From Another Universe – Fox, qualità costante nel tempo

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In questi mesi abbiamo raccolto  diverso materiale su una casa di produzione, la Fox, che pare abbia nel suo dna il dover distruggere dei progetti interessanti oppure di crearne di orrendi, senza contare il mancato fiuto per gli affari di molti dei suoi dirigenti da far pensare davvero davvero male.

Le testimonianze in tal senso sono fin troppo numerose quindi ci soffermeremo solo su alcune di esse.

Vi avvisiamo che sono presenti SPOILER pesanti su Fringe, X-Men-Giorni di un futuro passato e Sliders!

bulworth-cinema-quad-movie-poster-movie-411301773Iniziamo da un progetto cinematografico che stava molto a cuore al celebre attore Warren Beatty: Bulworth – Il Senatore

Warren Beatty costruì un bel team di tre scrittori: Aaron Sorkin, Jeremy Pikser e James Toback. A causa di problemi familiari Pikser contribuì al processo di creazione solo in maniera sporadica, comunicando con gli altri per telefono e via fax. Beatty ha anche cercato di imparare dalla scrittrice Elaine May, ma era impegnata nella lavorazione del film Primary Colors con l’ex partner della commedia, il regista Mike Nichols.

Bulworth fu interamente composto in grande segretezza e edito dalla 20th Century Fox dopo lunghe ed estenuanti battaglie contrattuali, solo per un brevissimo periodo di tempo, e in pratica senza alcuna pubblicità. Come ha riportato Peter Swirski nel suo dossier su questo film: “Dopo che la Fox si è tirata fuori dalla produzione di Dick Tracy, Beatty ha usato la leva di una causa legale per ottenere una libertà artistica senza precedenti”, svelando solo l’ossatura della storia e di come sia riuscito a farsi finanziare ugualmente il progetto.

urlNon sarebbe l’unica cosa. La Fox ha deciso di ignorare volutamente la presenza di attori del calibro di Halle Berry, Isaiah Washington, Wendell Pierce, tutti attori afroamericani che hanno dei ruoli importanti o comunque significativi, anche se secondari. Lungi da essere un capolavoro ha comunque degli spunti di riflessione che sono stati completamente persi dalla Fox. Beatty voleva fare satira sull’ipocrisia e sul latente razzismo di certe corporazioni. Il comportamento della 20th Century Fox, che nella pubblicità e nella pubblicazione della versione dvd del film, ha deciso di ignorare la presenza di quegli attori e non ha fatto altro che avvalorare la tesi di Beatty.

Altro film che ha subito le ingerenze della Fox è X-Men 3.

28065b_X men 3 conflitto finale_RC_visoreLa saga cinematografica dei mutanti è sempre stata in mano al regista Brian Singer, grande fan di Xavier e co.

Dopo due film molto belli, soprattutto il secondo, dove le cose si stavano facendo molto interessanti, Singer ebbe l’occasione di dirigere un altro cinecomic, Superman Returns e chiese alla Fox di aspettarlo per il terzo film su cui aveva idee precise in merito.

Idee che erano evidenti da diversi dettagli di X-Men2.

E cosa fece la casa di produzione?

Non accettò di aspettarlo, prese Brett Ratner per il terzo film e ne uscì una sottospecie di aborto che macchiò per sempre la reputazione del regista: come dice il boss ormai tale reputazione è finita in fondo alla fossa delle Marianne.

Tra i cambiamenti imposti, l’esclusione delle Sentinelle, giudicandoli dei robottoni che non sarebbero piaciuto al pubblico e sarebbe stato qualcosa di stupido. In seguito Rothman ha rinunciato pure a Transformers.

Non appena Singer è tornato a dirigere gli X-Men, con lo splendido Giorni di Un Futuro Passato, ha deciso di fare tabula rasa di quanto perpetrato dalla casa di produzione, azzerando di fatto la saga dei mutanti, in particolare X-Men 3 e in larga parte X-Men2 sono stati più o meno cancellati con quel film.

Santo Singer subito.

Tra le memorabili perle da segnalare è bene rimarcare tre fatti.

Sminkiators (2)Primo: il merchandising di Star Wars. La Fox ritenne negli anni 70 (ve l’abbiamo detto che hanno metodo) che la saga lucasiana non avrebbe fatto un dollaro e quindi lasciò il 99% di tale merchandising a Lucas. Evitiamo commenti per non infierire.

Secondo: The Strain, la serie ideata da Guillermo Del Toro, finì prima di diventare una saga letteraria, tra le mani della Fox. Riportiamo le parole del regista sull’accaduto:
Il presidente del network è venuto da me e mi ha detto: vorremmo una serie con i vampiri ma non potresti renderla una commedia? Ovviamente ho risposto: no, grazie rivorrei la mia idea indietro.”

Del Toro continuò a scrivere la saga che ora è una serie di culto per un’altra rete, FX.

Terzo: Daredevil venne trasformato in un cinecomic molto leggero grazie a Rothman, facendolo diventare uno dei più clamorosi flop della storia del cinema.

Citando di nuovo Manuel: Marvel e Netflix sentitamente ringraziano.

E ora vi parleremo in dettaglio di due serie maltrattate dalla Fox con in comune la tematica degli universi paralleli: Sliders e Fringe.

window1Sliders visse tre stagioni travagliate sulla Fox e poi venne salvata da SyFy.

Perché travagliate? Perché gli episodi vennero mandati in onda in maniera un filo disordinata.

Ad esempio, Summer Of Love doveva essere il secondo episodio, ma scivolò al sesto posto. A dire il vero dei dieci episodi della stagione di debutto gli unici ad andare in onda correttamente furono il pilota (doppia puntata) e gli ultimi due. Nella seconda stagione (da 13) quello che è stato season finale era in realtà il sesto della stagione per come era strutturata la storia. La conseguenza più esilarante di questa VACCATA è esemplificata dal fatto che un episodio finisce con un cliffhanger… risolto nella puntata andata in onda la settimana prima.

screen-shot-2011-08-18-at-9-43-41-amNon bastasse ciò la Fox pensò bene di limitare l’eccessiva (sigh) libertà creativa di Tracy Tormé e Robert K.Weiss. Alla fine Tormé, stanco delle ingerenze, decise di lasciare all’inizio della terza stagione, anche a causa dei problemi di salute del padre (Mel Tormé). Rothman ha pure preteso e ottenuto di veder messi in parodia alcuni film ma questo non è piaciuto ai fan tanto da creare un sostanziale calo negli ascolti. La diretta conseguenza di questa debacle fu la modifica del cast e l’eliminazione di Arturo, sostituito con un personaggio, il cui ruolo era preso dall’attrice Kari Wuhrer e il rifiuto di Tormé di proseguire nella creazione dell’episodio finale della terza stagione. L’autore citò The Exodus come punto più basso della serie aggiungendo che fu tra le cose peggiori mai fatte in TV.

screen-shot-2011-08-20-at-9-00-55-amLa serie ha uno spunto non inedito nella letteratura, ma di indiscusso interesse: i mondi paralleli, quelli dove le cose differiscono dal nostro per un dettaglio, magari di poco conto, ma più spesso no. Abbiamo così il mondo dove il tempo va al contrario, quello dove la guerra fredda l’hanno vinta i comunisti (Cribbio! Un incubo!), dove la guerra d’indipendenza è stata vinta dalla corona, o dove il sessismo è al contrario. Oltre ovviamente ai mondi più (o meno) avanti tecnologicamente.

Evidentemente annoiata di fare solo questa vaccata, si decide di fare anche dell’altro per la terza stagione, spostando la produzione a Los Angeles dalla British Columbia al fine di risparmiare qualche soldino. Cosa accadde esattamente?

screen-shot-2011-08-19-at-10-26-21-pm– John Rhys-Davies fu il primo del cast a lasciare la serie, ufficialmente per divergenze creative. Critico fin dalla prima stagione sulla qualità di scrittura della serie, era però supportato dalla FOX. David Peckinpah, divenuto produttore quando Tormé iniziò ad essere critico verso la serie, era il solo a volerlo fuori dalla show. Voci di corridoio dicono che Rhys-Davies venne licenziato per aver insultato ad una festa un dirigente che ottenne poi una promozione importante tale da poter controllare diverse produzioni, tra cui la serie. Altre fonti dicono che venne eliminato per far spazio a Kari Wuhre, che secondo la rete avrebbe dovuto attirare ragazzini e giovani adulti;

– Alla fine della terza stagione, La FOX cancella la serie.

Come detto, questi sono dei geni.

1b630bd8db5fa0e7fd43ac70067320e0_pt_xlMa prendiamo uno dei capi della FOX, ora passato alla Sony a sostituire quella mezza stordita di Amy Pascal (non a caso anche lei era alla FOX, negli anni 80: le vedete che c’è un disegno? NdBoss).

– L’assurdo editing di Die Hard 4 per renderlo un PG-13 anche se tutti gli altri film erano marchiati R. Conseguentemente, Bruce Willis non ha potuto dire la famosa frase “Yippie-ki-ya, motherfucker!”.

Tra le altre perle di Rothman:

– Ha detto no al quinto film di Alien, che avrebbe coinvolto James Cameron e Ridley Scott, al grido di “Abbiamo una buona sceneggiatura per Alien Vs Predator”.

– Ha affrettato la produzione del Pianeta delle Scimmie di Tim Burton, portando il registra a dichiarare “preferisco saltare da una finestra piuttosto che dirigerne il sequel”.

-Ha ordinato a Ridley Scott di editare “Kingdom of Heaven” (Le Crociate) per farlo diventare un film d’azione e avventura classico anche se Scott lo vedeva come qualcosa di più profondo.

-Non ha dato un budget decente ai due film de I Fantastici quattro prendendo un regista da commedia come Tim Story, preferendo uno stile leggero e da sit-com piuttosto che fare un film più Sci-fi o d’azione. Ed è sempre sua l’idea di Galactus come una nuvola.

Sminkiators (5)– Ha cestinato i piani per il sequel di Indipendence Day.

– Ha esasperato Stephen Norrington (regista de “La leggenda degli uomini straordinari) talmente tanto da costringerlo a ritirarsi. Stessa cosa stava per succedere con Alex Proyas durante le riprese di “I, Robot”. Proyas dichiarò di non voler più lavorare con la FOX finché Rothman ne fosse stato a capo.

E ora, signori e signori, veniamo alla perla che ci è rimasta nel cuore. Quella per cui pagheremmo per vedere implodere la Fox.

 fringe-stagione-3La progressiva distruzione di Fringe iniziata palesemente dalla quarta stagione con ingerenze talmente spaventose da far accorgere di ciò anche i fan meno attenti.

Qualche settimana fa vi parlavamo del fatto che furono gli shippers a rovinare la serie.

Vero, ma senza la collaborazione della Fox non sarebbe successo nulla.

Prendiamo la BBC e Doctor Who: gli shippers rompono, Moffat fa l’opposto di quello che chiedono, o risponde in modo chiaro attraverso i suoi personaggi, e la BBC si schiera con il suo autore.

La Fox, invece, fa l’opposto.

SminkiatorsDobbiamo fare una premessa doverosa, altrimenti non si capisce bene il clima in cui hanno dovuto vivere gli autori. Reilly, allora presidente dell’emittente, non faceva altro che affermare che Fringe era una perdita e che, se fosse stato per lui, l’avrebbe chiuso subito. Effettivamente gli ascolti della serie non sono mai stati altissimi – se non nella prima e nella seconda stagione- per cui gli autori sono sempre stati costretti a lavorare con la spada di Damocle del rinnovo o della cancellazione. Non è certo un terreno ideale in cui far fiorire le proprie idee.
Se si è riusciti ad avere 5 stagioni è grazie al sostegno di chi, durante la diretta, faceva sentire la propria voce attraverso twitter. Da un certo punto di vista è stato un bene, dall’altro invece ha nuociuto alla serie. Perché il network ha preteso che venissero seguire le direttive di chi faceva più rumore, ossia gli shipper, che, ascolti alla mano, sono sempre stati una minoranza. Shipper che non hanno mai tollerato la figura centrale di Peter Bishop, e il suo rapporto con il padre. Andava bene solo come appendino di Olivia Dunham all’interno di una coppia la cui santità andava preservata. Ad ogni costo.

Quando è trapelata la possibilità che lui avesse avuto un figlio dalla Olivia “sbagliata” secondo i dettami degli shipper, si è cominciato a pensare ad escogitare un modo per far fuori il povero Henry Bishop.

Sminkiators (6)Tuttavia il peggio del peggio lo si è raggiunto dalla quarta stagione in avanti, da quando cioè il network, non pago di aver seguito le direttive della minoranza del fandom, minoranza chiassosa e indigesta ai fan seri, ha pure deciso di ascoltare coloro che avevano iniziato a seguire la serie perché il belloccio di turno (Seth Gabel. Per loro è bellissimo…) era stato promosso regular, quindi senza tener conto in nessun modo della storyline della serie.

Ci siamo dovuti sorbire episodi talmente assurdi atti a rendere utile alla storia il suo personaggio che ci hanno veramente sfibrato. Da segnalare negli annali dell’inutilità: “Everything is in right place” dove ci raccontavano per filo e per segno che il nostro Lincoln era così demente… ehm complessato perché non era andato al ballo della scuola.

Avevamo tre protagonisti profondi con traumi molto seri e verosimili e secondo le fan di questo soggetto tutto questo passava in secondo piano per il ballo della scuola.

Non facciamo commenti per evitare di essere volgari.

La figura di Lincoln è anche servita a levare dalle tolle Alt Liv, in modo da preservare la santità della coppia principale, con annessa sparizione di Henry e quant’altro.

Peccato che la storyline prevedesse il ritorno alla timeline originale.

E questa situazione portò all’esasperazione uno dei due showrunner, Jeff Pinkner (della Bad Robot, quindi lavorava per Abrams, non per la Fox), che, ufficialmente, lasciò la serie alla fine della quarta perché aveva altri progetti, in realtà perché stufo delle ingerenze della Fox: lui ci teneva moltissimo a tornare alla vecchia timeline.

E così Joel Wyman, showrunner al soldo della Fox, fu lasciato totalmente solo, anche se aveva ottime idee: fu sua quella di approfondire l’altro universo. E la cosa piacque così tanto ad alcuni produttori che una di loro pianse dopo la chiusura del ponte con il redverse e lei si era opposta a tale approfondimento.

Sminkiators (4)Anche la quinta stagione ha purtroppo subito ingerenze pesanti. Doveva essere finalmente la stagione di Peter Bishop, finalmente avremmo dovuto capire il perché di un pezzo importante della mitologia della serie e la Fox di nuovo ha fermato tutto, per paura che un’altra parte malata del fandom si rivoltasse contro di loro. Non solo abbiamo assistito a eventi che non erano in programma nella mente degli autori ma soprattutto hanno escogitato un nuovo personaggio, tirato fuori dal cilindro da un oscuro episodio della prima stagione, che ha portato gli eventi in una nuova direzione. Di fatto si è tentata la distruzione della mitologia della serie. Abbiamo detto che è stato fatto un tentativo perché nessun fan di Fringe che si rispetti e che ha vissuto la serie con amore, si è bevuto quella storia. A conferma del fatto che ci sia stata una pesante ingerenza della Fox in quell’ambito è pure arrivata un’affermazione dello stesso Joel Wyman, durante un’intervista fatta per il successivo Almost Human dove, senza essere interpellato in materia, ha detto: “La storia di Peter Bishop è ancora tutta da raccontare.” Il finale poi è un capolavoro di quell’arte chiamata “nonsense”. L’unico senso che potrebbe avere sarebbe uno schiaffo morale in faccia agli shipper ma non se ne parlerà mai. C’è però un avvenimento sospetto in proposito. Un giornalista che riceveva in visione i dvd degli episodi prima della messa in onda ha scritto un tweet, prontamente cancellato poco dopo, in cui si lamentava del fatto che la versione mandata in onda fosse più corta di 20 minuti rispetto alla sua versione. Avremmo voluto tanto riportarvi quel tweet ma non ci è stato possibile farlo. Però in molti lo hanno visto. Abbiamo assistito, Sminkiators (3)nuovamente, al viziaccio che il network ha di troncare i finali delle serie? Purtroppo non lo sapremo mai.

Anche Almost Human ha beneficiato del trattamento malefico riservato alle serie: gli episodi sono stati mandati in onda in un ordine diverso da quello in cui avrebbero dovuto essere trasmessi. Niente di nuovo sotto il sole in casa Fox.

Ci viene da porci un quesito: per farsi ascoltare dalla Fox occorre minacciare di morte i suoi autori? E, considerando il pessimo trattamento riservato a Wyman, ci viene da pensare di sì.

Articolo redatto da Simona Ingrassia e Silvia Azzaroli con la collaborazione del boss Manuel Bergugnat.

9 pensieri su “From Another Universe – Fox, qualità costante nel tempo

  1. Segnalo a proposito della Fox il caso clamoroso di Law & Order, di cui Dick Wolf nel 1988 girò 13 episodi dopo che la Fox gli aveva dato la luce verde per una serie di metà stagione, poi la rete di Murdoch si rimangiò quello che gli aveva promesso e alla fine, dopo che il pilota era stato respinto dalla Cbs, Wolf firmò un accordo con la Nbc, che trasformò Law & Order non solo in una delle serie televisive più famose e lunghe di sempre, ma la rese uno dei franchise più noti della televisione americana ed mondiale…

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  2. Tra l’altro credo che su Law & Order si potrebbe scrivere un articolo per From Another Universe, dato che è stata una serie pilastro, con i suoi spin off, della televisione americana, aprendo la strada ai crime drama moderni….

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  3. Pingback: Thoughts In The Attic – Volume 1.4 | TV And Comics

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