#AmericanHorrorStoryHotel – Mommy (S05E03)

Non c’è che dire: questo capitolo dell’antologia di American Horror Story sta facendo parlare di sé.. E tanto! Ne parlano i fans, ne parlano i non fans.. Ne parla anche il Parents Television Council (omologo USA del nostro Moige) che inveisce pesantemente contro questa serie definendola infame e scioccante. Quello che conta è che lo spettacolo continua, e questa settimana prende una piega un po’ più normale, per così dire.

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Altro bell’episodio.. Fisicamente più tranquillo: con meno massacri, meno caos, meno truculento. Ciò non toglie che sia stato un episodio più fine.. E che quanto affrontato sia meno meno doloroso.. Forse è stato ‘solo’ più empatico.

La tensione è molto alta, con questa storia degli omicidi legati ai dieci comandamenti della religione cattolica.. Come detto in occasione del pilot, questa cosa ricorda molto Seven, film con Brad Pitt in cui ogni omicidio è connesso ad uno dei sette vizi capitali, e non è un filone del tutto sbagliato.. Il fervore religioso, il bisogno di nascondersi dietro ad una croce o ad un qualsiasi simbolo religioso e di farsi portatori della giustizia divina in terra funzionano sempre! Non penso di esagerare se dico che, a parer mio, il vero fulcro di tutta la storia su cui si basa AHS Hotel si trova proprio in questo giustiziere dalla bibbia facile.. Ed il fatto che si sia ancora più che lontani dal trovare delle risposte a questa intricata vicenda rende tutto ancora più affascinante [sarebbe ben grave il contrario, trattandosi del terzo di dieci episodi].

Come ben sapete, le stagioni di AHS sono alternate: 1, 3 e 5 sono ambientate in era attuale, 2 e 4 in epoca passata.. A voler fare un paragone con l’ultima ambientata in era attuale, Coven, c’è una sostanziale differenza: se in Coven è stato chiaro fin dal principio chi rappresentasse una minaccia e perché, in questa stagione è sempre tutto in fase di evoluzione.. E ci sono alcuni personaggi in cerca di un senso.. Come Sally, per esempio. Io vorrei davvero capire il senso di quel personaggio all’interno di questa stagione di AHS.. Non fa niente, non influisce in niente, il pessimismo cosmico a confronto è un simpatico unicorno fluttuante che scoreggia nuvolette di zucchero filato. Mi rimane solo da capire se sono rincoglionita io che non ho ancora capito o se davvero non ha ancora un senso.

Così come mi è poco chiara la faccenda di Mr. March: è reale? E’ una visione di Tristan o c’è davvero? La sua cameriera sembra essere reale, ma il fatto che lui sia svanito all’arrivo di Will mi ha comunque lasciato il dubbio che, sicuramente, si chiarirà nelle settimane a venire.

Una sola cosa è sicura: c’è una nuova regina in città! Si tratta di Ramona Royale, interpretata dalla mia dea assoluta Angela Bassett.. Un’introduzione, per questo nuovo personaggio, a dir poco meravigliosa con tutte quelle citazioni al cinema definito di serie B, da Tarantino in poi insomma.. Che dire di lei? E’ una figlia, in poche parole.. Una figlia ribelle e punita da una Contessa di cui vediamo, finalmente, la vera anima malvagia.. Quell’anima e quella malvagità che vanno ampiamente oltre i rocamboleschi modi di provvedere al proprio sostentamento. Vediamo, quindi, una capostipite gelosa e possessiva, che punisce senza remore e senza preoccuparsi delle conseguenze. ora, però, farà bene a guardarsi le spalle..

Abbiamo anche visto un altro aspetto della Contessa: una donna raggirata e derubata fino all’ultimo centesimo.. Insomma: quella che, nei due episodi precedenti, ci è stata introdotta come una figura ben salda mostra – anche se col contagocce – gli scheletri contenuti nel suo armadio.

Ma la vera protagonista di questo episodio è stata Iris, il personaggio di Kathy Bates. Ditemi quello che volete: non sarà giovane, non sarà bella, non avrà il corpo hollywoodiano che quasi tutte le starlette presentano.. Ma Kathy Bates è una vera roccia, è uno di quei fattori insostituibili che fa vivere e vibrare i suoi personaggi come poche altre ‘più gnocche’. Come vi dicevo, mi dispiace vederla di nuovo nel ruolo della mamma costretta a decisioni difficili per il figlio (sebbene sia ciò che fanno un po’ tutte le mamme, in quanto tali) come già avvenuto in Freak Show, anche se ci sono comunque delle differenze sostanziali. Se il buon ragazzo con le chele d’aragosta era ricolmo d’amore per la madre barbuta, l’eterno ragazzotto con le zanne è ricolmo di risentimento verso la propria genitrice e non le risparmia nulla, arrivando a spingerla al suicidio. Apprezzabile il suo ripensamento in extremis, ma era proprio necessaria avere una vampira così avanti con gli anni?

Butta male, invece, per il povero John Lowe.. Il poveretto, alle prese con l’ennesimo delitto ispirato ai dieci comandamenti (con tanto di riferimento al brutale attentato a Charlie Hebdo) si trova anche alle prese non solo con le ennesime stranezze dell’hotel Cortez, ma anche con la sua famiglia che crolla come un castello di carte. Mi aspetto qualcosa di clamoroso da parte sua..

In parole povere, non si può assolutamente dire che il ritmo più blando abbia inciso sulla bellezza della serie, tutt’altro.. Anzi è andato ad approfondire una trama finora fin troppo lineare, andando a spulciare tra quelle piccole pieghe che la portano ad essere così crudele ed accattivante.

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