#FearTheWalkingDead – The Dog (S1E03) & Not Fade Away (S1E04)

In via del tutto eccezionale (si spera), doppio appuntamento con Fear The Walking Dead. Siamo già al terzo e quarto episodio dei sei previsti per questa prima stagione [ricordando che è già stata confermata la seconda e che per essa sono previsti 15 episodi], e pur non discostandoci dal filone narrativo presentato fin dalla prima puntata rivela dei nuovi elementi destinati a modificare la visione degli eventi anche per quanto concerne la serie madre, The Walking Dead.

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Iniziamo parlando di The Dog, ovviamente.. Episodio che tiene l’asticella della coerenza sempre sulla stessa altezza: drammi familiari sempre più approfonditi – a ragion veduta, in questo caso – e il pericolo sempre più incombente danno vita ad un ottimo episodio di svolta [teniamo presente che, in una stagione con un maggior numero di episodi, staremmo parlando di un midseason finale.. Solo che, data la brevità della stagione, lo si affronta quasi come un episodio qualsiasi].

Ho di gran lunga preferito questo episodio ai due precedenti: la minaccia non è più solamente un’ipotesi, è qualcosa di maledettamente reale in cui ci troviamo catapultati quasi senza rendercene conto. Il modo in cui è stata trattata questo nuovo contesto a tutti gli effetti apocalittico è stato piacevole ed esattamente come doveva essere: con una Los Angeles che va via via sgretolandosi, che cambia i suoi connotati e che fa da tetro portavoce di ciò che sta accadendo in tutto il mondo.

La flemma dei due precedenti episodi, apertamente contestata dalla sottoscritta, trova il suo perché e la sua giusta definizione in questo episodio.. E’ stato un po’ come se il mondo stesse cercando di premere sul freno per non finire giù nel baratro [rappresentato dal virus e dalle sue conseguenze], come se si aggrappasse con tutto le sue forze alle sue abitudini per contrastare un cambiamento che riconosce come devastante.. Ma in questo episodio si è visto benissimo che questo ipotetico freno si è spezzato e che il mondo si avvicina sempre più a spron battuto a questo cambiamento, conscio di non potersi più opporre in alcun modo.

Il punto di svolta cruciale di cui vi parlavo all’inizio, è presente ma tuttavia molto ipotetico allo stato attuale: la presenza dell’esercito rappresenta una novità sostanziale sia per quanto concerne Fear The Walking Dead, ma anche e soprattutto per la serie madre The Walking Dead. Mai, infatti, abbiamo visto un intervento delle autorità per questa emergenza.. E l’unica volta che l’abbiamo visto – parlo della quinta stagione di TWD, con Dawn ed i suoi nell’ospedale – sappiamo benissimo com’è andata a finire.
Che un corpo militare sia addestrato ad affrontare un certo tipo di emergenza, tuttavia, non è una cosa così nuova e fuori dal mondo.. Comunque sia, mi sorge ugualmente un dubbio: siamo davvero sicuri che questi membri dell’esercito che abbiamo visto in questo episodio siano ignari di cosa vanno ad affrontare e che siano preparati solo per formazione accademica e non per altro? Sarà che sono una complottista nata, ma per me è un no.. Ma lo scopriremo solamente più avanti, per ora ci è dato di sapere una sola cosa: che siano o meno preparati, sappiamo con certezza che ogni loro sforzo non porterà a nessuna miglioria.

Per quanto concerne, invece, l’episodio dal titolo Not Fade Away (che i Whedoniani come me ricorderanno come titolo del series finale di Angel) manifesta il chiaro intento di uccidermi con uno dei brani più belli nella storia della musica [ebbene sì, anche una come me ha un cuore], Perfect Day di Lou Reed.. Cosa che, a parer mio, con una Los Angeles sempre più ferita a morte crea un contrasto da pelle d’oca anche a chi è più cinico della sottoscritta.

Sentimentalismi a parte, l’episodio fila come la mozzarella sulla pizza: tutto sta precipitando, eppure è più che ventilata la speranza che qualcosa si possa ancora salvare, che in tutto quel caos ci sia ancora qualche particella d’ordine da cui ripartire. Quello che non riesco a comprendere di questa serie è il motivo per cui gli showrunners abbiano scelto di puntare così tanto sull’introspettiva dei vari personaggi e delle loro dinamiche. Viviamo già un paradosso, dal momento che sappiamo già come si evolverà la storia e a che cosa porterà tutto ciò che vediamo.. Aggiungere ancora particolari noiosi non giova particolarmente alla scorrevolezza della serie in sé, sebbene possano risultare fondamentali per capire come si è arrivati alla circostanza a noi ben più nota che ha come protagonisti Rick e soci. Eppure, come serie, riesce a mantenere alta l’attenzione su di sé proprio grazie a ciò che già conosciamo.. Sì, insomma: sappiamo della diffusione del virus e dei suoi effetti devastanti su scala globale, ma questo specie di ‘dietro le quinte’ ci illustra come il tutto sia avvenuto e in quale modo la società si è rapportata a questa catastrofica metamorfosi.

Strutturalmente, sull’episodio non c’è molto da dire se non che desta molti sospetti l’approccio della Guardia Nazionale a ciò che sta avvenendo.. E se nella serie madre non è mai stata presa in considerazione l’origine del virus, questa circostanza  porta lo spettatore ad avanzare per lo meno alcuni sospetti. L’esercito mente, ghettizza la popolazione relegandola al di là di un recinto.. Questo non può non voler dire «Hey, c’è qualcosa di losco, lo vedi?». Ciononostante, come detto in precedenza, il tutto lascia credere che la situazione possa essere diversa da come sembra e che non sia davvero tutto perduto. Quella luce nell’oscurità, oltre ad un significato emblematico che potete facilmente immaginarvi anche voi, fa chiaramente capire che la storia in sé e per sé ha ancora molte cose da dire e molti scenari da affrontare.. E soprattutto, buona parte di questi ipotetici scenari andranno affrontati nell’arco di due episodi. Il timore è che non vengano affrontati a dovere, o che si creino ulteriori situazioni che richiederanno all’incirca un anno prima di essere esplicati.

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