#SouthOfHell – Demons Are Forever (S01E01) #SeasonPremiere #SeriesPremiere

Finalmente, quello di cui avevo personalmente un bisogno esagerato: una serie che mi facesse stare aggrappata alla sedia. South of Hell, questa nuova serie targata WE tv, è riuscita in questo intento.

South Of Hell

Diciamocelo pure, il plot non è di certo tra i più innovativi e rivoluzionari sul panorama televisivo.. Tuttavia, mi ha assolutamente convinta per la sua gestione e il suo voler riscrivere un po’ una delle trame horror più sdoganate.

Quello che mi è piaciuto in particolar modo è la complementarietà tra la parte umana della protagonista, Maria Abascal, e la parte demoniaca, Abigail; questo fatto di una maledizione trasformata in un dono è uno dei patti col diavolo più banali e squallidi che si possano vedere.. Ma mi è piaciuto, e tanto, forse proprio per la sua ovvietà. La dualità di Maria e Abigail anima tanto questa serie: da una parte c’è appunto l’umana, la cacciatrice, quella che lotta con i suoi demoni presenti e passati e con un fratello deficiente che spero muoia entro subito.. Dall’altro, invece, c’è il demone nella più classica delle sue forme: quella del ‘valore aggiunto’, che rende straordinario ciò che altrimenti sarebbe meno che ordinario.

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La storia alla base, come detto, per quanto sdoganata è buona: la storia di questo ‘santone’ di una specie di setta, Enos Abascal, – padre di Maria e David – che torna sulla terra per vendicarsi tramite rinforzi demoniaci di chi ha ordito la sua fine umana può funzionare. Ho anche trovato alquanto interessante anche la figura del reverendo Elijah Bledsoe, che per come è stato introdotto mi sembra largamente destinato a divenire il mentore di Maria. Quel prete ne sa, questo è fuori da ogni dubbio. E il fatto che la sua apparizione non fosse limitata soltanto a riscattare sua figlia Grace è dimostrato dal suo ritorno da Maria quando tutto era ormai concluso.

I richiami a L’Esorcista, ça va sans dire [traduco: che ve lo dico a fare], sono tanti ed inevitabili: occhi terrificanti, volti deformati, pose plastiche tutt’altro che umane o naturali, arrampicate sui muri.. Ciononostante, almeno per me, il paragone tra il famoso e – all’epoca – terrificante horror non è stato così ricorrente o scontato come si possa pensare.

In sintesi: il pilot mi ha convinta, trovo che abbia un bell’equilibrio tra i due mondi, viene dato il giusto spazio a tutto. La scena finale è stata agghiacciante, mi ha ricordato molto – se me lo concedete – The Devil’s Advocate, la scena in cui Barzoon sta per essere ucciso e chiunque incrocia mentre fa footing ha il volto deformato e demoniaco.. Con la differenza che questa scena finale è stata più ‘fine’: niente manifesti, nessuna manifestazione eclatante.. Le semplici ‘persone’, silenti, che si fermano e si voltano a guardare Maria mi hanno comunque trasmesso un senso di inquietudine. Detto questo, il mio secondo nome passa da #mainagioia a #vedichenagioiafinalmentearriva: questa serie mi piace, e continuerò sicuramente a guardarla e a rendervene conto!

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