Supernatural-Just my imagination (S11E08) & O Brother Where Art Thou?(S11E09) #Spn

Sapete cosa si dice a proposito del buon vino? Invecchiando migliora.
Ed è esattamente ciò che -a mio avviso- sta avvenendo in Supernatural.
Eravamo abituati, ahimè da lungo tempo, a midseason finali incapaci di lasciarci davvero con il fiato sospeso, ma questa volta complice una stagione davvero positiva e prove di recitazione sublimi, Supernatural torna a farci attendere con ansia la fine della pausa natalizia.
Come?
Lo scoprirete tra poco.

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Prima di addentrarci nei meandri (quanto sono forbita oggi!) della mia personalissima recensione, vi invito a passare dalla nostra  Pagina Facebook e colgo l’occasione per ringraziare le nostre affiliate Supernatural ~ Italia e Supernatural Italia.

“Just My Imagination”

Iniziamo con il dire che questo episodio è stato diretto dal signor Richard Speight Jr.
Immagino non ci sia bisogno di spiegare chi sia, visto e considerato che il signore in questione, ha portato sul piccolo schermo uno dei personaggi più amati e rimpianti di Spn: Gabriel.

Come ho già detto in precedenza, uno dei lati positivi di questa season 11 sono gli episodi filler mai completamene slegati dalla trama principale.
Perché, vi direte voi, consideri questo fatto positivo?
Semplice: nel corso delle passate stagioni, il numero degli episodi filler non legati alla trama, superava di gran lunga il numero degli episodi necessari allo svolgimento di essa. E questo fattore portava la seria ad un lento deterioramento.
Guardiamoci in faccia e siamo sinceri: qualcuno di voi ha amato alla follia una stagione dopo la season 5? Nope.
Complice la poca fantasia degli autori ed un cambio gestionale ai vertici -vi prego, fatemi dimenticare la gestione Gamble- qualcosa era cambiato nella serie e non in maniera positiva.
Quest’anno le cose sono nettamente migliorate e la serie sembra essere finalmente tornata a quei fasti di cui si sentiva la mancanza.

L’episodio in questione, senza entrare nel vivo degli spoiler, si basa principalmente su un fenomeno socio-psicologico piuttosto comune nell’infanzia: la presenza di un amico immaginario.
in questo caso, però, questo fenomeno è provato dall’esistenza di reali amici immaginari.
Viene così introdotta una nuova tipologia di creature: gli Zana, e scopriamo che Sam era solito conversare ed avere interazioni con uno Zana di nome Sully (citazione di Monsters è Co.? )
Sully si rivolge a Sam dopo aver scoperto la triste dipartita di un suo collega, Sparkle.
Non mi soffermo ad esplicare gli svariati motivi per cui la morte di Sparkle (sono una persona orribile, lo so) mi abbia divertito così tanto. Vi basti solo sapere che la scena riguardante la scoperta del cadavere e la relativa interazione con la madre della piccola amica, mi hanno portato a ridere ben più del dovuto.
E le espressione scioccate di Dean e Sam sono state esilaranti.
Dean ovviamente non vede di buon occhio Sully, o meglio non riesce a comprendere la motivazione per cui Sam ha ritenuto necessario rivolgersi ad un amico immaginario nonostante la sua presenza.
Scopriamo così che, per l’ennesima volta, le capacità genitoriali di John Winchester erano rasenti lo 0 assoluto.
Rivediamo quindi le versioni Teen di Dean e Sam, ale prese con le difficoltà causate dalla via per loro scelta da John ed il conseguente sentimento di inadeguatezza provato dal più giovane dei Winchester.
Giungiamo poi alla rivelazione che anche gli Zana sono a conoscenza della presenza di Amara sulla terra ed assistiamo ad una confessione che Sam, a mio avviso, avrebbe dovuto rivolgere a Dean e non a Sully.
Nel frattempo, Dean, riesce ad essere catturato dall’assassina di Zana ed assistiamo per l’ennesima volta ad un confronto straziante che riguarda la storia di due “fratelli”.
Sully ha causato -seppur involontariamente- la morte della sorella gemella della giovane assassina, scatenando in lei il desiderio di vendetta nei confronti di ogni Zana.

Il lieto fine -non per Sparkle- giunge dopo un confronto strappalacrime tra Sully e la giovane ed i due Winchester si mettono nuovamente in viaggio per tornare ad occuparsi della questione Amara.
Cosa sceglieranno? Seguire la via voluta da Sam o optare per una nuova linea offensiva?
Dean non ha alcuna intenzione di acconsentire alle idee del fratello minore, dunque cosa ci aspetta?

Punti di forza:
-Confronto Dean e Sam finale.-
-Ironia macabra che tanto mancava-

-Nessun distacco dalla storyline-
-Le citazioni di Dean-

Punti deboli:
-Poca azione-

Bonus:
-In questo episodio Dean e Sam usano gli pseudonimi di “Strummer” e “MacGowan”.
Ovvero  Joe Strummer dei The Clash e Shane MacGowan  dei The Pogues.
-Just my imagination è il titolo di una famosa canzone dei The Cramberries-
O Brother Where Art Thou?

Ed eccoci giunti al momento tanto atteso del Midseason finale.
Ci sarebbero mote cose da dire su questo episodio e probabilmente non riuscirei a seguire punto per punto tutto ciò che ho amato di esso.
Potrei persino iniziare parlandovi del ritorno del Dark Prince (Cit. Rowena) come primo punto, ma non amo essere banale per cui inizierò da qualcos’altro.

E cosa scegliere per primo se non la completa trasformazione di Amara nell’Oscurità che abbiamo conosciuto all’inizio della stagione?
Sarò sincera con voi: ho detestato la versione teen di Amara sin dal primo istante. Probabilmente una pessima scelta di casting o una voluta interpretazione del moderno comportamento delle Teen-Idol ( perché ammettiamolo, Teen-Amara era la versione odiosa e paranormale di Paris Hilton) avevano reso questo personaggio uno dei meno piacevoli della serie.
La versione adulta invece ha tutta la mia stima e comprensione.
Non fraintendetemi, so bene che tifare per il nemico non è esattamente la cosa più pregevole (coff…ho tifato per Loki in Avengers sin dal primo istante…coff) ma le motivazioni di Amara non sono forse comprensibili?
Proviamo a metterci per qualche istante nei suoi panni ed immaginiamo solo quello che possa aver provato nell’istante in cui ha compreso di essere stata “venduta” dal suo stesso fratello.
Certo, questo non giustifica le sue azioni, ma non riesco a condannare il suo desiderio di vendetta nei confronti di Dio.
Un Dio che, ancora una volta, risulta essere assente ed incapace di assumere le proprie responsabilità.
Perché Dean e Sam l’avranno anche liberata, ma chi è stato a rinchiuderla e renderla desiderosa di vendetta?!?
Ho amato la scena ed il discorso al gruppo di fanatici religiosi. E tralasciando la fine di quelle persone, le parole di Amara non risuonano poi così errate specialmente di questi tempi.
Amara a differenza di Abaddon o di Eve non persegue una ricerca del potere: lei vuole la vendetta per ciò che le è stato fatto dalla persona che amava più di chiunque altro.
E signori e signore, ora probabilmente verrò mangiata viva da gran parte del fandom, ma quanto posso amare le interazioni con Dean?!?
Ammettiamolo…la chimica e l’attrazione fra i due è ben evidente. Così come il legame che volenti o nolenti sembra unirli indissolubilmente.
Il modo in cui Amara ha tentato di spiegare le sue motivazioni a Dean, la maniera in cui ha compreso di non volersi appropriare della sua anima ma di desiderare un contatto più intimo e personale con lui.
Il modo in cui Dean stesso sembra percepire la sua presenza ed esserne irrimediabilmente attratto ed affascinato.
E…il bacio.
Quel bacio che anche Dean ha ricambiato e che ha avuto il potere di mettere in discussione la sua proverbiale lealtà verso il genere umano.
Perchè?
Amara ce lo spiega e lo spiega a Dean: sono legati. Legati da qualcosa che secondo le sue parole, andrà oltre la distruzione.

Ed ora arriviamo al fulcro dell’episodio.
Al momento che abbiamo atteso per anni e finalmente è giunto.
Il suo ritorno.
LUCIFERO.

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Mark Pellegrino mi era mancato terribilmente e sebbene in alcune puntate fosse stata fatta percepire la presenza di Lucifero, non abbiamo mai avuto modo di poterlo rivedere in maniera completa e nella sua magnificenza (si nota che lo amo, eh?).
Lucifero è tornato signori e signore e non so per quanto il mondo potrà godere di sonni tranquilli.
Ma procediamo con ordine.
L’idea di Sam di contattare Lucifer non è vista di buon occhio da Dean e ammettiamolo: non ha tutti i torti.
Perché in ogni occasione, Dean sembra prevedere una stronzata di Sam sin dalle prime avvisaglie di puzza.
Quindi…per quale motivo non rivolgersi a Crowley e scoprire in che modo poter conversare con Lucifero senza dover necessariamente aprire la Gabbia?
E perché non fare cacare sotto Crowley rivelando lui la vera identità di Amara e metterlo nella condizione di dover sottostare ad una nuova alleanza -temporanea- con i Winchester?
Tutto sembra procedere per il meglio. Persino la decisione di coinvolgere Rowena e il Libro dei Dannati.
Persino la discesa all’Inferno.
Ma, ovviamente c’è un ma, l’impazienza è ancora una volta portatrice di guai.
E il non aspettare Dean si è rivelata ancora una volta una scelta meravigliosa per Sam (sigh).
Se da una parte abbiamo una Rowena sbavante e  in adorazione ormonale per Lucifero ( come darle torto?!? E…AMO QUELLA DONNA!) dall’altra abbiamo un Sam spaventato e memore delle esperienze passate con l’arcangelo.
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In tutto questo c’è lui: Lucifero.
Meraviglioso e dissacrante come al suo solito. Dotato di quell’ironia e di quella mimica che portano lo spettatore ad amarlo e non a considerarlo un villain detestabile.
Lucifero rappresenta per Supernatural, l’apice della perfezione.
E Mark Pellegrino è qualcosa di assolutamente sublime.
Il suo discorso non fa una piega: Amara è stata liberata e loro hanno un disperato bisogno di lui (per loro includo anche Dio) per rimetterla al suo posto ed evitare l’Armageddon finale.
Ma…come fare senza un tramite?
E quale miglior tramite di Sam Winchester per tornare a calcare la Terra?
Poiché era questo lo scopo di quelle visioni, portare Sam all’Inferno ed in prossimità della gabbia per ottenere il consenso al suo utilizzo come tramite.
Ed ancora una volta il discorso non fa una piega: senza tramite Lucifero non potrà combattere quindi ci serve qualcuno da fare indossare come un condom.
Sam però non ha alcuna intenzione di cedere e convinto di stare solo portando a compimento le visioni inviate da Dio, tenta in ogni modo di trovare altre soluzioni.
Ma il povero Sam non ha capito un emerito cavolo per l’ennesima volta.
Ed è proprio Lucifero in persona a metterlo di fronte alla dura realtà: non è mai stato Dio ad inviare lui quelle visioni…è sempre stato LUI.
La spiegazione?
Dopo la liberazione di Amara, la Gabbia ha subito diversi cedimenti strutturali e Lucifero è riuscito a mettersi in contatto con Sam attraverso una delle fratture presenti in essa.
Lucifero dunque ha tutte le risorse per poter intrappolare Sam nella Gabbia insieme a lui e convincerlo -a modo suo- ad accettare l’idea di essere utilizzato come tramite.
Boom!
Bentornato zio Lucy! Ci eri mancato!

Come ho spiegato in precedenza ritengo questo episodio uno dei migliori midseason finali mai realizzati dal team di Spn.
Ho amato ogni singolo momento di esso ed ho apprezzato l’idea di fare tornare un personaggio meraviglioso come Lucifero.
Si percepiva la sua mancanza.

Punti di Forza.
-Il ritorno di Lucifero e la sua meravigliosa ironia.-
-Rowena sbavante per Lucifero-
-Dean e Amara-
-La collaborazione con Crowley-
-Amara-

Punti deboli.

-L’assoluta inutilità e stupidità degli angeli-
-Sam e la sua capacità di mettersi nella merda-
-Assenza completa di Castiel-

Bonus

-O brother, where art thou? è il titolo di un film del 2000 dei Fratelli Coen con protagonista George Clooney-
-Le numerose allusioni di Lucifer all’interno della gabbia, sono in parte riconducibili al gergo utilizzato in carcere dai detenuti.-

Supernatural si ferma per la consueta pausa natalizia e con lui mi fermo anche io.
Vi lascio con una serie di quesiti a cui immagino troveremo risposta solo con il ritorno della serie.
-Sam accetterà la proposta “indecente” di Lucifer?-
-Dean come prenderà la cosa?-
-Cosa dobbiamo aspettarci da un eventuale ritorno di Lucifero sulla Terra?-
-Ci saranno altri ritorni?-
-E in tutto questo…dove accidenti è Dio?!?-

Appuntamento al nuovo anno!
E che Zio Lucy sia sempre con voi!

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