#AmericanHorrorStoryHotel – Devil’s Night #AHS #AHSHalloweenSpecial

Halloween, si sa, è sempre un appuntamento molto importante per American Horror Story.. Quest’anno, però, è stato qualcosa di veramente speciale. E’ stato un episodio grottesco.. Talmente grottesco da risultare eccelso. Non uso spesso questa parola, ‘eccelso’, ma in questo caso non posso usare che questa.
Ma non indugiamo oltre: se avete lo stomaco forte e la coscienza debole non esitate: prendete una sedia ed accomodatevi alla cena più raccapricciante a cui parteciperete nella vostra vita.

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Episodio ricco di avvenimenti interessanti ed importanti, ma è d’uopo dare ampio spazio a questa bizzarra cena, prima di ogni altra cosa. Grottesca, oltraggiosa.. E’ stato superato un grande, grandissimo limite in questo episodio.

Cena molto particolare, per usare un eufemismo.. La crème de la crème del crimine – reale – americano ha trovato asilo all’Hotel Cortez, almeno per una notte.. E che notte! La notte del diavolo – non ditelo a padre Amorth o arriva a farmi il pippone -, quella osannata da serie TV, film e quant’altro.. ‘Leggende’ del crimine made in USA siedono alla tavola di James March per rendergli omaggio.. Un grande rischio, quello di cui Murphy e soci si sono fatti carico: far rivivere – anche solo per una notte – criminali del calibro di Jeffrey Dahmer – di cui vi darò approfondimenti più avanti – può essere interpretato come uno schiaffo morale ai familiari delle vittime di questi non troppo distinti signori.. Murphy si è assunto questo rischio, e a parer mio gli è andata non bene, ma di lusso.

Un tappeto rosso sangue, dunque, quello che conduceva a James P. March, su cui sono passati criminali come Aileen Wuornos (una prostituta rea di sette omicidi, deceduta nel 2002. Ad interpretarla una nostra vecchia conoscenza: Lily Rabe), “The Night Stalker” Richard Ramirez (14 omicidi in circa un anno, deceduto nel 2013), “Il Cannibale di Milwaukee” o “Il Mostro di Milwaukee” Jeffrey Lionel Dahmer (17 vittime accertate, deceduto nel 1994), “Killer Clown” John Wayne Gacy (33 vittime, deceduto nel 1994, interpretato da un’altra nostra conoscenza: John Caroll Lynch, alias Twisty the Clown nella passata stagione di AHS), e Zodiac (identità tuttora sconosciuta, 5 vittime accertate ma se ne stimano tra le 20 e le 28).

Sostanzialmente, la domanda è soltanto una: per quale ragione raccogliere questo nugolo di criminali cinematograficamente ultra-celebrati affinché rendano omaggio a James P. March.. Ed inserire in tutto questo John Lowe, attualmente vivo e vegeto? Le ipotesi si sprecano (prima vi dico quelle più quotate dagli altri, poi la mia): una sorta di rito di iniziazione alla Shining, una mossa extra per ammorbidire l’effetto filler.. Ma la mia idea è un’altra: che il nostro integerrimo poliziotto sia una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde e dietro ai vari omicidi legati ai comandamenti ci sia proprio lui.

Sebbene i vari movimenti moralisti americani troveranno – probabilmente a ragion veduta – molto da ridire riguardo a questo melting pot criminale, io l’ho trovato un colpo di genio di una sottigliezza assoluta.. Sebbene fossero tutti ‘amabilmente in armonia’ intorno ad un tavolo ove rendevano omaggio al loro mentore, James March, ho trovato quest’armonia di una crudeltà e di un’efferatezza assolute. Diciamo che, in sé e per sé, ha reso perfettamente l’idea di come è stata la vita di questi efferati serial killer: tranquilla, nonostante tutte le vite spezzate e strappate che avevano sulla coscienza.. Non parliamo proprio di personcine per bene.. Parliamo di stupratori, di pedofili, di necrofili, di cannibali.. Eppure, ciononostante, questo convivio ha un senso. Un ultimo cenno va riservato all’incredibile somiglianza fisica tra i veri serial killer e quelli dell’episodio.

In molti considerano questa stagione di AHS inconcludente, con tanti fronti aperti e nessun fronte sensato.. Pur rispettando questa opinione, mi sento in dovere di dissentire. I vari fronti aperti stanno convogliando tutti in un unico punto, e questo punto è talmente macroscopico da non essere stato notato dai più: è l’Hotel.

So di tirarmi addosso l’ira e lo scherno di alcuni, ma sono orientata a considerare questo capitolo dell’antologia come il mio preferito in assoluto – non male per una che non lo voleva nemmeno guardare, vero? – in quanto sofisticato, brutale, altezzoso e cruento. La capacità di trattare determinati argomenti ‘scomodi’ è innata.. E ho notato una cosa che ad altri – con cui ho parlato, non mi sto inventando nulla – è sfuggito: è una stagione molto incentrata sulle mamme. Alex, miss Evers, Iris, La Contessa.. Apparentemente sono donne agli antipodi, eppure sono tutte mamme, a modo loro. E a parte La Contessa – per ora – tutte sono accomunate dal fatto di aver perso, materialmente o meno, il proprio figlio (maschio in tutti e tre i casi).

Molto interessante anche il risalto dato finalmente a Liz Taylor: differentemente a quanto apparso agli inizi, questo è un personaggio che ha molto da dire.. Emotivamente e materialmente, non soltanto come ‘contenitore’ delle storie dell’hotel. Ma, personalmente, trovo molto interessanti tutti i fattori in gioco tranne uno, ormai lo sapete.. E sono davvero curiosa di capire dove si andrà a finire, cosa uscirà da tutto questo gran calderone.

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