Fear no more – Parigi, 13/11/2015 #NotInMyName

Solitamente, qui su Tv And Comics, siamo più inclini ad argomenti frivoli, leggeri.. E spero non me ne vorranno i ‘colleghi’ più ferrati in questo argomento, ma non potevo esimermi dal dire la mia riguardo ai sanguinosi fatti di Parigi avvenuti il 13 novembre. Cercherò di approcciarmi a quanto sto per trattare nel modo più discreto e rispettoso possibile, senza troppi J’accuse e senza presunzione, come sempre.

parigi 1311

Credo che un riepilogo dei fatti sia assolutamente superfluo, da giorni non si parla d’altro.. E talvolta si tende a farlo in modo errato, come per esempio ha fatto il quotidiano Libero, o come chi taccia gli Eagles of Death Metal di aver istigato gli eventi cantando delle lodi al diavolo.. Scusatemi, ma sono stanca di questa masnada di idiozie che non hanno ragione di sussistere. SVEGLIATEVI!

E’ difficile trattare a cuor leggero questo argomento, soprattutto quando – a differenza di altri – non si vuole avere l’ardire di considerarsi migliore di altri. E’ difficile perché sono umana esattamente come chiunque altro, e questa vicenda mi ha scossa profondamente. Mi ha scossa per la sua brutalità e per le sue modalità. E’ impossibile non pensare «Potevo esserci anch’io, lì in mezzo».. O pensare che poteva esserci qualche conoscente, o qualche amico.. O pensare anche solo a quanto questi fatti siano diventati improvvisamente reali per via della loro vicinanza.

Le immagini che si sono susseguite in questi giorni sono state agghiaccianti, dalla ragazza incinta appesa al davanzale di una finestra alla platea del Bataclan cosparsa di sangue e corpi senza vita, i boati del kamikaze fattosi esplodere vicino allo stadio e l’eco dei proiettili sparati dentro al Bataclan stesso riecheggiano ancora nelle nostre orecchie e non se ne andranno molto presto.. Per questa serie di motivi ho scelto, come immagine principale di questo articolo, lo scatto di questo striscione. «Même pas peur», «Comunque non abbiamo paura». No, non sono uno di quegli sciacalli in cerca di big likes disposto a pubblicare qualsiasi cosa pur di ricevere attenzione.. Preferisco magari scrivere qualcosa di nicchia che leggeranno solo parenti e amici – forse – ma usare una foto relativamente bella, contenente un messaggio di speranza.

Perché è di questo che, oggi, abbiamo bisogno: di speranza, di coraggio, di non avere paura. Perché non basta indignarsi davanti a quello che accade, o dire «Non andrò più in metropolitana per non trovarmi coinvolto in un attentato». E’ proprio questo che vogliono portarci a fare: a sentirci costantemente in pericolo, a cambiare le nostre abitudini dando loro un potere su di noi che non hanno. Il loro primo terrorismo è psicologico, atto a minare la libertà individuale e ciò che più amiamo fare: ascoltare musica, bere una cosa con gli amici.. Andare allo stadio.

Sono state rubate tante vite, molte più delle 129 dichiarate. Madri, padri, fidanzati, compagne, mariti, figli, amici.. Troppe vite sono cambiate, troppo è andato perso e non tornerà più come prima. Perché sì, ci si rialzerà come sempre, ma almeno all’inizio le spalle saranno sempre un po’ ricurve come se si temesse l’arrivo di qualcosa.

Sapete, in tutto questo, che cos’è che mi fa più rabbia? Vedere quanta ignoranza c’è in giro, quanta stupidità, quanta pochezza.. Da «Mai nessun’altra religione ha ucciso in quel modo nel nome del suo Dio» a «La colpa degli attacchi al Bataclan è degli Eagles of Death Metal perché con la loro musica hanno inneggiato al demonio e risvegliato la furia dei terroristi». Qualcuno, nella fattispecie degli estremisti vegani, hanno addirittura additato le abitudini alimentari dei francesi come causa scatenante degli attacchi.. Ora perdonatemi la volgarità, ma sono la sola a pensare che questa gente di merda dovrebbe guardarsi allo specchio e sputare sul volto che vede riflesso? Io non provo rabbia e non nutro rispetto per questi esseri che non meritano nemmeno avvalersi della libertà d’espressione, se questa serve ad esternare simili cazzate.. Provo solo profondo disgusto.

parigi1

La kermesse per i fatti di Parigi non si è fatta attendere: giornali, TV, social.. Tutti ne parlano. In linea di massima, la condanna è unanime.. A ragion veduta, naturalmente, tuttavia io mi sento anche di  valutare diversamente i fatti. In che senso? Nel senso che io farei un passo indietro di qualche mese, ai primi veri attentati francesi: l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo. Dal momento che mi trovo qui a scrivere e voi, democraticamente ed indipendentemente dal vostro pensiero, siete qui a leggermi, avrei l’obbligo ‘professionale’ di difendere la libertà d’espressione.. Non fraintendetemi, non sono una di quei destroidi arroganti che non tollerano la satira, ma credo che ogni cosa a questo mondo vada fatta con criterio. La satira, si sa, è dissacrante per natura. Tuttavia, ritengo che ci siano cose su cui non si debba essere dissacranti.

Un esempio: molti lettori sono di religione cristiana. Se su un giornale satirico voi trovaste delle vignette irriguardose e quasi blasfeme su Gesù, come la prendereste? Male, suppongo [prendo male io il sentir parlare di Loki come figlio di Odino come Marvel insegna, figuriamoci come potreste prenderla voi!]. Tuttavia, va detto che noi occidentali abbiamo un concetto diverso della fede, della sacralità e di ciò che è dissacrante.. Lungi da me il fare di ogni erba un fascio, odio generalizzare e non intendo iniziare dal mondo islamico.. Ma questi esseri – vi chiedo scusa ma non riesco a trovare altro termine per definirli – hanno una visione diametralmente opposta a quella che abbiamo noi delle cose. Per loro, i fondamentalisti intendo, ogni cosa è un pretesto.. Un modo per ‘attaccare briga’, per ritenersi oltraggiati e sentire il bisogno di difendere le proprie radici [cosa che noi europei non sappiamo più fare, sappiamo soltanto piangere dopo].

Sembrerà uno dei soliti luoghi comuni, ma la nostra è una società molto strana.. Una società social capace di commuoversi ed indignarsi per un cane poliziotto ucciso da un kamikaze che si fa esplodere, ma incapace di guardare al di là del proprio naso. Viviamo in una società di neo-specializzati in teologia, in politica estera, in tattiche militari.. Ma ancora capace di pensare che chiudere le frontiere sia l’unico modo per fermare i terroristi. Perché nessuno vede le cose come stanno e nessuno sembra capire che il nemico non è alle porte: il nemico è nato nelle nostre stesse città, ha frequentato la nostra stessa scuola, divide i nostri stessi spazi.

La realtà è quella che è, è un’offesa per ogni individuo normodotato il fatto che si tenti di edulcolare una pillola amara da mandare giù.. Ma credo che sarebbe ora di smetterla di farci trattare come un gregge che si fa mettere in riga dal primo cane che ci abbaia contro. Perché diciamo la verità: la colpa è nostra, che ci accontentiamo di ciò che ci viene raccontato senza mai volerci prendere la briga di capire quanto c’è di vero e quanto no, quanto ci viene detto e quanto ci viene taciuto. Un esempio: nel corso delle partite amichevoli delle varie nazionali di calcio, si è osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Parigi. Cosa ci hanno mostrato le TV? Tifosi che cantano La Marsigliese, applausi, facce tristi. Cosa ci ha nascosto? Nel minuto di silenzio osservato dalle nazionali di Turchia e Grecia, i tifosi turchi hanno fischiato e inneggiato ad Allah.

Qualcuno vuole considerarlo un atteggiamento incivile? Per certi versi, questo qualcuno ha ragione. Ma guai a noi, ritenerci migliori di loro. Perché, diciamo la verità: quanti di noi si commuovono, si indignano, provano rabbia o accendono una candela quando a cadere vittima di questi stessi carnefici è il popolo siriano? Quanti di noi si sentono in dovere di gridare «Bastardi assassini» quando le loro stragi non toccano la nostra bambagia? La nostra indifferenza è letale quanto ogni loro barbarie.. Siamo dei bastardi assassini quanto loro, mettiamocelo in testa. Il generalizzare è assassino; il voltare la faccia dall’altra parte è assassino.. L’occhio per occhio a cui i governi che hanno creato e messo mano al portafoglio per creare l’ISIS ci vogliono portare è assassino. Perché è a questo che vogliono portare noi, piccole ed insulse pedine: a scannarci tra di noi come bestie per il loro lurido mercato delle armi, per il loro sporco petrolio, per i loro maledettissimi eserciti.

E allora, almeno per una volta, usciamo dal cono d’ombra nel quale ci vogliono costringere: io non voglio credere alla stronzata cattolica del «Siamo tutti fratelli», ma voglio credere che, come mi ha detto una persona, siamo tutti sotto lo stesso cielo.. E che la mia vita in quanto tale non valga più di quella di una ragazza siriana. Che il mio culto in quanto tale non sia più rispettabile di quello di chiunque altro.. Credo, però, che il mio diritto a vivere da persona libera sia inviolabile. Ragion per cui non permetterò mai a nessuno di limitarmi, o di farmi sentire un possibile bersaglio, un semplice puntino tra tanti da far sparire e basta.. Io ho scelto. Ho scelto di non avere paura, e di non permettere a nessuno di farmi avere paura. E voi?

Alziamo la testa.. Smettiamo di avere paura.. Smettiamo di permettere a chiunque, governi o terroristi, di farci avere paura.

2 pensieri su “Fear no more – Parigi, 13/11/2015 #NotInMyName

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...