#HawaiiFive0 – Ka ‘alapahi nui (S06E05)

Hawaii Five 0Venerdì sera Hawaii Five-0 ci ha regalato un episodio, Ka ‘alapahi nui, assai scoppiettante e intricato, che mostra come si voglia tornare allo stile della serie: action giocoso, ma con qualche riflessione mica male.

Provo ad andare con ordine.

Avviso come sempre che da qui in avanti ci saranno degli SPOILER.

Tutto comincia con l’omicidio dell’imputato in un processo per truffa.

Già l’inizio mette a dura prova la sospensione di incredulità dello spettatore.

Hawaii 5-0 - S06E05 (2)

Infatti un motociclista killer entra in un enorme grattacielo del governo, passando tranquillamente in mezzo alle guardie che non muovono un dito, dopodiché prende pure l’ascensore, sempre in sella of course, arriva al piano, lo attraversa e spara all’impazzata, riuscendo poi ad uccidere la sua vittima predestinata.

Quando arrivano i nostri il motociclista è ancora lì, sul tetto del grattacielo e riesce a fuggire saltando da un grattacielo all’altro.

Probabilmente deve avere i poteri di un super eroe.

Mentre il nostro simpatico killer fa quello che fa, la Five-0 si prepara ad una maratona di beneficienza, in cui Danno, pur avendo subito l’asportazione del rene per salvare il figlio, parteciperà, mentre quell’essere inutile di Grover no.

Già basterebbe questo per chiedere l’uccisione di tale essere, magari ad opera dello stesso motociclista, ma non pago di sfasciare gli zebedei al pubblico, con le sue tediosi lagne “ho l’artrite al ginocchio” fa pure la predica a Danno, dicendo che è l’anello debole del gruppo.

Un giorno andrò io ad uccidere Grover  a mani nude.

E per inciso manco sono una fan di Danno, ma tra i due c’è un abisso sia come personaggio, che come recitazione e considerando quanto Scott Caan, alias l’interprete dell’agente Williams, faccia schifo a recitare, vi dovrebbe far capire la pochezza di Chi McBride come attore.

Ma veniamo al caso della settimana.

La vittima, tale Kevin Harper, era imputato di sottrazione di denaro dalla società che gestiva, una catena di ristoranti molto in voga, con diverse persone che lo hanno denunciato.

La famiglia racconta che pagasse quei soldi per avere la protezione della mafia, insomma il pizzo.

La Five-0 indaga e scopre che quei soldi andavano invece a Messer: all’inizio Danno crede che questo tizio non esista, che sia uno pseudonimo inventato, magari dalla mafia, per prendere la grana senza troppi problemi.

La verità è ancora più contorta e qualche dubbio inizia a venirci quando viene fuori che la figlia di Harper, Aubrey, è fidanzata con il presunto killer e quando la madre le telefona per metterla in guardia, avendo scoperto la verità, l’adolescente se ne esce con: “Papà non era l’uomo che pensavi” per poi staccare e buttare il cellulare e fuggire con l’amato.

Grover e Kono scopriranno infine che dietro a Messer e alla sua famiglia non c’è altro che Harper, che si era costruito una doppia identità e aveva sposato un’altra donna, avendo altri due figli. Aubrey aveva scoperto il tutto e ne era rimasta scioccata, arrivando a chiedere al fidanzato di eliminare il padre.

Hawaii 5-0 - S06E05 (3)Nella rocambolesca fuga finale il killer muore, mentre la ragazzina si salva e McGarrett promette alla madre di lei che avrà delle attenuanti e non starà in galera molto.

La donna, distrutta, dichiara: “Ho già perso tutto, non posso perdere anche lei.”

Grover impara: questa donna avrebbe tutti i diritti di mandare a quel paese la figlia, ma ha capito cosa l’ha spinta a fare quel gesto, criminale sicuramente e non si è messa a sparare sentenze.

E a proposito di Grover, nel finale ci dobbiamo sorbire pure il suo sermone/discorso di incoraggiamento per la Five-0 prima della maratona di beneficienza: lode a Steve che ha pietà di noi e gli impone di tacere.

Ovviamente la maratona sarà vinta dai nostri.

Hawaii 5-0 - S06E05Cose negative: la troppa presenza di Grover, piattola fastidiosa e logorroica. Io non avrei niente contro il politicamente corretto, mi va benissimo la squadra multirazziale, non va bene per niente che il poliziotto nero debba sembrare un predicatore del sud, tutto casa, chiesa, famiglia, che crede di essere dio in terra e non ha un minimo di comprensione per il prossimo.  Chiediamoci perché Kono, altro personaggio politicamente corretto, funziona mentre lui no.

Cose positive: per fortuna molte, a cominciare dal caso, davvero interessante, che fa a pezzi l’immagine della famiglia americana e in particolare quella del “buon padre di famiglia.” Ho apprezzato non poco la figura della madre, che pur approvando che la figlia debba pagare il suo crimine, giustamente, non la abbandoni, capendo le sue ragioni e decidendo di aspettarla.

Felice poi del ritorno di Danno e delle sue adorabili scaramucce con Steve, soprattutto perché non riesce a tenere il passo della mente dell’amico, capace, da solo, di porsi le giuste domande sul caso e darsi anche le risposte per arrivare alla soluzione.

Hawaii 5-0 - S06E05 (4)A proposito: bentornato McGarrett. Sembra che la depressione sia in via di guarigione o quasi.

Anche se gli arrivano strane telefonate, mi sa che da Catherine.

Questa storia non è finita, come non è finita quella di Gabriel e la Yazuka.

Tra le note positive è da segnalare la presenza di Kamekona, i suoi mitici gamberetti e le sue trashissime magliette pubblicitarie, rifiutate dai nostri, che gli raccontano la scusa di non volerle sporcare nel fango.

Bell’episodio davvero.

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