. E 1200 donne portate a letto. Ed il ruolo di cantante degli Hawckwind perso per un arresto alla frontiera USA/Canada per il possesso di svariati tipi di droga.

Non ho rimpianti. I rimpianti non hanno senso. E’ troppo tardi per i rimpianti. L’hai già fatto, no? Hai vissuto la tua vita. Non ha senso che tu voglia cambiarla

Come detto, il suo nome è legato ai Motörhead, i quali hanno già annunciato lo sciogliemento.

Non sono un metallaro puro, ho sempre ascoltato un po’ tutta la musica purchè mi trasmettesse qualcosa: Ace of Spades è, tra le canzoni dei Motörhead, non solo la più nota ma l’unica “pura” che mi sentirei di citare. Scelta banale? Sicuramente.

Dopotutto non credo che molti conoscano The Game, Line In The Sand e King Of Kings, scritte e composte per il wrestling: la seconda per la stable Evolution, le altre due per Triple H il quale, da fan, li scelse personalmente. Cose che si possono fare quando hai sposato la figlia del capo.

LemmyQualcuno direbbe che si sono venduti per una pacchianata. Non sono d’accordo, e non solo perchè ero, sono e sarò un fan di wrestling. Lo dico perchè non hanno cambiato stile, non hanno fatto un pezzo pop, non hanno cambiato modi di suonare. Hanno invece avuto la possibilità di trovare, se mai ce ne fosse stato bisogno, nuovo pubblico: han preso soldi? Certamente, e non c’è vergogna in questo.

Due giorni dopo aver scoperto di avere un tumore molto aggressivo, Lemmy ci ha lasciati. Chissà da quanto era lì, chissa se si sarebbe potutto fare qualcosa… tante domande che lasciano il tempo che trovano.

La morte è inevitabile. Diventi più conscio di questa cosa quando arrivi alla mia età. Io non ne ho paura, sono pronto. Quando me ne andrò, me ne andrò facendo del mio meglio: se dovesse succedere domani, non avrò da lamentarmi. E’ stato bello”

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