From Another Universe – #CiaoNetflix: ecco perché ti amiamo

from another universeE’ arrivata da pochissimi giorni in Italia la tv del futuro, Netflix, che, con prezzi molto vantaggiosi ed un palinsesto veramente incredibile, rischia di affossare gran parte della concorrenza, compreso Sky, che trema da mesi e cerca di correre ai ripari.

Probabilmente il colosso di Murdoch corre meno rischi di tante altre reti, in particolare Mediaset, che già non sembra rendersi conto di quanto sia in difetto rispetto a Sky o alla sola Rai, la quale presenta un ottimo servizio di streaming.

Ma cos’è Netflix e perché fa tanta paura?

Proviamo a spiegarvelo.
E’ un network che trasmette serie tv e altri programmi per gli abbonati tramite internet.

Qualsiasi tv collegata in rete può avere accesso alle sue offerte. Di più: si può vedere in TV (Smart TV o con un Topset Box come Timvision), su cellulare, su pc e su tablet.

E’ differente, rispetto agli altri canali, perché offre la possibilità di vedere i programmi in lingua originale o doppiati a scelta dello spettatore e, soprattutto, perché è nota per produrre serie di grido come House of Cards, Daredevil, Sense 8, l’attesa Jessica Jones e molte altre. Serie che hanno ricevuto il plauso della critica e sono seguitissime soprattutto da un pubblico giovane ed esigente.

Ha inoltre un pacchetto di serie cult finite da tempo, come Fringe, che però non è compresa in Netflix Italia, per adesso, mentre vi sono le prime sette stagioni di un altro cult, Supernatural.

Netflix2Netflix Italia parrebbe aver stretto accordi con la Rai (sappiamo che Netflix era interessata) e questo spiegherebbe la presenza di tutte le stagioni andate in onda di Doctor Who, ovvero le prime otto. Sta programmando di produrre diverse serie prettamente italiane, tra cui una su Mafia Capitale ed una tratta da Suburra (il film di Sollima ora nelle sale), stringendo accordi con Cattleya, la stessa casa di produttrice di Gomorra.

E proprio l’accordo con la casa di produzione fondata da Riccardo Tozzi ha fatto imbestialire Murdoch che ha provato a mettere i bastoni tra le ruote, sostenendo, assurdamente, che la Cattleya potesse lavorare solo con Sky. E siccome le assurdità non arrivano mai da sole, Mediaset, per la prima volta in vita sua, ha dato ragione a Sky, ma tanto non è servito a niente e per fortuna.

E’ ben noto a tutti che Sky e Mediaset litighino per qualunque cosa e in genere finisce che Sky ci guadagni, tipo il caso recente in cui Mediaset pretendeva di avere dei soldi per continuare a far trasmettere in chiaro i suoi canali. Risultato:  questi canali non si vedono più su Sky che nel frattempo ha stipulato un patto con la Rai.

cattleyaDella serie: se Sky è indietro, Mediaset è al paleozoico.

La vera novità di Netflix è la mancanza di palinsesto, nel senso classico del termine.

C’è invece la presenza di un catalogo con varie opzioni tra cui scegliere, vari abbonamenti. Lo spettatore viene catapultato in questo nuovo mondo dove sa cosa vuole vedere, lo richiede al network e questi risponde indicandogli dove reperirlo, con quale formato, e soprattutto indicando quanto gli costerà optare per un pacchetto invece che per un altro. Siamo oltre la TV on Demand: siamo allo Streaming On Demand.

L’altra cosa interessante è che Netflix pare sia alla ricerca di nuovi talenti. Per dirla in parole semplici: avete in mente un’idea per una serie? Provate a mandarla a Netflix. Magari vi risponderà. E se pensate che sia una follia, ricordatevi che uno dei successi dell’anno, The Martian, è tratto da un romanzo autopubblicato.

Perché sosteniamo che si tratta della televisione del futuro?

Primo: il suo arrivo negli Stati Uniti ha dimezzato in pochi mesi lo streaming e il download illegale.

Secondo: le serie prodotte da Netflix hanno una peculiarità unica nel loro genere. Ogni stagione viene messa online tutta insieme. E’ successo così per House of Cards, Daredevil, Sense8 e tutte le altre. E l’abbonato si ritrova tutta la nuova stagione nello stesso giorno, avendo la possibilità di potersela vedere come e quando vuole.

Terzo: ogni stagione viene prodotta in pochi mesi, senza influenze esterne di nessun genere, sponsor e social network compresi. E ciò significa un abbassamento dei costi perché, credeteci, dover dare retta alle esigenze altrui, modificando in corsa una serie, è un costo enorme e difficilmente porta buoni frutti, anche se le tv generaliste continuano a pensarla diversamente.

Quarto: gli abbonamenti di Netflix hanno dei costi molti bassi, che in pratica distruggono la concorrenza o la costringono ad abbassare i prezzi. L’abbonamento base, che comprende praticamente tutto, è di 7.99 euro. Adesso capite perché Sky e Mediaset stanno tremando e hanno provato a mettergli i bastoni tra le ruote?

Purtroppo ci sono stati dei detrattori. Persone che hanno avuto il coraggio di chiedere: ma perché dovrei pagare per vedere le serie tv quando posso farlo gratuitamente tramite siti streaming?
Semplice, vi rispondiamo noi, perché quei siti non sono legali.
Ed è la differenza che c’è tra usufruire a costi minimi di un’opera dell’ingegno e rubarla.

La nostra speranza è che invece di fare guerre inutili si segua l’esempio della Rai e si creino accordi fruttuosi per entrambe le parti: a tal proposito speriamo che la tv di stato venda i suoi mitici sceneggiati a Netflix così avremmo la possibilità di poterli rivedere.

Non serve a nulla scatenare risse e polemiche contro chi ha avuto un’idea innovativa e la sta sfruttando al meglio, cercando di carpire il modo di sentire di ogni nuova nazione in cui sbarca e portando aria nuova.

Ah naturalmente Netflix ci paga.

Attendiamo il bonifico che vorremmo andare in vacanza alle Maldive per Natale.

Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

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